qualcuno con cui confrontarmi

Andare in basso

qualcuno con cui confrontarmi

Messaggio  David1 il Mer Giu 13, 2018 11:51 am

Ciao a tutti, volevo innanzitutto ringraziarvi per lo spazio che mi concedete. Mi presento, mi chiamo David e quest'anno (nel 2018) compirò 26 anni e abito a Firenze. Come ho preannunciato nel titolo soffro di depressione purtroppo da diversi anni: da quando ne avevo 15, quindi sono grosso modo 10 anni.
In questi anni ci sono stati periodi più acuti e periodi più lievi ma ciò che è rimasto sempre costante è la mia incapacità di riuscire a superare ciò che mi porto dietro e purtroppo mi ha fatto entrare in una spirale che mi condiziona e non mi permette minimamente di muovermi.
Tutto è nato per una serie di circostanze (un po esterne e un po interne) che sommate mi ha relegato a questa condizione: la causa scatenante fu la morte di mio padre, quando avevo nemmeno 15 anni: da li tutto ciò che ero si è fermato e tuttora vivo ancora come se il lutto fosse ancora fresco, come se fossi ancora in quel periodo in cui la tua vita deve riassestarsi dopo una evento così importante e drammatico per poi tornare, anche in modo diverso, a "vivere".
Il fatto che influito a farmi cadere nella mia depressione non è stata tanto la perdita la come la mia famiglia sia rimasta condizionata. Premessa: sono sempre stato un tipo timido e non molto estroverso, avevo amici ma ero molto legato alla mia famiglia e se anche non ero sempre d'accordo con loro finivo sempre per accettare ciò che mi dicevano. Dalla mia avevo il pregio di essere molto più maturo per la mia età, diciamo la mia famiglia era la mia forza e la mia zona di confort. Quando venne a mancare mio padre tutto questo cambiò: oltre al fatto di non avere più un genitore accanto anche mia madre non fu più la stessa e da qual momento aleggia sempre in casa un clima di pesantezza, un clima che ci porta a considerare come niente sia più importante, niente valga più la pena di lottare... un clima che ha portato anche me a vedere e soprattutto a vivere in questo modo il mondo. Vivendo così comincia a sentire tutto insipido e tutto cominciò a non sembrarmi importante e niente era in grado di darmi stimoli.... da li la depressione. Per chi legge o ha visto i film, ho sempre paragonato questa situazione a quella che crea il passaggio di un Dissennatore nel mondo di Harry Potter, creature che succhiano tutti i ricordi felici di una persona sino a togliere del tutto l'anima ad una persona. Da li cambiò anche il rapporto con mia madre: ognuno di noi 2 ha reagito a questa situazione a suo modo, il problema è che i nostri nuovi caratteri che si sono creati sono uno l' opposto all' altro e non c'è modo di venirsi incontro.... da qui la solitudine. E anche provare a parlarne non è mai stato ne semplice ne d'aiuto perchè ha sempre risposto o banalizzando la questione, oppure facendo un problema grossissimo che mi faceva andare ancora più a fondo. In più, sia io che lei siamo persone con un carattere in cui "piangiamo in silenzio", ovvero all'esterno è quasi impossibile che dimostriamo ciò che abbiamo dentro, finendo così per crearci malattie psicosomatiche (sempre un po di mal di testa, sempre un po di stanchezza, sempre un po di malessere generale) che porta a 2 conseguenze: la prima il clima familiare ne risente portando sempre l'umore verso il basso, secondo non siamo mai detto disponibili per affrontare una questione così grossa come soffrire di depressione, così da dire sempre "ora non è il momento, ora non ho le energie".
Grazie per avermi letto, mi farebbe piacere parlare con qualcuno per spiegare meglio la mia situazione e dare maggiori dettagli. E scusate se eventuali errori nella mia descrizione.

David1

Numero di messaggi : 3
Data d'iscrizione : 13.06.18

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: qualcuno con cui confrontarmi

Messaggio  merla il Mer Giu 13, 2018 12:01 pm

Ciao David1,

innanzitutto, benvenuto.

A parte la situazione familiare, tu ora cosa fai? Lavori? Studi? Hai amici o un legame sentimentale? Hai degli hobby o delle attività fuori di casa?
E, per la depressione, la curi? Segui o hai seguito una terapia, farmacologica o psicologica?

merla
avatar
merla

Numero di messaggi : 2150
Data d'iscrizione : 09.01.08
Età : 42
Località : Torino

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: qualcuno con cui confrontarmi

Messaggio  David1 il Mer Giu 13, 2018 12:26 pm

Grazie, si ho omesso un paio di cose nella mia descrizione: sono iscritto all'università ma non la sto più seguendo cercando di capire cosa fare a riguardo, faccio qualche lavoro ma è tutto saltuario e provvisorio. A questo proposito vorrei chiedere un parere: la scelta dell'università è stata fatta nel periodo più nero, in un momento in cui era impossibile pensare ad una cosa così importante..... non sono infatti sicuro di avere fatto la scelta giusta. Ho una ragazza che mi sta molto vicino ma che allo stesso tempo sento che non è la persona di cui sono innamorato a tal punto da costruirci un legame serio. Amici: ci sono ma ormai li vedo molto sporadicamente e non sono in grado di capire questo tipo di problemi. Avevo qualche hobby, il problema è che questa mia situazione mi costringe a vedere tutto nero e a non provare emozioni su ciò che faccio, quindi anche gli hobby che avevo, a cui ci tenevo, sono finiti non dico nel dimenticatoio ma poco ci manca. Sono stato seguito da psicologi e poi da una psichiatra e ho preso per un po di tempo antidepressivi, la situazione è migliorata, sono sempre seguito dalla stessa psichiatra anche se mi sembra essere arrivati ad un punto morto

David1

Numero di messaggi : 3
Data d'iscrizione : 13.06.18

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: qualcuno con cui confrontarmi

Messaggio  merla il Mer Giu 13, 2018 1:04 pm

Magari un po' di psicoterapia potrebbe aiutarti, per cercare di vedere un po' meno tutto nero e insipido.
Tu racconti di essere rimasto un po' bloccato in un lutto e ti concentri sulla tua situazione familiare che descrivi come bloccata lì: da un lato sarà sicuramente così, ma dall'altro è evidente che in questi dieci anni hai certamente fatto delle cose, diplomarti, iniziare l'università, dei lavoretti, una ragazza, degli amici, degli hobby.
Magari c'è qualcosa dentro di te che è bloccato, ma certamente non è tutto bloccato altrimenti non avresti tutte queste cose.
La tua psichiatra che ne pensa? (l'idea di essere arrivato a un punto morto è coerente con il modo in cui vedi tutte le cose in questo momento, quindi magari è il tuo punto di vista che è un po' alterato)

Visto che in questo periodo vedi tutto nero, io aspetterei a mettere in discussione l'università, non mi sembra un bel momento per decidere.

Sai ci sono a volte dei periodi nella vita (o almeno a me sono capitati abbastanza spesso) dove si ha la sensazione di essere fermi, e magari se ci aggiungi un po' di vulnerabilità psicologica o dei trascorsi di depressione, questa sensazione si accompagna alla difficoltà di ritrovare un senso diverso alle cose. Questo però non vuol dire che sia davvero così, i periodi in cui sembra tutto vuoto a volte sono fisiologici: c'è bisogno di ricaricarsi un attimo o magari sotto soglia c'è qualcosa che bolle in pentola, un cambiamento che si desidera ma che non si riesce ancora tanto a chiarire.
Il dubbio che mi è venuto a leggere i tuoi post, e magari sto pisciando lungo (nel caso scusami), è che tu ti concentri forse un po' troppo sulla situazione familiare dolorosa e basta.
Sinceramente, credo che la perdita di un genitore in giovane età (o di un marito) sia uno di quei dolori che in un certo senso non si può superare e per quanto uno desideri a volte farci pace del tutto, non si può, in qualche modo torna, a volte senza logica, a volte in modi inaspettati.
Questo però non vuol dire essere del tutto bloccati: se fossi stato bloccato non avrei fatto le cose che hai fatto in questi dieci anni.
Magari questo tuo è un periodo di stasi, un po' fisiologico, e tu tendi a riportarlo a questo grande dolore di cui hai sofferto e in parte hai probabilmente ragione, ma magari invece puoi agire su altri aspetti, in senso costruttivo, e stare meglio.
Magari non è così, però ad esempio a me a volte capita, di riportare tutto a cose molto dolorose che ho vissuto e di non accorgermi che, se da un lato certe esperienze mi influenzeranno sempre (nel bene e nel male), al tempo stesso ci sono anche altre esperienze diverse, più positive, che ho fatto, faccio e farò che possono a loro volta influenzarmi e farmi stare meglio.

Non so se ho reso l'idea. Smile
avatar
merla

Numero di messaggi : 2150
Data d'iscrizione : 09.01.08
Età : 42
Località : Torino

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: qualcuno con cui confrontarmi

Messaggio  mazzonrocky il Mer Giu 13, 2018 4:11 pm

Ciao David, riguardo all'università....io non sono mai riuscito a studiare, volevo cambiare facoltà, ma non sapevo cosa in realtà fare. Volevo solo cambiare, dovevo cambiare qualcosa...ma cosa? In realtà dovevo cambiare io. La cosa più difficile. Lo sapevo anche allora, ma facevo finta di non saperlo. . Mi è sempre mancata una guida, un aiuto, anche se i miei genitori erano entrambi vivi. Alla fine, ho mollato. E mi dispiace....This is my story.

mazzonrocky

Numero di messaggi : 192
Data d'iscrizione : 18.09.13

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: qualcuno con cui confrontarmi

Messaggio  David1 il Ven Giu 15, 2018 10:27 am

Buongiorno grazie per i vostri messaggi. Risposta a Merla: ho avuto esperienze in questi 10 anni, per fortuna (o forse per disgrazia) sono un tipo che riguardo a questo tipo di problemi sa resistere, i miei problemi non sono mai sfociati in altro (droga o stili di viti esagerati) ma allo stesso tempo difficilmente faccio qualcosa che mi fa dire "Sto bene, adesso si che mi sento bene" e quindi, per le scelte importanti della vita, sono in seria difficoltà restando sempre a rimuginare senza arrivare da nessuna parte. Cerco sempre di non stare tutto il giorno a non fare niente (anche la situazione e l'indole caratteriale che mi porterebbero a farlo) ma ogni situazione che vivo è insipida..... è difficile scegliere cosa fare quando ogni cosa che fai non ti fa ne caldo ne freddo..... ci sono stati momenti in cui qualcosa sentivo ma sono sempre sporadici, non ce quella sensazione interiore che ti guida, non se se riesco a spiegarmi. Quindi anche per quanto riguarda la scelta dell'univerisità: è vero, in questa situazione non sono in grado di scegliere ma il problema è che ormai sono sempre in questa situazione e quindi difficilmente troverà un momento migliore. Prenderla con pazienza e filosofia mi ha portato a interiorizzare ancora di più la mia depressione.
Risposta a Mazzonrocky: Questa tua situazione è simile alla mia, diciamo che a me è iniziata con la perdita di una figura cara che ha fatto perdere il buon rapporto anche con chi è rimasto.... prima era tutto molto più semplice, è difficile dirlo perchè sono passati tanti anni e perché ero molto più piccolo ma ogni giorno è come se vivessi i primi mesi dopo un grande lutto: quel periodo in cui non sai bene come andare avanti, in cui tutto si deve riassestare e in cui non sei in grado di guardare avanti, il problema è che sono 10 anni che mi trovo in questa situazione.

David1

Numero di messaggi : 3
Data d'iscrizione : 13.06.18

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: qualcuno con cui confrontarmi

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Torna in alto Andare in basso

Torna in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum