È colpa mia

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È colpa mia

Messaggio  vedoburroni il Sab Dic 19, 2015 4:28 pm

Salve a tutti, vi scrivo dal letto, luogo in cui mi rifugio sempre di più ultimamente. Nonostante pensi quotidianamente a farla finita, poi finisco per cercare e cercare quotidianamente roba su internet a proposito di depressione ecc..mio fratello direbbe che mi aspetto di trovare una parola magica, e probabilmente avrebbe ragione..è vero, forse io cerco un miracolo che arrivi dall'esterno, perché non riesco a smuovermi di mio..o non voglio? Questa domanda mi fa vergognare da morire. Com'è che a 26 anni una ragazza non trovi ragioni per vivere? Com'è che non provo più nulla? Ho una sensazione da un po'di tempo, è come se ci fosse qualcosa a soffocarmi il cuore. È proprio una sensazione fisica..il mio cuore si è chiuso, so che non è una diagnosi esattamente medica ma è quello che sento..è capitato a qualcuno di voi? Non provo interesse per nulla e per nessuno mi fa schifo vivere così. E non è il primo episodio che ho, per ciò sono davvero stanca. Io non la trovo la forza, mi sto isolando sempre di più perché non so cosa dire alla gente, perché jon provo nulla, è come se non mi importasse si nessuno. E così non si può vivere..

vedoburroni

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Re: È colpa mia

Messaggio  Pavely II il Mar Dic 29, 2015 5:40 pm

Mi fai venire in mente "un cuore in inverno".

(E' un film).

§

Il problema, ai miei occhi, se posso esprimere il mio punto di vista, è legato ad un errore.

Ossia, all'idea - dico a voler cercare il pelo nell'uovo - che si possano declinare in forma riflessiva i sentimenti positivi.

Cioè: qual è la differenza tra amarsi e amare?

In realtà, a rigor di logica, non c'è alcuna differenza.

Pure: sono perfettamente convinto che tu colga una differenza.

Accantoniamo l'amore e guardiamo all'origine dell'amore: la felicità.

F e l i c i t a r e: immagina che sia un verbo. In italiano esiste "felicitarsi": tipo: "mi felicito con te".

Fai uno sforzo: e immagina il verbo felicitare in forma attiva: "io felicito qualcuno".

Ci riesci?

§

Se ci provi, sblocchi il cuore.

Intendo: se capici che felicitare può essere un verbo attivo --- io Pavél felicito Leah (la mia fidanzata) --- hai fatto il primo passo.

E, credimi, neanche te ne accorgi. Il Pak si scioglie. (Io felicito scrivere... io felicito il mio cane... io felicito mio fratello... si capisco che felicitare può essere un verbo...).

Il ghiaccio si incrina. Vedi qua? Dico qui... nel cubetto del ghiaccio attorno a cuore... Io felicito questo cuore.

Mmmhhh...

Il felicito il mio cuore.

Si può dire?

E' un crimine dirlo?

(Non lo so).

E anche se fosse: sarebbe un meraviglioso crimine.

§

La felicità è madre dell'amore.

E osserva come madre della felicità sia la tristezza.

(Se hai visto Inside-out intuisci cosa sto dicendo).


Pavely II

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