I HAD A DREAM....

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I HAD A DREAM....

Messaggio  canterel II il Mar Gen 29, 2008 12:27 am

prima chiacchieravo con nadir e mi è venuto in mente un brevissimo sogno che ho fatto oggi pomeriggio. ho pensato che sarebbe divertente se provassimo nel tempo a scrivere in questo thread i sogni interessanti o spaventosi che facciamo.
_____________________________________________________________________

dicevo, un sogno brevissimo: giuro che non è una balla, ho sognato questo:

c'è il cav. silvio berlusconi su un palco, davanti a una grande folla. al microfono, guardando la gente, dichiara: "carogne, mi volete male allora. ma non finisce qui! andate a cagare!"

e mi sono svegliato. era solo un sogno...
mi sono svegliato Question
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Ne racconto 2

Messaggio  Nadir78 il Mar Gen 29, 2008 12:48 pm

Ho 2 sogni ricorrenti.
Il primo: è notte fonda, sono in un autogrill e rubo un camion, uno di quelli enormi. La polizia comincia ad inseguirmi e io finisco sulla statale contro mano. Ma non mi fermo: col camion travolgo le macchine che vengono verso di me. E sono felicissima, mi sto divertendo un casino, è un priscio pazzesco guidare il camion. Poi mi sveglio, soddisfatta.
Altro sogno ricorrente: è notte fonda, sono a Bari (anche se non è Bari) ed è la notte in cui i vampiri di Bari organizzano feste a base di sangue di poveri incoscienti che finiscono nelle loro grinfie. Come al solito (perchè sto sogno lo faccio una volta al mese) devo prepararmi per combattere i vampiri: prendo la mia katana e vado alla ricerca di vampiri saltando sui tetti dei palazzi. Dovreste vedere che succede: combattimenti pazzeschi, sbudellamenti, sangue a litri dappertutto e io sono una macchina di morte. E' un sogno molto pulp, stile Tarantino.
Una precisazione: questo sogno lo faccio sempre quando mi sta arrivando il ciclo. Non è incredibile? alien

Ok, qual'è la vostra diagnosi? Quanto sono pazza? affraid
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Precog

Messaggio  canterel II il Mer Apr 23, 2008 1:51 am

cazzo, mi è venuta in mente una cosa

http://depressione.forumattivo.com/off-topic-f3/i-had-a-dream-t45.htm#285

ho i superpoteri eh Cool


Ultima modifica di canterel II il Ven Feb 20, 2009 6:04 pm, modificato 1 volta
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Re: I HAD A DREAM....

Messaggio  Nadir78 il Mer Apr 23, 2008 1:45 pm

Maledetto!!! alien
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Un'amica

Messaggio  Stef il Ven Lug 25, 2008 7:19 am

(la realtà)
Stanotte ho sognato un'amica che ho conosciuto nel 1974. Ci frequetammo poco ma fu una vera amicizia, di quelle che somigliano all'amore.
Ci conoscemmo in villeggiatura ma non eravamo diventati così amici, poi le scrissi una lettera scherzosa su come giocarer agli scacchi.
All'inizio ci fu uno scambio di lettere anche due volte la settimana (allora non esistevano telefoninio e computer). Io ero quello che si mostrava di più, che esprimevo i miei semtimenti, che parlavo senza interruzione e lei mi ascoltava attentamente. Non era un rapporto equilibrato ma lei era una vera signora con me. Ma se le chiedevo qualcosa di lei, mi diceva tutto, senza tralasciare i particolari anche intimi - ed io con lei. Lei faceva in modo da non farmi sentire mai inadeguato (io mi sentivo impacciato o, viceversa, troppo invadente - ma lei era naturale, se stessa, non mi diceva le cose per accontentarmi).

(il sogno)
Non ricordo la prima parte, non si trattava di lei ma di un omicidio di un ragazzo ed il suo cane: non era un bel sogno. Poi incontravo lei con una sua amica che non ricordo se la conoscessi o no, ed io stavo con una persona amica (che conosco ma che non ricordo).
Stavamo a Napoli (la mia città) poco lontano dal mare, nella zone tra S Lucia-Piazza Plebiscito e la via che costeggia il mare, prolungamento della famosa via Caracciolo (molto panoramica che dà sul golfo di Napoli). Esattamente, per chi conosce Napoli, tra via Cesario Console e via Generale Orsini.
Stavamo seduti in quattro, la sua amica di fronte, e il mio amico di fronte a lei (quindi lei accanto a me). Lei mi sorrideva e ascoltava ciò che dicevo e nessuno degli altri parlava. Quando se ne andarono, io dicevo all'amico.
«Hai visto come si è comportata, non mi ha fatto pesare nulla del nostro rapporto passato, quando io la cercavo sempre, quando le facevo telefonate chilometriche (una volta si bruciò pure una torta nel forno e disse "non fa niente" e proseguimmo la telefonata sena farmi pesare niente). Hai visto che è una vera signora? E' riservata ma profonda, una sola volta ho aiutato io a lei (in genere era sempre lei che mi ascoltava aiutandomi) e lei disse alla mia fidanzata che ero stato eccezionale, diverso.»
E continuavo ad elogiarla col cuore.
Una volta, sporadicamante, lavidi nel 1989, poi mai più, nemmeno per telefono.
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sogno con trompe l'oeil

Messaggio  canterel II il Lun Ago 25, 2008 3:56 pm

questa rubrica dei sogni non ha avuto molto successo fin qui, ma l'idea mi intriga e provo a rilanciarla.
In realtà non ho sognato niente di complesso o memorabile di recente, ma oggi mi è tornato in mente un trip notturno di mesi fa. non è particolarmente coerente o immediatamente leggibile ma lo rammento come un'esperienza vivida di spontaneismo immaginifico.

Giro in primavera in un paesaggio che sembra una campagna tedesca o boema. Fra colline verdi, su una carreggiata fangosa, arrivo in una specie di sobborgo. Lì per strada incontro una mia ex amante che fa la spesa. Mi saluta, è molto accogliente e mi porta con sé. Mi spiega che si è stabilita lì perché suo padre ha investito i risparmi per comprare un immobile, ha messo su una locanda e l'ha regalata a lei che ora la gestisce. Mi porta con sé verso l'albergo. L'albergo è una casa di campagna a due piani, con il solaio, il tetto a spioventi molto inclinati. Il contesto agrituristico e il tiepido pomeriggio ci inducono a sedere nel portico di legno a bere una birra. Mi spiega che ha una camera libera e posso occuparla se mi va. Osservo i prati davanti al portico. Per lo più è vegetazione spontanea, se si eccettua una curatissima siepe che ha la forma gigantesca della chiave di accensione della mia automobile. L'interno della locanda è rustico e accogliente, ma sembra più una casa disordinata che una struttura ricettiva: la mia amica risparmia sulla corrente elettrica, e gli ospiti gironzolano in penombra sfruttando la poca luce che filtra dalle tende. Inoltre bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi, perché il salotto e i corridoi del piano terra sono ostruiti da cesti ricolmi di lenzuola e asciugamani da lavare. C'è un'asse da stiro, ci sono scale a pioli appoggiate alle pareti. Nella reception scambio due parole di circostanza con una famiglia di giovani turisti, che si dicono soddisfatti del soggiorno. è una famigliola con bebè nel passeggino. Non ricordo se il bebè frignasse o fosse tranquillo pure lui. Non vedo più la mia amica, suppongo stia lavorando e mi dirigo verso la mia camera che si trova ai piani superiori. Sulle scale mi faccio da parte, addossandomi al muro, perché stanno scendendo due signore, altre ospiti della locanda. In effetti le pareti della scalinata sono un po' anguste e due persone devono mettersi in fila per percorrerle. Continuo a salire fino al punto in cui i gradini sterzano seguendo un gomito della scala. A quel punto mi fermo e mi accorgo del fatto che i gradini rimpiccioliscono uno dopo l'altro, le pareti si restringono ancora di più e anche la volta si abbassa, ma un trucco ottico adottato dai costruttori fa sì che ad uno sguardo distratto questo imbuto improvviso appaia come una normale prosecuzione del percorso, che pare solo allungarsi eccessivamente e secondo una inclinazione un po' inconsueta. Invece, se tendo un braccio, tocco quello che sembra il pianerottolo lontano ma non è altro che una porzione di muro ad un metro dal mio naso, nella quale sono ricavati dei piccoli vani e addirittura porticine grandi come il palmo della mia mano, con il numero e la maniglia. Sembra in effetti un set della casa delle bambole, come quelle che si comprano in edicola a dispense. Il fondo dell'imbuto è anche rivestito da un piccolo ritaglio di tappezzeria. Mi sforzo di toccare la porta della mia stanza, ci riesco ma non si apre. In compenso, l'inutile torsione dettata dalla mia curiosità ha fatto sì che le mie spalle si incastrassero nel cuneo prospettico. Non riesco a fare un passo indietro. Devo chiamare aiuto ma mi imbarazza il ridicolo dell'incidente che ho creato. Chiamo e mi dispongo all'attesa. Sto ancora aspettando che la mia amica o qualche locatario mi trovi quando mi sveglio.
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Sogno Nadir

Messaggio  Stef il Lun Ago 25, 2008 5:48 pm

Premesso che:
1) non ne so proprio di sogni;
2) i sogni di Cant sono più articolati e ci vuole più tempo per leggerli.

I sogni ricorrenti sarebbero più "importanti" (ma non che gli altri lo siano meno): credo che siano di una condizione che perdura nel tempo, un cammino (buono o cattivo o di altro genere) che si sta compiendo, non temporaneo.
Questo stato (cammino o altro) riguarda la vita o situazioni reali. E' anche fatto da componenti inconscie perché i sogni riflettono contenuti inconsci (e non palesi): cioè a dire che essi non significano ciò che apparentemente sembrano dire. Però le sensazioni aiutano.
Per esempio, se Nadir ha provato angoscia nel sogno dei vampiri, o soddisfazione, o indifferenza o qualsiasi altra sensazione, ecco, questo sì che dà un segnale che si avvicina alla realtà "conscia.
Capisco che si può essere curiosi sul "vero" significato del sogno ma a volte è intuitivo altre inaccetabile perché può contenere contenuti sessuali della prima infanzia (o attuali) o rifiutati dalla persona.

Il camion è un mezzo per la via che si sta percorrendo ma nel caso di Nadire il camion "viene rubato": come se la situazione o la scelta non fosse intrapresa con chiarezza, alla luce del sole (è notte) nè con trasparenza ma presa di nascosto... C'è un sentimento di colpa come se non si fosse "degni" di intraprendere una strada. Ma il buio è anche simbolo d'inconscio, in due sensi: se è vissuto con angoscia rappresenta l'incognita, se è vissuto come protezione è la madre, non per forza quella reale ma ciò che la figura materna, l'archetipo, rappresenta: una situaziione interna accogliente, un ambiente "materno" protetto dal mondo.
Inoltre il camion è grande: non è la via o sitiuazione che è grande, ma il "mezzo" con il quale s'intraprende la strada. E ancora, la strada "sta all'inizio", è da compiere, lei non sta viaggiando quando sogna: sta solo "all'inizio". La cosa che fa riflettere è che quest'inizio si intraprende ogni volta (perché il sogno è ricorrente). Comunque in questa avventura (della vita) è Nadir che ha le redini in mano.
La polizia è l'autorità che temiamo (il padre non per forza reale ma simbolico, appunto "l'Autorità"). Lei si sente perseguitata da questa figura o simbolo di Autorità e fa una cosa estrema, trasgressiva, pur di fuggire: va contromano, ed è felice del fatto ma anche delle conseguenze (auto travolte). E' inoltre bello, è una cose "che dà soddisfazione", guidare la propria vita da sola con questo grande mezzo.
Poiché il sogno non dà angoscia ma contentezza ha un buon significato per la vita di Nadir, qualunque esso sia.

Secondo sogno di Nadir.
E' notte fonda (stiamo nell'incoscio - nell'incognito) ma, a differenza di molti di noi, lei è "preparata" all'evenienza di nemici che possono sbucare, invadere: il bello è che questi nemici sono mostri e sono del tipo che fanno male anche agli altri (quindi la sua missione non è egoistica ma è rivolta a tutti, anche se con autocompiacimento).
Non è una notte qualsiasi, ma una notte precisa, "che ricorre": un "rito" che si ripete a scadenza fissa ogni mese. Un sacrficio tribale e sadico.
Questa cosa avviene nella sua città ma non in quella reale, è una città diversa: quella che lei vorrebbe che fosse o quella che intravede (nascosta sotto altra prospettiva, dimensione)?
La festa dei vampiri è crudele nei confronti di innocenti indifesi e ingenui: gli estremamente cattivi contro delle pecore estremente inermi.
Lei è pronta, preparata, come un eroe che deve difendere la popolazione. Un eroe antico, magico direi, perché la sua arma potrebbe non essere sufficiente: ma lei non ha paura, li ucciderà tutti, senza pietà.
Il male non deve essere perdono perché questo è un male cieco anzi, è un male che ti risucchia sin nella cosa più intima: la vita che scorre nel nostro sangue, la linfa vitale e con esso il cervello, i sentimenti, l'amore.
E lei, come un vero eroe che più non si può, che ci difende, li sconfiggerà tutti, tutti (perché son pure numerosi!).
Il sangue rappresenta il carnefice e la vittima, e anche l'eroe che salva la vittima: questa è l'essenza di Nadir (non definitiva).
Penso di aver detto un mucchio di cazzate.
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Inizo e fine di Cant

Messaggio  Stef il Lun Ago 25, 2008 6:24 pm

Primavera, bel posto interiore (beato te, cant!).
Il luogo deve aver a che fare con la tua natura, non semplici ricordi (quello che vedi neio sogni non è la vera spiegazione, solo la sensazione lo è).
La carreggiata è fangosa, la tua strada è fattibile ma non proprio facile.
L'amante è l'amore nella sua forma anticonvenzionale, libera ma non accettata socialmente: bellezza provata con un po' di sensi di colpa. Fa la spesa, provvede, lavora ed è autonoma.
L'amore è ancora un sentimento bello, direi materno, anche sessualmente rassicurante.
Lei ha ricevuto un dono ma che deve gestire da sola: ancora una volta autonomia non come "carico" o "precarietà" ma bellezza della libertà.
Lei ti accoglie in un'ambiente semplice, rurale ma ben fatto. Libertà e serenità non solitarie oppure da soli ma con un buon se stessi.
C'è un posto per Cant «c'è un posto per te in quest'ambiente amico».
La vegetazione-vita verde (tranquillità mentale) dà un segnale (in questa sua tranquillità "curata"): una grande "chiave" per il mezzo per condurre la tua vita o i tuoi sentimenti o situazione che vivi da tempo (se il sogno è ricorrente).
L'ambiente non è di accoglienza per tutti, è intimo ma nella sua intmità dell'inconscio o della situazione interna di Cant, è "disordinato". Occorre adattarsi, ci sono ombre in questa casa-albergo, poca chiarezza interna ma che sfrutta quella poca luce della ragione che c'è a disposizione, di cui si è capaci. Le tende sono le illusioni che coprono la visione vera della vita.
La "roba sporca si lava in casa" ed è tanta che si rischia d'inciampare verso se stessi o in situazioni intime, inconsce.
L'asse da stiro e la scala e i turisti col bebé ricordano situazioni di casa di famigia con ospiti o persone che reppresentano persone passeggere: non saprei.
Ma la scala è importante, è una via "verso l'alto" in senso simbolico, e questa via verso il centro di sé è sempre più difficoltosa, angusta; ci sono persone che tornano indietro e ci si deve anche scansare per farli passare.
Superficialmente (o nell'illusione di poterla percorrere normalmente) sembra a portata di mano ma è pura illusione: la realtà è ingannevole, la via impervia. E lui è solo perché da soli si percorre la propria strada, senza nemmeno più la bellezza, l'accoglienza, l'amore: forse erano tutte illusioni o realtà passate che ora non esistono più.
Piccoli vani in cui ci si vorrebbe rifugiare, sostare, respirare e poi ci sono piccole vie d'uscita.
La propria vita percepita in minuatura, in piccolo è rappresentato il percorso e la meta ma uno strano percorso: piccolo e nella propria parte sensibile, profonda, romantica.
Finalmente la porta piccola attraverso cui passare, si può toccare ma non aprire. Addirittura quasta situazione c'incastra, non riusciamo più ad uscirne e nemmeno a tornare indietro.
Ci si vergogna a chiedere aiuto a persone che, nella vita realepossono essere maestri, psicologi o psichiatri, donne, amici, o preti o qualsiasi persona o aiuto materiale, farmacologico (queste sono tutte illazioni mie).
Ma infine lui chiede, chiama: stavolta ha fatto qualcosa per sé!
Ora è il momernto di aspettare, non più quello di disperare. Ci si può riposare perché ci sarà finalmente qualcuno che si prenderà cura di noi o almeno che ci aiuterà
Cattiva situazione ma buon finale, soprattutto verso se stesi.
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Un sogno fantascientifico

Messaggio  Stef il Lun Ago 25, 2008 6:39 pm

Siamo in un posto di mare ultramoderno, con cascate artificiali alte quanto una piccola diga.
Ad un certo punto, da un tubo, inzia ad uscire un mostro tipo serpente marino rassomigliante un po' ad un drago. Cerca di afferrarci ma non ci riesce. Riusciamo a fuggire.
Poi ricomparirà in acqua con un po' più di aggressività e accompagnato da altri mostri come lui ma un po' più piccoli.
Sembra che non cia sia molto da fare.
Vengo accompagnato in una grossa base dove tecnici militari in tuta spaziale eseguono operazioni su comandi appoggiando semplicmente le duta su numerosi display piazzati dappertutto, anche in alto sulle pareti ed il soffitto. Loro si muovono velocissimamente ma con estrema precisione con divanetti metallici in antigravità e che li accompagnano in posizione adatta.
Da ogni postazione iniziano a partire raggi laser: sono in attesa del mostro. Si sa che potrebbe non essere sufficiente.
I raggi laser diverranno così numerosi da formare un grosso quadrato pieno da cui dovrà passare obbligatoriamente il mostro se li vuole raggiungere.
Non saprò mei se ce l'hanno fatta perché il sogno finisce.
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La pace

Messaggio  Stef il Lun Ago 25, 2008 6:47 pm

La notte fra il 13 e il 14 agosto ho sognato mio padre (defunto il 13 marzo 1995).
Il 15 agosto era l'onomastico di mia madre ed io mi apprestavo a fare gli auguri via fax perché stavamo furoi in posti diversi (ma questo nel reale - non c'è collegamento).

(il sogno)
Non ricordo bene le parole di mio padre: mi fece un lungo discorso passeggiando ma il concetto lo ricordo.
La prima pace dev'essere in noi stessi, ognuno deve stare bene.
Lui si rivolgeva a me ma il discorso era in generale, valeva per tutti.
Disse poi che se non c'era pace nel mondo non c'era niente da fare.

Ho riportato questo sogno nel fax di auguri e l'ho indirizzato a mia madre ma anche a tutti gi occupanti della pensione, personale e proprietari compresi.
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invasione di extraterrestri

Messaggio  canterel II il Sab Set 06, 2008 3:07 pm

parlavate di sogni ricorrenti e a me non veniva in mente nessuna esperienza personale recente collegata a questa categoria dell'onirismo. invece c'è un sogno che ho fatto diverse volte negli ultimi anni, e anche l'altra notte. io sogno di avvistare degli UNIDENTIFIED FLYING OBJECTS. Anzi, più precisamente sogno invasioni aliene in piena regola, con il corredo di disordine, paura e spaesamento nelle città che le classiche fiction a partire da quella radiofonica di orson welles normalmente prevedono.
I dettagli contestualizzanti del sogno possono cambiare: l'ora del giorno, il paesaggio, le persone che mi circondano. Quello che ricorre è l'avvistamento di oggetti volanti nel cielo, momento a partire dal quale comincio a cercare vie di fuga ritrovandomi solo, anche se nella parte precedente del sogno potevo essere insieme a qualcuno.
L’ultima volta, per esempio, mi sono trovato in una città affacciata sul mare, con un gruppo di turisti (gente con marsupi, zaini e macchine fotografiche) e una presenza amica che tuttavia non mettevo a fuoco precisamente. Sul molo del porto vecchio di questa città, sostavamo guardando il golfo e il mare aperto. Era un pomeriggio fosco, con il cielo carico di nubi e il mare color antracite. A un tratto, molto bassa a cento metri dal suolo, nel mio campo visivo entra una grossa astronave metallica, che sibilando sfreccia da sinistra a destra. Subito dopo eccola di nuovo, insieme ad un altro vascello, compiere basse circonvoluzioni del cielo sopra la città, di poco sopra i tetti degli edifici più alti. Cacchio, sono proprio gli alieni che vogliono sbarcare. Sono allibito: non so se riesco a descriverla, ma il resto più vivido di questo sogno è proprio l’emozione suscitata dalla comparsa degli oggetti giganteschi, incongrui, animati, che significano la fine istantanea della mia storia personale e di quella dell’umanità così come la conosciamo fino ad oggi. è un’esperienza spaventosa e sublime, che mi riduce alla stupefazione del bestione di Vico davanti ai fulmini. Registro ormai poco di ciò che ho intorno: intuisco che tutti scappano, i turisti si agitano, la presenza amica non fa più parte del sogno. Capisco tuttavia, nonostante il rapimento paralizzante dello spettacolo, che devo ingegnarmi per cercare vie di fuga per me e per gli altri -ormai un concetto totalmente astratto e generico, non visualizzato. Il molo è deserto, potrei essere l’unico umano lì, ma so che ci sono altre persone fuggite dentro i bar, i capannoni, gli atri dei palazzi vicini all’arsenale. Nel porto ci sono barche, navi, traghetti attraccati. Sarebbe una buona idea cercare di scappare sull’acqua. Mi avvicino correndo e nascondendomi alle imbarcazioni. Sono vuote, abbandonate, e io non saprei condurle. Decido di nascondermi vicino a quei possibili mezzi di salvataggio in attesa degli sviluppi della situazione, anche perché percepisco dai movimenti delle assurdità volanti nel cielo che gli alieni stanno per calare. Le astronavi non atterrano: eiettano invece dei grossi corpi cilindrici giallastri, dalla superficie irregolare, che assomigliano a torsoli di mela grandi come casette a due piani. Questi enormi corpi fluttuano lentamente cadendo verso terra, senza alcun sistema visibile di propulsione, come se fossero palloncini leggermente più pesanti dell’aria. Il loro moto sembra totalmente passivo e non guidato. Intuisco che all’interno dei cilindri ci sono altrettanti equipaggi di esploratori extraterrestri. Quando arrivano al suolo rimbalzano più volte lentamente, fino all’arresto definitivo, per inerzia. Uno di questi per poco non mi investe, ma fortunatamente è condotto altrove da un rimbalzo casuale. Non vedo aperture sulla superficie dei torsoli di mela. Tuttavia in breve gli equipaggi in qualche modo sono espulsi e il molo brulica di grossi batraci bruni, nudi, che non conoscono la stazione eretta ma sembrano muoversi con intelligenza e circospezione. Molti si ammassano proprio vicino a me, in prossimità delle barche che avrei voluto utilizzare per lasciare la città. Non fanno rumore, non fanno alcunché a parte brulicare, addossarsi l’uno all’altro, o uno sull’altro, davanti al mare. Io continuo a osservarli nascosto dietro un angolo. La sensazione di panico del primo avvistamento è scemata, ma persiste la stupefazione. Mi sveglio.
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Un citrullo

Messaggio  Stef il Sab Set 06, 2008 6:43 pm

mi hai fatto venire alla mente che anch'io ho sogni ricorrenti di oggetti volanti e, a volte, di extraterrestri.
Come a te essi sono diversi e in circostanze diverse.
Se tu non avessi parlato non mi avresti innescato questo meccanismo di memoria onirica!
Mi sembra che stanotte ho sognato dei tubi un po' evanescenti, un po' in costruzione, grigio-azzurri, nel cielo.
Questa costruzione aumentava con degli snodi e delle curve a 90°.
Poiché la struttura si ampliava sempre più chiedo a una persona amica a fianco cosa fosse quella costruzione.
E lui mi risponde: «Ma non vedi che è un'astronave?»
Lo dice con un certo snobbismo come se io fossi un citrullo a non averlo capito prima.
Guardo sù e mi rendo conto che la struttura è enorme e che effettivamenente non può avere origini terrestri.
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Re: I HAD A DREAM....

Messaggio  canterel II il Dom Set 07, 2008 2:48 pm

interessante, stef. allora forse quello degli alieni non solo appartiene alla categoria dei sogni ricorrenti, ma a quella ancora più misteriosa dei sogni ancestrali e collettivi. c'è ad esempio il sogno della grande onda, che pare molto gettonato, anche se io non l'ho mai vista.
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Cavolo Cant!

Messaggio  Stef il Dom Set 07, 2008 5:52 pm

Quello della grande onda ce l'ho sin da piccolo!
Sono a mezza montagna che affaccia sul mare (di giorno) e vedo la grande onda (che oggi si chiama tsunami) che avanza da lontano e che so che ci distruggerà.
Poi nel tempo, ho sognato l'innalzamento dell'acqua più lento e di sera e magari all'interno di case o palazzi.
Ora è da un po' che non ne ho più.
Il mare credo sia l'inconscio di cui si ha paura che venga fuori o che sta venendo alla superficie. Il non sognarlo più vuol dire che è già venuta fuori qualcosa (come la parte emotiva, o come l'averlo sviscerato con la psicologa o amici).).
Credo (tutta interpretazione mia, ovvio).
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Re: I HAD A DREAM....

Messaggio  Viola il Mar Set 09, 2008 2:33 pm

I torsoli di mela giallastri del sogno di Cant io invece li ho visti sul mio letto, una notte che mi svegliai senza motivo. Aprii gli occhi li vidi e mi riaddormentai...Gli esseri descritti da Cant sembrerebbero degli elementali...basse energie che esistono ma che non riusciamo a vedere perchè facenti parte di un'altra dimensione. Ecco perchè a volte diciamo che li abbiamo sognati...sembrerebbe che li alimentiamo noi...Nel senso che li richiamiamo noi....permettendo loro di cibarsi delle nostre energie. L'onda gigante anche io l'ho sognata....ci volavo sopra e ricordo lo stupore e la meraviglia e la paura di caderci dentro...Tanto che cercavo di girarmi in volo per vedere chi mi stesse facendo volare , avevo la sensazione che qualcuno mi tenesse per le caviglie permettendomi il volo...ma nn vidi nessuno e nn sentii al tatto nulla era solo la sensazione che qualcuno - qualcosa mi stesse tenendo ... Ragazzi che sceneggiature!!!! Quasi da Clifford D. Simak in Anni Senza Fine lol!
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Re: I HAD A DREAM....

Messaggio  canterel II il Mar Set 09, 2008 7:45 pm

Viola ha scritto:I torsoli di mela giallastri del sogno di Cant io invece li ho visti sul mio letto, una notte che mi svegliai senza motivo.

anche questo è un fenomeno interessante. non mi intendo assolutamente di corpi astrali ma so qualcosa delle cossiddette allucinazioni che seguono il risveglio immediato. false immagini che si stampano sulla retina per qualche secondo e poi svaniscono. credo di aver letto una volta delle spiegazioni fisiche a proposito di queste strane persistenze, ma non ricordo più dove, né come fossero definite. vedrò se rintraccio qualche cosa. comunque ne faccio esperienza, e un'esperienza ricorrente. non le definisco sogni perché sono immagini che compaiono quando sono totalmente cosciente e capace di percepirne subito l'assurdità. cioè non credo al loro essere fisico anche se le vedo per un istante come forme nette e reali.
in particolare, io vedo degli aracnidi grandi pressapoco come delle arance che camminano sulle superifcici attigue al luogo dove mi trovo. la loro scorza è traslucida ed emana una debole luce colorata, verde o rosata. Quando mi strofino gli occhi spariscono.
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sogno bagnato

Messaggio  canterel II il Mar Set 23, 2008 1:45 pm

ho finalmente sognato la grande onda, questa notte. ricordo bene la scena, invece ho dimenticato il resto del sogno in cui l'epifania era inserita.
è l'alba, o il tramonto, comunque il cielo è rosa e giallo come una pesca. mi trovo in una cameretta ammobiliata, sembra un albergo rustico. la cameretta ha una sola finestra piccola e quadrata: affacciandomi vedo il mare, la stanza si trova in un edificio posto su una scogliera, una specie di vecchia caserma. il mare si gonfia e io lo osservo rapito (nota: la stupefazione davanti ai flutti è molto simile a quella provata nei sogni di invasione extraterrestre). il livello dell'acqua sale, e le onde vengono incontro alla mia finestra, accavallandosi confusamente e innalzandosi sempre di più. un'onda sbatte contro la parete sotto la mia finestra e frangendosi mi raggiunge con alcuni schizzi. sono indeciso se chiudere o meno la finestra, faccio un passo indietro. un'altra onda si frange contro il mio davanzale, e uno spruzzo d'acqua spumosa ricade, al centro della stanza, proprio sul mio letto, inzuppando le lenzuola. chiudo la finestra.

PS: prima che qualcuno tenti interpretazioni maligne ci tengo a chiarire che al mio risveglio non ho scoperto di essermela fatta addosso.
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sogno bagnato 2

Messaggio  canterel II il Sab Mar 14, 2009 10:42 pm

mi trovo nei pressi del centro commerciale del mio quartiere. nubi dense, nere, grigie e indaco si raccolgono proprio allo zenith. le ammiro.
comincia a piovere, ma è uno spettacolo sconvolgente. escono fiotti d'acqua dalle nubi, come se ad altissima pressione fossero pompati attraverso dei filtri. come se dal cielo stessero innaffiando. si formano in più punti del cielo cascate concentriche d'acqua, vortici, spruzzi anulari, come da fontane monumentali capovolte. provo una sensazione già descritta in questa sezione del forum, di vertigine e di ebrezza davanti ad una rivoluzione aliena. dopo poco sento la necessità di rifugiarmi al coperto e riesco ad entrare nei magazzini sul retro del supermercato. i magazzini sono pressoché vuoti, di merci e di persone.
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Re: I HAD A DREAM....

Messaggio  canterel II il Lun Giu 23, 2014 11:25 pm

la scorsa notte ho sognato di assistere ad una lezione del filosofo slavoj zizek. terminati dissertazione e dibattito, il barzellettiere hegeliano mi concedeva l'onore di un saluto e dedicava frettolosamente due minuti ad uno scambio di battute con me. aveva premura di suggerirmi alcune letture: nel sogno ho tentato di ricordare i riferimenti, e questo sforzo di volontà si è concretizzato nella vana ricerca di un foglio e di una matita per annotare le sue indicazioni, che non ho però trattenuto. ricordo solo che uno dei testi suggeriti era un racconto che in qualche modo doveva ruotare attorno alla presenza simbolica di un grande fiume europeo, tipo il danubio.
infine, ho voluto contraccambiare suggerendo qualche film, e ho insistito con una certa petulanza per gridare le mie segnalazioni al filosofo nonostante lui mi salutasse bruscamente e mi costringesse ad inseguirlo mentre si allontanava, dandomi le spalle e dicendomi che non aveva più tempo da dedicarmi.
ricordo molto bene di averlo esortato a guardare questo film di walerian borowczyk, che si intitola la bestia. mi ha promesso di seguire il mio consiglio, anche se dava l'impressione di assecondarmi solamente per evitare che continuassi ad infastidirlo.




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Re: I HAD A DREAM....

Messaggio  piquemal il Mar Giu 24, 2014 1:04 am

Ho letto recentemente questo articolo su Zizek e noto una certa rassomiglianza con lo Zizek del tuo sogno. Mi apparisse in sogno probabilmente lo confonderei con un orso.

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Re: I HAD A DREAM....

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