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Messaggio  Matilda il Sab Mar 24, 2018 11:48 pm

Ciao a tutti, mi presento. Ho 39 anni e da 5 circa soffro di depressione. La causa scatenante è stata la morte di mia madre a cui ero legatissima. Dopo la sua perdita, la famiglia si è smembrata ed è iniziata la saga degli orrori. Tutti i problemi che avevamo sempre avuto, sono venuti alla luce in tutta la loro prepotenza. Provengo da una famiglia gravemente disfunzionale, un padre narcisista che ha seminato negli anni, invidie e rivalità tra fratelli, senza contare che il danno più grande lo ha fatto su mia sorella maggiore. Lei  è un autentica psicopatica. Dopo la morte di mia madre che ha fatto per anni da collante, ho vissuto anni di abusi emotivi da parte di mio padre e mia sorella. Ho chiesto aiuto a mio fratello maggiore ma invano. Per fortuna, nonostante il dolore atroce, non ho mai perso la lucidità e sin dall'inizio ho compreso che stavo vivendo le loro follie e non ero io la pazza. Sono andata in analisi x anni e dopo vari tentativi, sono anche riuscita ad uscire di casa. Oggi, da quasi 2 anni, vivo in Spagna. La psicoterapia non mi ha però aiutata del tutto. Mi trascino ancora nella depressione, nonostante siano svaniti gli attacchi di panico e le invalidanti crisi di ansia che avevo gia di prima mattina quando vivevo ancora in famiglia. Essendo una salutista x eccellenza, ho sempre, anche, adesso praticato sport, curato l alimentazione, non fumato o preso farmaci se non in casi estremi in stile febbre acuta. Di tanto in tanto mi regalo un massaggio olistico e  ho intrapreso la mindfulness che pratico sia sola che in ritiri di stampo buddista. Per farvela breve, mi prendo molto cura di me ivi incluso, mantenendo radi contatti con la famiglia di matti. Adesso però,  mi sto arrendendo all idea di rivolgermi nuovamente ad un psiquiatra e farmi dare dei farmaci. Ho una paura terribile degli effetti collaterali e qui vorrei le vostre testimonianze perché detesto vedermi kg in piú. La prima volta che mi rivolsi ad un psiquiatra di fiducia, mi adcoltó per 1 ora e mi disse di continuare con la psicoterapia e praticare una disciplina orientale. Lo feci e cominciai il thai.chi. Sono passati anni ed ogni tentativo non mi tira fuori dalla depressione che mi ha reso una donna grigia e perennemente stanca.

Matilda

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Re: Salve, sono nuova.

Messaggio  merla il Dom Mar 25, 2018 2:32 pm

Ciao Matilda,

ti rispondo perché siamo vicine d'età e anch'io provengo da una famiglia disfunzionale, caratterizzata da abusi emotivi e psicologici ed ho, come te, sofferto di depressione, ipocondria e ansia per diversi anni. Attacchi di panico veri e propri no, per fortuna.
Ho preso psicofarmaci (antidepressivi, ansiolitici e sonniferi) per 7/8 anni, fino al 2012 e su di me non hanno avuto in realtà grossi effetti collaterali, salvo che ho sviluppato tolleranza agli ansiolitici, e uno degli antidepressivi mi aveva effettivamente fatto prendere una decina di chili.
Questo è stato l'ultimo antidepressivo che ho preso, ne ho cambiati negli anni tre o quattro e gli altri non mi hanno dato questo problema. Inoltre tieni conto che io non sono mai stata ordinata nel mangiare e da quando ho avuto problemi di depressione praticamente ho smesso di fare attività fisica. Sto riprendendo da un annetto a questa parte.
Si tratta di un effetto collaterale che varia da persona a persona e da molecola a molecola, ma secondo me se una persona è abituata a tenersi sotto controllo, a muoversi e a mangiare come si deve, questo aspetto è tranquillamente gestibile.

Aggiungo però che forse potresti invece considerare, invece degli psicofarmaci, di riprendere una psicoterapia: oltre agli psicofarmaci, io sono stata praticamente dieci anni in psicoterapia e "forse" siamo giunti finalmente a un punto in cui può bastare un follow up di tanto in tanto. Tuttavia, tengo presente che ho una psiche fragile e che di conseguenza potranno verificarsi in futuro delle situazioni in cui sentirò il bisogno di riprendere; forse. In ogni caso in questi dieci di psicoterapia ho risolto sicuramente i problemi più importanti e invalidanti, non sono "clinicamente" depressa né ansiosa nonostante a volte momenti di crisi, anche forti, ma che gestisco e, ancora più importante, sono contenta della mia vita, delle persone che ho vicino, della mia casa e del mio lavoro. Non solo 10, ma neanche 4/5 anni fa, non avrei neanche potuto pensare di stare così bene.
Questo per dirti, con il mio esempio, ma in realtà è una cosa studiata e sperimentata, che i problemi di carattere psicologico derivanti da famiglie disfunzionali con situazioni di abuso emotivo molto spesso hanno bisogno di tempi molto lunghi per essere risolti, perché bisogna proprio ricostruire delle strutture relazionali e di fiducia che avrebbero dovuto essere apprese in famiglia e invece non è stato possibile.
Tra l'altro, sono convinta che le pratiche che segui in sé siano molto utili, per acquisire consapevolezza, imparare a "sentire", tuttavia io ho avuto veramente bisogno di reimparere cos'è una relazione di cura e cos'è una relazione di fiducia "funzionale" e per me questo è stato uno dei benefici principali della psicoterapia.
Hai già risolto dei sintomi importanti in pochi (almeno leggendo il tuo post e facendo somme e sottrazioni, ho concluso 2/3) anni di terapia, perché non continuare con qualcosa che ha funzionato?
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Ciao Merla!

Messaggio  Matilda il Dom Mar 25, 2018 2:59 pm

Grazie infinite per avermi risposto e per avermi dato la tua importante testimonianza. Io dal canto mio non ho mai cessato di cercare aiuto per me stessa, fermo restando che, da sempre, sono una salutista per eccellenza e quindi ho sempre curato molto lo stile di vita e l'alimentazione. Da poco tempo a questa parte mi sto avvicinando al vegetarianismo anche se non ho eliminato dle tutto la carne, semplicemente la mangio di rado. Preferisco i legumi, la pasta, le verdure crude e cotte, il pesce. Torniamo a noi. Attulamente vivo in Spagna e qui dovrei andare privatamente, cosa che al momento non posso permettermi. In italia, per anni, sono stata seguita da una brava piscologa peró presso un centro di salute publico in una cittá non lontana da dove vivo. Non escludo che, non appena abbia un lavoro stabile, di cercarne una qui dove vivo ma frattanto, ho intrapreso questo percorso buddista che sembra condurre alla pace interiore ma ovviamente non da un giorno all'altro. Dopo domani, partiró per un ritiro. Sto cercando anche di aiutarmi con le gocce di iperico peró onestamente non fano miracoli. Io tra me e me, riconosco tutto ció che ancora mi blocca: sono piena di rabbia e risentimento verso i miei familiari e come se non bastasse mi manca da morire mia madre. Mi sento sola e di fatto lo sono. Senza nulla togliere alla mia ex psicologa, ora in pensione, molto dei miei miglioramenti sono anche dovuti all'uscita da casa. Quando ci si allontana da gente malsana, vuoi non vuoi, la vita migliora anche se resta un vuoto affettivo da colmare. Ho anche pensat di rovelgermi ad un medico tibetano e tentare rimedi basati su piante e fiori. Non so. Se posso chiederti, qual'è l'antidepressivo che ti ha aiutato? Esistono antidepressivi leggeri? Vanno sempre e comunque accompagnati da ansiolitici anche se non si soffre di panico o crisi di ansia? Scusa la valanga di domande ma ho bisogno di capire.

Matilda

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Re: Salve, sono nuova.

Messaggio  merla il Dom Mar 25, 2018 3:38 pm

Tutti gli antidepressivi che ho preso mi hanno fatto bene, o meglio hanno fatto il loro lavoro, cioè permettermi di gestire la mia vita "abbastanza" bene. Con questo intendo dire che mi hanno permesso di lavorare, alzarmi dal letto, uscire ogni tanto ecc..
Il problema fu che io tentai (con il consenso del medico, non su sua indicazione, però) diverse volte di smetterli ed ebbi regolari ricadute dopo ogni dismissione, solo che a ogni ripresa del farmaco quella molecola si rivelava meno efficace, quindi ho dovuto cambiare prima i dosaggi e poi le molecole; questa è una conseguenza molto soggettiva, non è detto che succeda a tutti. Il farmaco che mi aveva fatto prendere peso, è stato l'ultimo che ho preso, e quello che non mi ha dato poi ricadute ma non tanto per il tipo di farmaci ma per altre ragioni, cioè per una strategia di dismissione molto più graduale e perché la psicoterapia era già a un buon punto.
Tutti gli antidepressivi di nuova generazione (SSRI, SNRI, e simili) sono tutto considerato leggeri e ben tollerati; considera che, in ogni caso, se si decide di seguire una terapia farmacologica, lo si decide d'accordo con il medico, si discute con il medico di eventuali problemi e si seguono le indicazioni del medico, altrimenti meglio non seguire alcuna terapia, parlo anche per esperienza personale. Stesso discorso vale per l'ansiolitico: dipende dalla valutazione del medico.

Mi chiedo due cose, a rischio di sembrare impertinente: perché vuoi prendere antidepressivi? Mi sembri una donna che fa molte cose, ha molto iniziativa e che ha l'energia per curarsi da diversi punti di vista, non ultimo (e non da poco) cambiare paese; l'antidepressivo non ti rende felice, l'antidepressivo è solo una cura strutturale di determinati sintomi, ma non della tristezza e della solitudine, che possono essere affrontate ma con altri percorsi personali (magari proprio quelli che stai facendo, non lo so). Non sono un medico, qui non si fanno diagnosi, e in generale non si danno indicazioni terapeutiche, però il fatto è che le medicine (anche l'iperico, non lo sottovaluterei), si prendono per dei sintomi, altrimenti è la strada sbagliata. Non è che hai solo un po' fretta?

La seconda, e di nuovo scusami se sono impertinente, ma io credo che la sanità pubblica spagnola, se non passa la psicoterapia, non passi neanche i percorsi di meditazione, i ritiri buddisti e i medici tibetani. E in Italia certamente non costano poco, lì non so. Smile
Con questo non critico la strada scelta, che è un percorso personale possibile, valido come può essere una psicoterapia, se fatto seriamente, però vorrei farti presente che qualsiasi percorso personale di risoluzione di traumi di vecchia data e ripetuti (come sono le conseguenze di famiglie disfunzionali) è lungo, faticoso e doloroso, vale per la psicoterapia se ben fatta, vale per il buddismo, vale per la mindfulnes.

In altri termini, per star bene è indispensabile star male, anche depressi, anche ansiosi, se ci sono delle ragioni di sofferenza nella propria storia, e questa è sicuramente il primo aspetto comune a qualsiasi percorso personale volto al benessere. Chi ha storie di abusi emotivi e si sente "bene" nel senso di impermeabile alla propria storia, è in genere più malato di chi si ammala di una tutto considerato doverosa depressione.
Forse ti conviene scegliere un unico percorso, coerente, affidarti a quello che si propone dandoti un tempo limite per valutarne gli effetti, senza farti prendere dalla fretta di star bene domani. Smile
Buone cose

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Re: Salve, sono nuova.

Messaggio  Matilda il Dom Mar 25, 2018 3:54 pm

Grazie ancora Merla per il tuo intervento. In realtá, non ho fretta di stare bene ma sono almeno 5 anni che verso in una condizione depressiva. Sono sempre stata una macchina da guerra, molto volitiva ed ambiziosa ma da 5 anni a questa parte sono diventata l¡ombra di me stessa. Mi impegno ma mi sento perennemente una batteria che nn si ricarica mai del tutto. Sono triste, demotivata, non ho impulsi vitali, evito la gente. Mi trascino nelle giornate ma mi sento perennemente stanca e giú di tono. Sto studiando per un concorso in Italia ed ho problemi di concentrazione. Non riesco piu a vivere cosi. Credo che, quanto piú si versi in una depressione non curata, tanto piú c'è il rischio che si cronicizzi. L'ultima cosa che voglio é prendere psicofarmaci ma non vedo luce in fondo al tunnel. Quanto ai ritiri e alla mindfulness, i ritiri non necessarimente li paghi. Se come nel mio caso, non hai soldi, puoi dare un contributo aiutando in qualcosa. Io ad, esempio, cucineró con la coppia di amici con cui vado. Gli incontri di mindfulness non sempre sono a pagamento e talvolta, il prezzo é molto economico, della serie: dai solo una piccola offerta all'inizio delle sessioni.
Qui, un psicologo privato, chiede non meno di 50 euro a seduta. Impossibile per me. Quanto alle ultime cose che scrivi, condivido che chi sembra impermeabile dopo una storia di abusi familiari, é molto piú danneggiato di chi vive una depressione. Grazie ancora per il tuo intervento.

Matilda

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