Otto anni difficili

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Otto anni difficili

Messaggio  Alexxg2003 il Dom Nov 20, 2016 9:21 pm

Salve a tutti,
scrivo questo lungo post perché sento davvero il bisogno di aprirmi a qualcuno.
Circa 8 anni fa mi sono trasferito con la mia famiglia dalla Sicilia alla Lombardia, in un paesino vicino Milano. Ci siamo trasferiti un anno dopo che mi sono diplomato. Pochi mesi prima di partire e cominciare a studiare Ingegneria ho conosciuto una ragazza nel ristorante dove lavoravo da sei mesi. È stato amore fin da subito, ma è stato tutto molto complicato sin dall’inizio perché a settembre mi sarei trasferito al nord. Lei studiava ancora al Liceo e per questo non poteva seguirmi. Abbiamo iniziato una relazione a distanza che per due anni ci ha tenuto sempre vicini nonostante la difficoltà del vedersi una volta al mese circa. Infatti, nonostante gli studi di ingegneria io mettevo da parte i pochi soldi che i miei genitori mi davano per il pranzo per pagarmi l’aereo e andare a trovarla ogni quanto potevo, a costo anche di saltare qualche esame. Dopo che lei ebbe preso la maturità, iniziammo a cercare una casa a Milano, dove io avrei continuato a studiare e lei avrebbe cominciato la sua carriera universitaria. Non prendemmo casa da soli, ma con mio fratello e un nostro amico. Io lavoravo il weekend per cercare di non chiedere troppi soldi ai miei, anche perché non ne avrei ricevuti, e facevo i salti mortali per risparmiare e non fare mancare nulla a lei (che aveva un giusto sostegno economico della famiglia). Nonostante i miei sforzi ci furono alcuni contrasti con il mio amico, e allora l’anno successivo io, lei e mio fratello prendemmo casa da soli. La continua mancanza di soldi e il mio impegno nel cercare di fare andare avanti lo studio, la relazione con lei, la relazione con mio fratello (che nonostante tutto si stava incrinando) stavano iniziando a dare i primi seri problemi. Come non bastasse notavo segni di non apprezzamento da parte della mia famiglia nei confronti di lei, e in più segni di ostilità nella famiglia di lei nei miei confronti, perché troppo freddo nei rapporti, con loro, disinteressato e snob. Lei sapeva bene che io non era affatto così. Nonostante tutto riuscii a portare a termine la laurea triennale, anche se non con un anno di ritardo e un voto molto basso. Li, per la prima volta, iniziai a fare un bilancio della mia vita. Mi ero laureato con due anni di ritardo (l’anno dopo il diploma mi ero iscritto in un’altra facoltà a Milano ma dopo un mese abbandonai e tornai in Sicilia, non reggevo il fatto di essere un pendolare fuori sede e vivere con mio padre che è un dittatore) e con un voto bassissimo, non riuscivo a rendere pienamente felice la mia ragazza, avevo un pessimo rapporto con mio fratello (avevamo spesso litigato molto malamente negli ultimi periodi), con i miei genitori (che sentivo sempre più distanti e disinteressati, chissà per quale motivo poi) e con i genitori di lei (che come detto prima mi ritenevano poco interessato a lei). In più con lei le cose andavano sempre peggio: io mi comportavo come un automa, pensavo a come risparmiare, a trovare una soluzione per diventare economicamente indipendente dai miei genitori ma nel frattempo la trascuravo. Allo stesso tempo non avevo più amici e tutti i miei sogni finivano nel cassetto. Avevo anche parlato con mio padre e, come da patti, adesso che mi ero laureato non mi avrebbe più pagato l’affitto della casa e che mi sarei dovuto arrangiare. Non gli importava il mio desiderio di fare la specialistica, il fatto che vivessi con la mia ragazza. Da notare che lui poteva permettersi di pagarmi l’affitto della stanza, che tra l’altro era a prezzi ben più bassi degli standard milanesi. Tutto questo causò un grande malessere in me e, un giorno come un altro, una cattiva e ingiustificata reazione di lei fece traboccare il vaso. Quel suo nervosismo mi fece fare una scenata in strada e per un’ora decisi di sparire. Dopo un po’ tornammo a casa, ma non le rivolsi una parola. Ci addormentammo e la mattina dopo io continuai ad ignorarla. Dopo poco lei preparò una valigia e se ne andò via. Andò a dormire in uno studentato e per qualche giorno non volle farmi sapere dove stava. Dopo qualche giorno ci vedemmo nel suo studentato. C’era un forte distaccamento, entrami eravamo diversi, freddi, soprattutto io. Mi davo la colpa per aver fatto qualcosa di brutto, ignobile. Di averla trascurata e di non essere mai stato in grado di farle i regalini, i viaggi e tutto quello che fanno le coppie giovani. In più, forse perché non sapevo che soluzione trovare a tutti i miei problemi, alla mia grande confusione in testa, alla mancanza di soldi e di raziocinio, avevo individuato in lei e nella sua famiglia tutto ciò che poteva esserci di più sbagliato. Eppure, nonostante ci fossero alcuni problemi in quella famiglia, loro erano una vera famiglia, unita. La mia, non lo è più da tanto, o forse non lo è mai stata. Allora mi ero deciso a lasciarla e a lasciare la casa, a tornare a casa dei miei, fare la specialistica e farmi una nuova vita quando sarei stato nuovamente indipendente a livello economico. E così ho fatto. Nei tre anni successivi ho fatto la specialistica, laureandomi con un ottimo voto, facendo anche l’erasmus e iniziando a lavorare subito dopo la laurea, prima in stage, ora in apprendistato. Sapevo che sarebbero stati anni difficili, e lo sono stati. Ho litigato moltissimo con mio padre e mi sono chiuso completamente in me stesso. Uscivo molto poco perché non avevo i soldi per pagarmi la benzina, le uscite. Per stare a casa dei miei il meno possibile, prima della laurea decisi di fare uno stage retribuito in un’altra città lombarda dove mi trasferii (ero economicamente autosufficiente). Sfortunatamente avevo trovato un posto dove venivo sfruttato e deriso. Nonostante tutto riuscii a completare la tesi. Oggi mi ritrovo finalmente in un punto nel quale sto traendo beneficio dalle sofferenze di questi otto anni. Ho delle buone opportunità di carriera e presto andrò via di casa. Nonostante tutto porto con me tante ferite:
- mi sento solo, per me i miei genitori non sono più persone con le quali poter parlare o vivere qualche momento di serenità. Io sono solo e così anche loro. Mio padre è sempre più chiuso in sé stesso e pensa solo ai fatti suoi, oltre che a dare colpa sempre di tutto a mia madre, nonostante la ami e non possa vivere senza di lei. Dimenticavo, lui ha sempre ragione.
- non riesco a non pensare alla mia ex, ai bei momenti passati insieme. Lei mi ha dimenticato subito. Subito dopo di me ha conosciuto il suo attuale marito.
- non provo più emozioni, ho sempre paura di quello che pensano gli altri e di poter essere al di sotto delle aspettative di tutti
- a lavoro c’è un ambiente molto rilassato e famigliare, ma non riesco a sciogliermi e a vivere il momento
- ho paura di dire di no, di dire quello che penso veramente, per paura di essere trattato male e rimanere solo, o solo per paura di dire qualcosa di stupido
- ho timore delle persone dei miei “superiori”, ovvero di tutte quelle persone che in qualche modo hanno il potere di crearmi un disagio effettivo, economico o morale
Prima di perdere un lavoro che potrebbe tirarmi via da questo malessere, voglio uscire da questa situazione di grande dolore. Non so se sono depresso. Cerco di combattere ma sempre con meno energia. Un anno fa, prima della laurea e del mio attuale lavoro, quando ero sfruttato in quell’altra azienda dove facevo la tesi, pensavo di farla finita, anche se sapevo che non l’avrei mai fatto. Ogni tanto telefono alle prostitute facendo finta di trattare il prezzo, ma non ci andrei mai. Spesso guardo le foto degli ultimi anni in Sicilia, stavo bene. Per tanti anni sono stato obeso. Poi dentro di me avevo trovato una forza, sono dimagrito ed ero diventato un bel ragazzo. Ho avuto i primi amori, amicizie vere e stavo bene. Mi auguro che riuscirò a trovare una seconda volta la forza di riscattarmi, di rialzarmi. Nel frattempo, soffro nella mia solitudine e tiro avanti.
Ringrazio chiunque avrà letto questo lungo post e voglia rispondermi.

Alexxg2003

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Re: Otto anni difficili

Messaggio  aerdna il Mer Nov 23, 2016 9:45 pm

io l ho letto ma non sono in grado di risponderti
mi spiace però che nessuno l abbia fatto
quindi scrivo questo messaggio come testimonianza del mio passaggio

aerdna

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Re: Otto anni difficili

Messaggio  tic tac il Mer Nov 23, 2016 11:32 pm

Ciao, io ho letto giorni fa il tuo post, ma non ti ho risposto subito. Da quello che scrivi mi hanno colpito molte cose, ... Vorrei dirti che un amore non si misura dai regalini che si fanno, ma dall'affetto che si mostra, dai piccoli gesti, dalle attenzioni quotidiane reciproche, da parole gentili. Non ti rimproverare della fine della tua storia, evidentemente non eravate fatti per stare insieme. Ora pensa al futuro. Pensa che hai ancora tanto amore da dare e da ricevere. Pensa che ami i tuoi genitori nonostante li critichi, pensa che le cose possono cambiare e andare meglio. Stimati di più. Un abbraccio 😊.

tic tac

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Re: Otto anni difficili

Messaggio  Alexxg2003 il Ven Nov 25, 2016 12:03 am

Ciao, vi ringrazio per le vostre parole. Aprirmi mi sta facendo bene. Spero di ricevere altri commenti :-)

Alexxg2003

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Re: Otto anni difficili

Messaggio  Kaos94 il Dom Nov 27, 2016 12:05 am

Ciao, grazie per averci fatto partecipi della tua esperienza. Voglio darti coraggio e voglio dirti che non devi accollarti le responsabilità per la fine della tua storia. Al contrario, da quello che scrivi, hai dato grande prova di tenerci cercando di costruire piano piano un futuro insieme. Far rientrare una persona nei nostri progetti è già un modo di amare. Non avere rimpianti. Hai fatto anche tanto! Sei stato un ragazzo molto capace: nonostante le varie situazioni spiacevoli e nonostante la dolorosa mancanza di una famiglia unita sei riuscito a laureararti e a raggiungere altri traguardi. Sei stato molto determinato, hai creduto in te e non vedo perché non dovresti continuare a farlo! Abbi fiducia e tornerai s essere felice ! Troverai, senza dubbio, una ragazza giusta per te! ...buona fortuna

Kaos94

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Re: Otto anni difficili

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