L'importanza della buona educazione e della gentilezza

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L'importanza della buona educazione e della gentilezza

Messaggio  mazzonrocky il Lun Dic 11, 2017 10:52 am

E' capitato anche a me di scrivere, su questo forum o su altri due ai quali ho partecipato, una sorta di "grido di dolore", uno sfogo, nel momento in cui stavo male. Qualcuno cortesemente risponde, si preoccupa per me, cerca di dare il proprio contributo....Io magari rispondo, e poi sparisco, perchè l'acutezza del mio problema si è attenuata, perchè non ho tempo...
Fino a a che il grido di dolore è del tipo "sono stufo di lavorare" ed la risposta è del tipo "a chi lo dici,la vita è dura, chissà quando andremo in pensione..", va bene, ci sta, l'argomento non è "tosto", si può esaurire, può a volte rientrare nell'ambito del cazzeggio da perditempo.
Ma se gli argomenti sono più pesanti, se si parla ad esempio di suicidio, se chi commenta si impegna, si preoccupa, fa domande, se non pretende di fornire soluzioni, ma vuole partecipare, perchè si immedesima, perchè vuole dare un contributo....allora la cosa è diversa.
E' giusto, è accettabile, è educato che uno butti i suoi problemi sul piatto, e poi non si degni più di rispondere? Quando una persona sta male, la buona educazione ed il rispetto degli altri possono venire a mancare? Secondo me, no. E' una forma di egoismo, di egocentrismo, di maleducazione, di non rispetto degli altri...E tuttavia riconoscere questo può anche "fare gioco". "Hai ragione, sono una vera cacchina, faccio schifo". E quindi il discorso è chiuso, davvero senza speranza. Ma essere educati è davvero così difficile, se uno sta male? Di gente che sta male ne ho vista tanta. In questi casi viene fuori il vero carattere della persona. Ma siamo liberi di scegliere come vogliamo essere, oppure no? Ho conosciuto persone che si crogiolano nella proprio negatività. "io sono fatto così, sono fatto male, dio mio è morto il migliore amico, era giovane, come soffro, povero me!". Figlio unico sbaglio, quale intruglio ti ha perduto nel Naviglio, povero me, che ti amavo come un figlio. Diceva De Andrè.

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un sorriso

Messaggio  merla il Lun Dic 11, 2017 11:41 am

Ciao mazzonrocky. Smile

Direi che tutti siamo liberi di scegliere come vogliamo essere, ma non tutti lo sappiamo anche perché saperlo molto spesso è faticoso e a un certo punto anche costoso.
Costo che si amplifica man mano che passano gli anni e che, a volte, si accumulano anche le boiate fatte nel tempo, per cui saperlo e, più ancora scegliere, se era faticoso prima, diventa improbo dopo.

L'altra faccia della medaglia è che quando non si fa la fatica di scegliere come si vuole essere, inevitabilmente poi si finisce per essere qualcosa di diverso da quello che si voleva senza averci neanche provato. Ed è un po' peggio della maleducazione che si infligge all'interlocutore.

Cmq, ti ho risposto soprattutto perché in una mattina un po' faticosa, mi hai fatto sorridere.
Pensa a come si sentono le teste di Cerbero ogni volta. Da anni, sempre uguale, sempre così, che noia, che barba, che noia. Razz

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