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Messaggio  viola-sabba il Sab Ago 19, 2017 12:16 pm

ciao a tutti ieri mi sono iscritta a questo forum, sono sempre stata scettica al riguardo in quanto non ho mail fatto largo uso dei social, ma spero di trovare un pò di comprensione e conforto in questo luogo comune.
Ho 22 anni e sono una ragazza come tante altre, frequento l'università quando posso faccio attività sportiva, suono uno strumento insomma solite cose. credo che la depressione sia sempre stata li dietro l'angolo pronta ad attaccare, sono due anni adesso che la combatto seriamente, tutto è cominciato quando mi sono trasferita per studi a Verona insieme alla mia migliore amica del tempo, un pò spinta da il brutto rapporto che avevo con i miei genitori mi sono buttata in questa convivenza che nel giro di poco tempo si è rivelata ambigua e malata. La nostra amicizia aumentava ogni giorno sempre di più e per me, in seguito a varie delusioni amorose e la sensazione di inadeguatezza che provavo con altri miei amici mentre con lei no, ha fatto si che nel giro di poco tento è diventata il mio punto di riferimento. Un pò la vita universitaria e le mie cattive abitudini mi sono ritrovata in un vortice dove non riuscivo più a uscire, andare a lezione era pesante alzarsi la mattina era quasi impossibile insomma passavo le mie giornate attendendo l'arrivo della sera che finivo quasi sempre per essere o ubriaca o a far sesso con qualcuno, ho cominciato prima con l'insonnia e poi sono arrivati gli attacchi di panico, con l'arrivo di questi la mia amica ha subito cominciato a trattarmi diversamente, facendomi notare quanto fossi scocciante e che facevo tutto questo per attirare l'attenzione.
Non so perché mi comportassi così, ero alla continua ricerca di uno stato di serenità che non riuscivo a trovare, spesso insieme all'alcool mischiavo xanax o tavor insomma ero veramente a pezzi, volevo uscirne ma non sapevo come fare i miei genitori in seguito a una lungo periodo di sedute dalla psicoterapeuta (fatti anni prima per una drastica perdita di peso) ritenute da loro inutili, si rifiutavano di credere che potessi avere ancora altri problemi.
Con l'arrivo dell'estate e la fine delle lezioni ho tentato il suicidio, non rimasi in ospedale perché essendo fuori regione non mi ricoverarono,successivamente andai dallo psichiatra che mi diagnosticò una depressione maggiore con disturbo da panico e mi prescrisse prima citalopram e poi ixilania, attualmente sto prendendo ancora ixilania e chissà quando finirà questa cura... e se finirà.
Questa esperienza mi ha fatto perdere tantissime persone tra cui la mia migliore amica alcuni miei amici e la fiducia dei miei genitori, mi ha cambiata drasticamente e devo dire che le persone che mi sono davvero state vicine sono poche. Sfortunatamente è una malattia che non viene compresa e spaventa le persone, tutt'ora i miei genitori non sono in grado di approcciarsi e non credo che sia una malattia che si possa curare definitivamente.

viola-sabba

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