Non ce niente che mi attiri

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Non ce niente che mi attiri

Messaggio  Gio* il Sab Lug 22, 2017 9:00 am

Non ce spunto, ne brillantezza, il giorno per me è diventato un incubo e un susseguirsi di sensi di colpa.
Cercare di capire da dove è saltata fuori questa mia depressione mi porta in uno stato di isolamento.
È difficile da risalire...
Vorrei tanto che mi fosse capitata un influenza o una febbre anche per un mese...
Tocca sempre alle persone buone che hanno sempre aiutato il prossimo..perché mi chiedo?
Perché questa sofferenza?

Gio*

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Re: Non ce niente che mi attiri

Messaggio  Marika9214 il Sab Lug 22, 2017 10:18 am

Tocca sempre a chi è intelligente. Hai mai visto qualche stupido o menefreghista diventare pazzo o depresso? La depressione colpisce chi si fa le domande, chi usa il cervello, chi è più sensibile e capisce cose che altri non vedrebbero neanche se le avessero sotto il naso.
Chi è buono tende a fare del buono, aspettandosi di riceverne indietro, ma purtroppo il mondo è popolato da persone alle quali non frega niente se tu sei generoso ed altruista, se ne approfitteranno sempre per un loro tornaconto. E qui sfocia la depressione. Perché viene da domandarsi come mai debbano capitare cose simili. Io una risposta non l'ho ancora trovata, ma so per certo che è meglio essere come siamo noi, piuttosto che un branco di pecoroni come loro.
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Re: Non ce niente che mi attiri

Messaggio  Gio* il Sab Lug 22, 2017 10:30 am

Marika9214 ha scritto:Tocca sempre a chi è intelligente. Hai mai visto qualche stupido o menefreghista diventare pazzo o depresso? La depressione colpisce chi si fa le domande, chi usa il cervello, chi è più sensibile e capisce cose che altri non vedrebbero neanche se le avessero sotto il naso.
Chi è buono tende a fare del buono, aspettandosi di riceverne indietro, ma purtroppo il mondo è popolato da persone alle quali non frega niente se tu sei generoso ed altruista, se ne approfitteranno sempre per un loro tornaconto. E qui sfocia la depressione. Perché viene da domandarsi come mai debbano capitare cose simili. Io una risposta non l'ho ancora trovata, ma so per certo che è meglio essere come siamo noi, piuttosto che un branco di pecoroni come loro.
La cosa più brutta che continuo a immaginare la mia persona di una volta e provo tanta rabbia..
E come se mi sento in colpa di come sto..mi dicono sei tu a non metterci la volontà..se continui ad isolarti non ce la farai mai .
Ma io soffro nel vedere i menefreghisti e ignoranti stare bene con il sorriso stampato con i progetti da fare..
Uscire e divertirsi
Abbiamo capito tutto e viviamo male?
Meglio essere così?

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Messaggio  MortoCheCammina il Sab Lug 22, 2017 6:07 pm

Marika9214 ha scritto:Hai mai visto qualche stupido o menefreghista diventare pazzo o depresso?

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Messaggio  Marika9214 il Dom Lug 23, 2017 12:03 am

MortoCheCammina ha scritto:
Marika9214 ha scritto:Hai mai visto qualche stupido o menefreghista diventare pazzo o depresso?

Si Smile

Illuminaci.
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Messaggio  Bad Trip il Dom Lug 23, 2017 12:23 am

Marika9214 ha scritto:
MortoCheCammina ha scritto:
Marika9214 ha scritto:Hai mai visto qualche stupido o menefreghista diventare pazzo o depresso?

Si Smile

Illuminaci.
Secondo la tua teoria io dovrei essere immune alla depressione, sono 'menefreghista', e non ho un intelligenza superiore alla media, eppure sono quì. confused
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Re: Non ce niente che mi attiri

Messaggio  rongar il Dom Lug 23, 2017 12:43 am

Bad Trip ha scritto:
Marika9214 ha scritto:
MortoCheCammina ha scritto:
Marika9214 ha scritto:Hai mai visto qualche stupido o menefreghista diventare pazzo o depresso?

Si Smile

Illuminaci.
Secondo la tua teoria io dovrei essere immune alla depressione, sono 'menefreghista', e non ho un intelligenza superiore alla media, eppure sono quì.  confused

La depressione colpisce tutti indistintamente, ricchi, poveri, ignoranti e intelligenti.
Spesso ci si dimentica che la depressione è una malattia biologica che colpisce il cervello anche senza una causa specifica.
Comunque io preferirei stare bene come gli altri che riescono a godersi la vita e ad avere buone relazioni. E poi non è detto che il menefreghista sia stupido. Fa semplicemente del menefreghismo una scelta di vita. Magari ci riuscissi anch'io. scratch

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Re: Non ce niente che mi attiri

Messaggio  Marika9214 il Dom Lug 23, 2017 7:30 am

Luke70 ha scritto:
Bad Trip ha scritto:
Marika9214 ha scritto:
MortoCheCammina ha scritto:
Marika9214 ha scritto:Hai mai visto qualche stupido o menefreghista diventare pazzo o depresso?

Si Smile

Illuminaci.
Secondo la tua teoria io dovrei essere immune alla depressione, sono 'menefreghista', e non ho un intelligenza superiore alla media, eppure sono quì.  confused

La depressione colpisce tutti indistintamente, ricchi, poveri, ignoranti e intelligenti.
Spesso ci si dimentica che la depressione è una malattia biologica che colpisce il cervello anche senza una causa specifica.
Comunque io preferirei stare bene come gli altri che riescono a godersi la vita e ad avere buone relazioni. E poi non è detto che il menefreghista sia stupido. Fa semplicemente del menefreghismo una scelta di vita. Magari ci riuscissi anch'io. scratch

Intendevo che la maggioranza della gente, parlo dei classici fighetti che vivono per fare serate e aperitivo e il loro maggior problema è se hanno le scarpe in tinta con il vestiario o se hanno lavato la macchina, difficilmente cadono in questa spirale, perché non sono abituati a ragionare e ad usare i sentimenti. Poi indubbiamente sono d'accordo che possa colpire chiunque, ma le persone sensibili, è risaputo, ne soffrono di più. Se volete anche il disegnino ditemelo, così magari capite e evitate di scrivere certe cose.
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Re: Non ce niente che mi attiri

Messaggio  rongar il Dom Lug 23, 2017 10:11 am

Marika ma che t'arrabbi a fare? 🙂
Io conosco parecchia gente che si comporta in questo modo, ma non gliene faccio un colpa. Vogliono vivere cosi. Siamo noi che ci facciamo troppi problemi e cosi facendo viviamo male. Io sto cercando di diventare fatalista (non menefreghista!) sperando di poter vivere un po' meglio in futuro. Chissà... 😑

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Messaggio  MortoCheCammina il Dom Lug 23, 2017 1:57 pm

Marika9214 ha scritto:Poi indubbiamente sono d'accordo che possa colpire chiunque, ma le persone sensibili, è risaputo, ne soffrono di più.

Purtroppo molto spesso questa 'sensibilità' è proprio portata dalla malattia stessa.
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Messaggio  aerdna il Dom Lug 23, 2017 3:39 pm

io la penso come marika,le persone sensibili sono più soggette a problemi come la depressione

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Re: Non ce niente che mi attiri

Messaggio  Marika9214 il Dom Lug 23, 2017 5:39 pm

Luke70 ha scritto:Marika ma che t'arrabbi a fare? 🙂
Io conosco parecchia gente che si comporta in questo modo, ma non gliene faccio un colpa. Vogliono vivere cosi. Siamo noi che ci facciamo troppi problemi e cosi facendo viviamo male. Io sto cercando di diventare fatalista (non menefreghista!) sperando di poter vivere un po' meglio in futuro. Chissà... 😑

Mi scaldo semplicemente quando non viene recepito il significato (elementare) di ciò che dico/scrivo.
Per il resto so benissimo anch'io che siamo noi a farci dei problemi e ho conosciuto e continuo a vedere gente che sembra vada a caccia di farfalle, senza alcun pensiero malsano che gli frulla in testa, per carità, non vado a prelevarli dai loro tavoli in discoteca dicendo loro di diventare depressi per aumentare il nostro numero! Sono d'accordo con te sul fatto che viviamo male e che dobbiamo modificare il nostro atteggiamento, stante che il loro non cambierà MAI.
Io mi sono limitata a rispondere alla domanda posta da Gio, in cui appunto chiede il perché della sofferenza e perché sembrino sempre le persone buone quelle che ne rimangono coinvolte e, secondo me, le cose stanno così. Noi con mille fisime e paranoie ci rimaniamo sotto per il nostro carattere, punto. Chi è abituato a guardare e passare oltre, non dico che non stia male o che non soffra, ma sicuramente o non se ne accorge o la supera senza troppi problemi/drammi.
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Re: Non ce niente che mi attiri

Messaggio  Gio* il Dom Lug 23, 2017 5:50 pm

Sei troppo saggia Marika!

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Messaggio  mazzonrocky il Lun Lug 24, 2017 4:54 pm

Se guardo a tutte le conoscenze che ho fatto nei miei tanti decenni di vita, direi che menefreghisti si nasce. Se uno non è menefreghista fin da piccolo, durante la vita potrà applicarsi con tutte le sue energie per diventarlo, ma non ci riuscirà mai. Potrà comunque ottenere qualche bel risultato nel campo del menefreghismo, del quale però prima o poi si pentirà ed avrà sensi di colpa. Questo almeno è successo a me...
"Leggeri" lo si è fin da piccoli, credo dipenda sia dalla genetica che dall'ambiente. Le persone "leggere" vivono benone, fino a che non gli capita qualcosa di importante, e in quel caso quasi sempre non sono attrezzate, non sono allenate, e rischiano grosso.. Le persone "pesanti" invece vivono male sempre, e fanno vivere male tutti quelli vicino a loro. E' bello schematizzare, ogni tanto...

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Re: Non ce niente che mi attiri

Messaggio  Bad Trip il Mar Lug 25, 2017 12:22 am

mazzonrocky ha scritto:Se guardo a tutte le conoscenze che ho fatto nei miei tanti decenni di vita, direi che menefreghisti si nasce. Se uno non è menefreghista fin da piccolo, durante la vita potrà applicarsi con tutte le sue energie per diventarlo, ma non ci riuscirà mai.   Potrà comunque ottenere qualche bel risultato nel campo del menefreghismo, del quale però prima o poi si pentirà ed avrà sensi di colpa. Questo almeno è successo a me...
Certo, perchè non ci avevo pensato prima! E' risaputo che il neonato menefreghista urina a tradimento addosso alla madre mentre lei è intenta a fargli il bagnetto, perchè lui è nato così!

"Se uno non è menefreghista fin da piccolo, durante la vita potrà applicarsi con tutte le sue energie per diventarlo, ma non ci riuscirà mai." Ah, sì, sì, deve possedere proprio il pedigree certificato, altrimenti è inesorabilmente tagliato fuori. E chiaramente non è neanche possibile ottenere lo status symbol nemmeno attraverso una seria dedizione protratta nel tempo...Pff :-(.
Pensa io che così superficialmente ero convinto che 'menefreghista' potesse essere un termine attribuibile a chiunque come indifferenza-non emozione-non reazione a una determinata situazione... E quì invece scopro che se non hai il pedigree non puoi esserlo affraid  
Ma quindi il depressone completamente privato anche di quel briciolo di entusiasmo per potersi lavare e mangiare non può essere menefreghista perchè deve per forza essere una scelta volontaria o esserci nato, e mai una condizione incontrollabile che è effetto collaterale di altre situazioni. Generalizzare per sfogo ci sta, ma così selvaggiamente e senza un filo di logica...Boh.
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Messaggio  canterel II il Mar Lug 25, 2017 6:56 pm

mi sembra che qui si discuta a partire da categorie scivolose perché dotate di significato in realtà molto vago e instabile.

la stupidità si pone di solito come manifestazione negativa dell'intelligenza, e di intelligenza si danno molte definizioni differenti che per lo più dipendono dalla situazione e dalle diverse abilità che si suppongono evidenziate in detta situazione (anche nella letteratura scientifica ci sono diverse definizioni e teorie sull'intelligenza).

il menefreghismo è un concetto problematico anche perché espresso con un termine relativamente giovane, tuttora impiegato abbastanza comunemente ma di cui si dimentica l'origine storica molto connotata e forse poco generalizzabile di atteggiamento pubblico e politico collegato alla cultura nazionalista di destra del primo novecento e poi pienamente assunto nella propaganda fascista. nel campo semantico del menefreghismo, ad esempio, c'è l'idea di far parte di una orgogliosa minoranza, e invece in questo thread Marika sembra associare il termine ad un comportamento di conformismo e di mediocrità diffusa, maggioritaria.

queste categorie già porose, a cui ogni parlante può facilmente associare connotazioni implicite (senza presagire che gli altri parlanti magari associano ai termini connotazioni un po' diverse), sono poi utilizzate per dibattere su problemi di portata troppo ampia per consentire un controllo adeguato della logica dei discorsi prodotti dai singoli intervenuti, quali sono ad esempio la discussione sull'origine innata o mediata dall'influenza ambientale dei tratti caratteriali sopraddetti o il sempreverde dibattito sulla sensibilità delle persone depresse.

perciò, e chiedendo scusa per il preambolo, vorrei consigliare a tutti gli intervenuti di porre la propria ipotesi nel modo più umile, senza dare per scontato l'assenso degli altri su alcun dettaglio della propria idea e senza irridere i tentativi altrui di alimentare la discussione, che è già abbastanza difficile.
propongo che tutti riconosciamo umilmente che stiamo parlando di cose difficili e un po' astratte (anche se può non sembrarci astratta, la "stupidità" è una categoria sfuggente, non è qualcosa di fisico),
e che quindi non ci arrabbiamo se altri utenti mostrano di non condividere il nostro modello, e che allo stesso modo poniamo con umiltà i modelli alternativi a quelli degli altri senza irridere l'ipotesi contraria alla nostra.




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Messaggio  mazzonrocky il Mer Lug 26, 2017 4:42 pm

mazzonrocky ha scritto:Se guardo a tutte le conoscenze che ho fatto nei miei tanti decenni di vita, direi che menefreghisti si nasce. Se uno non è menefreghista fin da piccolo, durante la vita potrà applicarsi con tutte le sue energie per diventarlo, ma non ci riuscirà mai.   Potrà comunque ottenere qualche bel risultato nel campo del menefreghismo, del quale però prima o poi si pentirà ed avrà sensi di colpa. Questo almeno è successo a me...
"Leggeri" lo si è fin da piccoli, credo dipenda sia dalla genetica che dall'ambiente. Le persone "leggere" vivono benone, fino a che non gli capita qualcosa di importante, e in quel caso quasi sempre non sono attrezzate, non sono allenate, e rischiano grosso.. Le persone "pesanti" invece vivono male sempre, e fanno vivere male tutti quelli vicino a loro. E' bello schematizzare, ogni tanto...
Speravo che la mi ultima frase "è bello schematizzare, ogni tanto" potesse far capire che non parlavo proprio sul serio, che stavo cazzeggiando. Sicuramente, nel cazzeggio non ho detto cose estranee alle mie personali esperienze, ma le ho estremizzate e banalizzate. E' ovvio che l'ambiente e le esperienze di vita sono componenti essenziali nello sviluppo della personalità.
Ci ho messo anche in questo molti decenni, ma mi sono reso conto dell'importanza di cercare di essere leggeri, magari anche a volte forzandosi un pò di esserlo. Deridere una persona perchè secondo noi ha detto castronerie, ad esempio, non è un approccio leggero, è un approccio pesante. Che sia chiaro, Bad Trip, non mi offendo per niente, sei tu che non hai capito, è tuo il problema, anche se a me serve come ulteriore esperienza per cercare di farmi capire meglio da chi non mi conosce e non coglie la mia ironia. L'ironia è quella che mi ha consentito finora di sopravvivere. Ironia e sarcasmo sono due cose diverse, le conosco e le pratico entrambe. Il tuo è sarcasmo, ma, ti ripeto, non mi offendo, e lo dico solo per esprimere il mio senz'altro discutibile pensiero.

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Messaggio  Bad Trip il Mer Lug 26, 2017 10:43 pm

Allora scegli meglio le parole. Schematizzare significa riassumere un concetto, semplificarlo. Non significa storpiare il senso del concetto stesso "cazzeggiando" e banalizzandolo perchè in quel momento ti va di farlo, o per sfoderare un'ironia palesemente impercettibile a chiunque non ti conosca.
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Re: Non ce niente che mi attiri

Messaggio  canterel II il Gio Lug 27, 2017 12:17 pm

dopo il preambolo metodologico, vengo anche a dare il mio contributo nel merito dei temi sollevati qui.

sono anche io persuaso che la depressione e il disagio psichico possano colpire le persone in modo trasversale rispetto alla loro intelligenza o ai loro livelli di empatia, egoismo o menefreghismo e che anzi sia meglio assumere un punto di vista dinamico su tutto il processo, assumendo che le componenti di disagio, intelligenza, egoismo ecc non vanno viste come elementi separati e discriminanti fra una persona e l'altra, ma piuttosto come tendenze più o meno disponibili nel set comportamentale di chiunque (ripeto: più o meno disponibili, sto generalizzando), che possono svilupparsi o no a seconda delle situazioni di vita, e che queste tendenze si influenzano a vicenda.

detto altrimenti:
il disagio psichico che provo può essere vissuto in modo differente, con strategie differenti, in ragione della mia diversa intelligenza, cultura e sensibilità e di come le mie risorse si organizzano, aumentano o decrescono nella situazione,
inoltre il disagio psichico può dare forma e in certo senso generare queste componenti,
così ad esempio certi livelli di ansia sollecitano l'intelligenza mentre livelli di ansia eccessivamente alti o bassi potrebbero rendermi temporaneamente un po' più "stupido",
oppure la sofferenza che provo potrebbe per esempio indurmi a concentrarmi su me stesso e a spostare sui miei problemi tutta la mia "sensibilità" riducendo la mia attenzione al mondo circostante, a prescindere da quanto in astratto io possa sinceramente riconoscermi in modelli morali altruistici.

non ho statistiche descrittive da allegare a questo modello, ma certamente - e senza voler parlare di me stesso - ho conosciuto persone sofferenti che non manifestavano nei loro comportamenti alcun segno di particolare intelligenza o sensibilità.

l'aspetto più problematico per me dell'opinione a sostegno della speciale sensibilità della persona depressa è il rischio di apprezzare proprio il disagio e di favorire l'identificazione tra la persona e la sua condizione di disagio, alimentando la percezione di una barriera tra un "noi" depresso ed eroico e un "loro" sano ma rigettabile in quanto disumanizzato (stupido, insensibile, escluso dai livelli profondi e significativi dell'esistenza).
invece questa barriera e queste posizioni identitarie mi sembrano poco resistenti alle prove empiriche o all'inserimento nel modello di ragionamento di categorie come la dimensione del tempo o il concetto di prospettiva, in virtù delle quali, mi sembra, si può ammettere
che una persona attraversa stagioni della vita in cui le sue caratteristiche personali si modulano in modi anche molto differenti,
e che anche uno stesso comportamento può apparire stupido o intelligente se osservato da angoli diversi che lo connettono a diversi elementi della situazione.

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Re: Non ce niente che mi attiri

Messaggio  mazzonrocky il Ven Lug 28, 2017 5:31 pm

Devo premettere che non mi piace dover stare troppo attento a quello che dico al fine di non passare per stupido...l'ipercontrollo non giova alla salute mentale. Ovvio che quando parlo o scrivo non devo offendere nessuno, e devo anche cercare di dire cose non troppo stupide...
D'altra parte questo è un forum, non una rivista di psicomedicina. Siamo Utenti (almeno la maggior parte), e non Autori.
Non essendo del settore, non sono in grado di parlare della depressione come malattia, o come quadro clinico. Mi posso solo basare sulle mie personali esperienze. Sono molto sensibile all'argomento "menfreghismo". Visto e subito nelle/dalle persone vicine, ha contribuito non poco a peggiorare miei momenti peggiori. Senza dubbio è importante in questi casi anche il punto di vista del soggetto (il mio)...cioè, non posso escludere di aver sempre visto come puro menefreghismo quello che altri, più sicuri di sè ed equilibrati, avrebbero magari visto come una sana attenzione alle proprie esigenze. In antitesi al menefreghista c'ero io, eroico, appunto, sempre disponibile, sempre nel giusto, ineccepibile...
Ora so che non era davvero così, come la vedevo, ma comunque ci ero vicino.
Sempre nella mia limitatissima casistica e dal mio punto osservazionale (punto di vista condizionato dalla mia storia di vita, dalla mio stato d'animo del momento, dalla mia personalità, dal mio metabolismo cerebrale), mi pare che il "menefreghista" possa crollare solo quando crollano per qualche ragione, in genere traumatica, i pilastri di egoismo che il menefreghista si è costruito (morte di un famigliare, abbandono da parte del partner, fuga dei figli...). E il menefreghista è in genera anche bugiardo, è convinto che il fine (il proprio benessere) giustifichi i mezzi, crede che la verità non esista. C'è poco da fare, il menefreghista io continuo a non sopportarlo.
Sull'intelligenza del depresso non mi sbilancio...non ne ho idea.
Mi sembra che di certo non sia un problema di ceto sociale, dato che i suicidi sono sia laureati e ricchi, che poveri, manovali, imprenditori, insegnanti, impiegati...

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Messaggio  pk591 il Ven Lug 28, 2017 5:37 pm

Ciao, se vuoi scrivimi, perchè anche io mi sento così... È vero che la depressione colpisce gli intelligenti, non ho mai visto gente tonta che ne soffre...

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Re: Non ce niente che mi attiri

Messaggio  merla il Ven Lug 28, 2017 7:14 pm

mazzonrocky ha scritto:
Sempre nella mia limitatissima casistica e dal mio punto osservazionale (punto di vista condizionato dalla mia storia di vita, dalla mio stato d'animo  del  momento, dalla mia personalità, dal mio metabolismo cerebrale), mi pare che il "menefreghista" possa crollare solo quando crollano per qualche ragione, in genere traumatica, i pilastri di egoismo che il menefreghista si è costruito (morte di un famigliare, abbandono da parte del partner, fuga dei figli...).  E il menefreghista è in genera anche bugiardo, è convinto che il fine (il proprio benessere) giustifichi i mezzi, crede che la verità non esista. C'è poco da fare, il menefreghista io continuo a non sopportarlo.
Sull'intelligenza del depresso non mi sbilancio...non ne ho idea.

Io sono indecisa se rispondere o no a questo thread da un po' di giorni; stasera complice un po' di vino in solitaria (chi beve solo muore solo? chissà! bounce ) mi sono convinta.

Al netto del buon senso e dei dati empirici, che appunto dicono che il disagio psichico (che tra l'altro qui io vorrei a mia volta aprire una digressione terminologica su disagio psichico e sofferenza psichica, ma questa la rimando a momenti più "sobri") sia trasversale a caratteristiche naturali come intelligenza, empatia, caratteristiche socio-culturali ecc., vorrei anche io riportare la mia esperienza che è esattamente speculare all'opinione che va per la maggiore.
Nell'ambito delle persone che ho conosciuto, anche da molto vicino, le cose peggiori, i comportamenti più egoriferiti e i gesti più assurdi e spesso stupidamente crudeli, li ho visto compiere da persone psichicamente sofferenti, che ne fossero o meno consapevoli.
(e tra l'altro, è un esempio proprio banale, ma basta leggere la cronaca nera per vedere quanti atti assurdi sono compiuti da persone psichicamente fragili o malate).
E tra l'altro a me sembra perfettamente naturale, ovvero proprio solo una questione di buon senso, ipotizzare che chi soffre molto, magari sguazza nella mentalizzazione, ma questo non è garanzia di lucidità (anzi) e quindi anzi spesso si rivela meno "intelligente" di quanto potrebbe perché la focalizzazione sui proprio dolori e problemi ne acceca completamente la lucidità e il senso delle proporzioni. Idem per doti di sensibilità o empatia: a me sembra proprio scontato che chi è preso dalla propria sofferenza non abbia in generale testa per pensare o accorgersi della sofferenza degli altri, ne ha basta della sua.
Mentre invece uno che sta bene, si diverte, è sereno, magari può rivelarsi un po' tagliato con l'accetta perché non immagina la portata di certi problemi, ma ha a disposizione un sacco di energia per dedicarsi agli altri.

In generale cmq io temo che questa esigenza di definire spartiacque tra chi è depresso e chi non lo è sia un modo non tanto conscio, di gestire sensi di colpa e vergogna, più o meno indotti dall'esterno, per il proprio malessere. Il problema è che così si legittima per certi versi il proprio senso di impotenza e questo non fa bene.
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