DIARIO COLLETTIVO

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Messaggio  Madama_Butterfly il Dom Mag 22, 2016 10:46 pm

Qui, chi vuole, può scrivere quello che gli va su come si sente o su come non si sente, su cosa sta facendo o non facendo, su cosa vorrebbe star facendo, su com'è andata la giornata, i suoi sogni, desideri, ecc. ecc. Se non se la sente di scrivere, può postare qualche emblematica citazione o video e via dicendo. L'idea è di raccogliere tutti quei pensieri o momenti per cui, per quanto sentiti, non si sente necessità di aprire un'apposita discussione.
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Re: DIARIO COLLETTIVO

Messaggio  Madama_Butterfly il Dom Mag 22, 2016 11:13 pm

"Non ho voglia di morire. Nessun suicida ne ha mai avuta".
(Sarah Kane)

Remember the light and believe in the light.

Remember the light and believe in the light.

Remember the light and believe in the light.

Remember the light and believe in the light.

Remember the light and believe in the light.

Remember the light and believe in the light.


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Re: DIARIO COLLETTIVO

Messaggio  Madama_Butterfly il Dom Mag 22, 2016 11:58 pm

Insonnia.
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Messaggio  necropolitano il Lun Mag 23, 2016 8:17 am

ho finito l'erba Sad
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Re: DIARIO COLLETTIVO

Messaggio  Madama_Butterfly il Mer Mag 25, 2016 3:52 pm

Ogni mattina, andando al lavoro, seduto al tavolino di un bar, vedo uno spazzino intento a scrivere; a scrivere con un tale trasporto che lascia presagire che stia scrivendo qualcosa di epocale. Da qualche giorno non lo vedo. Non so se essere preoccupata o che. E' malato? Ha perso l'ispirazione? O ha appena finito il romanzo che gli permetterà di cambiare lavoro? Non lo saprò mai.
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Re: DIARIO COLLETTIVO

Messaggio  Madama_Butterfly il Sab Mag 28, 2016 1:21 pm

Ancora Sarah Kane.

"Ricorda la luce e credi nella luce
Un attimo di chiarezza prima della notte eterna

fate che non dimentichi
. . .

Sono triste
Sento che il futuro è senza speranza
e le cose non possono migliorare

Sono stufa e insoddisfatta

Sono un fallimento completo come persona

Sono colpevole, vengo punita

Vorrei uccidermi

Prima riuscivo a piangere ora sono oltre le lacrime

Ho perso interesse negli altri

Non riesco a prendere decisioni

Non riesco a mangiare

Non riesco a dormire

Non riesco a pensare
Non riesco a vincere il senso di solitudine,
di paura, di disgusto

Sono grassa

Non riesco a scrivere

Mio fratello muore, il mio amante muore,
sono io che li uccido

Galoppo verso la morte

Ho terrore dei medicinali

Non riesco a fare l'amore

Non riesco a scopare

Non riesco a stare da sola

Non riesco a stare con gli altri

Ho i fianchi troppo larghi

I miei genitali non mi piacciono

Alle 4 e 48 quando la disperazione mi fa visita mi impiccherò

al suono del respiro del mio amante

Io non voglio morire".


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Sogno

Messaggio  Madama_Butterfly il Lun Mag 30, 2016 7:12 am

Stanotte ho sognato per l'ennesima volta che tentavo di uccidermi, e che, mentre morivo, la morte non arrivava mai, per quanto l'aspettassi. Avevo scoperto che in Svizzera uno veniva condannato a morte se pensava al suicidio; e non per compassione(stranamente), ma per punizione. Prima veniva fatta un'iniezione di qualche sostanza letale, e poi, per rendere il tutto più sicuro, veniva impiccato. Così parto per la Svizzera, nella speranza di ricevere questa condanna. A mia insaputa, un mio collega - che credo, nella realtà, mi voglia molto bene - parte anche lui per la Svizzera, per tentare di fermarmi. Senonché è talmente triste per questa mia azione, che, arrivato in Svizzera, per un attimo pensa al suicidio anche lui. Così, appena arrivato, lo portano in prigione e viene condannato a morte. Quando mi arriva la notizia del suo gesto nei miei confronti, e dell'esecuzione di questa condanna, la disperazione non fa che aumentare, e penso subito di uccidermi. In un attimo mi vedo arrivare la polizia alla porta. Mi portano in prigione, e il mio boia mi inietta questa sostanza letale nelle vene. Mi dice che ci vorrà un po' di tempo, e che nel frattempo posso lasciar scritte le mie ultime parole. Sotto l'effetto della sostanza, trovo scrivere molto difficile, e ci riesco solo per brevi momenti. La mia calligrafia è divenuta quasi illeggibile. Lascio scritto il titolo di una canzone per mia sorella, affinché l'ascolti(è, nella realtà, la canzone che ho pensato di lasciare per lei). E poi dico al boia che le mie ultime parole saranno quelle della poesia "Esempi"*, di Antonia Pozzi. Lui dice che ora è arrivato il momento di impiccarmi. Vengo impiccata, e mi rendo conto di non provare il benché minimo rimpianto per la mia morte. Sono perfettamente soddisfatta. Per un attimo m'immagino l'indomani - cosa avrei potuto fare, chi avrei potuto conoscere, chi avrei potuto essere - e non m'importa assolutamente. Poi mi ritorna in mente la poesia. Per via della sostanza che mi era stata iniettata, non riesco più a ricordarne i versi. Penso che il mio ultimo desiderio sarebbe quello di riuscire a ricordarli. Mi chiedo perché la morte ci stia mettendo tanto a sopraggiungere, e perché, ancora una volta, pur volendolo con tutta me stessa, non riesca a morire. Me ne sto lì con un cappio al collo, e niente, respiro ancora.

* Esempi, di Antonia Pozzi

Anima, sii come il pino:
che tutto l'inverno distende
nella bianca aria vuota
le sue braccia fiorenti
e non cede, non cede,
nemmeno se il vento,
recandogli da tutti i boschi
il suono di tutte le foglie cadute,
gli sussurra parole d'abbandono;
nemmeno se la neve,
gravandolo con tutto il peso
del suo freddo candore,
immolla le fronde e le trae
violentemente
verso il nero suolo.

Anima, sii come il pino:
e poi arriverà la primavera
e tu la sentirai venire da lontano,
col gemito di tutti i rami nudi
che soffriranno, per rinverdire.
Ma nei tuoi rami vivi
la divina primavera avrà la voce
di tutti i più canori uccelli
ed ai tuoi piedi fiorirà di primule
e di giacinti azzurri
la zolla a cui t'aggrappi
nei giorni della pace
come nei giorni del pianto.

Anima, sii come la montagna:
che quando tutta la valle
è un grande lago di viola
e i tocchi delle campane vi affiorano
come bianche ninfee di suono,
lei sola, in alto, si tende
ad un muto colloquio col sole.
La fascia l'ombra
sempre più da presso
e pare, intorno alla nivea fronte,
una capigliatura greve
che la rovesci,
che la trattenga
dal balzare aerea
verso il suo amore.
Ma l'amore del sole
appassionatamente la cinge
d'uno splendore supremo,
appassionatamente bacia
con i suoi raggi le nubi
che salgono da lei.
Salgono libere, lente
svincolate dall'ombra,
sovrane
al di là d'ogni tenebra,
come pensieri dell'anima eterna
verso l'eterna luce.

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Messaggio  Madama_Butterfly il Mar Mag 31, 2016 3:00 pm


Some things scar your heart so deeply
that a howl is not enough
to adequately purge the soul of pain.
Still you yearn for contact
but the burden that you shoulder means
you'll never trust a living soul again..
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Messaggio  Madama_Butterfly il Mer Giu 01, 2016 11:48 am

Oggi, mentre andavo al lavoro, leggevo "Il rovescio e il diritto" di Camus. "Fino a quando durerà questa notte in cui non mi appartengo più?". Leggo questa frase, e scoppio a piangere. Giungo a destinazione. Arriva una mia collega, e cerco di dirle che oggi non ce la farò a lavorare. Non riesco nemmeno ad articolare le parole. Me ne vado. Mentre esco dalla struttura, incrocio un tale che mi chiede come va. "Benone", gli rispondo. Certe volte mi stupisco che l'insincerità in me sia diventata una specie di automatismo, che al tempo stesso, per qualche ragione che non so dire, mi pare una forma di rispetto, quasi di amore. E' come se, giunta a una certa età, mi sia resa conto che la gente ha bisogno di talmente energie per fronteggiare il proprio destino che togliergliene per renderla partecipe del proprio mi pare una cosa quasi aberrante. Per dirla con parole diverse, "si cessa di essere giovani quando si capisce che dire un dolore lascia il tempo che trova". Però lo spazzino è tornato. Credo che a lui sia andato l'unico sorriso che riuscirò a fare nella giornata di oggi.
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Messaggio  Bad Trip il Mar Giu 07, 2016 3:14 am

La tentazione dell'oblio...del nulla...non imparerò mai a evitarla.
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Re: DIARIO COLLETTIVO

Messaggio  merla il Mar Giu 07, 2016 10:19 am

Madama_Butterfly ha scritto:"Si cessa di essere giovani quando si capisce che dire un dolore lascia il tempo che trova"

Merci, Madama.
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Re: DIARIO COLLETTIVO

Messaggio  necropolitano il Mar Giu 14, 2016 4:01 pm

a distanza di anni, decenni, non è cambiato il mio modo di divertirmi, di stare bene. o forse solo nel fatto che ora mi ci ritrovo a farlo da solo. cosa che mi fa apparire troppo spesso come un'alcolista, agli occhi degli altri. ma che sia piu deprimente io, o loro, rimane un mistero.
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