vale la pena affrontare questo mostro?

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vale la pena affrontare questo mostro?

Messaggio  vikinini il Sab Apr 23, 2016 10:55 pm

Salto i convenevoli, non ne ho la forza. La mia vera domanda è: vale la pena affrontare questo mostro?
Ho solo 26 anni ed ho affrontato di tutto. La vita non mi ha risparmiato nulla piegandomi mazzata dopo mazzata sotto il suo dominio e costringendomi ad arrendermi alla malattia, che 4 mesi fa è stata ufficialmente chiamata depressione ma che mi rendeva un fantasma ambulante da ormai qualche anno. Mi fa compagnia in ogni momento. Mi alzo la mattina e quella palla infuocata di dolore è lì, dentro il mio stomaco. I miei piedi sono pesanti come due macigni ed ogni passo mi costa fatica e persino dolore. Arrivo non so come all'ora di pranzo e il panico mi assale: come arrivare alla fine della giornata? Gioco con lei. Mi ci arrabbio. Un momento dopo ci sguazzo dentro. Poi rispondo allo stimolo del sano di turno che mi dice che tutto si aggiusterà e inizio a pensare a come risolvere i miei problemi: solo così torno a ricordarmi che anche se guarissi la mia vita non avrebbe senso, perchè lei stessa la ha resa un incubo togliendomi ogni speranza ed ogni sogno. Lasciando che mi facessero del male. Lasciando che chi mi era accanto scomparisse, o soffrisse, morisse. Lasciando che ogni momento di gioia - pochi - si rivelasse poco dopo effimera illusione.
Cosa ti lascia la depressione quando anche se ne va? Ammesso che se ne vada. Si fonde con la tua identità e cancella ogni sorriso. Come può andarsene? E che farsene di quella terra bruciata anche una volta guariti? Forse conviene spegnersi, lasciarsi andare a lei.

vikinini

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Re: vale la pena affrontare questo mostro?

Messaggio  richarson il Mar Apr 26, 2016 8:59 am

Ogni mattina mi pongo lo stesso tuo quesito, solo che ho il doppio della tua età e che se i tuoi passi sono pesanti i miei sono macigni perché la forza cala con l'età. Poco fa ho preso un ascensore ed ho sperato si guastasse mentre ero dentro facendo si che fossi lontano da tutti e tutto.
A 26 anni forse conviene ancora tentare di uscirne da questa gabbia. Si credo convenga almeno provare.

richarson

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Re: vale la pena affrontare questo mostro?

Messaggio  serpico il Mar Apr 26, 2016 9:27 am

buongiorno anch'io mi trovo all'inferno, sono sceso un gradino alla volta combattendo e cercando di risalire ma ogni sforzo è stato invano e dopo anni di bassi e più bassi ho mollato la presa e ormai senza forze mi ritrovo qui.. non rido mai, sono muto, non piango più da anni, percepisco solo la terra come fosse marte. anch'io non riesco a trovare un senso alla vita ho provato solo dolori e niente gioie. ti posso solamente dire che da quando ho mollato sono peggiorato perciò se un giorno mi verrà mai una minima spinta dall'interno proverò a risalire. ormai sono dieci anni che conduco uno schifo di vita però per farti un pò di coraggio di posso dire che un anno sono stato abbastanza bene, ero su una buona strada quando ad un bivio indeciso nella scelta ho girato e sono tornato all'origine. ciao ora mi crogiolo un pò nel vuoto

serpico

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Re: vale la pena affrontare questo mostro?

Messaggio  Pavely II il Mar Apr 26, 2016 9:28 am

Io ho sofferto per anni di Depressione.
E se osservo il mio passato, mi accorgo di questo: difficilmente ce ne liberermo per s e m p r e.
Oggi, sto un po' meglio.
Oggi, mi sento un po' più forte.
Ma chi mi garantisce che domani o in un prossimo futuro io non ricada in questo dolore?
Un po è come un alcolista che per lavoro va in un hotel, entra in camera, e trova il minifrigorifero con i campioncini dei liquori.
Apre lo sportello, li guarda. E poi, magari, non li tocca.
Ora: io sto meglio.
Ma quante volte, mi fermo a guardare la depressione che mi è rimasta nel cuore? Quante volte vorrei 'toccarla' o 'viverla'?
Tante.
Ma non lo faccio.
Ecco: secondo me, occorre comprendere che non dobbiamo entrare nell'ottica che esista un momento in cui saremo p e r f e t t a m e n t e felici.
Nei fatti: ma chi è completamente felice a questo mondo?
Tutti abbiamo angosce, ansie, preoccupazioni, paure, timori, attacchi di panico, sensazioni di dolora attesa. Tutti. Chiunque. Nessuno escluso.

Cosa mi ha spinto a dire di poter 'governare' la mia depressione.
Io vorrei dirti il mio p u n t o di vista.

Ho cominciato a stare meglio dando affetto.

Ho cominciato a dare affetto, in tranquillità.

Uso una parola chiara: ho cominciato a dare coccole alla mia compagna.

Intendo: darci baci e abbracci e basta. E ho cominciato ad essere, in minima parte, romantico.

Sono sincero: è destabilizzante. E alle volte, vorrei scappare. ALle volte, vorrei solo scendere in strada e fumare. O che ne sono: lavorare.
Pure: dare a f f e t t o è terapeutico.
Negli anni in cui la depressione era t u t t o, ricevere un abbraccio era angosciante.
Negli anni in cui sono stato malissimo, dare un bacio mi dava l'ansia.
Avevo solo voglia di rannicchiarmi, camminare, andare via.
A volte, scomparire.
Bruciare di quel dolore che mi prendeva dentro.

Poi, ho iniziato ad abbracciare.

E ho cominciato a non allontanare chi mi poteva abbracciare.

E, soprattutto, l'ho detto: "Abbracciami".

Non scherziamo: non sarò mai un tipo dolce.
A lungo andare, non posso essere romantico.

E r e s i s t e n d o mi accorgo che posso gestire la depressione.

§

Dare affetto.
Prova a dare affetto.
Anche se non ti va, anche se ti fa male.
Anche se vorresti fuggire, anche se non ne vedi lo scopo.
Abbraccia chi puoi.
Accarezza chi puoi.
Dai tenerezza.
Compi gesti romantici.
E poi vai via.
Non ti aspettare nulla in cambio...

Metti in circolo dolcezza in questo mondo.

E per un uomo è come tirarsi delle mazzate sui piedi. Fa male. E no, non ci va, non scherziamo.

Pure: funziona.

§

Funziona anche b a l l a r e.

Te lo voglio dire.

Anche un'ora di techno o quel ballo che può piacerti funziona.

Pure: questo è intuitivo.
Ogni persona che ha vissuto una depressione maggiore dovrebbe ballare.

E come per l'affetto, Dio santo, è davvero difficile...

§

Pure: affetto e ballo.
Prova.
E se stai troppo male per farlo... ti dico ciò che mi sono detto per anni: non sentirti in colpa.

No... davvero... non sentirti in colpa.

Qui, oggi, 26 aprile, io l'unica cosa che posso fare è dirti questo: "Resisti".
Tieni duro.
Non mollare.

Non farlo mai.

Dobbiamo farcela.

Anche se ogni giorno è una sfida.

Pavely II

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Messaggio  Lost_in_a_moment il Sab Apr 30, 2016 6:27 am

Pavely II ha scritto:Io ho sofferto per anni di Depressione.
E se osservo il mio passato, mi accorgo di questo: difficilmente ce ne liberermo per s e m p r e.
Oggi, sto un po' meglio.
Oggi, mi sento un po' più forte.
Ma chi mi garantisce che domani o in un prossimo futuro io non ricada in questo dolore?
Un po è come un alcolista che per lavoro va in un hotel, entra in camera, e trova il minifrigorifero con i campioncini dei liquori.
Apre lo sportello, li guarda. E poi, magari, non li tocca.
Ora: io sto meglio.
Ma quante volte, mi fermo a guardare la depressione che mi è rimasta nel cuore? Quante volte vorrei 'toccarla' o 'viverla'?
Tante.
Ma non lo faccio.
Ecco: secondo me, occorre comprendere che non dobbiamo entrare nell'ottica che esista un momento in cui saremo p e r f e t t a m e n t e felici.
Nei fatti: ma chi è completamente felice a questo mondo?
Tutti abbiamo angosce, ansie, preoccupazioni, paure, timori, attacchi di panico, sensazioni di dolora attesa. Tutti. Chiunque. Nessuno escluso.

Cosa mi ha spinto a dire di poter 'governare' la mia depressione.
Io vorrei dirti il mio p u n t o di vista.

Ho cominciato a stare meglio dando affetto.

Ho cominciato a dare affetto, in tranquillità.

Uso una parola chiara: ho cominciato a dare coccole alla mia compagna.

Intendo: darci baci e abbracci e basta. E ho cominciato ad essere, in minima parte, romantico.

Sono sincero: è destabilizzante. E alle volte, vorrei scappare. ALle volte, vorrei solo scendere in strada e fumare. O che ne sono: lavorare.
Pure: dare a f f e t t o è terapeutico.
Negli anni in cui la depressione era t u t t o, ricevere un abbraccio era angosciante.
Negli anni in cui sono stato malissimo, dare un bacio mi dava l'ansia.
Avevo solo voglia di rannicchiarmi, camminare, andare via.
A volte, scomparire.
Bruciare di quel dolore che mi prendeva dentro.

Poi, ho iniziato ad abbracciare.

E ho cominciato a non allontanare chi mi poteva abbracciare.

E, soprattutto, l'ho detto: "Abbracciami".

Non scherziamo: non sarò mai un tipo dolce.
A lungo andare, non posso essere romantico.

E r e s i s t e n d o mi accorgo che posso gestire la depressione.

§

Dare affetto.
Prova a dare affetto.
Anche se non ti va, anche se ti fa male.
Anche se vorresti fuggire, anche se non ne vedi lo scopo.
Abbraccia chi puoi.
Accarezza chi puoi.
Dai tenerezza.
Compi gesti romantici.
E poi vai via.
Non ti aspettare nulla in cambio...

Metti in circolo dolcezza in questo mondo.

E per un uomo è come tirarsi delle mazzate sui piedi. Fa male. E no, non ci va, non scherziamo.

Pure: funziona.

§

Funziona anche b a l l a r e.

Te lo voglio dire.

Anche un'ora di techno o quel ballo che può piacerti funziona.

Pure: questo è intuitivo.
Ogni persona che ha vissuto una depressione maggiore dovrebbe ballare.

E come per l'affetto, Dio santo, è davvero difficile...

§

Pure: affetto e ballo.
Prova.
E se stai troppo male per farlo... ti dico ciò che mi sono detto per anni: non sentirti in colpa.

No... davvero... non sentirti in colpa.

Qui, oggi, 26 aprile, io l'unica cosa che posso fare è dirti questo: "Resisti".
Tieni duro.
Non mollare.

Non farlo mai.

Dobbiamo farcela.

Anche se ogni giorno è una sfida.


mi intrometto perchè ho esperienza sul provare a cacciare la depressione ballando.. hai anche menzionato la techno che corrisponde proprio al genere di serate a cui partecipavo nel mio periodo di svago ... ebbene non ha funzionato per me, è solo stato un pagliativo , una scusa per svagarsi e pensare ad altro come altre cose magari, ma non funziona perchè tanto finita la festa tutto torna come prima anzi è solo passato più tempo ma non passa.. per di più in quelle serate sono presenti numerose sostanze... che sappiamo fanno vivere la festa con più forza e resistenza fisica e mentale, creando una totale felicità fittizia che quando passa e tutto torna reale... beh se già è dura per una persona normale figuriamoci un depresso come può vivere il ritorno alla realtà... boh io la sconsiglio come soluzione.. magari sull'affetto hai ragione, ma per ora non riesco.. prima ero affettuosa ora non m faccio avvicinare perchè tutto ciò che vorrei sarebbe essere invisibile...

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Re: vale la pena affrontare questo mostro?

Messaggio  Pavely II il Sab Apr 30, 2016 8:28 am

Grazie Lost_in_a_moment.
Io penso che tu abbia ragione.

Vorrei solo correggermi e dire una cosa.
Non consigliavo di andare in discoteca.
Non consigliavo di andare a ballare con altri.

Come te, penso non funzioni.

In verità, quando ho scritto il mio post, consigliavo di ballare da soli.
E di ascoltare musica da soli.

Ma mi sono espresso male e non l'ho chiarito.

Ad esempio: la mia idea era di ascoltare doobstep in auto. O in cuffia, viaggiando. O camminando.
Semplicemente.

Oggi, sabato 30, mi accorgo come, effettivamente, appaia come un consiglio ingenuo.
Ho parlato della mia esperienza personale.

(Ecco: forse, l'unica cosa da fare, in questi casi, è solo questa... parlare di ciò che abbiamo provato).

Pavely II

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Re: vale la pena affrontare questo mostro?

Messaggio  Lost_in_a_moment il Mar Mag 03, 2016 3:14 am

eeeh ok spiegato così allora il tuo ragionamento risulta molto diverso da prima, tanto da dirti che e ci sta e mi sento di concordare.., credo che la musica per quasi tutte le persone sia una parte importante dell'esistenza, chi più chi meno, con tutte le differenze di gusti generi e preferenze... ok si abbandonarsi soli alla musica che si ama fa bene .. o per chi invece ama ballare proprio per passione quei generi di balli che si ballano con altri ben venga.. magari è la stessa sensazione che provano altri ascoltando la propria o suonarla per altri ancora... ballare come dicevi tu lo trovo non sempre adatto ... dipende dalla testa di ognuno...

parlare di ciò che si è provato ?? intendi qui nel forum, o con le persone che ci circodano? la seconda opzione è al 99% da scartare.. almeno per me.. ci sono varie motivazioni, per esempio non essere compresi, di conseguenza giudicati etichettati ecc cosa che già avviene senza esprimersi figuriamoci esternando personalità fuori dal ordinario della massa... purtroppo!

Lost_in_a_moment

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