Crisi di identità, relazione problematica

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Crisi di identità, relazione problematica

Messaggio  melancholy il Sab Ago 04, 2018 5:23 pm

Salve, sono registrata in questo forum da parecchio tempo eppure non sono mai stata molto attiva nel sito, forse credevo non mi servisse condividere certe cose con degli sconosciuti, mi limitavo a leggere le varie discussioni. Adesso però sento di aver bisogno di aiuto, in qualche modo vorrei condividere tutto questo con altre persone e vorrei trovare qualcuno che vive la mia stessa situazione per non sentirmi sola..

Sto con il mio ragazzo da 4 anni, io sono una persona problematica da quando ero piccola, depressione, attacchi di panico, ansia e sociofobia; lui e simile a me ma oltre ad avere problemi di depressione ha anche problemi di identità di genere, è genderfluid, si sente cioè sia maschio che femmina. Questo non è mai stato un problema fino a quando ho scoperto che lui non sta bene con se stesso e vuole diventare una donna a tutti gli effetti. Ancora è una situazione instabile, ci sono discussioni, crisi, pianti, litigi ma la sua risposta è sempre molto vaga, dice che non sa cosa vuole, ha paura di perdermi e per questo non vuole fare questo passo importante.
Io dall'altra parte non so cosa pensare, non so piu niente della mia vita, non so neanche se potrebbe funzionare una relazione del genere, io lo amo per quello che è adesso, il ragazzo di cui mi sono innamorata, lo amo per quello che è ma allo stesso tempo non mi piacciono le donne e non credo di poter acettare una cosa del genere, non posso forzarmi ad amare una persona dopo un cambiamento così radicale e fare finta che non sia mai successo niente. Ho tanti problemi nella mia testa, ho tante cose a cui pensare e adesso c'è anche questo, non so a cosa devo dare la priorità nella mia vita, non so se devo fare finta di niente oppure reagire e trovare una soluzione. Io vorrei una famiglia, dei figli con lui, vorrei una vita ''normale'' ma se lui diventasse una donna tutto questo non sarebbe possibile, non potrei vivere la vita che ho sempre desiderato con lui. Allora chiedo a voi, chiedo alle ragazze che magari hanno lo stesso problema, cosa fareste voi? E' possibile continuare una relazione nonostante questo problema? E' possibile fare finta di niente, rinunciare ad una famiglia, rinunciare a tutte quelle sfumature dell'attrazione fisica per provare solo tanto affetto e stare lo stesso con questa persona? Oppure devo fare la cosa piu dolorosa, cioè preservare entrambi da questa sofferenza, lasciarlo e fargli realizzare il suo sogno ma senza di me, senza una persona che lo può intralciare nel suo percorso, lui si merita una persona che lo ami anche a prescindere da questo, forse io non posso essere quella persona..Forse questa è una prova che io non posso superare, è un segno che per entrambi è il momento di seguire la propria strada.. Lui vuole a tutti i costi obbligarmi ad accettare questa cosa ma io so già che non la accetterò mai..allora perchè continuare...perchè devo sopportare tutto questo oltre alla sofferenza che già provo..perchè le cose non sono semplici, ma sopratutto perchè a lui non basta tutto quello che ha adesso?

melancholy

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Re: Crisi di identità, relazione problematica

Messaggio  merla il Dom Ago 05, 2018 12:48 pm

Ciao melancholy,

non ho avuto il tuo stesso problema, ma sinceramente credo che il problema sia mal posto, un po' troppo carico di ansia e confusione.

Da un lato, non credo che a priori l'identità di genere sia un ostacolo a un legame, anche forte, tra due persone né che sia solo una questione di attributi fisici. Se tu già oggi sei attratta da lui che non ha un'identità di genere così ben definita, potrebbe essere che questo aspetto per te non sia così importante o magari sì, ma in realtà in questo momento non puoi saperlo. Per quanto riguarda l'avere una famiglia e dei figli, beh questo è un problema solo se si ragiona in termini di famiglia tradizionale: in realtà la famiglia tradizionale non è l'unica possibile e, anche se nel nostro paese ci sono oggettive difficoltà culturali e amministrative e in questo momento il clima non è dei migliori in questo senso, la direzione verso un riconoscimento sempre maggiore in questo senso. Inoltre, in realtà, quello della famiglia tradizionale, mamma, papà figli, è un po' un mito, figlio di una società cattolica e benestante, che però anche nel corso del tempo non è stato l'unico modello. Pensa alle famiglie allargate, ai divorziate/, i vedove/i, a tutte quelle situazioni in cui un genitore è sempre via per lavoro, ai bambini affidati a babysitter, zie, nonne, parenti e via dicendo. Insomma, la famiglia tradizionale è un mito un po' borghese a cui continuiamo a pagare un obolo immeritato.
Prova a vedere cosa succede, prima di farti venire l'ansia.

Dall'altro lato, secondo me c'è un altro aspetto: io credo che una relazione sana e che fa bene (le relazioni devono fare bene!) sia quel posto dove due persone riescono a esprimersi liberamente al meglio e riescono, secondo percorsi non necessariamente lineari, a diventare una versione migliore di se stessi. Questo però implica che entrambi devono potere, a volte anche molto faticosamente e dolorosamente, esprimere se stessi, nel bene e nel male, e lasciarsi, come, quando e quanto vogliono, trasformare dall'incontro; quando non è così, quando l'uno o l'altro non pensa a se stesso, ma per esempio a cosa dovrebbe essere per l'altro et al., la relazione non funziona perché in realtà manca l'incontro tra due persone che si esprimono liberamente.
Insomma, pur cercando di non fare l'elefante in cristalleria perché mi rendo conto che sia scelte e situazioni complicate e faticose, mi viene da dirti che semplicemente non è giusto che tu ti attribuisca o ti lasci attribuire la responsabilità di una scelta identitaria e complessa come può essere quella di cambiare sesso. Sarà in crisi probabilmente, ma questa è proprio una cosa che non può in alcun modo delegare a nessuno. E tu non puoi in alcun modo impedire che sia una scelta autonoma; quindi anche se lui si dice confuso e impaurito all'idea di perderti, la scelta sarà comunque sempre e solo sua. E la tua, sarà solo tua.

Buone cose, cerca di non dar troppo spazio all'ansia.
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Re: Crisi di identità, relazione problematica

Messaggio  melancholy il Dom Ago 05, 2018 9:07 pm

Ciao merla, grazie per la tua risposta. Volevo aggiungere dei dettagli dato che ho riassunto molto brevemente la situazione per avere un'opinione in più.
Circa un anno dopo che stavamo insieme lui mi ha raccontato della sua situazione, è stato difficile perchè non avevo mai avuto esperienze simili prima d'ora, ho dovuto accettare ed imparare che la sua situazione lo faceva soffrire molto, ma era anche una cosa limitata al vestirsi e truccarsi da donna in casa e solo in alcuni momenti. Abbiamo affrontato parecchie volte questa discussione e mi era sempre stato detto che il suo stare bene era limitato a queste cose e che non avrebbe mai pensato di diventare donna a tutti gli effetti. Ma nel momento in cui ho scoperto che questo non gli basta più e che sta pensando seriamente di iniziare un percorso di transizione io mi sono sentita pugnalata, non solo per il fatto che la persona che amo e che ho sempre avuto al mio fianco cambierà di aspetto fisico ma anche perchè mi ha sempre fatto credere di volere una famiglia, dei figli e io sinceramente non riesco a concepire l'idea di metodi ''alternativi'' per avere dei figli con lui, non sono contraria ma mi conosco bene e so che non potrei reggere una cosa del genere. Non ho mai avuto chiusura mentale riguardo la comunità Lgbt o i diritti delle persone omosessuali, sono molto aperta a queste cose ma quando una situazione così si presenta nella tua vita devi riflettere seriamente e devi capire se puoi accettare tutto questo, io non ho mai voluto questa situazione, non ho mai cercato questo tipo di cose e adesso devo avere il peso di questa cosa e ho solo 23 anni..non so cosa devo fare, non so cosa potrò reggere e se il mio amore potrà mai andare oltre a delle ipotetiche rinunce che dovrò fare nella mia vita..Inoltre non posso neanche farmi piacere una donna, credo che sarebbe molto strano trovarsi in situazioni intime con lui e non riconoscere la persona che ho davanti, credo che per me sarebbe una cosa pesantissima da superare, non posso neanche pensarci..lui non capisce, crede che io non lo amo abbastanza perchè non posso dargli una sicurezza, dice che sarà per colpa mia che ci lasceremo, ma non capisce che potrebbe farsi bastare tutto quello che ha al momento e provare a migliorare il nostro rapporto, vorrei che non prendesse una decisione così drastica...

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Re: Crisi di identità, relazione problematica

Messaggio  melancholy il Dom Ago 05, 2018 9:23 pm

Quando guardi la persona che ami deve piacerti tutto di lui, oltre al carattere e ai vari motivi per cui si sta insieme a quella persona credo che sia fondamentale anche provare attrazione verso quella persona, ci sono dettagli che ti fanno innamorare e le cose che uno prova quando guarda l'altro non credo si possano descrivere a parole, credo che se la persona che si è abituati a vedere tutti i giorni della propria vita cambiasse aspetto da un giorno all'altro sarebbe un trauma, lo guarderesti e non ritroveresti più quei dettagli e quelle sensazioni che ti scombussolavano il cuore..più il tempo passava più mi innamoravo di lui, ho sempre provato un forte sentimento nei suoi confronti, forse più forte del suo ed è per questo che per me sarebbe troppo pesante un cambiamento così drastico, verrebbero a mancare troppe cose e rischierei di rifugiarmi nei ricordi di noi due e nel passato.. sta succedendo tutto troppo in fretta

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Re: Crisi di identità, relazione problematica

Messaggio  canterel II il Dom Ago 05, 2018 11:18 pm

melancholy ha scritto:Quando guardi la persona che ami deve piacerti tutto di lui, oltre al carattere e ai vari motivi per cui si sta insieme a quella persona credo che sia fondamentale anche provare attrazione verso quella persona

Ciao melancholy,
secondo me in una relazione c'è poco di cui si debba dire a priori che è fondamentale, e se due persone non riescono a tenere insieme ciò che è fondamentale per l'una e per l'altra, allora lasciarsi non è una colpa.

Quando dici che "lui non capisce" perché non gli dai sicurezza rimango un po' perplesso. Provo a mettermi nei panni di una persona che medita di cambiare la propria identità di genere, i caratteri sessuali, l'aspetto fisico e sociale. Penso che uno dei miei primi problemi sarebbe quello di presentare la mia scelta alle persone più vicine, ai miei affetti. Non darei per scontato di non produrre dei cambiamenti in quella sfera, non mi sembrerebbe logico pretendere l'entusiasmo di tutti, al di là dell'affetto e del rispetto.
Se il tuo compagno è stupito dalla tua reazione, a me viene il dubbio che stia riflettendo poco sul percorso che ha intenzione di intraprendere. Al di là delle terapie ormonali, dei cambiamenti nel suo corpo, nella sua mente o nella sua stanza, c'è un universo di cambiamenti sociali implicati da una scelta di questo tipo. Prima di muoversi verso la transizione secondo me chiunque farebbe bene a prendere coscienza di tutte le ramificazioni della propria scelta e sentirsi capace di accogliere come parte di essa anche e soprattutto questi cambiamenti sociali di cui, secondo me, chi fa la transizione si assume per primo la responsabilità.
Se invece la comunicazione è impostata in modo tale da considerare già adesso il suo percorso come un suo dramma individuale, e le reazioni impreviste degli altri come una dimostrazione di poco affetto e poca comprensione, allora forse gli manca un pezzo del significato della cosa che ha in mente di fare. Va detto che io ragiono soltanto sulle righe che hai scritto quindi non voglio esprimere un'opinione su questo ragazzo, ma piuttosto riportare cosa mi sembrerebbe notevole e importante se mi trovassi in una situazione come quella che descrivi.

Io non so quanto siete sereni e capaci di discutere apertamente quando vi raccontate l'un l'altra le cose. Però nel parlarne credo fareste bene a togliere di mezzo la colpa e la vittimizzazione, da una parte e dall'altra. Partite dal presupposto che è un cambiamento grosso e che implica per tutti e due un grado massimo di libertà e responsabilità nel gestire tale cambiamento e scegliere di fare quello che si vuole. Tu non devi sacrificarti, e se lui vuole questa transizione dovrebbe accettare anche la fine o il cambiamento radicale del vostro rapporto senza imputartelo.

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Re: Crisi di identità, relazione problematica

Messaggio  melancholy il Lun Ago 06, 2018 12:24 am

Canterel II grazie per le tue parole, mi hai sollevata almeno un po'. Ho appena terminato una brutta discussione, abito con lui e con i genitori quindi anche la madre sa di questa cosa.
Ho provato a razionalizzare il tutto e parlargli a cuore aperto, ma la sua decisione ormai l'ha presa, vuole andare dallo psicologo e poi se sarà veramente pronto per questo percorso inizierà la terapia di transizione. Credo che si sia convinto che non lo amo abbastanza, dato che non posso dargli una certezza. Quello che tutti stiamo cercando di fargli capire è che non tornerà indietro e che potrebbe perdermi, potrebbe perdere l'unica ragazza che ama e che lo ha amato veramente, potrebbe rimanere solo..lui giustamente dice che vuole la sua felicità, vuole sentirsi libero, ma dal mio punto di vista sta correndo troppo e non sta prendendo in considerazione il mio punto di vista.
Come hai detto tu probabilmente non si rende conto che la sua scelta avrà delle ripercussioni sulla sua vita e sulla sua relazione, io sono stata molto chiara e ho troncato subito qualsiasi speranza che aveva nel continuare questa relazione nel caso avesse scelto di intraprendere questo percorso, forse ho esagerato, ma l'ho fatto per fargli capire che non sarà colpa mia come non sarà colpa sua se decideremo di terminare la nostra relazione. Lui dice che mi accetterebbe anche se io diventassi un ragazzo ma forse lo dice senza darci troppo peso, forse vuole solo convincermi a rimanere con lui. Sostiene che la decisione spetta a me e che se vorrò lasciarlo lui andrà avanti nonostante ci starà male, poi però è sempre stato quello che mi diceva di non poter vivere senza di me, ha sempre detto che non ce l'avrebbe fatta a separarsi da me. Non so cosa sia successo in questo periodo ma ha deciso tutto da solo e non mi ha dato modo di poter capire cosa stava succedendo.

E' dimagrito di molti chili, non sta bene, dice che il suo corpo non regge più tutto questo ma non riesco a capire perchè non vuole provare ad uscire fuori di casa vestito e truccato come piace a lui, vorrei che vivesse questa sua situazione in modo normale prima di prendere una decisione così drastica. Gli ho proposto di fare una prova di alcuni mesi dato che è sempre stato sociofobico, vorrei andare in vacanza con lui, in un posto che non sia il paese dove viviamo e lì potrebbe uscire e sentirsi libero di essere se stesso e magari gli basterebbe solo questo, magari potrebbe ritrovare un po' di serenità..ma dice che non servirebbe a niente, che lui sa già cosa deve fare per essere felice...io mi chiedo se il suo punto di vista sia giusto, credo che faccia bene a mettere al primo posto la sua felicità ma credo anche che sia molto egoista ad aver preso questa decisione dando per scontato che io non avrei avuto problemi. Penso che se fossi io al suo posto potrei provare a rinunciare a quest'idea per un po' di tempo pur di salvare il nostro rapporto, io proverei a cambiare il mio stile di vita, ad uscire di più, io avrei vissuto la mia vita con lui e avrei messo da parte il mio egoismo per realizzare una vita con lui, avrei almeno provato a cambiare le mie abitudini per capire se poteva bastare quello a rendermi più felice

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