Depressione, cosa fai per stare meglio?

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Depressione, cosa fai per stare meglio?

Messaggio  falco67 il Lun Giu 06, 2011 12:42 am

Vediamo un po'. Io è una vita (diciamo 34 anni... anno+ anno-) che ho dei problemi di depressione.... (ne ho 44 ora)
mai curata farmacologicamente e penso di continuare così, riguardo questo. Però ho sempre combattuto sto c.... di maldivivere....
perchè mi stava abbastanza sulle palle stare male.
Hanno cominciato i miei a contribuire già dalla tenera età a demolirmi l'autostima. (bravi!... dove?)... Evil or Very Mad
Pensavo al suicidio già a 14 anni. E una volta son partito già a quell'età per farlo...
Per fortuna quel pizzico di ragione e mancanza di coraggio.... mi ha sempre bloccato dal farlo. Per fortuna. cheers
Pochi giorni fa ero e dico ero.... in completa confusione e nuovamente sull'orlo del baratro. A causa poi di una non bella diagnosi. Un Angelo mi ha davvero risollevato.
Ora solo a pensarci mi vengono i brividi. Ma non sono salvo!
Ora riconosco di dover metter in ordine le mie idee innanzitutto, di avere bisogno di aiuto psicologico, competente.
Dopo aver cercato di aiutarmi da solo per tanto tempo
Mica da poco ammetterlo. Credetemi!
Probabilmente tra 10-15 giorni sarò in un centro d'aiuto opportuno e ci rimarrò penso per qualche settimana.
Mi sono già informato e fissato una prima visita. Solo la prima visita sarà a pagamento.
Importante anche questo.
Dopo 2 anni abbondanti a casa a frullarmi la mente e a mandare curriculum, dopo aver perso il lavoro causa crisi...., sono stufo!
Desidero fortemente stare meglio con la testolina, non tanto stupida, che mi ritrovo e non vedo l'ora di andarci!
Fino a qualche giorno fa non avrei mai fatto una cosa del genere e ancor più mi sarei vergognato nel dirlo. Al mondo poi.....
Ora non più. Anzi. Felice di dirvelo e molto fiero anche. Soprattutto di aver capito qualcosa in più!
E tu se sei depresso/a cosa fai per star meglio? E se hai voglia di star meglio come me.
Fanculo il maldivivere. Sei daccordo?
Di la tua....... dai coraggio!



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Re: Depressione, cosa fai per stare meglio?

Messaggio  falco67 il Lun Giu 06, 2011 3:44 pm

Prima di trovare queste parole di una psicologa qualcosa avevo già capito.... questi ultimissimi giorni!
Non ci dobbiamo vergognare del nostro disagio. E come se ci vergognassimo del mal di schiena.
E allora cosa fare quando ci perdiamo? Innanzitutto cerchiamo di abbandonare l’approccio ‘catastrofico’ che spesso ci caratterizza nei momenti di smarrimento. Non posso cercare la strada di uscita dal tunnel già pensando in partenza che non c’è nulla da fare, che sarà sempre così, che tanto sono destinato a soffrire, che io non merito la felicità e via dicendo.
Io questo l’ho capito, ora. Finalmente.
Poi abbandoniamo la fretta. Vogliamo trovare la via d’uscita subito? No, non è possibile, anche nelle più belle favole i protagonisti quando si perdono devono affrontare una serie di prove per ritrovare la strada…dunque per un po’ di tempo sarà bene abbandonare la smania di ‘ricerca immediata di una soluzione’ proprio perché il dolore ha bisogno di tempo per insegnarci e per liberarci. Tanto più cercheremo la risposta pronta, tanto meno avremo tempo per elaborare e attraversare la sofferenza (operazione necessaria per rinascere con una nuova e più robusta pelle). La fretta, protagonista indiscussa dei nostri tempi, genera solo ansia e non consente alle ferite di rimarginare.
Dopo che siamo caduti spesso abbiamo ferite che bruciano e sanguinano, dobbiamo dunque dare loro il tempo di rimarginare. Aspettare è l’atteggiamento più sensato poiché non la possiamo eliminare ma solo medicare. Ebbene la ferita dell’anima segue lo stesso procedimento: non la si può eliminare ma solo curare e non nell’immediato, bisogna concederle il tempo giusto per ritornare a sentire la spinta vitale e uscire dalla nebbia.
Molti di voi si domanderanno: Ma quanto tempo ci vuole per curare la ferita dell’anima? Non è possibile fornire una risposta a una domanda così complessa. Dipende dal tipo di ferita, dipende dalle caratteristiche di ognuno di noi, dipende da ciò che facciamo col nostro dolore, dipende da quanto lo rifuggiamo, dipende da quanto abbiamo voglia di stare bene.
Non avendo ancora inventato la medicina che fa passare il male dell’anima non esiste un precetto unico e chi di voi pensa che in questo post troverà la soluzione al suo dolore sbaglia poiché la rinascita è un processo complesso che non si può ridurre a poche righe. Ci sono però delle costanti e dei suggerimenti di cui possono avvalersi tutti coloro che si perdono ed è di questi che parleremo.
Quando ci troviamo nella ‘selva oscura’ per prima cosa è bene concedersi il tempo necessario per ritornare a sentire quella che è la direzione giusta per noi e che spesso non coincide con la direzione che gli altri ci indicano. E' quella che esce all’improvviso dal buio del nostro animo anche quando il “cielo sembra chiuso su di noi” (il sole può nascere nel cuore anche nei giorni di pioggia).
Neffa ci dice: “Nessuno mi vede nessuno mi sente non per questo io non grido più”: ciò ci insegna e non stare in silenzio né attendere l’approvazione dell’altro per ‘gridare’ il nostro dolore e la nostra sofferenza. Non ci dobbiamo vergognare del nostro disagio.
“Piove ma io qualcosa farò per sentire ancora tutto il calore che ancora non ho e avere un po' di pace che ora non ho”: dunque iniziamo a fare, non importa cosa, ma cerchiamo di non stare fermi e inermi, non mettiamoci come spettatori passivi dietro la finestra a guardare gli altri vivere (o peggio a invidiarli perché loro lo sanno fare…non sono fortunati, hanno scelto di vivere!).
“Io sono qui in un mondo che ormai gira intorno a vuoto lontano dal tuo sole”: non aspettiamo che il mondo giri nel verso giusto (magari iniziasse a farlo!) cominciamo a muoverci e a non rimandare aspettando che la fortuna o i famosi tempi migliori vengano a bussarci alla porta.
“Sulla strada troppe stelle spente la tua mano ora servirebbe tutta la gente alza il dito e poi lo punta su di me”: cerchiamo intorno a noi quella mano che può sorreggerci e sforziamoci di non dare troppa importanza a coloro che, non comprendendo il nostro disagio, praticano la diffusa arte del giudicare.
“Sono pronto per rialzarmi ancora, è il momento che aspettavo è ora nonostante questo cielo sembri chiuso su di me"…non ho nulla da aggiungere, credo che questa frase dica tutto. Dunque non aspettate il momento giusto (chi può stabilire quale sia!) iniziate a rialzarvi ora, un passetto alla volta senza strafare, ma iniziate! Come ho appena fatto io.
Un caloroso abbraccio paterno (non lo sono….) a chi come me ne ha ricevuti pochi. Very Happy
Tratto da http://psicologoinfamiglia.myblog.it/



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Re: Depressione, cosa fai per stare meglio?

Messaggio  merla il Lun Giu 06, 2011 4:53 pm

avevo sbagliato canzone...
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Re: Depressione, cosa fai per stare meglio?

Messaggio  falco67 il Lun Giu 06, 2011 8:59 pm

Io sono l’unico che mi può salvare dalle mie paure
dai miei acrobatici pensieri
che paralizzano l’azione
Io sono l’unico che può portare alla luce
la mia Galassia Interiore
sepolta sotto la maschera dell’impossibile
Io sono l’unico che può trasformare
la fotografia di un sogno che aleggia a ferire
nella realtà che guarisce dalla codardia
Non c’è fallimento nell’atto di vivere
E’ rinunciando a giocare che si perde la partita
La libertà è dolce anche quando fa male
Libero è chi sceglie di vivere
Chi sa onorare la responsabilità di se stesso
Libero è chi ha il coraggio di osare
E di cadere per imparare a volare
Chiara allora, sarà la mia strada
La vedrei anche senza guardare
Gli ostacoli saranno incentivi
all’emozione della realtà
Che avrà finalmente
il sapore dolce piccante che mi assomiglia
Il futuro appartiene a coloro che hanno il coraggio di credere nella bellezza dei loro sogni
Vola solo chi osa farlo. Punto

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cosa faccio per stare meglio

Messaggio  altera75 il Mar Giu 07, 2011 12:52 am

Ciao, sono nuova del forum. Mi piace molto il fatto di condividere che cosa facciamo per cercare di stare meglio! Anche io, tra l'altro, comincerò una terapia comportamentale tra qualche giorno e la cosa da un lato mi da sollievo, dall'altro mi spaventa, perchè non è la prima volta che ci provo, e non ho avuto sempre belle esperienze. Ma di questo parlerò un'altra volta.
Cosa faccio per stare meglio: prima di tutto mi sono presa una "vacanza". Per cause di forza maggiore (attacchi di panico) non riuscivo più ad uscire di casa. Il problema è iniziato circa un mese fa, "causato" dalla rottura con il mio ex partner. Quando ho realizzato che la relazione con lui era finita ho sentito dentro di me un dolore emotivo profondissimo, che veniva da molto lontano, che mi toglieva il fiato, fino a farmi svenire ogni volta che cercavo di uscire di casa. Devo aggiungere che vivo all'estero e non conosco molte persone, per cui anche fare la spesa era un vero e proprio problema.
Dopo un po' ho contattato il medico di famiglia, che mi ha fatto iniziare una terapia per il mal di schiena e mi ha spedito da uno psichiatra. La terapia per la schiena mi ha salvata. Ho iniziato a parlare del mio dolore, o per lo meno a permettere a qualcuno di alleviarlo. Lo psichiatra invece mi ha dato degli antidepressivi e mi ha rispedito a casa, accennando il fatto che potevano avere effetti collaterali tipo "pensieri suicidi". Li ho presi per due giorni. Il secondo giorno ho avuto una terrificante crisi depressiva durata 13 ore, in cui ho dovuto fare leva su tutta la mia capacità di autocontrollo per non far del male a me stessa. Ho quindi deciso che la strada degli antidepressivi non fa proprio per me, ed il giorno dopo ho deciso che dovevo riprendere in mano la mia vita.
Così ora cerco di seguire una specie di autodisciplina basata sulle mie esigenze. Ho cominciato a fare yoga e meditazione, leggo molto, cerco di avere orari regolari. Faccio esercizi di respirazione per controllare il panico, faccio sport, e con mio grande orgoglio ora riesco ad uscire e a fare una vita quasi normale. Ma più di tutto sto affrontando il dolore che ho dentro un pezzo per volta, ho già pianto tutte le mie lacrime ed ora inizio a sentire, ogni giorno, spiragli di gioia.
So che ho vinto solo una battaglia, e che la guerra è solo agli inizi, ma sono ottimista. Credo che il primo grande passo per guarire dalla depressione sia fare "atto di responsabilità" della mia vita, giorno dopo giorno.
per ora, buona notte.
Altera

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Re: Depressione, cosa fai per stare meglio?

Messaggio  wally il Mer Lug 24, 2013 4:58 pm

io sto con i farmaci che mi hanno fatto un po rialzare la testa...prima solo dolore

poi sono in cura da uno psicologo privato,ma nn penso di trovarne beneficio...

la sera mi confondo la testa con una birretta in piu'...mi sento piu allegro....
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Re: Depressione, cosa fai per stare meglio?

Messaggio  roberto66 il Mer Lug 24, 2013 7:32 pm

wally ha scritto:la sera mi confondo la testa con una birretta in piu'...mi sento piu allegro....
E' un po che frequento questo forum
E' questa è la prima volta che sento parlare di alcool
Ne volevo parlare ma lo consideravo un'argomento un po delicato
Anch'io un po di anni fa bevevo parecchio, tanto che non riuscivo a stare senza alcool a casa non perche ero alcoolizato ma perche se mi veniva qualche crisi sapevo che avevo un po di alcool a casa ( lo consideravo come una medicina )
Poi ho avuto dei problemi di salute ( risolti ) e non ho piu potuto bere alcolici
Sono stato fortunato ad accorgermi, quando ho dovuto smettere di non essere incappato anche nell'alcolismo, altrimenti avrei unito problemi a problemi
ora... anche se potrei bere qualcosa ne faccio volentieri a meno
pero sinceramente in quei periodi l'alcool mi dava parecchio solievo ( anche se a lungo andare è piu quello che ti toglie di quello che ti da )
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Re: Depressione, cosa fai per stare meglio?

Messaggio  wally il Gio Lug 25, 2013 11:45 pm


Anch'io un po di anni fa bevevo parecchio, tanto che non riuscivo a stare senza alcool a casa non perche ero alcoolizato ma perche se mi veniva qualche crisi sapevo che avevo un po di alcool a casa ( lo consideravo come una medicina )


vero,se chai del vinello buono ti aiuta un'attimo a stare con la testa piu rilassata....so che non e' una cura e che se esasperata porta a vera dipendenza.....
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dipendenze

Messaggio  merla il Ven Lug 26, 2013 7:15 am

Ciao,
mi inserisco visto che state parlando di bere e nel contempo io sto iniziando una nuova strada per affrontare la questione delle dipendenze.
In sé io non ho finora avuto alcuna esperienze di 'dipendenza' da una qualche sostanza (abusi a volte sì, ma è un discorso diverso) ma ho evidenti aspetti di codipendenza, una sorta dipendenza nelle relazioni (non solo affettive, mi rendo conto), che a un certo livello è una dipendenza come tutte le altre, perché fondamentalmente la dipendenza è un problema di relazione (con gli altri, con se stessi, e sostanzialmente con la realtà).

In questo senso, mi viene da spostare l'attenzione sul fatto che l'alcol (come temporaneo rimedio) come altri aspetti di cui si parla a volte in questo forum (l'uso/abuso e anche il rifiuto di farmaci/terapie, le relazioni amicali/affettive/parentali) come "rimedi" al proprio malessere , se possono avere un'efficacia sul breve termine portano per trovare un lieve sollievo (e fin qui niente di male), di fatto però possono anche essere letti come una rinuncia al controllo che invece si può esercitare su emozioni, vita, relazioni umane e quindi possono fare piombare nel caos.

La mia esperienza (di cui sono consapevole davvero da pochi giorni ed è forse per quello che tendo ora a parlarne) è che il modo di relazionarmi 'dipendente' che mi porto dentro praticamente da sempre è stato un meccanismo sicuramente determinante nel portarmi a depressione/panico/ con tutti gli annessi e connessi del caso. Quindi mi sembrava uno spunto interessante.
Insomma, occhio alle birrette Smile
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Re: Depressione, cosa fai per stare meglio?

Messaggio  wally il Ven Lug 26, 2013 3:41 pm

finita la settimana di lavoro,stasera mi chiudo a casa e mi faccio na bottiglietta di vino....il mondo mi sembrera' piu' amico....Sad 
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Re: Depressione, cosa fai per stare meglio?

Messaggio  roberto66 il Ven Lug 26, 2013 6:43 pm

Si... condivido con te merla che l'alcool puo dare un solievo temporaneo, e ben venga, ma secondo me, sarebbe piu giusto usarlo al fine di attenuare problemi temporanei
Nell'ipotesi, una lite con familiari, una delusione d'amore, o altro... cioe una cosa che inizia ( fà male ) ma se ne vede la fine
Mi faccio una bella sbronza, non ci penso per un paio di giorni, finchè tutto non si calmi e ritorna la normalità ( faccio la pace con i miei familiari, penso che mi devo trovare un'altra/o compagno/a )

Usare l'alcool con regolarità per situazioni lunghe, si....porta giovamento, dà solievo, ti rilassa, ma a lungo andare puo portare all'alcoolismo, bisogna starne attenti

Birrette ???? io bevevo senza esagerare piu di una bottiglia di brandy a settimana, e per parecchi anni, sono stato veramente stupito di aver buttato tutto senza alcuna fatica da un giorno all'altro
Forse facilitato dal fatto che ho avuto problemi al fegato ( ora risolti ) ma ho smesso da un giorno all'altro senza fatica  

merla ha scritto:
è che il modo di relazionarmi 'dipendente' che mi porto dentro praticamente da sempre è stato un meccanismo sicuramente determinante nel portarmi a depressione/panico/ con tutti gli annessi e connessi del caso. Quindi mi sembrava uno spunto interessante.
Insomma, occhio alle birrette Smile
Sinceramente merla non ho capito bene questa tua ultima frase
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Re: Depressione, cosa fai per stare meglio?

Messaggio  merla il Dom Lug 28, 2013 7:36 pm

riprendo l'argomento nei prossimi giorni, scusami ma ora sono un attimo nelle curve Smile
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Re: Depressione, cosa fai per stare meglio?

Messaggio  merla il Dom Lug 28, 2013 8:55 pm

Ho sistemato un paio di incombenze e ci provo stasera.

Diciamo che, molto in sintesi, io vedo la dipendenza come un modo di controllare tramite sostanze, farmaci, relazioni più o meno disfunzionali, la modulazione tra emozioni e la realtà, modo che poi in realtà prende il controllo sul singolo individuo. A prescindere dalle ragioni (che sono individuali e in ogni caso andrebbero indagate da professionisti o magari da persone con qualità umane più equilibrate della mie) evidentemente in un certo momento o in una certa occasione una persona si trova priva degli strumenti psicologici per affrontare la realtà e quindi cerca all'esterno un modo per controllare il proprio sentire nell'illusione di poter controllare questo fattore esterno.
In realtà è abbastanza chiaro che non si controlla un bel niente, ma ci si limita a spostare il problema.
(sia ben chiaro che con i debiti distinguo e con la premessa del buon senso, io non ritengo in sé disfunzionale l'uso 'ludico' di alcol e varie ed eventuali sostanze. Vedo solo piuttosto complicato in certi casi mettere il punto di dove finisca il ludico e inizi l'autoterapia, ma è un altro discorso).

Per quanto riguarda me la mia depressione io l'ho vissuto (e me ne rendo conto adesso, ed esprimendomi sempre molto in sintesi) come una enorme sensazione di impotenza per quanto riguarda l'agire sia sulla realtà esterna, sia sulla mia emotività. Il che per me significa che ero priva o inconsapevole di avere gli strumenti psicologici per affrontare la realtà.

In questo senso per me, si tratta di due forme di disagio strettamente collegate, cambia semplicemente il modo in cui si esprimono.

Più chiaro?

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Re: Depressione, cosa fai per stare meglio?

Messaggio  roberto66 il Lun Lug 29, 2013 7:00 pm

Il discorso è un po articolato
merla ha scritto: evidentemente in un certo momento o in una certa occasione una persona si trova priva degli strumenti psicologici per affrontare la realtà e quindi cerca all'esterno un modo per controllare il proprio sentire nell'illusione di poter controllare questo fattore esterno.
In realtà è abbastanza chiaro che non si controlla un bel niente, ma ci si limita a spostare il problema.    
Sono pienamente dìaccordo con te in questa frase
Faccio ancora l'esempio del mal di denti
Ovvio che se uno soffre di mal di denti, ( fattore esterno ) prende un'anagesico, oggi, domani e anche dopo, ma poi deve decidersi ad andare da un dentista, ( l'analgesico dà solo l'illusione che il male sia passato )
Altrimenti divenda dipendente di questi analgesici , e non risolve il problema, lo sposta solamente  
Naturalmente ho fatto l'esempio del mal di denti come evento esterno controllabile, con un po di buon senso si capisce che questo evento si risolve temporeneamente con l'analgesico e definitivamente con il dentista ( al posto dell'analgesico si puo anche usare l'alcool, tanto per ritornare in tema )

Dunque secondo me, alcool, psicofarmaci e altre sostanze ben vengano per aiutarci, ma sarà sempre una cosa momentanea, finche noi non troviamo una via d'uscita, non troviamo noi stessi, non troviamo la forza di superare l'ostacolo
Secondo me in questa depressione c'è sempre una causa scatenante, trovarla ed eliminarla, o eliminare gli effetti da lei prodotti
I farmaci, la psicologia sono solo un mezzo un tramite, strumenti per arrivare ad una soluzione, non sono loro la soluzione ( analgesici )
Naturalmente questo è solo un mio pensiero
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