Stesso posto, stesso giorno.

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Stesso posto, stesso giorno.

Messaggio  Nospe81 il Gio Ago 10, 2017 11:46 am

E rieccomi nuovamente qui… a distanza di tre anni esatti, giorno più, giorno meno. E cosa è cambiato da quel ferragosto del duemila quattordici nel quale decisi di condividere le mie sofferenze? Nulla! Anzi, la differenza è che sono passati altri tre anni di desolazione, di miseria umana come la chiamo io. Sono tre anni più vecchio, rispetto a quanto non lo fossi già quando confidai per la prima volta a questo forum le mie angosce. Ed ogni giorno che passa penso di aver raggiunto il limite, che peggio di così non possa accadere. E invece, fortunatamente, la vita mi sorprende ogni giorno. Ormai sono avvolto da sofferenza e da dolore, non solo i miei, ma anche quelli degli altri che mi fanno male e che mi annientano più dei miei. Sono così stanco ed esausto, che mi metto a fissare il vuoto per ore sperando che tutto possa finire da un momento all’altro. Sto perdendo ormai anche la capacità di sognare, di immaginare soluzioni e scenari diversi. La realtà mi appare sempre più segnata, un percorso già scritto, che mi impegno il più delle volte a non vedere. Non ce la faccio più a vedere la sofferenza negli altri, farmi atterrare dai loro problemi… vorrei solo scappare lontano, tagliare i ponti con tutti, tenermi solo le mie di sofferenze e di paure. La solitudine mi protegge e mi devasta al tempo stesso, mi preserva e mi fa sprofondare sempre più. Il contatto umano che bramo mi terrorizza e mi blocca, ma non è nemmeno plausibile. La salvezza che immagino nella mia fantasia di vecchio adolescente così improbabile e irrealizzabile. E mi devasta pensare a quanti anni ho passato a pensare le stesse cose, senza che nulla cambiasse. Mi ricordo che quando ero piccolo, io che ero sempre da solo e senza amici, in questa stessa notte, mentre gli altri erano al mare, prendevo un vecchio materasso e mi mettevo in terrazza nella speranza di vedere qualche stella… il desiderio era sempre lo stesso, allora come oggi, che qualcosa cambiasse. E sono passati così tanti anni che solo a pensarci mi deprimo ancora di più. Eppure certe volte sono convinto che basterebbe così poco per stare meglio, un piccolo innesco che possa dare il via ad un cambiamento. Poi leggo, qui come altrove, che nonostante un lavoro, degli amici, una famiglia normale, tanti sono depressi uguale, forse più di me. Io invece che sono convinto che a salvarmi sarebbe un lavoro che mi tenesse impegnato, soprattutto mentalmente, che uno stipendio mi permetterebbe di allontanarmi almeno un po` da questo girone infernale, che conoscere qualcuno, anche una sola persona, mi permetterebbe di respirare un po’. Ma sarebbe poi davvero così? Odio così tanto che la mia tranquillità debba dipendere da quella degli altri, e odio che io non sia in grado di non fare nulla per cambiare le cose, odio essere un tale fallimento.

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Re: Stesso posto, stesso giorno.

Messaggio  Marika9214 il Ven Ago 11, 2017 11:25 am

Mi ritrovo moltissimo nelle parole che hai scritto, penso di non essere affatto l'unica qui a pensarla così, per ovvie ragioni.
Che dirti... solo ultimamente io ho capito che avere una routine potrebbe essere la soluzione, se non totale, almeno parziale, ai problemi.
Mi ci sono voluti cinque anni di stop, da tutto e da tutti, ho dovuto affrontare il fondo più fondo che ci fosse, e forse non è nemmeno finito per quanto ne sappia.
Secondo me è già buono essere arrivati a questa conclusione e provare a ripartire da lì, pian piano, con i propri tempi, pensando che non ci corre dietro nessuno. Il tempo dovremmo cominciare a vederlo come un alleato, piuttosto che un nemico.
Iniziamo sfruttandolo a piccoli passi. Puoi fare semplicemente qualcosa che ti suscita interesse, coltivare una passione. Il segreto è porsi tanti minuscoli obiettivi che presi insieme culminano in uno più grande e completo.
Non è facile uscire da questi schemi mentali e, onestamente, non lo sarà mai. La sola cosa che possiamo fare è andare avanti, facendo ciò che è meglio per noi.
La tua tranquillità non deve dipendere da nessuno se non da te stesso. Non dobbiamo focalizzarci sugli altri o su quello che gli altri pensano sia meglio per noi. Quello che conta è la nostra opinione, la nostra voglia di fare o non fare determinate cose. Bisogna smetterla di sentirsi perennemente colpevoli per cosa? Per essere così? Pace e amen! C'è sicuramente di peggio al mondo e noi sappiamo che può bastare, come hai detto tu, quell'innesco per cambiare almeno in parte la nostra situazione.
Non dobbiamo scusarci di niente. Non dobbiamo sentirci un fallimento solo perché la nostra battuta d'arresto è durata anni anziché un mese o cinque giorni. Ognuno ha i suoi tempi e i suoi modi di affrontare i problemi. Sei ancora qui, questo è l'importante, perché se sei qui significa che credi ancora in te stesso, bene o male, e hai la speranza di poter migliorare, più che cambiare.
Ecco. Non cercare il cambiamento epico. Cerca i miglioramenti. Piccoli miglioramenti che possono aiutarti a raggiungere sufficiente serenità senza dover modificare del tutto la tua persona, perché è quello alla fine che ti rende unico e speciale.
Si può fare. Bisogna crederci.
Non ci sono desideri da esprimere o preghiere da cantare in ginocchio alla sera. Personalmente il cielo non ha mai ascoltato neanche me, sai?
Perché i miracoli non li può fare nessuno al posto nostro. Li facciamo noi, giorno per giorno, con il coraggio di continuare a combattere, nonostante tutto.
Credo che quel "nonostante tutto" sia proprio la nostra salvezza.
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Re: Stesso posto, stesso giorno.

Messaggio  aerdna il Ven Ago 11, 2017 11:18 pm

a me hanno sempre fatto sentire in colpa(non ho mai capito bene di cosa dato che non ho mai fatto del male a nessuno)
l unica persona che mi è rimasta è mia madre che non fa altro che insultarmi e dirmi che mi devo uccidere e mi ha pure picchiato con la scopa
almeno potessi essere realmente solo ma purtroppo vivo in un condominio e devo sorbirmi 24 ore 24 la felicità degli altri tutti in coppia con bambini,cosi mi sento diverso dagli altri e deficiente

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