Dalla frustrazione sessuale alla verità sul Mondo

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Dalla frustrazione sessuale alla verità sul Mondo

Messaggio  newnew il Mer Nov 04, 2015 12:54 am

spinoffo così possiamo concentrarci sul tema.

Ganimede50 ha scritto:Che siano stati fatti ragionamenti sessisti è fuori di dubbio; leggeri comunque, e non c'è dubbio che se ne possano fare nell'altra direzione. D'altra parte chi li ha fatti è uomo, e vede le cose dal suo punto di vista. Che siano luoghi comuni è tutto da dimostrare, almeno alcuni di essi. Comunque, idea personalissima e tutta da dimostrare anch'essa, nell'eventualità in cui la depressione provenga anche da fattori esterni, questi fattori comprendono praticamente sempre le donne, se guardiamo gli uomini. Se guardiamo le donne è meno frequente che c'entrino gli uomini, in senso di maschi. Sì è sessista; se uno vuole ribalta la frittata: è colpa vostra, è vostro il problema, che sia di relazione, estetico o che altro, perchè dovrebbe essere "colpa" delle donne, che responsabilità hanno? Seguono la loro natura! Giustissimo. Allora ricado su una diversa forma sessista: "che sfiga nascere uomini" Smile

La parola sessista viene spesso usata per demonizzare l'interlocutore, per farlo stare zitto.

Perché certi discorsi sono tabù, e toccare un tabù ti rende un reietto, non sei più degno di empatia o di pietà.

E' come con gli apostati, che in certe culture si devono guardare pure dalla madre. O come durante una guerra civile, dove il vicino di casa che magari prima era amico diventa un demonio da annientare.

E' come se qualcuno commentasse "è un peccato che il sistema stia portando all'invecchiamento e all'esaurimento della popolazione europea, e alla sua sostituzione con masse di immigrati da altri continenti, forse con il fine di controllare meglio la popolazione (dividi e domina, si dice), forse con il fine di esaurire anche loro, in un buco di nero di sfruttamento che ingoierà tutta l'umanità". ecco si, probabilmente c'è una nota razzista in questa interpretazione di ciò che accade, ma fermarsi a questo vorrebbe dire troncare una discussione che magari in fondo poteva fruttare degli spunti interessanti.

Ganimede50 ha scritto:Poi, d'accordo che la definizione di "uomo medio" non esiste; ebbene TUTTI gli uomini cercano lo "scopaggio", ci mancherebbe; facile o difficile che sia; come pure tutte le donne lo cercano; come tutti cercano l'amicizia; come pure tutti (vi concedo il quasi tutti) cercano l'amore.

La ricerca dello "scopaggio" non è a livelli naturali.

Siamo bombardati dai media, pubblicità, film, amici, conoscenti, familiari. Tutti a cercare di manipolarti, a far passare il messaggio che se hai una bella donna, un bel lavoro, una bella macchina, una bella casa, vali, sei importante, se non ce li hai, invece, sei un miserabile.

La società tutta venera i ricchi e biasima i poveri.

Gli uomini non sono che bambini cresciuti. Io vedo continuamente bambini (cresciuti) che vengono trattati bene o male a seconda del fatto che siano nati da genitori ricchi o genitori poveri. E' disgustoso. Questa gente non appartiene alla mia specie. Siamo di razze differenti, io non ho niente a che spartire con essi. Loro sono delle scimmie senza pelo. Animali. Della mia specie ce ne sono pochi, non hanno niente a che spartire con gli animali in cui mi imbatto in ogni dove.

Ganimede50 ha scritto:Ci sono uomini che a volte mi stanno sulle p**e, perchè sono fatti solo di apparenza, non gli importa niente di trattar male ai più deboli di lui, non si fanno problemi a prendersi ciò che vogliono loro, mai farebbero qualcosa, o darebbero a qualcuno la loro amicizia, in modo gratuito. State pur certi che questi scopano come draghi.
Poi ci sono gli uomini che se volete sono un po' più fragili (non volendo dire buoni), cercano di venire incontro elle esigenze degli altri, anche se non sono amici loro, cercano di andare da chi ha più bisogno. Che bravi! "Eccone uno su cento che non mi approccia solo per motivi sessuali!", "finalmente un'amico! Che mi accetta così come sono!"

Hai pensato all'eventualità che i "bravi" sono bravi perché valgono poco, e quindi gli viene istintivo cercare di compiacere il prossimo, mentre i "non bravi" non sentono l'impulso a doversi aggraziare nessuno? Magari lo fanno in base al calcolo, alla convenienza, però non gli viene naturale.

Sei sicuro che siano i "bravi" quelli che si comportano in maniera corretta?

E se fossero i "non bravi" quelli nel giusto?

Ganimede50 ha scritto:Sappiate che la seconda categoria cerca gli "scopaggi" tanto quanto la prima, perchè come i primi ne hanno bisogno. Ma col cavolo che li trovano. Tanto più disinteressati sono i loro intenti, tante meno ragazze gliela danno. Gli uomini si dividono in 3 categorie: quelli che non interessano, gli amici, e gli stalloni. Le donne si dividono in 2 categorie: quelle che piacciono e quelle che non interessano. Non so se mi sono spiegato.
Secondo me questo ragionamento (per quanto approssimato e pressapochista, infarcito di luoghi comuni) può spiegare 2 dei maggiori e frequenti problemi di uomini e donne: mancanza di gnocca, mancanza di amici sinceri.
La conclusione che traggo non è che le donne hanno meno gatte da pelare, o che siano più vincenti. E' che alla fine vince il vincente, maschio o femmina che sia; e i perdenti, idioti, maschi o femmine che siano, ne vanno a dare ancora ai vincenti, amicizia o sesso che sia.
The winnwr takes it all!!! Questa è l'unica verità

Sono tendenzialmente d'accordo.

Il suggerimento che voglio dare è che potrebbe essere giusto così.

Ganimede50 ha scritto:
Ps: mi scuso ancora se mi sono sfogato nel post altrui, io tento di capire le rogne degli altri, e dove posso tento anche di comportarmi di conseguenza nella vita. Puntualizzate giustamente le venature misogine, non sarebbe male tentare di capire il contenuto dei commenti da maschietti, o no?

Non ritengo utile pretendere che le donne capiscano, accettino o condividano i problemi degli uomini.

Se qualcuna dà qualche spunto interessante ben venga, ma meglio prendere i loro suggerimenti con le pinze, essendo il loro vissuto così diverso dal nostro.

Ganimede50 il quesito con cui mi sto confrontando adesso è: se la società ci ha mentito sul funzionamento dei rapporti uomo/donna,
se tutto quello che ci è stato insegnato è sbagliato, ovvero va a vantaggio degli altri, non di noi stessi,
forse, non sarebbe tutta la nostra morale, da prendere e buttare nel cesso?

Ogni concetto fino alla più banale preferenza del bene sul male, potrebbe essere una manipolazione a cui siamo stati indotti a nostro svantaggio?

Dico io, effettivamente, è assolutamente vantaggioso che GLI ALTRI siano buoni, che GLI ALTRI siano generosi, che GLI ALTRI non facciano a me quello che non vogliono che io faccia a loro, che GLI ALTRI amino il prossimo proprio come se stessi, ecc... ecc... ecc...

Forse, non è il Mondo a essere sbagliato, non è il Mondo a essere malvagio, ma, siamo noi, sono io, sono io che sono stato tanto stupido da lasciarmi trarre in inganno.

Il Mondo è perfetto e funziona perfettamente. Sono io che lo interpretavo secondo una chiave di letura sbagliata, una chiave di lettura che altri hanno concepito e mi hanno dato.

Io sono stato pigro, non ho ragionato con la mia testa, ma ho accettato le conoscenze, gli ideali, degli altri.

Ora sta a me, disegnare la mia mappa, disegnarla più fedelmente possibile a come vedo il Mondo.

Non sarà grazie alla mappa che altri hanno scritto per proprio vantaggio a mio discapito, non sarà grazie ad essa che io potrò andare dove voglio andare.

Sarà grazie alla mia mappa, fatta da me e per me, per il mio bene, che io potrò andare dove intendo andare.

https://www.youtube.com/watch?v=RSFX9D7jZCs

Morpheus ma dove C**** sei finito! Non c'ho capito un c**** rifammi lo spiegone!!!! XD

Ciao Wink

newnew

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Re: Dalla frustrazione sessuale alla verità sul Mondo

Messaggio  merla il Mer Nov 04, 2015 2:29 pm

boh....un po' m'avete chiamato in causa...

Francamente io non mi sento misandrica, perché mi fanno rabbrividire i discorsi che alla fine sono identici e perfettamente speculari sia quanto provengono da uomini sia da donne. Non riesco a vedere la differenza tra un luogo comune e l'altro, davvero.

Al di là di questo condivido il fatto che uomini e donne, forse per biologia, sicuramente per educazione e per cultura, parlino molto spesso linguaggi molto differenti e ragionino in modo differente.
Però sinceramente in queste generalizzazioni (l'uomo, la donna, alfa, beta, omega, scopaggi qui, scopaggi là che diventano serbatoi di autostima (!!!) o di sentimenti (!!!!), donna grassa, magra, uomo ricco/povero, ombretti e via dicendo) che sguazzano nel luogo comune, io riesco a vedere solo un tentativo di giustificare la propria difficoltà relazionale.
Invece di chiedersi "Cosa posso fare per parlare la lingua dell'altro che vorrei incontrare (leggete pure "portarmi a letto"?)" si perde un sacco di energia per scovare schemi, generalizzazioni, categorie in cui infilare gli altri.
Vi serve? A cosa? Mi sembra che sia soltanto un modo per dichiarare persa in partenza la partita e non giocare neanche.

Oltretutto questo genere di discorsi non viene MAI da chi ha una vita relazionale soddisfacente (che forse ha anche qualche punto in più per pontificare, almeno in termini di esperienza) ma solo da chi non è soddisfatto della sua. Anche questo mi pare un buon motivo per dubitare della validità del Luogo Comune.

Però aggiungo:
Affermare che le donne non devono essere grasse e non devono aver avuto un numero eccessivo di partner sessuali per essere "appetibili" per un uomo alla ricerca di una relazione seria è indiscutibilmente maschilismo becero.
In quanto tale, innanzitutto è estremamente sgradevole, in secondo luogo potrebbe ferire degli altri utenti (e non per dire, ma forse le difficoltà relazionali iniziano anche dalla mancanza di empatia) e in ultima analisi è un insulto all'intelligenza di chi scrive.
Secondo me, sarebbe davvero ora di fare uno sforzo di diplomazia e di trovare un modo di esprimere certi concetti che raggiunga almeno il limite della decenza per quanto riguarda il rispetto degli altri. Il primo messaggio da cui è partito lo spin off, non lo sfiorava neanche.
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Re: Dalla frustrazione sessuale alla verità sul Mondo

Messaggio  Ganimede50 il Ven Nov 06, 2015 2:53 am

Concordo un po' con new new, sul fatto che i nostri discorsi siano considerati un tabù... anche per questo mi sono pentito di avere iniziato la discussione sul post di un'altro, attirando un giusto disappunto! Da parte nostra dobbiamo cercare di essere il più diplomatici possibile, (se qualcuno si sente offeso o ferito può ben dirlo ovviamente); però vorrei dire che per me, e anche per new new credo, e sono sicuro anche per molti altri, questo è un argomento molto sentito e importante. New New è molto secco nelle cose che dice, ma lo è sempre, in quasi tutti i suoi post, personalmente spesso mi piace il suo modo di vedere le cose, trovo che ha delle idee molto originali che si è costruito lui, non le ha prese preconfezionate da qualche parte; eventualmente questa era l'eccezione! Però non mi sembra che siamo stati offensivi, o fuori dalla decenza, penso proprio che abbiamo toccato un'argomento spinoso. Comunque grazie Merla che non ti tiri mai indietro dall'esprimere i tuoi pensieri! (veramente dico)

Riguardo al "bravi - non bravi". Ovviamente si tratta di un'etichetta di comodo, che di solito è accettata per grandi linee. Non è che bravo voglia dire più capace o migliore o cose così. Pensavo a chi che di solito si definisce "bravo ragazzo", senza eccessi, con degli interessi impegnati, ecc...
Certo che ho pensato che quelli "non bravi" siano nel giusto. O meglio che fanno bene ad essere come sono. Questo è la nostra (magari non la sento proprio mia) natura siamo fatti così; non si può neanche dire che sia giusto così; semplicemente è così. Io mi considero "bravo", e certamente lo sono, anche se mi sto erodendo da un paio d'anni. E se frugo dentro me stesso con sincerità ti posso garantire che ci trovo molto quello che hai detto: faccio il bravo perchè così nascondo una mia debolezza, seguo un comportamento e un modello di valori che mi illude di valere tanto perchè ufficialmente sono considerati ottimi. In breve faccio così perchè non ho le palle di essere colà. Non mi sembra che questa analisi sia molto diversa da quello che dice Merla. Lei dice che usiamo un mucchio di luoghi comuni per giustificare delle difficoltà relazionali. Io non sono del tutto d'accordo, penso però che sia il mio modo di essere "buono" ciò che io uso per nascondere le mie difficoltà. Un po' come chi dice (effettivamente luogo comune alla grande) "sono troppo buono, non ci si guadagna mai niente a essere buoni con gli altri..."
Quindi fin qui sono d'accordo con entrambi voi, in quanto con parole diverse avete detto una cosa che considero uguale.
Poi sono in disaccordo.
Con New new perchè si contraddice dicendo che siamo stati manipolati e in sostanza affibiando al resto del mondo la colpa della nostra condizione. Mi sembra che vai a parare ancora lì, dopo averlo negato. "Ci hanno dato insegnamenti sbagliati, che fanno comodo solo agli altri", "mi sono fatto trarre in inganno", "la mia chiave di lettura mela hanno confezionata altri, per loro comodo". Sono tentato spesso di abbracciare questa idea, perchè ti fa sentire nel giusto, ti crogiola, effettivamente può anche calzare, ma è costruita ad hoc. Non credo che per questo dobbiamo rinnegare la nostra morale. Non credo che siano i nostri buoni valori da incolpare. Anche a me viene da buttarli nel cesso. Perchè devo continuare a fare il bravo se non mene viene niente? Andiamo a rubare, facciamo i bastardi, trattiamo male le donne. Che ci frega, fan**lo il mondo, che bruci tutto. Questo mi succede quando (spessissimo) non sento speranza per il futuro. Forse lo farò prima o poi. Prenderò tutto quello che ero, che costituiva il mio valore, il mio essere "bravo" e lo getterò nel fuoco. Quella sarebbe la fine, non un inizio, vorrebbe dire che ho mollato, ceduto totalmente alla frustrazione, e alla rabbia.
Con Merla per un paio di cose. Certo che queste cose le dice chi non ha una vita sentimentale soddisfacente. Perchè qui qualcuno scrive di cose di cui è soddisfatto? Non mi sembra che qualcuno si senta irritato di sentire insoddisfazioni varie di altro genere; questo dà ragione al fatto che l'argomento è un tabù, o quasi. Credo che non sia vero che chi è soddisfatto possa pontificare di più; potrà dirci molte cose sulla vita di coppia, sulle difficoltà che ci sono anche lì, sulle soddisfazioni, problemi ecc ci può dire molte cose su un mondo che conosciamo poco. Ma niente di che su come dobbiamo essere o cosa dobbiamo fare. Visto che inizialmente si parlava di amicizia prova a fare un parallelo con l'amicizia. Chi ha amici e non ha mai avuto problemi ad averne, che ne sa di come si fa ad averne? Gli è sempre venuto spontaneo. Che gli dice a chi è senza amici? Esattamente un sacco di luoghi comuni e consigli inutili e impossibili da seguire perchè presuppongono quasi sempre che tu debba cambiare la tua natura. Con le relazioni sentimentali è uguale (garantito, con un sacco di esperienza che chi è soddisfatto non ha). Per l'amicizia la cosa migliore che uno può fare, al posto di dare consigli buttati lì e poi farsi i fatti suoi, sarebbe diventare amico di quella persona lì!! Questo però non si può fare con le relazioni affettive, al massimo possiamo andare a puttane; scusate se lo dico, ma è così. Poi non sono d'accordo che dire "essere eccessivamente grasse e il numero dei partner diminuisce l'appetibilità" sia un maschilismo. In genere è proprio così. Sarà brutto che funzioni così, c'è di che essere sessisti nei confronti degli uomini se vuoi, ma è così. Diminuisce, non vuol dire annulla; ci sono comunque altre cose che gli uomini guardano, e non è detto che una donna grassa sia brutta! Quindi se mi dici "Invece di chiedersi "Cosa posso fare per parlare la lingua dell'altro che vorrei incontrare (leggete pure "portarmi a letto"?)" si perde un sacco di energia per scovare schemi, generalizzazioni, categorie in cui infilare gli altri", allora lo dobbiamo dire anche a tutti quelli che non hanno amici, e dovremmo dire a chi è sovrappeso che dovrebbe cercare di dimagrire.
L'unica cosa che mi sento di dire ancora (è tardi e scrivo col cervello pieno di sonno!), è che quelli come me devono in tutti i modi mettersela via, mandar giù il rospo come si dice. Lasciar perdere le donne. Ma come si fa quando siamo così bombardati? Amici, tv, libri, storie, tutti ti rimandano continuamente lì! Perfino i genitori mi fanno a volte sentire una leggera pressione, non capiscono perchè sia così in ritardo Smile
Quindi l'unica soluzione è andare a vivere in baita su per i monti! Fare gli eremiti da qualche parte, e vivere dello spettacolo della natura, dimenticando l'umanità tra le torbide nebbie del fondovalle.

Ganimede50

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Re: Dalla frustrazione sessuale alla verità sul Mondo

Messaggio  merla il Ven Nov 06, 2015 11:30 am

Ganimede50 ha scritto: Quindi se mi dici "Invece di chiedersi "Cosa posso fare per parlare la lingua dell'altro che vorrei incontrare (leggete pure "portarmi a letto"?)" si perde un sacco di energia per scovare schemi, generalizzazioni, categorie in cui infilare gli altri", allora lo dobbiamo dire anche a tutti quelli che non hanno amici, e dovremmo dire a chi è sovrappeso che dovrebbe cercare di dimagrire.

Ciao Ganimede,

forse mi son spiegata male, quoto solo questo pezzo perché tutto era lungo.

Mi rispiego su due/tre punti:

- sì certo, chi ha sempre avuto facilità a trovare compagni/e e amici/he in linea di massima ha difficoltà a capire chi invece questa facilità non ce l'ha innata. Tuttavia, innanzitutto la maggior parte delle persone non hanno avuto SEMPRE questa facilità, ma per lo più hanno imparato. Magari più velocemente o con meno fatica, probabilmente senza il peso della depressione, tuttavia per lo più tutti hanno imparato e si sono sforzati. D'altro canto mi pare ovvio che nessuno nasca con degli amici o con un fidanzato/a, quindi forse proprio chi ha delle difficoltà relazionali potrebbe cercare di osservare (se riesce) qual è la differenza tra il proprio atteggiamento e quello di chi invece riesce facilmente a trovare fidanzati e compagni per capire cosa c'è da cambiare (se vuole). Io non credo che la questione sia davvero la depressione in sé, o l'aspetto fisico o la ricchezza o l'intelligenza. Credo che sia piuttosto una questione di autostima e una questione di porsi con poche aspettative. Gli altri sono quello che sono e non quello che vorremmo o ci piacerebbe, non sono tenuti "a fare amicizia" come vorremmo, né a fidanzarsi con noi ecc. ecc.. Allora se vogliamo davvero relazionarci con gli altri e se davvero facciamo il confronto con chi ha facilità a trovarsi amicizie/relazioni sentimentali, tocca prendere quello che passa il convento. Se li troviamo tutti "egoisti", impariamo a relazionarci con gli egoisti. L'alternativa è solo la solitudine, mi pare evidente.

- a me non dà fastidio che chi si sente solo, si lamenti della sua solitudine (a parte che ci sono anche altre ragioni di insoddisfazione, ma tant'è). A me sembra semplicemente assurdo che chi si lamenta di avere pochi o di non avere amici e non avere relazioni affettive, poi scriva un'elegia su come sarebbero le persone o su come sarebbero uomini e donne. Ma francamente, se non ha amici né relazioni sentimentali, cosa ne può sapere di come sono "gli altri"? Li conosce solo a distanza... Credo che non sia niente di strano affermare che chi riesce ad avere buone relazioni umane, ha una maggiore conoscenza di come possono essere le altre persone e di quale sia il modo più sensato di rapportarsi. Mi sembra una banalità.

- ti rispondo finalmente al quote: No, volevo dire esattamente il contrario. Cioè che invece di fare tante parole per spiegare "come sarebbero gli altri", si potrebbe dedicare maggiore energia a vedere come siamo noi, cosa possiamo fare di diverso, individuare le cose che ci mettono in difficoltà con gli altri e cercare di modificarle. Invece ci sono sempre un sacco di righe per spiegare quanto sono egoisti, insensibili, ecc. ecc. gli altri, cosa cercherebbero donne e uomini, e non ci sono tante domande su se stessi. A cosa serve?

- "essere eccessivamente grasse e il numero dei partner diminuisce l'appetibilità" probabilmente non è maschilismo, ma sessismo, hai ragione. Resta un'affermazione becera. Ma davvero serve ridurre la maggior parte dei rapporti umani a un questione numerica di kg e partner sessuali (o di ombretti eh, siamo sempre lì)? Qual è il vantaggio che ve ne viene a ridurre la maggior parte delle relazioni a una questione numerica? Sinceramente, senza offesa, a me sembra molto una questione quasi di invidia, tipo "Vorrei essere figo, ricco, pieno di donne come Caio...però visto che per il momento non ci riesco, allora Caio è un poro deficiente privo di interiorità e in fondo si tratta solo di scopate". Idem come molte donne infelici e insoddisfatte, mettono a tutte quelle apparentemente più soddisfatte, il marchio di sciacquette, senza manco conoscerle tra l'altro. Boh. L'utilità di questo atteggiamento?
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TUTTI ?????? io non faccio parte del TUTTI

Messaggio  Depressissimo il Mar Nov 10, 2015 7:05 pm

Ganimede50
GENTILMENTE DAL TUTTI TOGLI ME' ( GRAZIE )
Ganimede50 ha scritto:
Poi, d'accordo che la definizione di "uomo medio" non esiste;

ebbene TUTTI
gli uomini cercano lo "scopaggio",
ci mancherebbe; facile o difficile che sia;
come pure tutte le donne lo cercano;
come TUTTI cercano l'amicizia;
come pure TUTTI (vi concedo il quasi tutti) cercano l'amore.

GENTILMENTE DATO CHE IO SONO Purtroppo VIVO
NON MI PUOI FARE RIENTRARE NEL '' TUTTI''

GRAZIE !!!!!

Depressissimo

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Re: Dalla frustrazione sessuale alla verità sul Mondo

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