La depressione non se ne va...

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La depressione non se ne va...

Messaggio  Rainbow il Mer Feb 23, 2011 1:40 pm

Ciao a tutti... ho trovato oggi questo forum e ho deciso di scrivere perché mi sento persino peggio del solito. Soffro di depressione da una vita, ora ho circa 30 anni (sono una ragazza) e ho passato più della metà della mia esistenza in questa condizione. Salvo rari periodi in cui le cose sono andate temporaneamente meglio, per via di circostanze più favorevoli, e più adatte a una persona come me.
Come premessa posso scrivere che, a differenza di molte persone depresse, non ho problemi di autostima da risolvere, non ho problemi a socializzare e stare in compagnia mi è sempre piaciuto. Non rincorro nessuno pseudo-modello che la società impone e quindi non ho alcun complesso rispetto ad essi. Nessuna frustrazione di questo tipo. Ho sempre avuto le idee chiare su quel che non voglio nella vita, e anche su quel che vorrei. Il mio problema è sempre stato ottenerlo, più che altro. Ed è proprio questo il punto, la causa della mia depressione.
Essendo una persona molto sensibile e piuttosto intelligente, mi sono sempre auspicata di trovare persone che lo fossero altrettanto... e che quindi fossero in grado di capirmi, e di capire certe mie particolarità, accettandole, senza criticarmi, senza volermi per forza cambiare. Ma la vita non è stata molto generosa nei miei confronti, e la maggior parte delle persone che ho conosciuto, si è rivelata superficiale e per niente attenta a quelle che per me sono cose importanti.
E quelle poche persone che parevano capirmi, avevano però sempre tante altre cose "migliori" da fare che starmi dietro nei momenti difficili. Quando stavo bene, mi stavano sempre intorno, quando poi stavo male, spesso per via della loro stessa superficialità, se ne andavano via con una scusa o con un'altra. Di mio, avendo fondamentalmente un carattere forte (nonostante la mia sensibilità eccessiva) non mi sono mai fermata a pregare nessuno. Ho cercato di spiegarmi con le persone che ritenevo potessero capire, e ho allontanato quelle che peccavano un po' troppo di superficialità e frasi fatte (le tanto odiate frasi fatte!). Ma alla fine il risultato era lo stesso comunque, e quindi, più o meno bruscamente, i rapporti con queste persone "amiche" si sono interrotti.
Alla fine a che servono gli amici, se per averli devi fingere di star sempre bene, perché quando cominci a perdere qualche colpo, si allontanano? E non rispondono alle tue richieste d'aiuto, anche quando minime!
La solitudine, di per sé, ha sempre peggiorato il mio stato depressivo, creando un circolo vizioso senza fine.
In questo momento mi manca la forza e la volontà di fare qualsiasi cosa: non sto più uscendo di casa, e faccio fatica anche ad alzarmi dalla sedia. E ciò è quanto di più lontano dalla mia natura, perché nei momenti belli della mia vita, sono sempre stata instancabile, vitale. Adesso sono sopraffatta dalla depressione e dall'ansia che mi paralizza completamente. Non ho una famiglia alle spalle, nonostante viva ancora con loro... non si accorgono nemmeno del fatto che stia male, anzi, quando sto un pochino meglio sembrano infastiditi. Il resto del tempo sono come un fantasma per loro. E da parte mia poco importa: non sono mai corsa dietro alle persone che non mi volevano, e la mia famiglia non fa eccezione.
Però il punto è che nessuno può vivere completamente solo e senza l'affetto e il conforto di nessuno. Mi sto spegnendo sempre più e non so cosa fare, sto perdendo ogni speranza e ogni forza vitale. A nessuno sembra importare e questo di certo non mi aiuta. Nel corso degli anni ne ho provate di tutti i colori per venire fuori da questa situazione, ma niente è servito. Anche gli ultimi sforzi di questo periodo sono stati vani e adesso mi chiedo che ne sarà di me di qui a breve, visto che ogni giorno mi sento peggio del precedente.
Spero che qualcuno di voi possa darmi qualche consiglio, perché davvero non so più dove sbattere la testa.
Vi prego solo di evitare di rispondermi le frasi che sempre mi sento dire, e che ovviamente mai si realizzano, come "vedrai che tutto si aggiusterà, è solo questione di tempo". Perché così non è, e gli anni passano l'uno dopo l'altro.
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Re: La depressione non se ne va...

Messaggio  Pavely il Mer Feb 23, 2011 9:03 pm

Io noto una cosa.

Sei una Ragazza-Ossimoro.

Dici di essere fragile e poi dici di essere forte.

Affermi di soffrire per la solitudine e poi dici di aver allontanato gli amici perché insensibili...

Ogni frase sembra scritta a metà. Ed è come passare dal bianco al nero, dal rosso al verde e poi al blù, con una velocità straordinaria.

§

Penso una cosa...

Il centro di tutta la mia attenzione è questo: il passo in cui scrivi di "non avere" famiglia...

Io vedo in questo il problema. Chi non ha una famiglia "vera" alle spalle, difficilmente affronta l'intimità dell'amicizia...

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ciao e benvenuta

Messaggio  anthea il Mer Feb 23, 2011 10:25 pm

Ciao, anch'io ho una storia depressiva alle spalle piuttosto lunga anche se intervallata da lunghi periodi "sani".
Non hai parlato di terapia medica. Ti sei curata? Sei andata da uno psichiatra? Da uno psicologo?

Molto spesso le persone intelligenti credono di poter trovare sempre in sè stesse la risposta giusta ad ogni stato d'animo e se non la trovano si incolpano.
Poche prendono in considerazione l'idea che la depressione è uno stato di sofferenza della nostra psiche e del nostro cervello e come tale va curata.

L'isolamento, l'assenza di stimoli vitali, il distacco emotivo sono tutti segnali di uno stato depressivo. Ogni depresso di questo forum si è sentito così e quindi qui nessuno ti dirà "fattiforza, devireagire" ecc..
Prima di tutto raccontaci un po', dato che sei così lucida, quando hai iniziato la tua storia depressiva. Non che la cosa importi particolarmente, ma forse aiuterà gli altri del forum a intervenire.
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Re: La depressione non se ne va...

Messaggio  Rainbow il Gio Feb 24, 2011 5:27 pm

@Anthea: sì, sono stata seguita più volte, ma purtroppo sempre senza risultati.
I primi episodi di depressione risalgono a quando ero piccola, e sono peggiorati verso i miei 12 anni. Ho avuto la prima crisi depressiva in piena regola a 14 anni, quando non riuscivo più ad alzarmi nemmeno per andare a scuola. Le cause sono tante, problemi in famiglia (quindi carenze affettive), nessun'altra figura di riferimento, e gli amici, a quell'età, certamente non riescono a comprendere certe dinamiche. Passavo da un estremo all'altro: quando stavo bene, dal momento che ero anche una bella ragazza (a quell'età conta molto), avevo un sacco di persone intorno, "successo" con i ragazzi, in compagnia, nello sport ecc ecc. Quando stavo male, intorno a me si creava il deserto. Ho imparato presto che per avere tanti "amici" devi essere sempre brillante e simpatica, perché quando invece stai male... di quel che sei dentro e hai dentro... non importa a nessuno. E quei pochi che rimanevano pensavano di potermi aiutare con le frasi che hai giustamente riportato: "Devi reagire, devi farti forza" e via dicendo. Su di me queste frasi pesavano invece come macigni, perché erano proprio la forza e la volontà che venivano a mancare in quei momenti! Non riuscivo (e non riesco tutt'ora) a farmi capire dalle persone, a spiegare il mio problema. Perché anche quando ci riesco, e sembra che abbiano capito... non passa troppo tempo perché mi rispondano nuovamente: "Sì, capisco... però devi reagire".
E allora mi viene voglia di rinunciare.
Negli anni la mia situazione è stata peggiorata anche da gravi lutti, in primo luogo il mio ragazzo, persona invece splendida, e che davvero mi stava vicino. E' stata peggiorata anche dalla fine di situazioni che per me erano importanti.
Questo, ovviamente, molto riassumendo.
Comunque, in questo momento, siccome il passato non si può cambiare, credo che il punto della questione sia la mancanza di persone che mi stiano davvero vicino, e che riescano (e vogliano) comprendermi. Quel che i miei "amici" non riescono a capire è che uscire la sera ogni tanto non mi serve a nulla, e tra l'altro ciò non significa amicizia. Non riescono a comprendere la differenza fra "passare il tempo" e "dedicare del tempo". E io sinceramente non so più che fare in proposito. I veri amici purtroppo non crescono sugli alberi.

@Pavely: forse sei una delle poche persone a non sapere che la solitudine non è data dal NUMERO di persone che hai o non hai vicino, ma dalla comprensione che hai da queste, fosse anche una sola? Dall'empatia, dal reale interesse per come ti senti, e tante altre cose?
Cosa dovrei farmene, quindi, di amici che non danno nulla in questo senso? Li avevo, li ho, ma mi sento sola comunque. Non mi sembra un ragionamento difficile da comprendere, né tantomeno contraddittorio.
Riguardo il resto, io non ho mai scritto di essere fragile, ho scritto di essere SENSIBILE, che è ben altro genere di caratteristica. E che, soprattutto, non va in contrasto con la forza di carattere.
Per quel che riguarda la mia presunta (a tuo dire) incapacità ad affrontare l'intimità dell'amicizia... hai fatto una diagnosi immaginaria. Non si può tirare a indovinare su base statistica, sarebbe meglio prestare attenzione agli elementi che invece si hanno. Io, infatti, ho descritto un quadro che suggerisce la problematica contraria: sono io che ricerco e vorrei un'amicizia più profonda, mentre chi ho intorno vuole tenerla su un piano molto più superficiale.
In ogni caso, ti pregherei di una cosa: se la tua maniera di comunicare consiste nel trovare presunte falle nei ragionamenti altrui, lasciami stare. I consigli sono ben accetti, critiche e appunti direi che ce li possiamo risparmiare in una situazione come questa, non credi?
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donare

Messaggio  anthea il Ven Feb 25, 2011 9:12 am

Sai, hai ragione, i veri amici sono difficilissimi da incontrare e da tenere. Io ne ho una, ma dato che lei ha tardato molto a fare figli, ci troviamo spesso a non riuscire a conciliare i nostri momenti liberi. E questo ci impedisce di vederci spesso.
Oramai mi rendo conto che ognuno ha i propri problemi e nonostante la buona volontà è difficile conciliare le cose. La gente quando esce cerca positività intorno a se, perchè di negatività sono pieni i TG, la vita quotidiana. Per questo molti si allontanano di fronte alla sofferenza. E' quasi una malattia... se me ne sto lontano forse non la prendo!!
Poi, alla mia età, ci si inizia a render conto che quasi nessuno la scampa e allora si ritornano a cercare amicizie e contatti. Ma è difficile adeguarsi agli altri, si diventa diffidenti ed esigenti.

L'unico consiglio che ti posso dare se senti dentro di te la voglia di affetto, è di cercare di donarlo prima che di riceverlo. Spesso la gente non si accorge di quanto ne abbia bisogno finchè sta bene, ma poi lo capisce nel momento della sofferenza.
Tu che sai cosa vuol dire, potresti arricchirti donando a chi ha veramente bisogno senza pretendere nulla in cambio. Questo è un esercizio che arricchisce moltissimo. Ti può riempire la vita facendo uscire te stessa invece che fare entrare gli altri.
E magari potresti conoscere persone più profonde e che abbiano molte cose da dare come te.
Facci un pensiero....
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Messaggio  Rainbow il Ven Mar 11, 2011 1:41 pm

Mah, Anthea, invece proprio da quello che hai scritto si potrebbero trarre diversi spunti di riflessione... dici che la gente sarebbe stanca della negatività, e che di questa sono già pieni i tg... e ne parli come se i tg (così come altre cose) fossero parte imprescindibile della nostra vita, e come se a noi non fosse data scelta. Ma la televisione si può anche spegnere. Invece la gente "spegne" i propri cari e i propri amici, cosa terrificante.
Vediamo una questione alla volta:
Le notizie veramente importanti di un tg non sono certo quelle di cronaca nera, ma sono due o tre e si possono leggere in tempo 10 minuti su internet (un modo intelligente di usarlo, specialmente se si evitano le fonti ufficiali), anche mentre si sta in ufficio... facendo una cosa che è (dovrebbe essere) un punto fermo del nostro libero arbitrio: una SELEZIONE di ciò che ha veramente senso sapere, e quel che invece non ha alcun valore, o è addirittura fuorviante.
Perché, quindi, i tg sono strapieni di cronaca nera e notizie sensazionalistiche che però non hanno valore di vera informazione? Per due motivi. Il primo è la legge di potere più vecchia del mondo: fai vivere il "popolo" nella paura (cronaca nera), offri loro un pallido miraggio, che si limiti ad essere un miraggio, e che passi per le propire regole imposte (gossip sul mondo dorato delle persone ricche e famose - una volta erano le religioni) e lo terrai a bada come fosse un cumulo di burattini. Il secondo motivo consiste nella responsabilità di chi, anziché spegnere il televisore in segno di protesta e disinteresse per il tipo di informazione che ci rifilano, aumenta "la domanda" restando col televisore ben acceso e anzi, aspetta principalmente quel tipo di notizie, gossip e cronaca nera. Che importa, infatti, della cura contro il cancro, o delle automobili a idrogeno, o di tante altre questioni che dovremmo considerare di primo interesse nelle nostre vite? L'importante è sapere in quanti e quali modi tizia o caio sono stati torturati e uccisi! E mi dici che la gente è stanca di negatività? Non scherziamo... la gente cerca il male con interesse che definire morboso è un eufemismo. Quel che davvero non vuole è alzare il fondo schiena e rendersi davvero utile. Anche quando lo sforzo richiesto è minimo (vediamoci e chiacchieriamo). E' facile dire "povera Yara, povera Sarah" e via dicendo, comodamente seduti in poltrona, per sentirsi tanto buoni... quando poi si hanno amici e parenti che di aiuto ne avrebbero bisogno eccome, ma si fa tanto facilmente finta di niente.
Ti riporto una frase di Seneca, che risponderà da sola alle questioni che hai alzato: "Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto".
Il problema è che la gente è pigra e stupida, soprattutto istupidita dal sistema stesso che, come dice la nuova canzone di Vecchioni, ci sta rubando il pensiero. Ascoltiamo le canzoni, leggiamo gli aforismi, ma come sempre non vogliamo capirne il significato e fare qualcosa.
Le persone perdono tempo su questioni di nullo valore, come facebook (specialmente nel modo in cui viene comunemente usato), le chat, i videogames, la playstation, i reality show, altri programmi stupidissimi... per quste cose, chissà perché, il tempo c'è sempre. E molto. Così come per mille altre cose di nulla importanza. Ma questo non significa non avere tempo, significa buttarlo via. Anche perché, il finto benessere che queste cose danno, è dato solamente dalla dipendenza che creano. Non è vero "star bene", ma nessuno pare farci caso. Hai presente un tossico dipendente? E il fatto che la sua attenzione sia catalizzata interamente dalla sua droga, a discapito di tutto il resto? Ecco quello che siamo. Non riusciamo più nemmeno a trovare il bello in una passeggiata, in una gita in campagna, nello stare insieme (davvero insieme, non nel bel mezzo del caos e della musica alta) perché c'è facebook a chiamarci, c'è il grande fratello, c'è il nuovo gioco della playstation, c'è il telefilm che "non possiamo perdere"! Tossicodipendenti senza saperlo, questo si è ridotto a essere la maggior parte di noi.
Invece, impariamo a spegnere la televisione, il computer, e tutto il resto. All'inizio saremo presi da normali crisi d'astinenza (il che la dice lunga) ma una volta liberi, forse ricominceremo a cercare le cose vere e importanti della vita. E vedrai quanto tempo in più...

Per quanto riguarda il tuo discorso sul dare, io già lo faccio, nella misura in cui la mia depressione me lo consente: mi dedico ai miei cani e al mio gatto (che senz'altro meritano più che le persone che ho intorno), e cerco di contribuire anche per quel che riguarda gli altri animali, e quelle poche persone che vogliano ampiare i propri orizzonti: ho anch'io facebook, ma lo utilizzo per fare condivisione di link per le adozioni e per la divulgazione di informazioni e notizie importanti, e NON per far sapere al mondo i fatti miei o postare foto mie in tutte le salse!
Se il mondo da me vuole di più (e a me pare che poco si accorga anche di quel che già faccio, ma non importa) dovrebbe cominciare a restituire qualcosa di altrettanto importante. E non è un "ricatto", è proprio una questione di depressione, di mancanza di forze... perché io che a queste dipendenze non cedo, di cose vere ne avrei bisogno come dell'aria che respiro. Ma la cosa pare importare poco...
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Re: La depressione non se ne va...

Messaggio  piquemal il Ven Mar 11, 2011 4:26 pm

Rainbow, hai letto per caso Foster Wallace? Perché alcuni tuoi pensieri mi hanno ricordato lui. Il fatto che siamo sempre dipendenti da qualcosa e che dobbiamo imparare a selezionare quello che vogliamo pensare perché se no finiamo per pensare quello che il sistema vuole farci pensare. Il problema è che siamo tutti simili negli interessi più triviali e siamo diversissimi appena riusciamo a distinguerci, nelle passioni più elevate. Il paradosso è che non esistono club per gente non mondana e quindi dobbiamo imparare a coltivare e convivere con la nostra solitudine senza curare la legione di spiriti mancati.

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Messaggio  Rainbow il Ven Mar 11, 2011 10:51 pm

No, non so nemmeno chi sia questo signore. Io leggo poco e penso tanto... e forse è per questo che riesco a prescindere, nei miei pensieri, da concetti preconfezionati come "i club". Che significa che "non ci sono club per gente non mondana"? Da quando abbiamo bisogno di club per stare insieme, per vivere e condividere la nostra vita con gli altri? Davvero non riusciamo a immaginare nient'altro? Che facevate da piccoli, senza club? E cosa, da adolescenti, quando ancora non li frequentavate? Eppure, posso azzardare che anche per voi quelli siano stati i periodi di maggior felicità e libertà, quelli che ricordate come "i bei vecchi tempi", salvo non abbiate avuto altro tipo di problematiche?
Parlate di "sistema", di pensare oltre quel che vogliono farci pensare, e poi? Cadete nei più stupidi inganni, inciampate sui gradini più bassi... All'apparenza sembrate liberi pensatori, ma la verità è che ripetete un mantra di cui non capite il significato.
A me vien voglia di arrendermi...
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forse

Messaggio  merla il Lun Mar 14, 2011 12:56 am

e dico forse, è anche questo momento depressivo che ti porta a valutare tutto e soprattutto tutti con questa negatività.

Da altre parti sarà successo, ma onestamente mi sembra che qui nessuno ti abbia invitato in nessun modo a uniformarti a qualcosa, ti sono state solo proposte alternative e fatte considerazioni. condivisibili o meno, ma ho avuto l'impressione che tu le abbia prese sempre come delle critiche. che forse senza gli occhiali neri della depressione, non erano.

cmq...sicuramente instaurare dei rapporti stretti non è facile per nessuno, si tratta di cercare e quasi sempre di arrivare a dei compromessi. Ora, la depressione non è amica né della fatica di cercare, né dei compromessi e quindi per un depresso la fatica è molto superiore.
Però nel momento in cui la solitudine è pesante, non ci sono grosse alternative. Oltretutto il mondo è veramente vasto e certamente non sei l'unica persona a non fare un certo uso di facebook, a non seguire la cronaca nera, la play piuttosto che il grande fratello.

Perché non provi a frequentare persone che come te si diano da fare per aiutare gli animali o che abbiano degli interessi simili ai tuoi?
Partendo da un punto in comune potresti trovare persone che senti vicine come sensibilità e modo di vita.
Se in questo momento però soffri di depressione grave, forse potresti farti aiutare da uno specialista anche, altrimenti rischi che sia la depressione stessa a inficiare di diffidenza il tuo tentativo di costruire nuove relazioni umane, e potresti fare una fatica tremenda.
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Re: La depressione non se ne va...

Messaggio  mmm il Lun Mar 14, 2011 3:58 am

Rainbow ha scritto:Mah, Anthea, invece proprio da quello che hai scritto si potrebbero trarre diversi spunti di riflessione... dici che la gente sarebbe stanca della negatività, e che di questa sono già pieni i tg... e ne parli come se i tg (così come altre cose) fossero parte imprescindibile della nostra vita, e come se a noi non fosse data scelta. Ma la televisione si può anche spegnere. Invece la gente "spegne" i propri cari e i propri amici, cosa terrificante.
Vediamo una questione alla volta:

Rainbow ha scritto:Le notizie veramente importanti di un tg non sono certo quelle di cronaca nera, ma sono due o tre e si possono leggere in tempo 10 minuti su internet (un modo intelligente di usarlo, specialmente se si evitano le fonti ufficiali), anche mentre si sta in ufficio... facendo una cosa che è (dovrebbe essere) un punto fermo del nostro libero arbitrio: una SELEZIONE di ciò che ha veramente senso sapere, e quel che invece non ha alcun valore, o è addirittura fuorviante.

Concordo.

Rainbow ha scritto:Perché, quindi, i tg sono strapieni di cronaca nera e notizie sensazionalistiche che però non hanno valore di vera informazione? Per due motivi. Il primo è la legge di potere più vecchia del mondo: fai vivere il "popolo" nella paura (cronaca nera), offri loro un pallido miraggio, che si limiti ad essere un miraggio, e che passi per le propire regole imposte (gossip sul mondo dorato delle persone ricche e famose - una volta erano le religioni) e lo terrai a bada come fosse un cumulo di burattini. Il secondo motivo consiste nella responsabilità di chi, anziché spegnere il televisore in segno di protesta e disinteresse per il tipo di informazione che ci rifilano, aumenta "la domanda" restando col televisore ben acceso e anzi, aspetta principalmente quel tipo di notizie, gossip e cronaca nera.

Rainbow ha scritto:Che importa, infatti, della cura contro il cancro, o delle automobili a idrogeno, o di tante altre questioni che dovremmo considerare di primo interesse nelle nostre vite?

Le automobili a idrogeno sono una stupidata (se vuoi approfondiamo). Occhio quindi che essere alternativi all'informazione ufficiale non basta per essere credibili, bisogna sempre ragionare con la propria testa.

Rainbow ha scritto:L'importante è sapere in quanti e quali modi tizia o caio sono stati torturati e uccisi! E mi dici che la gente è stanca di negatività? Non scherziamo... la gente cerca il male con interesse che definire morboso è un eufemismo. Quel che davvero non vuole è alzare il fondo schiena e rendersi davvero utile. Anche quando lo sforzo richiesto è minimo (vediamoci e chiacchieriamo). E' facile dire "povera Yara, povera Sarah" e via dicendo, comodamente seduti in poltrona, per sentirsi tanto buoni... quando poi si hanno amici e parenti che di aiuto ne avrebbero bisogno eccome, ma si fa tanto facilmente finta di niente.

Condivido.

Rainbow ha scritto:Ti riporto una frase di Seneca, che risponderà da sola alle questioni che hai alzato: "Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto".
Il problema è che la gente è pigra e stupida, soprattutto istupidita dal sistema stesso che, come dice la nuova canzone di Vecchioni, ci sta rubando il pensiero. Ascoltiamo le canzoni, leggiamo gli aforismi, ma come sempre non vogliamo capirne il significato e fare qualcosa.

Rainbow ha scritto:Le persone perdono tempo su questioni di nullo valore, come facebook (specialmente nel modo in cui viene comunemente usato), le chat, i videogames, la playstation, i reality show, altri programmi stupidissimi... per quste cose, chissà perché, il tempo c'è sempre. E molto. Così come per mille altre cose di nulla importanza. Ma questo non significa non avere tempo, significa buttarlo via. Anche perché, il finto benessere che queste cose danno, è dato solamente dalla dipendenza che creano. Non è vero "star bene", ma nessuno pare farci caso. Hai presente un tossico dipendente? E il fatto che la sua attenzione sia catalizzata interamente dalla sua droga, a discapito di tutto il resto? Ecco quello che siamo. Non riusciamo più nemmeno a trovare il bello in una passeggiata, in una gita in campagna, nello stare insieme (davvero insieme, non nel bel mezzo del caos e della musica alta) perché c'è facebook a chiamarci, c'è il grande fratello, c'è il nuovo gioco della playstation, c'è il telefilm che "non possiamo perdere"! Tossicodipendenti senza saperlo, questo si è ridotto a essere la maggior parte di noi.

Qui stai prendendo una cantonata pazzesca.

Tu consideri speso bene il tempo impiegato a fare una passeggiata, una gita in campagna.

Io da quasi quindici anni considero speso bene il tempo impiegato a giocare alla playstation con i miei amici.

Mi dici qual'è la differenza sostanziale tra "fare passeggiata con X" e "giocare alla play con X"?

La compagnia è la stessa, le persone sono le stesse, si parla, si compete, si urla, si bisticcia, si fa pace, ci si confronta.

Altri godono a passare le ore a chattare, ovvero a chiacchierare tramite un videoterminale.

L'unica differenza a mio avviso è soggettiva.

Tu ritieni inutile e chiudersi in N in una camera a pigiare tasti davanti a un televisore. Tizio (che non sono io!) ritiene inutile andare a camminare in mezzo ai moscerini, ai piccioni e a quei roditori che saltano da un albero all'altro. Sono distinzioni puramente soggettive. Secondo me invece, la cosa importate che accomuna entrambe le attività è: condividere dei momenti piacevoli assieme.

Rainbow ha scritto:Invece, impariamo a spegnere la televisione, il computer, e tutto il resto. All'inizio saremo presi da normali crisi d'astinenza (il che la dice lunga) ma una volta liberi, forse ricominceremo a cercare le cose vere e importanti della vita. E vedrai quanto tempo in più...

Mettersi addosso le pelli di animali morti (con le successive innovazioni nel settore) ha permesso all'umanità di diffondersi in tutto il globo.

Cucinare i cibi ci ha permesso di utilizzare maggior massa per il cervello, risparmiando su mascella/mandibola/denti.

La diffusione del PC e di Internet ci permette di fuggire dalla mediocrità e dall'isolamento del locale, permettendoci di discutere, fare amici e instaurare relazioni con persone diffuse su tutto il globo.

Non dovrai conformarti alla tua vicina, il tuo interesse di nicchia lo porti avanti con i tuoi amici sparsi in continenti differenti.

La nostra tecnologia fa parte di noi, non è qualcosa da mettere in contrasto con la Natura, Internet non è qualcosa di innaturale, è il frutto della razza umana, ne è parte, così come i formicai per le formiche e gli alveari per le api.

Rainbow ha scritto:Per quanto riguarda il tuo discorso sul dare, io già lo faccio, nella misura in cui la mia depressione me lo consente: mi dedico ai miei cani e al mio gatto (che senz'altro meritano più che le persone che ho intorno), e cerco di contribuire anche per quel che riguarda gli altri animali, e quelle poche persone che vogliano ampiare i propri orizzonti: ho anch'io facebook, ma lo utilizzo per fare condivisione di link per le adozioni e per la divulgazione di informazioni e notizie importanti, e NON per far sapere al mondo i fatti miei o postare foto mie in tutte le salse!

Eh va beh quindi è buono solo per quello che interessa a te, se una cosa interessa agli altri invece è una cazzata... questa si che è una visione aperta del mondo...

Rainbow ha scritto:Se il mondo da me vuole di più (e a me pare che poco si accorga anche di quel che già faccio, ma non importa) dovrebbe cominciare a restituire qualcosa di altrettanto importante. E non è un "ricatto", è proprio una questione di depressione, di mancanza di forze... perché io che a queste dipendenze non cedo, di cose vere ne avrei bisogno come dell'aria che respiro. Ma la cosa pare importare poco...

OK, ti aspetti qualcosa dal mondo... abbiamo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, abbiamo la Costituzione, la Repubblica, lo Stato di Diritto, l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge (va beh fa ridere dire questo ora con Silvio che fa cabaret ma sostanzialmente è vero), una discreta libertà di stampa e di parola, di associazione... ne abbiamo già di cosette anche se non le consideriamo mai... pensa invece come sarebbe essere operai nelle prime fabbriche a carbone, o schiavi che non avessero diritto di decidere cosa fare della propria vita, dove andare, non avere la possibilità di tentare, la libertà di scelta, la libertà di incazzarsi con il proprio capo, di rispondere per le rime a chiunque ti faccia un torto, ecc... ecc...

Dai che non ce la passiamo male, che altri diritti dovremmo vantare secondo te verso il mondo?

mmm

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capisco cosa provi..

Messaggio  anthea il Ven Mar 18, 2011 10:37 am

Ma mi sembra che tu abbia il dente molto avvelenato. Te la prendi molto e questo vuol dire che sei arrabbiata con il mondo e la vita.
In effetti questo mondo e questa vita sono tutto fuorchè semlici e facili. Spesso rimani fregata e ti chiedi perchè sempre a te.
Ma in realtà non è così. Di gente fortunata che non ha problemi ce n'è ben poca. Molti però non lo palesano.
E tutti quelli che si guardano programmi insulsi e mentalmente "tarpanti" lo fanno o per non pensare, o per distrarsi dalle difficoltà quotidiane.
Anche a me non piacciono i programmi spazzatura e al posto della playstation preferisco una bella gita in una città d'arte o in montagna.
Ma la gente oggi compensa la solitudine con programmi e rapporti a distanza. Incontrarsi richiede una bella dose di coraggio e rischio, la rete ti dà una protezione che rassicura.

Io non demonizzo internet e relativi siti di conoscenze virtuali. Ma non le considero neppure sostitutive di un rapporto vero. Per me sono strumenti e basta, non un mondo a parte.
Penso sia questo da tenere sempre presente: non scambiare Facebook o altro come un fine... un punto di arrivo; ma rendersi conto che sono solamente mezzi per raggiungere un'altra cosa o per avere un'ora di distrazione.

Il vecchio proverbio: "chi trova un amico trova un tesoro", penso che la dica lunga su quanto sia sempre stato difficile in tutte le epoche trovare una persona leale e capace di essere un amico vero. Perciò sta anche a noi non sfiduciarci e continuare a cercare, evitando di chiuderci a riccio e snobbare gli altri e mantenendo un atteggiamento di apertura che non significa snaturare la propria individualità uniformandosi alla massa.
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Re: La depressione non se ne va...

Messaggio  Morella il Ven Apr 08, 2011 12:54 am

Sotto alcuni tratti riesco a capire il tuo stato d'animo, anche io ho avuto amici persi per strada sono stata abbandonata nel momento del bisogno, ma ho fatto altrettanto sicuramente. in adolescenza si è molto egoisti anche perchè a quella età magari sulle spalle non si hanno molti fardelli da portare, che aumentano mano mano che si cresce. Io sono una che li ha portati sin dall'adolescenza e in ogni caso la superficialità degli amici era proprio quella che mi aiutava a stare sù, a capire dal loro punto di vista che la vita alla fine è anche essere stupidi e divertirsi e non solo tragedie. Io crescendo ho cominciato a coltivare la mia solitudine interiore come qualcosa di positivo, che poi non è solitudine interiore ma difficoltà nel raggiungere empatia con chi ti sta di fronte. Beh questo capita solo in casi fortunati, e in quei casi non bisogna compiere alcuno sforzo per trovare la sintonie, si è già completamente accordati, in tutti gli altri casi bisogna aprirsi anche alle diversità, non vuol dire che non c'è qualcosa di positivo in ciò che è diverso da noi, ovviamente frequentare persone le une diverse dalle altre richiede sforzo, la giusta dose di umiltà in modo di porsi in un ambiente alieno cercando di coglierne la positività per se. Vero è che se si ritiene a prescindere che non ne valga la pena allora magari non si perderà nulla ma comunque si resterà un pò più poveri di esperienza. Se poi si parla di voler ricevere conforto nei momenti difficili in quel caso soltanto qualcuno che ha vissuto esperienze simili alle tue ed ha sentimenti profondi verso di te può cercare di risollevarti. Io nei miei momenti neri sono totalmente sola e manco mi va di avere conforto, l'unica cosa che mi va è perdermi, ma non voglio dirlo come una frase fatta, anche perchè ci provo ogni giorno ultimamente, ed è impossibile come costruire una piramide da soli, cerco di fare leva sulla mia volontà, che è proprio quella che sta più depressa di me, in relazione a obbiettivi minimi come cercare di non accendersi l'ennesima sigaretta, ti sembrerà uno sforzo minimo di fronte a una piramide, ma se sei depresso non lo è potrebbe toglierti il sonno, però se ci riesci ti senti come se avessi scalato una montagna, restituendoti un minimo di fiducia in se stessi. Questo vale per qualsiasi cosa che in quei momenti sembra impossibile da fare. Sfidare la propria indolenza con la volontà è molto ma per esperienza mi aiuta quanto meno a non lasciarmi andare totalmente. Per quanto riguarda il resto del mondo io mi concentrerei molto più su me stessa che sulla società, una cosa poi finchè ti fa piacere farla perchè non farla anche se si tratta di social network, o reality, o videogames, come dice W.Allen: Basta che funzioni! Dopotutto l'obbiettivo finale è avere qualche brandello di felicità in questa vita che credo sia difficile per tutti, un pò di più per chi balla con il male oscuro.

Morella

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la depressione e attacchi di panico

Messaggio  greys69 il Ven Set 08, 2017 1:00 pm

Ciao a tutti!   Allora in bocca al lupo!)

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greys69

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Re: La depressione non se ne va...

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