Depressione e allontanamento

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Depressione e allontanamento

Messaggio  whitewalker il Lun Nov 07, 2016 5:03 pm

Salve a tutti,
sono ormai tre mesi che io e il mio compagno -dovrei dire ex ma non mi riesce proprio- ci siamo separati,per decisione sua,arrivata a dir poco come una mazzata in piena faccia. Mi ha chiesto di lasciarlo solo perchè il suo malessere era diventato insopportabile,era ormai parecchio che non si sentiva più lo stesso,non mi ha dato notizie più precise riguardo al tipo di depressione che gli è stata diagnosticata ma sta seguendo una cura di sola terapia psicologica senza farmaci,che gli sono comunque stati proposti, ma lui ha rifiutato manifestando la volontà di uscirne da solo. Siamo stati insieme per undici anni,siamo cresciuti assieme e non ci siamo mai separati di fronte a nessuna difficoltà,lui ha dalla sua un trascorso familiare a dir poco burrascoso - che suppongo abbia contribuito parecchio a farlo arrivare allo stato attuale- ,litigi ce ne sono stati sì ma molto sporadici e sempre risolti,anche prima della rottura non ci sono stati scontri o discussioni frequenti o irrisolti,per questo mi ha devastata così tanto. Mi rammarico di non aver saputo cogliere prima certi segnali,lo rimproveravo un po' di un certo distacco negli ultimi tempi,avevo notato che era strano e mi aveva confidato più volte questo stato d'animo,senza poi però aprirsi ulteriormente alla mia richiesta di confidarmi cosa non andasse. Dopo una discussione a riguardo a maggio,esasperata davanti all'ennesimo rifiuto del mio aiuto,gli avevo chiesto se dovessi lasciargli un po' di tempo per se stesso ma aveva risposto quasi indignato se davvero lo avessi lasciato solo in un momento di bisogno. Non uscivamo da un periodo facile -problemi familiari di lui,lutti nella mia famiglia- e proprio al culmine di questi eventi mi ha comunicato la sua decisione. Alla mia richiesta di spiegazioni ha espresso in modo confuso che non riusciva più a provare nulla per me,addossandosi ogni colpa;anche se con molto dolore e confusione ho rispettato la sua scelta. Dopo la rottura ha continuato tuttavia a cercare dei contatti,dicendo che pensava a me,che gli dispiaceva, e tutt'ora quando ha i momenti di buio totale sono una delle prime persone che cerca;nella fase iniziale sentiva una forte disperazione,non mangiava,non dormiva nel nostro letto,passava le giornate davanti alla tv e non riusciva a lavorare. Dopo un mese le cose vanno un poco meglio,ora mangia quasi con regolarità,va a lavoro e esce anche se si sente in una fase di "apatia" per quanto riguarda i rapporti sociali,ha sempre dei periodi di "buio" ma penso che ci siano anche dei progressi.In quasi tre mesi ci siamo rivisti tre volte,la prima dovevo passare da casa per prendere qualche vestito -non mi ha chiesto di portar via le mie cose salvo quelle che mi servono,anzi,reagisce sempre con nervosismo e crisi di pianto se lo faccio- e dopo un iniziale momento di dialogo normale ha cominciato a innervosirsi e a piangere,al che l'ho salutato con affetto e ho ristabilito le distanze;la seconda volta era ammalato e sono rimasta ad accudirlo e sistemare la casa,protestava un po' ma sembrava che gli facesse piacere,e la terza sono andata a trovarlo la sera per vedere co,e stava,e abbiamo cenato e guardato un film,niente di più. Alle mie proposte di vederci rifiuta perchè,sostiene,sono una persona importante e credo che vedermi gli susciti parecchi sensi di colpa. In tutto questo io cerco di rispettare sempre i suoi tempi,non l'ho mai assillato con domande riguardo al nostro rapporto - mi ha detto che al momento non riesce a pensarci ma si premura sempre di farmi capire che non c'è nessun altra,e mi aveva detto chiaramente che io per lui ero la persona perfetta-,non l'ho mai colpevolizzato,aggredito o criticato,anzi,cerco di incoraggiarlo e sostenerlo,sia che i progressi siano minimi o importanti. Sto cercando di imparare quanto più posso su questa malattia ma è proprio vero che se non vi si ha a che fare personalmente non la si può capire fino in fondo,così come non si può avere la pretesa di guarire chi ne è affetto solo perchè lo amiamo. Così come immagino sia difficile stabilire se la sua depressione sia nata per un calo effettivo di sentimenti nei miei confronti o se era già in divenire e ha spento i suoi sentimenti verso di me - sarà perchè sono condizionata dall'amore che ho per lui ma propendo per quest'ultima ipotesi,sapendo anche che la persona che ho amato per undici anni non mi avrebbe mai lasciata.
Scusate il papiro e grazie per qualsiasi suggerimento,esperienza o parere che spero vorrete darmi!

whitewalker

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Re: Depressione e allontanamento

Messaggio  pochosombra96 il Mer Nov 09, 2016 1:43 am

Ciao, volevo dirti che ammiro molto il tuo amore e la perseveranza con cui gli stai accanto e tenti di aiutarlo. Fai ciò che ti senti di fare, dentro il tuo cuore. Se ciò la cosa giusta per te è continuare a stargli vicino continua così e non ti fermare. Lui di sicuro apprezzerà e saprà quanto bene gli vuoi.

pochosombra96

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Re: Depressione e allontanamento

Messaggio  whitewalker il Mer Nov 09, 2016 5:25 pm

pochosombra96 ha scritto:Ciao, volevo dirti che ammiro molto il tuo amore e la perseveranza con cui gli stai accanto e tenti di aiutarlo. Fai ciò che ti senti di fare, dentro il tuo cuore. Se ciò la cosa giusta per te è continuare a stargli vicino continua così e non ti fermare. Lui di sicuro apprezzerà e saprà quanto bene gli vuoi.

Grazie mille per l'incoraggiamento,davvero. E' molto molto dura,e se non supponessi di conoscerlo piuttosto bene probabilmente avrei già perso le speranze. Sembra quasi che mi abbia voluto allontanare per proteggermi in un certo senso,da tutta la confusione e il dolore che ha provato e da cui sta cercando di risollevarsi. In genere non fa mai passare una settimana senza chiedere mie notizie o comunque lo contatto io per sapere come sta,e sembra molto confortato ogni volta che ci sentiamo. Io per ora non ho più accennato al nostro rapporto e a un'eventuale ripresa,ma ha voluto farmi sapere che quando starà meglio ripenserà a determinate decisioni,amore compreso. Al momento stesso della rottura mi aveva lasciato intendere che se molto probabilmente ci avesse ripensato avrei avuto tutto il diritto di non voler ricominciare una storia. Ma ovviamente non è quello che voglio;non sono una ragazzina e,sebbene ci stia ancora parecchio male,riesco e devo andare avanti tra lavoro e famiglia,non è una dipendenza affettiva,perchè per ora mi è riuscito piuttosto bene reagire,anche grazie alla famiglia e ai miei amici,e se non avessi questa profonda sensazione radicata in me le cose sarebbero diverse. Ho capito che con questo tipo di malattia - con cui ho avuto a che fare già altre volte tra l'altro,trovandomi sempre "dall'altra parte"- ci vuole tanta pazienza e i tempi non sono mai brevi. Ma mi auguro di saper aspettare nel migliore dei modi.

whitewalker

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Re: Depressione e allontanamento

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