DISTIMIA,la mia storia

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Messaggio  lorenzobg75 il Gio Giu 12, 2014 10:57 pm

distimia:TRA LUCE E BUIO.
cercherò di essere breve ma senza tralasciare i dettagli:
mi chiamo lorenzo e sono della classe 1975,sono sempre stato un ragazzo abbastanza introverso e diffidente,solitario...non ho mai avuto una ragazza e di conseguenza una vera storia d'amore.ho avuto un infanzia normalissima,ho sempre avuto un lavoro,degli amici(pochi ma buoni) e degli interessi(come tutti),insomma,donne a parte ho tutto quello che ci vuole per una vita normale e serena...e fino al 2006 lo era...durante il 2007 notavo una maggior svogliatezza e perdita di grinta nel far le cose(grinta che in realtà mi è sempre un p'ò mancata),ma il tutto in un contesto normale,quindi non avevo motivazioni per pensare a quello che sarebbe arrivato
...10 dicembre 2007 faticavo ad addormentarmi e senza motivo comincio a sentire un forte senso di angoscia,con relativo crollo del tono dell'umore e relativi pensieri di morte e solitudine:pensavo che stavo morendo dentro,e di me sarebbe rimasto un anima divorata dal suo interno.fu una settimana terribile: senso di angoscia che mi divorava,ansia,dolore interiore(paragonabile ad un coltello conficcato nel cuore),elenco i sintomi che da li in avanti saranno presenti durante gli episodi futuri:
debolezza e stanchezza fisica ,angoscia,apatia,sconforto totale,perdita di interesse per quasi tutto,mutismo,sguardo cupo,pensieri di morte,solitudine estrema e di autosvalutazione,difficoltà di concentrazione,ansia sociale,vampate simili ad episodi di panico ma con risvolti depressivi(sensazione di non farcela più),sensazione che qualcosa da dentro mi stesse distruggendo
malgrado tutto ciò ho lavorato lo stesso ma con grande difficoltà,riducendo al minimo i rapporti sociali per non dare nell'occhio perchè lo ritenevo e ritengo tutt'ora imbarazzante ed umiliante nei nei miei confronti...dopo 6 giorni il tutto se ne andò via nel giro di mezza giornata e dopo di che ripresi la mia vita normalmente....
6 mesi dopo,marzo 2008,la storia si ripete...ero in un pub con un mio amico,ero triste da qualche giorno e quella sera al'improvviso,vampata simile ad ansia e in meno di un ora mi ritrovo depresso e distrutto con gli stessi sintomi descritti...quella sera rientrai a casa il prima possibile visibilmete cupo,demotivato e angosciato...altri 4 giorni di calvario;stavolta ,preoccupato andai dal medico di base che mi prescrisse 6 mesi di paroxitina a dosi medio-basse...i sintomi passarono da soli 4 giorni dopo e non notai nessun miglioramento da imputare alla paroxitina...
da li in avanti succede che ho episodi depressivi della durata media di 7-10 giorni alternati da fasi normali di 2-3-4 mesi....
nel 2010 ho avuto attacchi d'ansia con tachicardia a dispnea persistente per 10 giorni,feci tutti gli esami del caso per scongiurare problemi fisici(polmoni,cuore,pressione,tiroide ecc)tutto perfetto...diagnosi ufficiale:attacchi da panico
fino allo scorso 2013 si prosegue quindi sulla stessa onda: episodi depressivi di 1-2 settimane alternate a 2-3 mesi di normalità(essendo una persona malinconica di natura ovviamente non facevo salti di gioia,ma questo fa parte del mio carattere)...preciso che durante tutti gli episodi riesco comunque MA CON MOLTA DIFFICOLTà ad andare al lavoro,avere un minimo di vita sociale e fare un poco di sport(2 ore di tennis la settimana)...
purtroppo nel 2014 gli episodi diventano più frequenti e persistenti nel tempo,provo a quantificarli per dare un idea: il 30% dei giorni sono depresso,un altro 30% sono triste e svogliato ma in un contesto più leggero e vivibile,il restante 40% trascorro le giornate normalmente senza problemi...da circa 1 mese sto prendendo l'iperico a dosi medie,finora non riscontro nessun miglioramento particolare,e nessun effetto collaterale...l'iperico agisce con lo stesso maccanismo d'azione della paroxitina,questo mi induce a pensare che non sia un problema di serotonina.
alcuni fatti oggetivi:
1 ho sempre combattuto con questa bestia da solo senza mai chiedere aiuto a nessuno,i miei genitori-fratelli-amici non sanno nulla(solo a 2 amici fidati ho parlato di questa cosa,ed ovviamente loro non hanno capito..peccato)
2 non ho fatto mai visita da psichiatri e psicologi,i primi li considero dei macellai che speculano sulle disgrazie altrui,dei secondi non credo che una semplice chiacchierata possa risolvere un male di questo tipo
3 nel 2007 pochi mesi prima del primo episodio,ebbi dei malori dovuti allo stomaco(ripienezza da mancato svuotamento gastrico,nausea,sintomi da indigestione,vomito quando mangiavo tanto)...dopo alcune visite specialistiche e gastroscopia vi venne diagnosticata una gastrite da reflusso biliare(abbondante ristegno di bile nello stomaco con piloro difettoso):da li in avanti,mangiare il minimo necessario con eventuali spuntini ,e prendere farmaci a vita(omeprazolo e a periodi alterni il procinetico levobren) ps: RITENGO POCO PROBABILE CHE I SINTOMI DEPRESSIVI SIANO CAUSATI DA QUESTO FATTORE
4 ho provato a modificare la mia alimentazione,introducendo frutta e verdura tutti i giorni e riducendo i cibi pesanti e grassi,pensando che potesse essere d'aiuto,ma non riscontro nessun miglioramento in questo ambito
5 a volte penso che una delle cause possa essere legata al fatto che sono introverso e troppo chiuso,pagando la mancanza anche di una vita sentimentale:però anche prima del 2007 ero così,eppure,pur non essendo uno che brillava in quanto a euforia e grinta,ero sempre tranquillo e sereno,mentre oggi(per fare un esempio) il solo pensiero di uscire con una ragazza o di andare ad un concerto,mi mette un angoscia e un senso di inferiorità simile ad uno che gli viene diagnosticata una brutta malattia....COME CAVOLO è POTUTO SUCCEDERE CHE IL MIO CERVELLO FILTRA GLI AVVENIMENTI ESTERNI IN MANIERA COSì DISTORTA??...so solo che mi sento distrutto e a volte ho paura che la situazione precipiti...
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Messaggio  mmm il Sab Giu 14, 2014 2:07 pm

come hai intenzione di reagire? come pensi di muoverti? cosa pensi di fare?

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Re: DISTIMIA,la mia storia

Messaggio  alfredo il Sab Giu 14, 2014 2:25 pm

Ciao Lorenzo
hai pensato al motivo per cui hai scritto :
il solo pensiero di uscire con una ragazza o di andare ad un concerto,mi mette un angoscia e un senso di inferiorità simile ad uno che gli viene diagnosticata una brutta malattia...
"un senso di inferiorità ".....io proverei a riflettere su questa idea .

ciao

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Re: DISTIMIA,la mia storia

Messaggio  lorenzobg75 il Sab Giu 14, 2014 8:52 pm

per reagire??...penso che l'unica soluzione,almeno per ora sia ignorare il più possibile i sintomi cercando di portare avanti i miei interessi e tenendomi un poco occupato.
ho notato che se faccio qualcosa e mi tengo impegnato i sintomi diminuiscono e la situazione diventa più leggera...ovviamente quando arriva un episodio più forte allora sei costretto a mollare la presa e stare tranquillo per un p'ò...comunque meglio di niente direi...
in quanto al senso di inferiorità è dovuto ad una convinzione di essere inadeguato alle situazioni che la vita ci propone..,è come un eterna adolescenza con tutte la sue ansie al seguito...
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Re: DISTIMIA,la mia storia

Messaggio  marco7 il Dom Giu 15, 2014 6:28 pm

hai scritto del tuo pessimo parere sugli psichiatri, non so se sia un pregiudizio o se sai dovuto a esperienze di conoscenti o simili.

io ho uno psichiatra da diversi anni e mi trovo bene.

io ho l'impressione che uno psichiatra potrebbe aiutarti molto, l'impressione che ho è che la tua malattia stia peggiorando e se non riesci a fermarla con dei farmaci peggiorerai presumibilmente ancora anche in futuro.

per curare la depressione la migliore terapia oggi è una combinazione tra una terapia medicamentosa e una psicoterapia (dialoghi col terapeuta). dunque anche uno psicologo non è da sottovalutare anche se si hanno "solo" dei dialoghi con lui.

hai scritto "distimia" nel titolo. da chi hai la diagnosi ?

a leggere la tua storia sembrerebbe una distimia con degli episodi in cui aumenta, anche se io naturalmente non facci una diagnosi.

marco7

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Re: DISTIMIA,la mia storia

Messaggio  lorenzobg75 il Dom Giu 15, 2014 6:52 pm

caro marco,sai comè,muoiono più persone per farmaci che per malattie,e gli psicofarmaci sono nella lista;questo non lo dico io ma il dottor alberto mondini nel libro:"il tradimento della medicina"...
ma non potrebbe essere altrimenti;è un p'ò come gli ogm che ci impongono quei criminali della commissione europea(non eletta da nessuno)...l'unico obbiettivo di queste grosse società è il profitto,come ovvio che sia...detto ciò aggiungo una considerazione:può anche essere che che con una cura mirata di psicofarmaci si possa star meglio,come si possano subire pesanti effetti collaterali,tra i quali anche schizofrenia e tendenza al suicidio...sottolineo il fatto che nel 2008 ho preso x 6 mesi la paroxitina senza benefici,nel senso che sono stato bene 5 giorni dopo l'episodio..quindi è un terno al lotto...in quanto al termine distimia,ho fatto una ricerca sui sintomi e li ho paragonati a quelli di altre forme depressive,ed era quella più vicina ai miei...non credo di avere la depressione maggiore,perchè in quel caso non riuscirei a fare quello che faccio e ad avere periodi medio-brevi di normalità...correggimi pure se pensi che stia dicendo cose non esatte...
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Re: DISTIMIA,la mia storia

Messaggio  alfredo il Dom Giu 15, 2014 7:28 pm

ciao
Come te anche io in passato ero assalito costantemente dalla convinzione di non essere adeguato in diversi contesti e nel mio caso mi causavano diversi episodi depressivi .
Con parecchio lavoro di introspezione sono riuscito a modificare questa convinzione .
Per primo scoprendone l'origine ( l'educazione infantile ), poi analizzando gli avvenimenti con una mente più adulta e più obiettiva , ho scalzato di molto questa convinzione .
Perchè a mio parere un senso di inferiorità e inadeguatezza , producono spesso performances negative che di conseguenza consolidano la convinzione iniziale di non essere adeguati .
Scrivi poi : " mi mette un angoscia ....simile ad uno che gli viene diagnosticata una brutta malattia."
Ecco a me è capitato questo , 4 anni fa
....e l'angoscia ricorre spesso nei miei pensieri , che si alterna per fortuna a momenti di estrema gioia .
ciao

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Messaggio  marco7 il Dom Giu 15, 2014 10:27 pm

lorenzobg75 ha scritto:... muoiono più persone per farmaci che per malattie,e gli psicofarmaci sono nella lista;questo non lo dico io ma il dottor alberto mondini nel libro:"il tradimento della medicina"...

io non penso sia vero. normalmente si hanno più vantaggi che svantaggi dalle medicine, altrimenti non si prenderebbero.

per gli antidepressivi vale in generale:
- un antidepressivo che va bene per un paziente può non andare bene per una altro, bisogna provarli e al meglio li prescrive uno psichiatra con esperienza e grazie ad essa può capire un po' quale antidepressivo potrebbe essere più indicato per un dato paziente.
- non sempre danno effetti collaterali (specialmente i più nuovi), io per esempio non ne ho.
- un paziente che fa resistenza a prenderli io credo che abbia più probabilità che per lui l'antidepressivo non funzioni.

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Messaggio  lorenzobg75 il Dom Giu 15, 2014 11:14 pm

marco,i decessi per cure mediche supera quelle per malattie,è un dato ufficiale...ti invito a fare ricerche a riguardo...
non escludo che alcuni psicofarmaci possono migliorare uno stato depressivo.
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Messaggio  lorenzobg75 il Dom Giu 15, 2014 11:19 pm

alfredo,tu dici:"e l'angoscia ricorre spesso nei miei pensieri , che si alterna per fortuna a momenti di estrema gioia"
sei per caso un bipolare??...a me capita anche di essere tranquillo e di discreto umore...da non sicuramente di estrema gioia...cosa ti rende così felice??mi fai capire di quale stato depressivo soffri o soffrivi? grazie
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Messaggio  alfredo il Lun Giu 16, 2014 11:01 pm

ciao Lorenzo
"sei per caso un bipolare?? " ...sai , ho pensato a quello che hai scritto .
Credo di no , nel senso che anche prima di contrarre la " brutta malattia ", ho provato momenti di gioia intensa , emozionarsi e provare piacere penso sia una ricchezza che appartiene a tutti .Credo che rientri nella normalità provare emozioni di gioia per alcune cose e sofferenza per altre .
Cosa mi fa provare gioia ? elencare tutte le cose sarebbe lungo e credo siano le stesse che la fanno provare a tanti ,ogn'uno ha le proprie .
Le mie sono : osservare le varie forme e colori della natura , le espressioni artistiche ( dipinti , palazzi , sculture , mobili , oggetti ) ascoltare la musica ,leggere dei libri , provare affetto e amore e riceverli , ricevere elogi o anche farmene da me stesso o essere semplicemente trattato con gentilezza , ecc. Naturalmente posso dedicarmi a queste cose grazie a una discreta base economica .
Quello che la stabilità economica non può modificare o al massimo può solo influire in parte è la salute fisica .
Dopo la diagnosi della malattia quattro anni fa e le cure che ho dovuto fare da allora , mi trovo ora nella condizione di " assenza di malattia " in uno stato di discreta forma fisica .
Ho passato tre mesi dall'ultimo controllo che fortunatamente non ha evidenziato niente di anomalo , ma cosa mi riserverà il controllo che dovrò fare fra tre mesi? e quello dopo altri 6 ?
Al minimo sospetto di avvertire qualche dolore , nascono brutti pensieri che si trasformano in angoscia . Poi però questi timori svaniscono perchè non sono sostenuti da prove ma generati solo dalla paura che ritorni la malattia .
Quando l'angoscia è passata mi rituffo nella vita , godendo delle cose di cui ho scritto in alto , quelle di cui posso disporre o che mi attirano in quel momento .
La cosa che mi lascia stupefatto è che le emozioni positive che provo ora sono a volte molto più intense di prima .
ciao
Alfredo





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Messaggio  piquemal il Mar Giu 17, 2014 2:13 pm

lorenzobg75 ha scritto:marco,i decessi per cure mediche supera quelle per malattie,è un dato ufficiale...ti invito a fare ricerche a riguardo...
non escludo che alcuni psicofarmaci possono migliorare uno stato depressivo.

Non capisco la rilevanza di questo dato e ammetto di non essere a disposizione di dati così precisi a riguardo da poter formulare una valutazione netta. Forse è anche abbastanza ovvio che un malato, a cui si somministrano cure mediche, ha più probabilità di decesso di una persona sana, ma non lo ritengo un buon indizio perché si rinunci alle cure mediche.

La distimia è trattata come disturbo dell'umore, deve essere diagnosticata da un medico e può essere curata o perlomeno alleviata da percorsi terapeutici e psicologici. E' anche una questione di vocabolario: se usi il termine distimia rifiutando un percorso medico di guarigione forse puoi rifiutare anche il termine distimia per descrivere il tuo malessere.

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Re: DISTIMIA,la mia storia

Messaggio  alfredo il Mar Giu 17, 2014 9:54 pm

ciao
Ho dimenticato di rispondere per intero alla tua domanda : "mi fai capire di quale stato depressivo soffri o soffrivi? grazie "
Ho sofferto di depressione unipolare di varia intensità ,anche abbastanza grave , per diversi anni , alternata a periodi di benessere , anche questi di varia intensità.
Adesso passo dei momenti per lo più di preoccupazione o di paura , ma riesco comunque a condurre le mie occupazioni , lavoro compreso , con discreta efficienza .
ciao , mi risponderai?
Alfredo

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Messaggio  nausiche84 il Mer Giu 18, 2014 12:39 pm

ciao lorenzo

il farmaco che ti ha prescritto in passato il tuo medico di base, sai bene, chè è uno psicofarmaco, lo stesso che viene prescritto anche dagli psichiatri (in base ai casi).
Ognuno deve fare il suo mestiere e non sono daccordo che il tuo medico di base te lo abbia prescritto, perchè non è uno psichiatra. Nel tuo casi, il compito del medico sarebbe stato quello di inviarti da uno psichiatra o psicologo o psicoterapeuta.
Non è detto che il farmaco sia quello giusto, come non è detto che la diagnosi sia quella.
Chi ti ha detto che si tratta di distimina? Se non sei mai stato da uno specialista del settore, chi ti ha fatto la diagnosi?
La diagnosi primaria potrebbe essere attacchi di panico o ansia (che frequentemente si associano a sintomi depressivi). Ma comunque la diagnosi spetta agli esperti.

E' apprezzabile che tu riesca comunque a riflettere sui tuoi sintomi e su quello che ti succede, sei già un passo avanti, però non devi essere prevenuto nei confronti degli specialisti del settore, perchè c'è chi si trova bene e chi meno, ma i motivi sono svariati. Bisogna partire sempre dal presupposto che ogni caso non è paragonabile ad un altro (anche se parliamo dello stesso problema) perchè la personalità, le cause scatenanti, il percorso di vita sono differenti.
Inoltre, oltre allo psicologo, esistono anche le psicoterapie (ce ne sono di vario genere, ad esempio quella cognitiva). Prova ad informarti su internet, magari potresti trovarne una che pensi sia accettabile e potresti provarla.
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Messaggio  lorenzobg75 il Mer Giu 18, 2014 7:31 pm

nausiche84
quello che tu scrivi è apprezzabile e sicuramente innegabile...sulla diagnosi di distimia si,è stato il mio medico di base a dirmi che secondo lui è proprio distimia,ed è stato pure lui a prescrivermi nel 2008 la paroxetina;oltretutto ha insistito perchè la riprendessi ,dato che secondo lui,nel 90% dei casi da dei benefici...conosco bene il mio dottore,è una persona di cuore e professionalmente preparata,lui lo fa perchè cerca sempre di trovare una soluzione e non vuole mandarti a casa "a mani vuote";ma ammetto che effettivamente pretende troppo da se stesso,quindi ti do ragione su quello che hai scritto a riguardo...
in quanto a me,ho fatto delle ricerche sui sintomi e risultano veramente molto simili a quelli di un distimico...il fatto è che io sono abituato ad isolarmi parzialmente dalle persone perchè ho paura di non essere capito e di essere preso per un poveraccio da deridere...tu dirai,e perchè tutta sta paura??...semplice:perchè sono permaloso ed abbastanza orgoglioso,e una situazione del genere crea in me dei malesseri e conflitti interni che si ripercuotono con un crollo dell'umore,disagio ed apatia...te lo dico perchè purtroppo sono situazioni che accadono spesso quando hai la sfiga di avere a che fare con degli animali,ed essendo tali non puoi pretendere che abbiano cuore,rispetto e considerazione altrui...certo,io dico che non c'è una causa scatenante per il semplice fatto che alcune volte arriva un episodio depressivo in un momento normalissimo (un fulmine a ciel sereno);a riguardo mi ricordo l'estate scorsa al mare..bene i primi 4 giorni,depresso gli ultimi 3...ma io mi chiedo come stracazzo si fa ad essere depressi quando sei al mare ed oltretutto te la stai passando pure bene??
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Messaggio  lorenzobg75 il Mer Giu 18, 2014 7:58 pm

alfredo
grazie della risposta,ti rispondo dicendo che continuo a pensare che tu sia bipolare;perdona la mia ignoranza ma non capisco come una persona che soffra di depressione maggiore possa concedersi momenti di totale felicità...magari mi sbaglio,ma io pensavo che la depressione maggiore ti rende non in grado di lavorare ed avere relazioni esterne,dato che il livello di apatia,angoscia e sconforto in teoria è a livelli davvero molto alti...a tal proposito mi viene in mente un amico di un mio collega di lavoro che soffriva di depressione maggiore,era sposato con 2 bambine e un buon lavoro d'ufficio,si è ammalato e dopo parecchi mesi di psicofarmaci che l'hanno reso un vegetale,ha cominciato a passare le giornate a letto senza nemmeno rapportarsi con moglie e figlie...dopo una settimana a letto giorno e notte,si è suicidato...
in quanto a me vorrei sottolineare il fatto che passo la maggior parte del tempo senza sintomi,gioco spesso e tennis,sono tesserato fit e faccio tornei qui in zona,ho qualche amico con cui mi vedo una volta a settimana,e riesco a lavorare in maniera abbastanza "normale"...ovviamente quando arriva un episodio,lavorare diventa molto difficile,parlare con le persone è la cosa che mi costa di più,ovviamente sopraggiungono apatia,sconforto e io li chiamo "attacchi d'angoscia" simili ad attacchi d'ansia ma con risvolti depressivi;in pratica è come se qualcosa mi stesse facendo a pezzi da dentro ed in quei momenti penso che vorrei sparire e non sentire più niente:è una situazione non facile da gestire,ma ho notato che se cerco di ignorarla rimanendo con la testa il più possibile concentrato o impegnato a fare qualcosa,il sintomo diminuisce...a volte mi capita quando gioco a tennis e questo mi mette in grande difficoltà perchè vorrei mollare tutto davvero: lo sconforto e l'apatia raggiungono livelli preoccupanti,la mente non ragiona più sulla partita ed il fisico diventa come"indebolito"..la mia più grande paura in quei casi è di perdere la ragione e di crollare definitivamente:per esempio giovedi scorso ero a casa dal lavoro,faceva caldo e sono andato in piscina,ma ero un cadavere apatico e l'angoscia aveva preso il sopravvento...non ho avuto la forza di leggere e nemmeno di farmi una vasca...semplicemente mi sono messo in ammollo nell'acqua e dopo mi sono sdraiato x un ora...e d io non sono sposato...se fossi sposato con figli come cavolo fare a gestire il tutto?? dato che la prima reazione che ho è il mutismo??ecco,questi sono i miei momenti peggiori,che fortunatamente sono una piccola percentuale del mio tempo,mentre diciamo che 2 settimane al mese stò bene come adesso...spero di essere stato esauriente...grazie anche a te x il supporto  Very Happy 
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Messaggio  nausiche84 il Mer Giu 18, 2014 8:00 pm

lorenzobg75 ha scritto:nausiche84
quello che tu scrivi è apprezzabile e sicuramente innegabile...sulla diagnosi di distimia si,è stato il mio medico di base a dirmi che secondo lui è proprio distimia,ed è stato pure lui a prescrivermi nel 2008 la paroxetina;oltretutto ha insistito perchè la riprendessi ,dato che secondo lui,nel 90% dei casi da dei benefici...conosco bene il mio dottore,è una persona di cuore e professionalmente preparata,lui lo fa perchè cerca sempre di trovare una soluzione e non vuole mandarti a casa "a mani vuote";ma ammetto che effettivamente pretende troppo da se stesso,quindi ti do ragione su quello che hai scritto a riguardo...

lorenzo io non mi permetto di mettere in dubbio la professionalità del tuo medico di base. Mi fido del tuo parere e sono sicura che sia un bravo medico.. ma come detto ognuno deve fare il proprio mestiere. Anche il mio è bravo, ma troppo spesso, per volontà di non far spendere soldi a suoi pazienti, fa diagnosi che dovrebbero fare gli specialisti e non è che ci azzecca sempre.


lorenzobg75 ha scritto:n quanto a me,ho fatto delle ricerche sui sintomi e risultano veramente molto simili a quelli di un distimico...il fatto è che io sono abituato ad isolarmi parzialmente dalle persone perchè ho paura di non essere capito e di essere preso per un poveraccio da deridere...tu dirai,e perchè tutta sta paura??...semplice:perchè sono permaloso ed abbastanza orgoglioso,e una situazione del genere crea in me dei malesseri e conflitti interni che si ripercuotono con un crollo dell'umore,disagio ed apatia...te lo dico perchè purtroppo sono situazioni che accadono spesso quando hai la sfiga di avere a che fare con degli animali,ed essendo tali non puoi pretendere che abbiano cuore,rispetto e considerazione altrui...certo,io dico che non c'è una causa scatenante per il semplice fatto che alcune volte arriva un episodio depressivo in un momento normalissimo (un fulmine a ciel sereno);a riguardo mi ricordo l'estate scorsa al mare..bene i primi 4 giorni,depresso gli ultimi 3...ma io mi chiedo come stracazzo si fa ad essere depressi quando sei al mare ed oltretutto te la stai passando pure bene??

Ti posso assicurare che se apri un libro di psicopatologia, ogni disturbo che leggi pare come se lo avessi anche te, ti riconosci nei sintomi che vengono descritti.. Questo succede perchè la differenza tra una persona definita "normale" e una persona che presenta un certo disturbo, non è qualitativa ma quantitativa (ad esempio una persona normale può provare a volte un certo grado di tristezza, una persona depressa prova tristezza in misura esagerata).

Anche io ho un carattere permaloso e orgoglioso e sono una persona riservata, ma quando mi capita di non essere capita o di dare una impressione sbagliata, mi viene da sorridere e pensare: poveracci voi che avete un modo di pensare che non sapete neanche da dove proviene, come uscire da queste trappole delle apparenze.
Inoltre mi piace pensare che c'è una parte di me che gli altri non sanno e che pochi possono conoscere, come e quando voglio. Quasi come se fossi gelosa di quel mio modo di essere che non arriva subito agli altri.
Bisogna imparare ad aprezzarsi e bisogna capire che l'opinione che si fanno gli altri di noi non è neanche una libera opinione, perchè siamo influenzati nel nostro modo di pensare e di conoscere gli altri da meccanismi inconsapevoli (al riguardo dai un'occhiata al post di lorexx "domanda esistenziale"). E' per questo che non mi fa rabbia se una persona scambia la mia riservatezza col "se la tira"; o scambia il silenzio con "è una persona vuota che non ha nulla da dire".
Potresti partire dal pensare che essere permalosi e orgogliosi non è un difetto. Chi lo dice che questi aggettivi vanno messi nella lista dei difetti? La società? gli altri? Io dico che non è così e chi mi impedisce di pensarlo? Sono solo caratteristiche del sè, come altre, nè pregi nè difetti. Bisogna smetterla col volere sempre classificare le cose in positive o negative, brutte o belle, buone o cattive.

Rispetto alla domanda finale, è proprio uno specialista che potrebbe aiutarti a capire. Tentare non nuoce se vedi che la situazione non migliora. Non far passare altri anni, più tempo passa e più diventa difficile.
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Re: DISTIMIA,la mia storia

Messaggio  alfredo il Gio Giu 19, 2014 12:06 am

ciao
ho visto solo adesso a fine serata la tua risposta , che era nella seconda pagina ,
ora ti risponderò in breve perchè è un pò tardi e domani devo andare a lavorare e mi devo alzare presto .
mi dici:
" ti rispondo dicendo che continuo a pensare che tu sia bipolare;perdona la mia ignoranza ma non capisco come una persona che soffra di depressione maggiore possa concedersi momenti di totale felicità.."
Io penso di no , comunque spiegarti totalmente i motivi , sarebbe molto lungo e adesso è un pò tardi , ma lo farò.

Diversi anni fa ,frequentavo spesso il forum ,esponevo le cose che avevo appreso dallo studio di libri e dalla frequenza di corsi . Tuttora sono convinto di quegli studi che mi hanno permesso di migliorare il mio stato psichico .
Pur non sottovalutando l'efficacia dei farmaci sono stato sempre convinto che l'origine dei disturbi psichici dipenda da schemi psicologici disfunzionali . Quello che accomuna tutte le persone che incontrano disturbi psichici , sia la mancanza di una buona autostima . L'argomento è assai ampio che ora non sto a spiegare .
Leggendo i tuoi scritti ho notato subito i punti che possono farti andare in crisi .
Dici : .... perchè ho paura di non essere capito e di essere preso per un poveraccio da deridere..
Come mai hai timore di non essere capito ed essere preso per un poveraccio? Cosa te lo fa pensare ?
poi dici : ...quando hai la sfiga di avere a che fare con degli animali,ed essendo tali non puoi pretendere che abbiano cuore,rispetto e considerazione altrui..
Qui , non ho capito se gli " animali " sono veri , o se sono persone che connsideri tali  Very Happy 
Se lo spieghi , potrei esporre la mia opinione .
Ciao


alfredo

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Re: DISTIMIA,la mia storia

Messaggio  merla il Gio Giu 19, 2014 9:20 am

lorenzobg75 ha scritto:ecco,questi sono i miei momenti peggiori,che fortunatamente sono una piccola percentuale del mio tempo,mentre diciamo che 2 settimane al mese stò bene come adesso...spero di essere stato esauriente...grazie anche a te x il supporto  Very Happy 

Ciao lorenzobg75,

secondo me potresti un attimo spostare il problema dall'analisi della situazione alla valutazione di cosa va o non va bene per te.

Concordo con piquemal riguardo al fatto che la questione della diagnosi, se a priori hai scartato l'approccio medico o psicologico, è fondamentalmente indifferente. Dare un nome a una malattia è utile da un punto di vista in un certo senso di 'normalizzazione', vale a dire che una diagnosi ha un senso perché serve agli specialisti a darsi delle linee guida in merito all'approccio da seguire, poi ognuno è una persona con le proprie peculiarità e per ogni persona la soluzione è diversa.
Nel momento in cui una persona trova la propria soluzione, la diagnosi in sé è soltanto un'etichetta. E te lo dico per fare della filosofia ma alla luce del fatto che la mia 'diagnosi' è cambiata molto nel corso degli anni, nell'ambito del percorso che stavo facendo e delle situazioni che mi sono trovata a vivere, e anche questa "elasticità" nell'affrontare le cose e nell'approcciarsi al problema mi ha permesso di risolvere molte problematiche e di essermi lasciata alle spalle il 'disagio psichico'. Per lo meno quello di cui soffrivo, se mi toccherà in sorte qualcos'altro non posso escluderlo. Smile

Al di là di questo, credo che il punto però sia semplicemente definire qual è per te una condizione di benessere accettabile: ti basta stare bene due settimane al mese? Se non ti basta, puoi dedicarti a cercare delle soluzioni, anche scartando quelle che per il momento non ti sembrano adeguate (farmaci e/o psicoterapia, a quando mi sembra di capire), altrimenti se ti basta e lo ritieni accettabile puoi lasciar perdere il problema e dedicarti ad altro.

Mi viene anche da dirti di cercare di non focalizzarti sul suicidio del tuo collega e di non cercare di trovare delle ragioni: le persone, purtroppo, a volte si suicidano e non necessariamente è possibile trovare un motivo. Ci sono persone che proprio grazie ai farmaci sono riuscite a superare pensieri suicidari concreti, come ci sono persone che nella propria famiglia, quindi per l'amore del/della proprio/a compagno/a e dei propri figli, sono riusciti a trovare le risorse per venire fuori dai momenti difficili e ce ne sono altre che non sono riuscite. Ci sono sicuramente delle ragioni per cui in ogni singolo caso va in un modo o nell'altro, ma per comprenderle, quando è possibile comprenderle, bisognerebbe conoscere molto a fondo la situazione.

Non so, credo ti convenga tralasciare un attimo quest'esigenza di comprendere, e se hai voglia, cercare di usare anche questo spazio di confronto come uno stimolo per trovare possibili altre soluzioni.
Molte persone (buona parte dei quali non scrivono più) hanno risolto o comunque migliorato molto le proprie problematiche: io (e la maggior parte di quelli che ne sono venuti fuori) attraverso farmaci e psicoterapia, ma, visto che si tratta di approcci che non sono in armonia con la tua visione delle cose, puoi anche prendere spunto da altre persone, come magari alfredo, che hanno fatto un lavoro personale di tipo diverso.
Tanto non credo che il tuo scopo sia la diagnosi o la dimostrazione del fatto che i farmaci fanno male, quanto il tuo benessere, giusto?

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Re: DISTIMIA,la mia storia

Messaggio  lorenzobg75 il Gio Giu 19, 2014 7:56 pm

alfredo:
cosa mi fa pensare di essere preso per il classico "sfigato??".
prima di tutto mi rendo conto che il termine sfigato è indubbiamente soggettivo e non oggettivo,detto ciò penso che si ricolleghi all'autostima che accennavi;diciamo che non mi sento all'altezza e ho spesso sensazioni di inferiorità un p'ò ovunque,ma sopratutto in ambito sociale,diciamo che non riesco a mettermi in gioco ed a competere con gli altri,mi sento perdente ed inadatto e questo è piuttosto frustrante,ad esempio:sento la mancanza di una vita sentimentale-affettiva ma non faccio nulla per crearmi occasioni e quindi conoscere donne;lo sò emi rendo conto che è una visione distorta la mia,ma ne sono convinto:non sono un bel ragazzo,non sono spigliato e divertente,non sono ricco e sono troppo umile ed emotivo:volendo analizzare il tutto direi che in parte c'è anche del vero,e la mia mente rincara la dose grazie a della negatività e pessimismo che regna in essa;non a caso le mie poche soddisfazioni sono date in occasioni dove non ci sono contatti sociali profondi(vedi tennis).in una situazione di questo tipo e con uno stato d'animo"bloccato" 1 non si va da nessuna parte,2 si avranno sempre ripercussioni psicologiche...insomma,in poche parole mi sento un "rottame che non vuole nessuno"...continuo sempre a sostenere che in ogni caso c'è sempre una componente di predisposizione genetica,e da qui le diverse reazioni emotive dei vari individui...uno magari vivrebbe tranquillo e beato lo stesso e se ne fregherebbe altamente;l'altro si prenderebbe un esaurimento nervoso ecc...
gli animali? ovviamente intendo persone..ma guardati intorno:altezzosi,ipocriti,falsi,opportunisti,violenti,c'è solo l'imbarazzo della scelta;ed io essendo sensibile a queste cose ovviamente ne pago le conseguenze..
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Re: DISTIMIA,la mia storia

Messaggio  lorenzobg75 il Gio Giu 19, 2014 8:14 pm

merla:
si,direi che lobbiettivo è decisamente il benessere,non l'etichetta o il dimostrare cose di cui tra l'altro ho una competenza pari a zero.
effettivamente hai ragione:inutile lamentarsi,bisogna rimboccarsi le maniche e cercare qualcosa di positivo:in quanto al mio caso ti posso dire che una cosa positiva sono le motivazioni,che considero indispensabili:un piccolo esempio:fino a 1 anno e mezzo fa passavo 5-6 sere su sette da solo in camera col pc:per carità,nulla contro i pc,ci ho fatto cose anche molto interessanti(registrazioni e missaggio audio,montaggi filmati,internet,film ecc...)ma in un contesto davvero molto isolato dal mondo...invece dopo ,grazie ad una conoscenza mi sono dato al tennis,ho conosciuto persone qui nel mio circolo dove sono iscritto,mi sono tenuto allenato e da un anno sono tesserato f.i.t. a faccio tornei in zona:a volte viene a vedermi qualcuno dei miei soci,altre volte io vado a vedere loro...al di la dei gusti personali sul tennis,questo mi ha dato energia, motivazione,voglia di vincere e fare bene ecc....e se adesso dovessi perdere questo hobby che mi occupa 2 sere la settimana,sicuramente sarebbe un brutto colpo...sono sempre convinto che le motivazioni contano parecchio...non solo quelle,ovvio,ma loro hanno un ruolo che definisco determinante.  Smile 
tu merla dici che stai bene e ti sei ripresa...sono molto felice per te...spero che tu sia sposata a abbia un uomo che ti vuole bene.grazie!
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Re: DISTIMIA,la mia storia

Messaggio  alfredo il Gio Giu 19, 2014 10:34 pm

Lorenzo
scrivi : " diciamo che non mi sento all'altezza e ho spesso sensazioni di inferiorità un p'ò ovunque,ma sopratutto in ambito sociale,diciamo che non riesco a mettermi in gioco ed a competere con gli altri,mi sento perdente ed inadatto e questo è piuttosto frustrante "
quindi hai questa consapevolezza , che però non è granitica , vero?
perchè poi scrivi: " lo sò emi rendo conto che è una visione distorta la mia "

poi dici : "le mie poche soddisfazioni sono date in occasioni dove non ci sono contatti sociali profondi(vedi tennis)........faccio tornei in zona:a volte viene a vedermi qualcuno dei miei soci,altre volte io vado a vedere loro "

Hai scritto che l'idea che hai delle persone in genere è : .ma guardati intorno: altezzosi,ipocriti,falsi,opportunisti,violenti,c'è solo l'imbarazzo della scelta .

Pur non avendo contatti profondi con i compagni con cui fai tennis , pensi la stessa cosa di loro?
Immagino di no.
Se vai a vedere giocare i compagni e loro vengono a vedere quando giochi te , sarai comunque apprezzato .Immagino che anche voi , in quanto gruppo che condivide un hobby , passiate poi altri momenti in compagnia , come una pizzata finale , oppure finita la gara ogn'uno va a casa sua ? e buonanotte? Shocked 
Nel caso vi ritrovate a mangiare assieme , con questi compagni che credo non abbiano quei difetti che hai elencato sulle persone , puoi sperimentare ed apprendere quelle abilità sociali che dici di non possedere .
E' una situazione meno ansiogena , perchè hai la certezza di essere bene accolto , e anche se ti renderai conto di non essere brillante come vorresti o come lo vedi negli altri , sai che non vieni giudicato negativamente , perchè ti apprezzano già in partenza , impacciato o meno che tu sia .
Spesso uno immagina che gli altri lo giudichino inadeguato , quando invece spesso non ci pensano nemmeno . Quello che frega , è il giudizio di inadeguatezza che abbiamo noi di noi stessi , perchè presi dall'ansia della prestazione , alla fine lo confermiamo con l'atteggiamento .
Quindi , secondo me , potresti allenarti e cercare di aprirti con le persone che già conosci , perchè come ripeto non è una situazione altamente ansiogena , poi quando avrai preso più sicurezza e spontaneità , potrai dedicarti ad affrontare situazioni con persone e ragazze che non conosci .
a presto
Alfredo




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Re: DISTIMIA,la mia storia

Messaggio  lorenzobg75 il Gio Giu 19, 2014 11:21 pm

alfredo
di pizzate non ne abbiamo fatte ma per motivi di impegni ed organizzazione,quindi il fatto è irrilevante,sicuramente stò simpatico a quelle persone perchè in alcune occasioni me lo dimostrano
per adesso chiudo e vado a dormire,grazie per la pazienza e le risposte.a presto!
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Re: DISTIMIA,la mia storia

Messaggio  Ferlen il Mar Set 12, 2017 2:46 am

Questa bestia mi ha accompagnato per 1 o forse 2 anni durante la mia infanzia io ne avevo 9 o 10, non ricordo bene perché non voglio ricordare, so solo che é stata di gran lunga la peggiore sensazione di tutta la mia vita ricordo che per la maggior parte del giorno stavo bene fino a che ad un tratto senza preavviso cominciavano Delle vere e proprie vampate e il mio sguardo si spegneva un senso di solitudine insopportabile e come dici tu ti sentivi morire dentro come se di te rimanesse solo un guscio, questa sensazione durava svariati minuti e capitava 3 o 4 volte al giorno, non puoi parlarne con gli altri io non l' ho fatto tanto non avrebbero capito basta leggere i commenti che ci sono qui, non so come si possa eliminarla ringraziando Dio a me é passata da sola dopo un paio di anni, ero solo un bambino eppure ho sentito tanta di quella sofferenza che adesso non ho trovato niente che sia paragonabile a quella sensazione, voglio che tu sappia che non sei l'unico ad averla passata io ho ancora il terrore che possa tornare non so come ho fatto a sopportarla, adesso però sto bene tranne un piccolo episodio di una notte di qualche anno fa che mi ha fatto drizzare i capelli e alzarmi dal letto perché l'ho riconosciuta subito, so cosa hai passato il mio consiglio é tieni duro e forse un giorno passerà da sola magari certe esperienze ci rendono più forti. Spero che starai meglio.

Ferlen

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