Ciao a tutti, questo è il mio sfogo, la mia vita.

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Ciao a tutti, questo è il mio sfogo, la mia vita.

Messaggio  dopa il Ven Ott 26, 2018 4:02 pm

Vi racconto la mia storia, cercando di riassumere (per quanto sia possibile) il tutto. Vi avviso, sarà molto lunga ma questo è anche una specie di test: chi la leggerà tutta fino alla fine vuol dire che mi capisce davvero e in un qualche modo si rispecchia in tutto ciò, di conseguenza la conversazione che ne verrà fuori avverrà solo tra persone che realemente si comprendono a fondo.

Bene, cominciamo... tutto comincia quando ero bambino, diciamo da quando avevo circa 4 anni, i miei genitori non facevano altro che litigare tanto che ormai lo ritenevo normale, pensavo che tutti i genitori degli altri bambini si comportassero così, che fosse la normalità.
Mi accorsi ben presto poi alle scuole elementari che i genitori dei miei compagni di classe andavano d'amore e d'accordo, questo lo deducevo dai temi che ci davano da fare le maestre, che spesso venivano letti davanti a tutta la classe. Spesso i temi come argomento avevano i nostri genitori o comunque quello che facevamo a casa. Mi accorsi che gli altri bambini non scrivevano mai di quanto litigassero i propri genitori e di quante volte la loro mamma stesse in piedi tutta la notte telefonando disperatamente al cellulare del loro babbo per sapere dov'era, mentre io ne parlavo spesso nei miei temi... quando ci chiedevano di scrivere la letterina per babbo natale (che poi anche questa veniva letta davanti a tutta la classe) gli altri bambini chiedevano giocattoli o cose del genere, io chiedevo che i miei genitori smettessero di litigare e poi ovviamente, essendo un bambino, chiedevo anch'io i giocattoli. Gli altri bambini mi chiedevano come mai i miei genitori litigassero sempre e io non sapevo veramente cosa rispondergli, la mia risposta era sempre una cosa di questo tipo: "ma perchè i tuoi non litigano mai?". Questa domanda mi attanagliava la mente gia alla tenera età di 6/7 anni... perchè i miei genitori litigano sempre, anche a notte fonda svegliandomi dal mio beato riposo mentre quelli degli altri no? Quanto dev'essere bello vivere con genitori che non litigano mai? Mi sembrava una cosa troppo bella per essere vera.

Il tempo passa, e mi ritrovo in men che non si dica alle scuole medie. I miei genitori continuano sempre a litigare, ma essendo un po' cresciuto comincio ad interessarmi alle loro animate discussioni origliando dalla mia stanza. Ne decuco che fra tanti altri motivi di discussione più futili, ce n'è uno in particolare che trovo sensato, ovvero che mia mamma sospetta che mio babbo si veda con un'altra.
Questa cosa mi ha colpito nel profondo, mi sembrava assurdo che mio babbo tradisse mia mamma.

Il tempo passa nuovamente e mi ritrovo a fare la prima superiore. Dato che i miei continuavano sempre a litigare, mia mamma cominciò persino a chiedere a me, un ragazzino di 14 anni di pedinare mio babbo quando usciva di casa, con il mio scooter... ma mio babbo usciva di casa in macchina e perdevo sempre le sue tracce perchè uno scooterino non può star dietro ad una macchina, sopratutto se con lo scooterino devi tenerti sempre a debita distanza per non farti scoprire.
Un giorno ebbi l'occasione di spiare il cellulare di mio babbo e non ci pensai due volte. Per fortuna i cellulari di quella volta non erano come quelli del giorno d'oggi dove puoi impostare blocchi e password per qualsiasi cosa, bastava prenderlo in mano e avevi accesso a tutto: registro delle chiamate ed sms... era tutto quello che poteva fare un telefonino a quei tempi.
Notai subito dei messaggi molto ambigui, ma ne notai uno in particolare che ancora ricordo, diceva verso la fine una cosa del tipo: "al limite ci vediamo per un bacio veloce".
Mia mamma aveva ragione. Mio babbo la tradiva.
Quando dissi a mia mamma ciò che avevo letto, ricordo che ero in macchina con lei e frenò immediatamente per accostare, scese dalla macchina e si mise a vomitare al bordo della strada. Era distrutta.
Arrivò il giorno in cui finalmente mia mamma beccò il mio babbo insieme alla zoccoletta e mio babbo se ne andò di casa quando avevo 15 anni, era il 2006.

Nel frattempo mia mamma gia dal 2003 si era ammalata di lupus, una malattia autoimmune. In una delle tante discussioni fra i miei genitori, mio babbo arrivò a dirle addirittura che non l'avrebbe mai sposata se avesse saputo che fosse marcia. Testuali parole.
Era un continuo via vai tra casa e ospedali, il lupus le è stato diagnosticato nel 2003 ma probabilmente lo aveva gia da tempo, ci hanno messo anni a scoprirlo, ogni volta che finiva in ospedale le dicevano sempre che non aveva niente e che era dovuto allo stress...
Questa era la mia situazione nel 2006: mio babbo se n'era andato per una zoccoletta, mia mamma era malata e mia sorella andava ancora alle medie.
Mia mamma non aveva lavoro e nonostante fosse a pezzi per il lupus, cominciò subito a lavorare rinunciando alla pensione d'invalidità perchè era ridicola anche solo per mantenere una persona, figuriamoci 3. Ci fu un periodo in cui svolgeva addirittura 2 lavori contemporaneamente, non so come faceva... è una roccia quella donna, veramente, ha dato l'anima ed ha sputato sangue per me e mia sorella.
Fortunatamete, continuiamo a vivere nella stessa casa di sempre, che apparteneva alla famiglia di mio babbo e che ci hanno lasciato in comodato d'uso.
I soldi scarseggiavano sempre, faticavamo davvero ad arrivare alla fine del mese, spesso arrivavamo a metà mese senza soldi e via di carte di credito e debiti a non finire.
La mancanza di denaro stressava tutti noi e la pressione si faceva sempre più pesante. Gli alimenti che mio babbo ci dava ogni mese a me e a mia sorella erano una miseria.

Gli anni continuavano a scorrere sulla linea del tempo, a 17 anni smetto di andare a scuola e mi trovo un posto fisso fortunatamente, come tecnico dei computer, il lavoro mi piace molto e imparo un sacco di cose, mi trovo anche una ragazza.
Nel frattempo mia mamma continua a cercare lavori a destra e a manca, tutti precari, due aziende dove ha lavorato addirittura non la pagano e deve avere quei soldi ancora oggi.
Nel frattempo si ammala mia sorella, comincia a svenire ed a avere convulsioni sulle 3 volte al giorno, apparentemente senza motivo e improvvisamente.
Ricordo che spesso tornavo a casa dal lavoro stressato duro e mi ritrovavo mia sorella rantolante per terra come se stesse prendendo la scossa e mia mamma che piangeva che non ne poteva più... e via a chiamare l'ambulanza, ormai sembrava quasi come se avessero le chiavi di casa nostra. Non so come facevo ad andare al lavoro ed a servire i clienti col sorriso dopo essere rientrato dalla pausa pranzo.

Il tempo passa ancora e dopo un anno circa a mia sorella viene diagnosticata l'epilessia e l'ipoglicemia reattiva, praticamente oltre ad essere epilettica, gli scendeva continuamente la glicemia ed andava in ipoglicemia almeno 3 volte al giorno, una combo bestiale.
Ci hanno messo più di anno a capire cosa aveva, ma ora fortunatamente "sta bene", lo scrivo tra virgolette perchè alemno non sviene più 3 volte al giorno ma ogni 2 ore deve mangiare delle cose specifiche perchè comincia a scendegli sensibilmente la glicemia, per l'epilessia invece prende 2 pillole al giorno e non ha avuto più problemi.

Dopo 4 anni, vengo licenziato dal lavoro nonostante avessi il contratto a tempo indeterminato, perchè a loro dire c'era crisi e dato che ero l'unico dipendente di quella piccola impresa, hanno deciso di rimanere solo fra soci per risparmiare.
Nel frattempo la mia ragazza si fa sempre più strana così decido di hackerarle facebook e scopro che uno dei miei migliori amici la stava corteggiando e lei ci stava pure. Vado su tutte le furie, la storia di 3 anni e mezzo con lei finisce e pure l'amicizia col mio amico.
Comicio a bere, a bere pesantemente e ad andare con quante più ragazze possibili potessi, tentando disperatamente di dimenticare questa brutta storia. Divento uno stronzo, comincio ad accumulare storie di una notte e poi non mi faccio più sentire.
Nel frattempo mia madre comincia ad esercitare la sua professione di estetista a casa, in nero, non riusciendo più a trovare lavoro.
Tutti i santi giorni mi ritrovo un sacco di signore bisbetiche e pettegole in giro per casa e dovevo cercare di non essere scortese con loro dato che erano le signore che ci pagavano da vivere in fondo, per me è stata dura non essere sgarbato con loro perchè era un periodo davvero difficile, ho una casa piccolina ed è stata costruita negli anni 50/60, i muri insonorizzano quanto un foglio di carta, quando andavo al bagno la mattina appena sveglio dovevo stare attento a non scoreggiare troppo forte mentre facevo la cacca (perdonate il francesismo) perchè si sarebbe sentito "nella sala d'attesa", il salotto. Il salotto era sempre occupato da queste pettegole chiaccherone che facevano un chiasso infernale con le loro risate e quindi era impensabile andare a rilassarmi in salotto davanti alla tv, se non di sera.
Dato che vivo in un paesino piccolo dove tutti conoscono tutti e quello che fanno, le voci cominciavano a girare su mia mamma e sul suo business da estetista in nero, gli altri negozi di estetica erano invidiosi.
Per paura di andare incontro a multe salatissime che non potevamo certo permetterci, mia mamma si rimbocca le maniche e decide di aprire un negozio di estetica, assumendo mia sorella come segretaria.
Il negozio va benone, il giro di clientela lo aveva gia creato prima a casa tramite il passaparola delle clienti che si erano trovate molto bene.
Nel frattempo io continuo a non trovare lavoro e a bere, allontanandomi dai miei amici e rinchiudendomi sempre più in me stesso, mio babbo non si interessa minimamente a noi e nel frattempo se la spassa con la zoccoletta in vacanza a destra e a dinistra, si fa fare un lavaggio del cervello da lei e lo cambia radicalmente. Pretende di sposarsi e di avere un figlio con lui, dicendogli di non badare più a me e a mia sorella perchè ormai siamo cresciuti.
Il bello è che in realtà io, mia mamma e mia sorella stiamo facendo la fame, viviamo in una casa che sta cominciando a cadere a pezzi da quanto è vecchia e con i soldi che guadagna mia mamma (che sta sudando sette camicie nonostante sia malata) ci paghiamo giusto da mangiare.

Passano sei mesi da quando mia mamma ha aperto il negozio e il lupus comincia a farsi risentire più forte che mai. Tutto quello stress e la troppa fatica cominciano ad ammucchiarsi. Gli viene diagnosticato un tumore ai polmoni. Passa più tempo in ospedale che a casa.
La operano e sembra che tutto sia andato per il meglio ma dopo qualche mese, parte inspiegabilmente una metastasi al cervello che si ingrossa silenziosamente, fino al punto da rompere una vena cerebrale e causare un'emorragia. La portano al pronto soccorso ed io rimasi a casa perchè avevo 39 e mezzo di febbre.
Dopo una decina di minuti mi suona il campanello: era mio babbo.
Rimasi sorpreso, mi disse che dovevo andare in ospedale da mia mamma e che dovevo sbrigarmi.
Gia il fatto di trovarmelo alla porta mi pareva strano, ma mi fece ancora più strano il fatto che nonostante gli avessi detto che avevo 39 e mezzo di febbre voleva che andassi comunque da lei.
Capii che stava morendo.
Andai in ospedale barcollante e la vidi giusto un minuto prima che entrasse in sala operatoria.
Fortunatamente si salvò, ma rimase quasi completamente paralizzata e perse gran parte della sua memoria.
Rimase 2 mesi in ospedale e nel frattempo casa mia stava completamente andando a pezzi. Saltò l'impianto delle tubature dei termosifoni e dell'acqua calda, era gennaio e faceva un freddo cane.
Dato che la casa è molto vecchia, gli infissi fanno pena, entrano spifferi da ogni dove e i vetri sono sottili come un CD. La notte c'erano 13,5 gradi in casa.
Non avevamo soldi per sistemare tutto l'impianto, il negozio mia mamma lo chiuse quando gli era venuto il tumore ai polmoni dato che non riusciva più a lavorare.
Dato che siamo in comodato d'uso, mi informai e venni a sapere che questi lavori spettano ai proprietari della casa, ovvero ai miei nonni (i genitori di mio babbo).
Gliene parlai ma fecero di tutto per non pagare l'impianto nuovo. Fecero venire un tecnico a vedere solo la caldaia, ma la caldaia era a posto... il problema era proprio l'impianto delle tubature! C'era un tubo che perdeva acqua e che ha fatto ammuffire tutto il muro della cucina...

Quando mia mamma tornò dall'ospedale, miracolosamente aveva riacquisito l'uso degli arti, quindi poteva muoversi, ma non riusciva a camminare. I dottori mi dissero che non sarebbe più tornata a camminare.
La casa come dicevo è piccola, e lei faticava a muoversi liberamente sulla sedia a rotelle. Ogni volta che doveva andare in bagno dovevo sollevarla e poggiarla sul wc e rimanere li con lei a fianco, in modo che si appoggiasse perchè aveva paura di perdere l'equilibrio.
Se era stesa non riusciva a mettersi a sedere da sola, dovevamo aiutarla. Se aveva bisogno di andare in bagno mentre era stesa a letto dovevo andare oltre da lei con una ciotola detta "padella" e mettergliela sotto al fondoschiena, aspettare e poi pulirla, girandola su un fianco... è stato terribile, aveva solo 44 anni quando le è successo tutto ciò.
Come se non bastasse, come dicevo non avevamo il riscaldamento ed era inverno, faceva un freddo bestiale. Le OSS che venivano alla mattina per lavarla, dovevano scaldare l'acqua sul fornello del gas con una pentola e lavavano mia mamma con uno straccio, in quella stanza congelata, per non parlare delle muffe nei muri dovute dalla perdita delle tubature... di certo non faceva bene a mia mamma vivere in un ambiente del genere nelle sue condizioni.

Verso fine febbraio i miei nonni fecero fare i lavori per le tubature, ce le rifecero nuove ma ci smantellarono mezza casa, ovviamente gli addetti ai lavori erano stati pagati il minimo indispensabile, e fecero un lavoro un po' alla cazzo, lasciandoci qualche mattonella distrutta, qualche buco nel pavimento vicino ai termosifoni e cose del genere.
I tubi nuovi che portavano l'acqua ai termosifoni erano talmente poco resistenti che quando hanno fatto ripartire i termosifoni per la prima volta, mi ci sono appoggiato e il termo si è piegato in obliquo, dicevo che mi cascava per terra, capii che forse era meglio non toccare più i termosifoni!

Il tempo passa, mia mamma riprende piano piano a camminare e a muoversi liberamente grazie ad una fisioterapista eccezionale, che non finirò mai di ringraziare abbastanza. Alla faccia dei dottori pessimisti.
Comincio a bere molto, molto di meno perchè avevo lo stomaco a pezzi.
Trovo qualche lavoretto precario, tutte occupazioni da 1 mese o poco più e vivo la giornata, senza pensare a un futuro, dato che al momento la mia unica preoccupazione era portare un piatto in tavola a mia mamma e a mia sorella e pagare le bollette.

Comincio a sentirmi male ogni tanto, sopratutto prima di cena o di pranzo.
Non do peso alla cosa perchè non capitava spesso. Passano due anni e nel frattempo questi episodi di malessere si fanno sempre più frequenti, fino ad arrivare a stare male anche 3 volte al giorno.
Il dottore mi ricovera in ospedale.
Avevo vertigini e mi sentivo svenire, non mi sentivo la faccia e faticavo anche ad articolare le parole a volte, non è che mi sentissi così tutto il giorno, ma mi venivano questi "attacchi" circa 3 volte in una giornata.
I dottori mi fanno diversi esami, risonanza cerebrale, gastroscopia (hanno trovato una gastrite cronica per via dell'alcol credo, ma i miei malesseri non sono causati da quello), visite da otorino, oculista e cose del genere...
Dopo un mese e mezzo di ricovero mi dicono che il mio malessere non è causato da niente di organico, ma che è tutto nella mia testa, è una cosa psicologica dovuta dallo stress. Mi propongono di prendere sereupin e rivotril. Io scoppio a ridere e gli dico che non possono curare vertigini e le mie sintomatologie con gli psicofarmaci e le benzodiazepine, perchè avrebbero solo peggioratro la mia situazione.
Gli dico anche che non è tutto nella mia testa, che sto male veramente e che quando una paziente sta male e i dottori non riescono a trovare la causa, dicono che è stress e gli bombardano di psicofarmaci e tranquillanti che non fanno altro che sedare il paziente, in modo che sia talmente rimbambolato da non avere nemmeno la voglia di andare in ospedale quando sta male.
Gli ho raccontato della vicenda di mia sorella, che per un anno le hanno dato della pazza perchè non aveva niente, ma poi alla fine è venuto fuori che era epilettica e che aveva problemi di insulina.
Lo stesso discorso per mia mamma, che per anni le avevano detto che non aveva niente e che era solo stressata e poi è successo tutto quel casino.
I dottori si sentono offesi e indispettiti e mi rimandano a casa, dopo un mese e mezzo di ricovero nelle stesse condizioni di prima, non era cambiato niente.
Rimango a casa a letto per divesi mesi, dato che stavo sempre male. Mai preso mezza pillola di sereupin o mezza goccia di rivotril.
Continuo nel frattempo ad andare a fare visite private da specialisti, neurologi, otorini, cardiologi ovviamente a pagamento, portando la mia famiglia a vivere sempre più di stenti.
La neurologa mi prescrive un esame da fare, e viene fuori che avevo un forellino nel cuore che mi aveva causato un ischemia e che non mi faceva arrivare il sangue ben ossigenato al cervello.
I dottori dell'ospedale dove ero stato ricoverato avevano detto che nella risonanza al cervello che mi avevano fatto non c'era niente di preoccupante, a detta loro.
Faccio vedere le immagini della risonanza ad un cardiologo privatamente e mi dice che ho avuto un TIA e che bisogna chiudere il forellino nel cuore.
Faccio l'operazione e mi sento un pochino meglio, ma non ero ancora a posto del tutto... in certi momenti si, e in altri no, avevo ancora gli attacchi ogni tanto.
Vado da un'endocrinologa e mi prescrive una curva da carico... la faccio e viene fuori che soffro di ipoglicemia reattiva, una cosa simile a quella di mia sorella.
Ecco perchè stavo male circa 3 volte al giorno, sopratutto prima delle ore pasti...
In pratica produco molta più insulina del normale, e quindi brucio molto rapidamente gli zuccheri che servono al mio cervello per non svalvolare.
Non posso più mangiare cose zuccherate, ne bere alcol (ma tanto ho gia smesso da un anno e mezzo di bere perchè stavo troppo male per farlo) se no produrrei ancora più insulina di quella che eccessivamente produco gia, gli unici zuccheri che posso assimilare sono i carboidrati complessi che si trovano nelle farine integrali.
Mi ha consigliato di mangiare ogni 2 ore mezz'etto di pane integrale o di pasta, accompagnati da fibre, proteine e grassi, per rallentarne ancora di più l'assorbimento.
Mi ha detto anche che probabilmente ho un tumore benigno al pancreas che si chiama insulinoma... la produzione anomala e incontrollata di insulina è tipica degli insulinomi.

Ed eccoci arrivati al presente, al giorno 26 Ottobre 2018, ovvero oggi.
Sono in attesa di un'ecoendoscopia per vedere se c'è questo insulinoma nel mio pancreas.
Vi chiederete perchè abbia scritto tutta questa lunga storia (che poi è un riassunto, credetemi!) su questo forum.
L'ho fatto perchè i miei nonni (i genitori di mio babbo) hanno messo in giro la voce nel paesino dove abito che io non esco più di casa perchè sono depresso. Volevo leggere un po' di persone che parlassero dei loro problemi legati alla depressione, per capire cosa provano e che cosa sia la depressione, quella vera.
Io non sono depresso, ho fatto una vita da schifo per il momento quello è vero, è solo che ogni 2 ore sto male perchè la glicemia mi scende vertiginosamente e devo mangiare per poter star bene altre 2 ore.
Faccio fatica ad avere una vita normale... ogni ora e mezza mi cominciano a calare gli zuccheri piano piano e comincio ad avere disturbi neurologici, come la mancanza dei riflessi, ingessamento della mascella, annebbiamento della vista, leggere vertigini, stanchezza, mal di testa e altre cose spiacevoli, che peggiorano se non mangio quello che mi ha consigliato l'endocrinologa, però passano dopo aver mangiato, nel giro di mezzora.
Non posso fare sforzi fisici o sport, perchè se no brucerei ancora più rapidamente la glicemia che è sempre bassa gia di per se.
Per chi se ne intende un po' di glicemia, vi dico solo che dopo aver mangiato il picco massimo è 86.
Ho una gran voglia di vivere, ma mi sento le ali tagliate per colpa di questo mio disturbo e ad essere sincero, ora che tutti nel paese dicono che sono depresso, mi fa sentire in imbarazzo e giudicato quando esco di casa.
Ho ricominciato a lavorare a Giugno, avevo trovato un lavoro in cui dovevo usare il computer, quindi dovevo stare a sedere senza fare sforzi, peccato che quel lavoro era momentaneo ed è durato solo 4 mesi... dovrei averne trovato un altro molto simile e se tutto va bene comincierò entro metà Novembre...
Sono felice di poter aiutare di nuovo la mia famiglia!

Ad alcuni sembrerà assurdo quello che sto per dire ma sono grato di aver avuto una vita da schifo, perchè ho dovuto affrontare tante difficoltà che la vita mi ha posto e che mi hanno fatto crescere... ho imparato tanto, ho imparato cose preziosissime che una persona fortunata non potrà mai imparare e le ho imparate presto, da molto giovane.
Ora ho tutta la vita davanti e mi sento molto avantaggiato per via di tutte le dure lezioni che ho gia dovuto imparare.

Ho letto qualche thread di questo forum, e ho letto che molti di voi hanno bisogno di un amico con cui parlare... beh, sappiate che io ci sarò sempre per voi quando avrete bisogno e sappiate che nonostante non sia depresso, io vi capisco per via di tutto quello che ho passato e che sto passando, anche se a cuor sereno ! Smile
Prefissatevi un obiettivo e non perdetelo mai di vista! Non distogliete mai lo sguardo dall'obbiettivo, questo vi impedirà di vedere tutto il resto, se tutto quello che avete intorno è m3rda.
Correte in quella direzione... non smettete mai di correre e lottate con tutte le vostre forze per raggiungerlo! Questa è la cosa che non mi ha fatto sprofondare nell'oblio... il mio obiettivo è garantire una vita dignitosa a me, mia mamma e mia sorella e farò di tutto per permettere che ciò accada! Non posso permettermi di essere depresso perchè mi metterebbe solo un bastone tra le ruote per raggiungere il mio obiettivo! Niente può distrarmi!

Buona vita a tutti, dal profondo del cuore. Smile

P.S.: perdonatemi in caso avessi fatto diversi errori grammaticali, di battitura o magari se ho fatto un po' di confusione con le coniugazioni dei verbi, ho scritto tutto di getto così all'improvviso, le parole scorrevano come un fiume in piena...


Ultima modifica di dopa il Sab Ott 27, 2018 6:08 pm, modificato 13 volte
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Re: Ciao a tutti, questo è il mio sfogo, la mia vita.

Messaggio  Serpeverde il Ven Ott 26, 2018 10:56 pm

Complimenti per le tue memorie. La depressione assume un significato diverso si ogni persona, sono così imbottito di psicofarmaci che non riuscirò a fare un lungo commento come il tuo, ma che ho letto tutto. Soffro di depressione da sempre, mio padre mi portava dalla sua “puttana”, mi faceva vedere i cartoni mentre li sentivo scopare, poi mi minacciava se parli, t’ammazzo di botte. All’asilo piangevo sempre e allora, le maestre mi rinchiudevano nell’armadio, una vita mimahmno spogliato e messo al centro della classe perché mi ero cacato addosso. A scuola ho subito sevizie dai bulli. In me c’è una parte maligna che io riesco a controllare ma se non la controllassi sarei perso. Vorrei essere come te ma non ci riesco.

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Re: Ciao a tutti, questo è il mio sfogo, la mia vita.

Messaggio  dopa il Sab Ott 27, 2018 12:34 pm

Ciao Serpeverde, mi spiace per quello che hai passato, dev'essere stata molto dura. Adesso cosa fai nella vita? Lavori? Studi? Hai una ragazza? Hai degli hobby o delle passioni in particolare? So che facendoti queste domande sembro il classico parente rompipalle dei pranzi di natale, ma io non ti giudico. Se non hai e non fai niente di tutto ciò, non devi vergognarti con me... io non so neanche chi sei, e non so nemmeno com'è la tua faccia, ma cosa più importante, anche se sapessi chi sei e come sarebbe la tua faccia, non mi importerebbe comunque perchè so quello che hai passato, ti capisco e mi fa molto piacere che tu ti sia aperto con me, come io ho fatto con te/tutti voi nel post precedente.
Quello che ho scritto nel primo post, non l'ho mai raccontato a nessuno, è la prima volta che lo faccio. Chi mi conosce la fuori nel mondo reale, sa alcune cose, ma non le sa tutte. Alcuni sanno certe cose, altri altre... solo chi ha letto tutta la mia storia (tra l'altro riassunta, perchè ce ne sarebbero ancora da dire, veramente!) che ho scritto ieri nel primo post, sa quello che ho veramente passato e che sto passando tutt'ora.
Tu Serpeverde sei uno di quelli, e sei il primo con cui ho instaurato un dialogo del genere. Altri utenti probabilmente avranno anche letto tutto il mio post, ma non hanno risposto.
Per questo nelle prime righe del mio post ho scritto che chi avrebbe avuto la voglia di leggerlo tutto probabilmente mi avrebbe capito, perchè vuol dire che ha passato cose simili alle mie se non peggiori.
Parlare con qualcuno che ha passato cose simili o peggiori delle mie, mi fa stare meglio... e non perchè so che c'è qualcuno che ha avuto sfortuna come me o più di me, ma semplicemente per il fatto che mi capisce.
Ho dei parenti che non fanno altro che giudicarmi, che avrei dovuto fare di più per mia mamma, che si meritava di meglio. Parlo dei miei zii materni, le sorelle di mia mamma e i loro mariti. Ma non importa, vaffancul0.
Sono persone che non fanno altro che giudicare e dirti cose come "avresti dovuto", "potevi fare così", "dovevi fare questo e quell'altro"... ma è facile giudicare da fuori. Gente come i miei zii, ha avuto una vita sempre in discesa... non ha mai dovuto scalare montagne, Quella è gente che quando si trova davanti ad una minima collina, va in panico e perde la testa. Quelle che loro chiamano montagne, è solo pianura... se sei abiutuato ad andare sempre in discesa, anche la pianura può essere tosta. Alle prime difficoltà quelli vanno nel pallone. Se ne hanno mai avute di difficoltà, le hanno sbrigate i loro genitori per loro...
Hanno 55/60 anni e i loro genitori stanno ancora benone, hanno avuto 2 genitori da piccoli e da giovani che gli facevano da spalle, da supporto, gli aiutavano nei momenti di difficoltà... Non fanno altro che dire che sono cresciuti in un'era difficile e molto più dura di quella di oggi, perchè una volta con mille lire dovevi fartele bastare per tutto ecc... (lo sai, le solite cose che dice la gente di quell'età) ma io dico vaffancul0, non c'era crisi, evidentemente con mille lire a quei tempi potevi fare molte cose, si chiama erosione del potere d'acquisto, che col tempo è aumentata sempre più.
Credono di essere vissuti in un era dura solo perchè non c'erano gli smartphone e internet, ma vaffancul0, se cercavano un lavoro da giovani a quei tempi gli saltava addosso, potevano addirittura permettersi di scegliere il lavoro, ne provavano uno e se non gli piaceva lo cambiavano in quattro e quattrotto. Tempi duri si, immagino.
I miei zii non sono ricchi, ma non hanno nemmeno problemi di soldi, da mangiare in tavola ce l'hanno tutti i giorni, vanno a mangiare fuori almeno una volta a settimana, fanno vacanze, se gli si rompe qualcosa in casa lo aggiustano... è facile giudicare da fuori quando non si è coinvolti.
C'è un detto cinese che dice: "prima di dire al coccodrillo che ha un alito di m3rda, devi attraversare il fiume". Ciò significa che prima di giudicare qualcuno che è nella m3rda devi passare la sua stessa m3rda.
E' facile per loro dire avresti dovuto fare di più per tua mamma, che cazzo potevo fare? Senza lavoro, senza un soldo, a vent'anni a dover gia lavare il culo di mia mamma ogni volta che faceva la cacca a letto, in una casa con 15 gradi di giorno che cascava a pezzi e senz'acqua calda, senza l'aiuto di mio babbo che se la spassava in vacanza a scopare quella zoccoletta.
Se i miei zii avessero passato quello che ho passato io, non credo abbiano avuto la forza di tirare avanti... ma io sono diverso, più la mia vita va a rotoli, più mi viene fuori la forza di combattere. Non posso permettere a niente e a nessuno di rovinarmi la vita o di rovinarla a mia mamma e a mia sorella.
Un'altra cosa che mi da forza è il fatto che io mi senta enormemente in debito con mia mamma... ha fatto davvero tantissimo per me e mia sorella quando eravamo più piccoli, senza pensarci due volte, nonostante fosse malata si è rimboccata le maniche ha cominciato a lavorare più che poteva, facendo addirittura due lavori, e non ci faceva mancare niente, vestiti sempre stirati e lavati, i libri di scuola, ecc... si è andata a rovinare ancora di più la salute per noi, ed ora non posso restare con le mani in mano... devo assolutamente fare qualcosa per aiutarla. Non sono un medico chirurgo, non posso curarla, ma posso starle dietro più che posso, andare a lavorare e provvedere a portare il cibo in tavola, pagare le bollette, gestire le telefonate con i medici per le visite, gli esami, gestire le sue cartelle cliniche... devo farlo perchè se lo merita, si merita più di ogni altra persona che conosco che qualcuno si prenda cura di lei.


Ultima modifica di dopa il Sab Ott 27, 2018 2:36 pm, modificato 2 volte
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Re: Ciao a tutti, questo è il mio sfogo, la mia vita.

Messaggio  Serpeverde il Sab Ott 27, 2018 1:08 pm

Ho 27 anni, mi arrangio nel lavoro, faccio lavoretti affinché possa sopravvivere. Sono sposato e lei è stata ed è l’unico amore che ho avuto in tutta la mia vita. Con lei ho scoperto cosa era l’amore e il sesso. Il fatto è che l’ho incontrata troppo tardi, perché tutti gli abusi subito già sono stati accaduti e in me sento martellante una figura che non sono io, che mi parla, mi commenta ogni cosa che faccio, o gli sguardi delle persone. Ma questa è un altra storia e io purtroppo non ho le abilità e la lucidità di scrivere come lo fai tu. Ma nel tuo caso, un semplice psicologo sarebbe adatto, non c’è vergogna ad andarci e parlare come fai adesso.

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Re: Ciao a tutti, questo è il mio sfogo, la mia vita.

Messaggio  dopa il Sab Ott 27, 2018 1:53 pm

ma guarda io non credo di aver bisogno di uno psicologo, non sono depresso e so gia che i problemi che ho derivano dalla mia famiglia, non ho bisogno di spendere soldi per sentirmelo dire.
Inoltre parlare con uno psicologo mi farebbe solo innervosire perchè non ha passato quello che ho passato io, preferisco parlare con persone che capiscano quello che ho passato perchè lo hanno vissuto o lo stanno vivendo pure loro.
Parlare con uno psicologo che non ha vissuto esperienze simili, è come affidarsi ad un consulente finanziario di investimenti che non ha mai fatto investimenti in vita sua e fa solo il consulente per guadarsi lo stipendio fisso.
Sarebbe solo uno spreco di soldi andare da uno psicologo (parlo per me ovviamente, riguardo alla mia situazione e a come mi sento).
Gli psicologi possono aver studiato e letto tutti i libri del mondo ma non hanno fatto "esperienza sul campo" (per loro fortuna, aggiungerei! Laughing ).
Parlare con una persona che ha vissuto cose simili o peggiori è un aiuto molto più prezioso di uno psicologo per me, credimi... Smile
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Re: Ciao a tutti, questo è il mio sfogo, la mia vita.

Messaggio  Serpeverde il Sab Ott 27, 2018 4:26 pm

Il tuo ragionamento è sbagliato, nessuno che ha passato la tua stessa esperienza può mai aiutarti perché si immedesima in te e non è lucido nel darti i consigli giusti. Invece lo psicologo o psicoterapeuta è estraneo e quindi lucido nel dare consigli. Andare alla ricerca di chi è stato peggio di te che consolazione ti può mai dare ?( la sofferenza è soggettiva) Secondo te io potrei mai chiedere consigli a uno che è stato abusato come me da bambino o che subiva a scuola sevizie ? Che consigli mi potrebbe dare, ci impicchiamo assieme? O mi potrebbe dire “io ho fatto così” e allora la stessa cosa deve funzionare per me ?. Per la prima volta mi sento di difendere gli psicologi, con me hanno fallito ma non è stata una loro mancanza, il problema è che la mia vita è finita in un momento specifico della mia e sentire persone che hanno avuto le mie esperienze non mi aiuta. Il disagio psichico non è solo depressione, il disagio può essere anche altro. Io per esempio oltre la depressione ho cambiamenti di personalità repentini, autolesionismo, pensieri di suicidio, desiderio sessuale eccessivo e così via. Andare da uno psicologo potrebbe aiutarti. Poi ci sono quelli gratuiti.

Serpeverde

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Re: Ciao a tutti, questo è il mio sfogo, la mia vita.

Messaggio  dopa il Sab Ott 27, 2018 5:35 pm

Come dicevo nel mio primo post, sono entrato in questo forum per capire cosa sia la depressione, quella vera, perchè da un anno a questa parte mi sono sentito dire che sono depresso sia dai dottori che mi hanno ricoverato, sia dai miei nonni, (che hanno messo in giro la voce in tutto il paese che io non esca più di casa perchè sono depresso, quando in realtà io sto a casa perchè sto male zio di un can).
Vado a lavorare, vado a fare la spesa e le commissioni per mia mamma e per la casa. Non è che non esco... magari non vado più al bar a bere tutto il giorno come una volta... e allora? Non vedo dove stia il problema, anzi..
Per capire cosa sia la depressione mi è bastato leggere giusto qualche thread. Come immaginavo, non sono depresso. Non ho mai avuto pensieri suicidi, non ho disturbi di personalità, non ho un cazzo. Sto semplicemente vivendo una vita difficile, è normale che sia preoccupato per mia mamma e che sia disposto a sputare sangue per lei, dopo tutto quello che ha fatto e che ha passato. Questa non è depressione.

Più che di uno psicologo, avrei semplicemente bisogno di avvocato, altro che. Ti illustro i motivi:

1) per fare causa a quegli stronzi dei dottori, che non sono stati capaci di vedere un'ischemia dai referti di una risonanza, potevano benissimo trovare quel forellino al cuore che mi causava problemi e farmi una cazzo di curva da carico così avrebbero capito che ho pure problemi di ipoglicemia reattiva dopo ogni fottutissimo pasto, che sia uno spuntino, una colazione, un pranzo o una cena.
Mi hanno fatto dubitare della mia sanità mentale dicendomi che ero depresso e che tutti le mie sintomatologie erano frutto della mia mente e hanno provato ad imbottirmi di psicofarmaci e benzodiazepine, che danno anche dipendenza, che non mi servivano assolutamente. Fortuna che mi sono sempre opposto.
In un mese e mezzo di ricovero non sono riusciti a capire la causa delle mie sintomatologie, e mi hanno rispedito a casa nelle stesse condizioni del primo giorno di ricovero, senza aver risolto un cazzo, costringendomi a fare il loro lavoro a me, ovvero a cercare su internet le cause dei miei sintomi per capire da quali specialisti farmi vedere, tipo cardiologo, endocrinologo, neurologo ecc... facendomi spendere un sacco di soldi e prolungando le mie agonie, perchè bastava fare 2 esami per capirlo, un transesofageo e una curva da carico, potevo farli in 2 o 3 giorni di ricovero e risparmiarmi mesi di sofferenze.

2) per fare causa ai miei nonni per diffamazione, dato che diffondono in giro voci non vere su di me in mia assenza, minando la mia immagine e reputazione. Per farti capire quanto girano le voci, una volta mia sorella era a fare la fila alla cassa del supermercato e la commessa le ha chiesto come andava la mia depressione davanti a tutta la fila. Mia sorella ha fatto una faccia del tipo:  Shocked Quale depressione scusa?
Un'altra volta alla compagnia dell'assicurazione, c'erano diverse persone in sala d'attesa e l'impiegata ha chiesto a mia sorella come andava la mia depressione e da quant'è che non uscivo di casa...
Ovviamente in tutte e due le situazioni, ero a casa nel letto a combattere contro le ipoglicemie continue, non sapendo che cazzo avevo, dubitando persino che fosse tutto frutto della mia mente mentre in realtà ero tipo a glicemia 45 o giu di li.

3) per fare causa al mio babbo e ai miei nonni di nuovo, ma questa volta per il fatto che ci hanno lasciati in una casa che cadeva a pezzi e senza riscaldamento e acqua calda, in inverno, rifiutandosi persino inizialmente di sistemarci le tubature della casa quando erano saltate e per aver fatto vivere mia mamma che in quel periodo stava veramente male, del tipo che non si alzava nemmeno in piedi in un ambiente così freddo e lugubre (muffe ecc...), che quando doveva lavarsi doveva farsi mettere le pentole sul fornello del gas per scaldare l'acqua e spogliarsi in una stanza con 15 gradi per farsi lavare con gli stracci dalle OSS.
Noi viviamo li in comodato d'uso, quindi i lavori di manutenzione per la casa spettavano ai miei nonni e inizialmente si sono opposti, poi si sono decisi di farlo dopo averci lasciato 2 mesi al freddo con mia mamma in quelle condizioni, ma hanno fatto fare un lavoraccio, i termosifoni sembrano attaccati al muro con una gomma da masticare quasi, basta che ti appoggi e si piegano, hanno lasciato buchi nei pavimenti perchè avevano preso male le misure e hanno rotto alcune mattonelle che non hanno riparato o sostituito, in un angolo c'è il pavimento grezzo, senza mattonelle.

4) per fare causa al mio babbo di nuovo perchè quando una coppia si separa, chi dei due ha maggiore reddito deve garantire lo stesso tenore di vita che c'era prima della separazione all'altro. Lui è direttore di una filiale di banca e i soldi non gli mancano, ma ci da una miseria per il mantenimento, una cifra da far ridere i polli. A mia mamma non da un cazzo di niente, non le ha mai dato nulla. Arrancare solo per portare il cibo in tavola tutti i giorni e pagare le bollette, non è di certo lo stesso tenore di vita che avevamo prima che se ne andasse. A volte non ci arriviamo nemmeno a fine mese... e sto parlando solo di cibo e bollette, mica ti parlo di comprare vestiti nuovi, andare dal barbiere a farsi tagliare i capelli, andare dal dentista o cose del genere... cibo e bollette a fatica.

E questo è quanto. Di certo fare una cosa del genere non ridarà la salute a mia mamma, ma almeno ci verrà riconosciuto quello che ci spetta finalmente... una casa normale e un assegno più sostanzioso ogni mese, che ci permetta perlomeno di vivere un pochino più dignitosamente.
Questo mi serve, una vita normale, non psicologi o psicofarmaci e benzodiazepine ecc...

PS: e comunque non ero alla ricerca di chi è stato peggio di me, perchè come hai detto tu la sofferenza è soggettiva, qualcuno potrebbe aver sofferto di più qualcunaltro di meno, cercavo solo qualcuno che avesse vissuto cose simili alle mie, per farci forza assieme. Tutto qua. Smile
Non necessariamente per sollevare il morale a me, ma per sollevarlo anche ad altri, nel limite del possibile ovviamente.
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Re: Ciao a tutti, questo è il mio sfogo, la mia vita.

Messaggio  gabriella_mi il Mer Ott 31, 2018 5:41 pm

Ciao! ti capisco.. continua ad andare verso l'obiettivo.. e davvero, forse ti serve un Avvocato e un lavoro dignitoso... Sugli psicologi la penso come te... a me non è servito a nulla. Sono "normale" con difficoltà della vita..... e chi sta meglio non capisce.. è sempre così.
Ti auguro il meglio del meglio

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Re: Ciao a tutti, questo è il mio sfogo, la mia vita.

Messaggio  dopa il Gio Nov 01, 2018 10:33 pm

grazie Gabri Very Happy Credo che se andassi da uno psicologo direbbe la stessa cosa Laughing
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