non riesco a vivere in mezzo agli altri

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Re: non riesco a vivere in mezzo agli altri

Messaggio  Roby89 il Mer Giu 29, 2016 1:39 pm

Si infatti tra nord e sud ci odiamo come cani.

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Re: non riesco a vivere in mezzo agli altri

Messaggio  Nepenthe il Mer Giu 29, 2016 2:06 pm

Io non odio nessuno, penso che il problema sia prevalentemente dei polentoni.
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Messaggio  Roby89 il Mer Giu 29, 2016 4:25 pm

Non parlavo di me ma in generale. Anche da parte del sud comunque c'è una grossa rivalità. A Napoli ad esempio c'è tutta la tematica della questione e dell'invasione dei savoia... non so in Sicilia cosa pensano, credo più o meno lo stesso.

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Re: non riesco a vivere in mezzo agli altri

Messaggio  Nepenthe il Mer Giu 29, 2016 4:39 pm

Non ho presenti diatribe del genere in Sicilia.
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Messaggio  Roby89 il Ven Lug 01, 2016 1:02 am

Oggi ci ho riprovato. Mi sono andato a fare un giro con un mio amico di vecchia data, e devo dire che è andata meglio. Non ho sentito quel pressante giudizio e tutti gli occhi puntati addosso che sento quando sto in compagnia di mia madre. Tuttavia sento ancora di non essere per nulla desiderabile agli occhi di qualsiasi ragazza.
Oltretutto, come al solito, noto sempre che le ragazze si comportano sempre come delle cretinette, a parte il modo osceno in cui sono acchittate alcune di loro, ma poi i discorsi che fanno mi sembrano di una stupidità immane. Non fanno altro che sparlare, giudicare... e questa stupidità aumenta in proporzione alla loro bellezza tra l' altro...
Ma questa, lo dico anche per non far arrabbiare i moderatori, probabilmente è solo una mia sensazione e pregiudizio. Chissà, magari le trasmetto anche. Forse è per questo che vengo guardato con quel disprezzo e diffidenza...

Buona notte

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Re: non riesco a vivere in mezzo agli altri

Messaggio  merla il Ven Lug 01, 2016 9:17 am

Roby89 ha scritto:
Ma questa, lo dico anche per non far arrabbiare i moderatori, probabilmente è solo una mia sensazione e pregiudizio.

Ehehehehe...faccio un piccolo OT, per buona pace dei rapporti tra gli utenti e il cerbero che evidentemente è la moderazione.

Innanzitutto, una premessa: i moderatori oltre che moderatori sono utenti di lunga data che inevitabilmente devo smazzarsi un po' entrambi i ruoli.
Questo significa che, in un modo inevitabilmente un po' autarchico, agiscono da moderatori quando, appunto, moderano, il che significa applicare le regole più o meno rigidamente, chiudere/cancellare/dividere/spostare post e anche, piuttosto raramente per fortuna, ragionare/minacciare/attuare ban più o meno definitivi. A volte interveniamo nei post come moderatori, quando prima di mettere un intervento che inevitabilmente può suonare come "sanzionatorio", pensiamo che sia più utile ragionare sul modo più sensato di porsi in un forum. Questo dipende molto anche dalle nostre situazioni personali, ovvimente

Invece, quando interveniamo in una discussione senza specificare che stiamo moderando, interveniamo come utenti. Chiaro che si può creare una sorta di zona grigia nella percezione e nella lettura di quello che scriviamo, che può essere letto come "calato dall'alto", ma in realtà noi cerchiamo di tenere scisse le due cose. E non è sempre semplice perché questa zona grigia inevitabile implica anche una certa difficoltà reciproca tra chi scrive e chi legge nel mantenere uno scambio orizzontale. Ci vuole buon senso, impegno nel chiederci "cosa" stiamo facendo da parte nostra e una certa dose di fiducia da parte degli utenti. Smile

Detto questo, tornando a parlare da utente e soltanto per me, io non è che mi arrabbio quando qualcuno afferma "le donne sono tutte così/cosà", non è quello il punto. Nella mia vita concreta, sinceramente, poco me ne cale, non mi metterei ad affrontare una discussione con una persona che tout court facesse un'affermazione del genere: al posto delle donne puoi metterci i depressi/i non depressi, gli uomini, ricchi, poveri, immigrati, carcerati ecc. ecc., puoi scegliere una categoria a piacere, ed è un modo di ragionare che mi rende un bonzo e che in partenza mi smorza qualsiasi velleità di relazionarmi con il mio interlocutore, per quanto io possa empatizzare con le sofferenze sottese a questa necessità di categorizzare, che secondo me è sempre solo una strategia di difesa, poco funzionale IMHO.
È un approccio alla vita e alle persone  che, di base, secondo me impedisce qualsiasi confronto; questo perché sono donna, nipote/figlia di extracomunitari, ex utente di servizi psichiatrici, sono poco più che nullatenente (ho un'utilitaria, stop), e di problemi psichiatrici, di dipendenza, sociali, economici e di disabilità ne ho esperienza diretta o vicinissima (genitori, convivente, più vicina non ho potuto). Tuttavia sono anche una persona che oggi ha una bella vita, o magari solo discreta se osservata in base a un metro convenzionale (casa di proprietà, station wagon, marito; non ci arrivo ancora e forse non li voglio così tanto, per capirsi): cmq ho relazioni umane ricche, un numero di persone a cui voglio bene e che mi vogliono bene giusto per me, un lavoro che mi piace, che faccio bene, con un discreto reddito, faccio sport, ogni tanto viaggio e coltivo interessi, faccio un sacco di cose ben fatte. fino a 3/4 anni fa avevo una quotidianità ai limiti del degrado e non è cambiata improvvisamente con la bacchetta magica.
Insomma, quando si divide il mondo in categorie io mi trovo davanti a due problemi:

- il primo pratico: se sono intellettualmente onesta, non so dove dovrei stare. Sono depressa o non depressa, ho mezza famiglia in america latina o sono del "nord", sono una persona con una vita che funziona (e funziona) o sono nipote di una suicida, figlia di un'alcolista, ex-compagna un po' borderline sostanzialmente di un tossico? Non so dove mettermi. Smile L'unica soluzione ragionevole mi sembra considerarmi una persona che - COME TUTTI - non rientra banalmente in una categoria o in una razionalizzazione
- il secondo più, in un certo senso, "filosofico": le generalizzazioni costruiscono muri e sono profondamente ghettizzanti. Non aiutano in sé a star meglio, al massimo possono rappresentare una soluzione dove si sosta e ci si riposa un po', e, in un certo senso, sono deresponsabilizzanti. Dall'altra parte c'è sempre una persona e attribuirle un'etichetta, in automatico, mette soltanto in condizioni di non chiedersi "Io, voglio incontrare quella persona lì? per farlo cosa posso fare?". Con questo non voglio dire che si debba o si possa incontrare chiunque, ma che andare oltre le categorie consente di prendersi più responsabilità nella propria vita e delle proprie relazioni, il che significa diventare molto più potenti e vivere meglio.
In altri termini, e lo affermo proprio perché è un rischio che conosco, che ho corso e in certe logiche ho effettivamente messo, transitoriamente le tende, so perfettamente che se io avessi accettato di essere ridotta in un categoria (o di ridurre "gli altri" in una categoria che è esattamente l'altra faccia della stessa medaglia) e quindi mi fossi sentita definita da questo tipo di visione a compartimenti stagni delle cose, oggi probabilmente continuerei a essere depressa, povera, e compagna un po' borderline di un tossico (non lo stesso, purtroppo o per fortuna) e molto meno contenta di me.
Ed è questa, la seconda, la ragione per cui intervengo e mi scaldo: se mi capita di incontrare nella vita reale, non so, al bar, qualcuno che mi spiega con convinzione come sono le donne, gli uomini, i malati psichiatrici, i settentrionali, gli italiani, gli slavi, le prostitute ecc. ecc., normalmente io dedico quel mezzo secondo di attenzione necessario a realizzare che il problema è tutto suo e non mi riguarda, che è meglio che io faccia altro, e necessario a mettere su un sorriso di circostanza e a ricominciare a leggere il giornale, magari lo sport. Comincia e finisce lì. Qui però siamo in un forum dove le persone intervengono presentando le proprie difficoltà, e in un certo senso cercando qualcosa, un confronto o un punto di vista diverso; quindi non essendo al bar, ogni tanto, mi sembra anche d'uopo intervenire per dire "guarda che così ti stai costruendo una gabbia da cui, tra l'altro, puoi uscire soltanto tu, perché nessuno verrà ad aprirti la porta". Tutto lì.

Insomma, non è che mi incazzo: la ritengo una lettura delle cose quasi del tutto, salvo per brevi periodi, inutile, se non francamente nociva, per se stessi. E la trovo poco "etica" perché dall'altra parte si può sempre incontrare qualcuno che sta molto peggio di noi e magari semplicemente non ha voglia di ostentare la sua sofferenza e preferisce passare per stupido, superficiale, leggero. Smile
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Messaggio  Nepenthe il Ven Lug 01, 2016 11:07 am

Vorrei dire una cosa al proposito che mi è venuta in mente adesso. Quando io faccio ricorso a delle categorie umane, individuo, mi sembra, degli stereotipi sociali ai quali determinate persone si adeguano, non parlo delle persone in sè. pensavo fosse ovvio, ma magari non lo è molto se merla si sente tirata in ballo ogni volta che si parla di ragazze probabilmente più giovani di lei, probabilmente appartenenti ad altri contesti, come se in qualche modo con queste ragazze tirassi in ballo l'intero genere femminile in quanto categoria platonica. Di gente che lo fa ne conosco, l'occidente ne ha tirato fuori tutta una letteratura, da Otto Weininger in poi. Ma sono cose che ho sempre trovato tremendamente fastidiose e dalle quali mi sono sempre tenuto alla larga.

E alla fine il misogino diventa uno come me, che ha più amicizie femminili che maschili.

Io non entro nel vissuto della gente, voglio solo sottolineare che esistono atteggiamenti esteriori profondamente degradanti.

L'atteggiamento femminile da ochette è diffuso. L'atteggiamento maschile da "maschio alfa" (o aspirante tale) è diffuso. Mi pare proprio che non sia solo io a vederlo, nè mi sembra una buona soluzione affermare che si tratti unicamente di una prospettiva distorta da parte di persone (uomini e donne!) socialmente frustrate.
Vorrei anche dire che non sono semplicemente forme di leggerezza, in fondo gradevoli nell'ambito di una conoscenza superficiale: come ha ben notato roby 89 si tratta spesso di modi di fare sprezzanti ed arroganti, che oggi ci si sente quasi in obbligo di assumere. È questa la cosa davvero triste sul piano umano!!

Quel che a me preme non è disprezzare le donne per sfogarmi del fatto che non me la danno. Allora faccio lo stesso con gli uomini, i meridionali, l'universo intero.
È un costume sociale che individuo, un certo modo di essere che devi assumere se non vuoi rimanere solo. Per alcuni è più facile, per altri diventa difficile, probabilmente c'è anche chi ci si trova totalmente a proprio agio.
Perché vogliamo negare a tutti i costi che ci sia un degrado dei comportamenti umani sul piano sociale?
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Messaggio  merla il Ven Lug 01, 2016 11:51 am

Nepenthe ha scritto:ma magari non lo è molto se merla si sente tirata in ballo ogni volta che si parla di ragazze probabilmente più giovani di lei, probabilmente appartenenti ad altri contesti, come se in qualche modo con queste ragazze tirassi in ballo l'intero genere femminile in quanto categoria platonica.

Io veramente rispondevo a Roby, per questo ho quotato lui. Smile
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Messaggio  Nepenthe il Ven Lug 01, 2016 11:59 am

No, infatti come ho detto è una cosa che mi è venuta in mente leggendo il post, non è direttamente connessa. Era a proposito delle categorizzazioni.
Io personalmente non amo affatto farne, tuttavia sono diventato un pò "quello dei compartimenti stagni", mi era sembrato di poter chiarire questa faccenda.
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Messaggio  mazzonrocky il Lun Lug 04, 2016 4:36 pm

Le categorizzazioni f forse ci deresponsabilizzano in parte, o forse ci danno una forma di "sicurezza" che le cose non cambieranno mai, che il mondo andrà sempre così, indipendentemente da quello che diciamo o facciamo "Le ragazze sono tutte sciocche">"come posso io avere una relazione con una sciocca?" "al sud le persone sensibili vengono derise">"io sono una persona sensibile e quindi non ho speranza", ecc.
Sicuramente tutti noi abbiamo a che fare anche con i problemi dell'ambiente in cui ci muoviamo. In alcuni ambienti c'è una maggior concentrazione di sciocchi, o di prepotenti, o di ignoranti. In alcuni ambienti può essere certo più difficile che in altri. Occhio però a non cercare in questo scuse.

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Messaggio  Lost_in_a_moment il Mar Lug 05, 2016 5:30 am

Nepenthe ha scritto:
Se poi parli proprio del nord mettici pure il razzismo, eh. Io non ho un aspetto o un accento connotati, quindi per me sarebbe magari più facile, ma conosco gente a cui negavano pure le informazioni.

spero che tu stia scherzando... mai sentita una roba del genere in una città normale del nord... se conti che i residenti sono per la maggior parte originari di regioni del sud, oppure nati da matrimoni tra una parte originaria e una meridionale, e non ci sono poi così tanti polentoni doc.. si sono aggiunti anche gli stranieri, quanta probabilità hai di trovare uno che ti snobba perchè arrivi da fuori? Poche, al massimo potresti imbatterti in persone che vivono lì ma che sono originarie della tua stessa regione!
Se mi parli di realtà minuscole, isolate e lontane dai capoluoghi , magari sì ce ne sono ancora che adottano questa mentalità... altrimenti non penso proprio, dai...

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Messaggio  Roby89 il Mar Lug 05, 2016 11:34 am

Ma i terroni diventano peggio dei polentoni doc quando si stabiliscono al Nord, è risaputo...

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Messaggio  Nepenthe il Mar Lug 05, 2016 3:57 pm

Lost_in_a_moment ha scritto:
Nepenthe ha scritto:
Se poi parli proprio del nord mettici pure il razzismo, eh. Io non ho un aspetto o un accento connotati, quindi per me sarebbe magari più facile, ma conosco gente a cui negavano pure le informazioni.

spero che tu stia scherzando... mai sentita una roba del genere in una città normale del nord... se conti che i residenti sono per la maggior parte originari di regioni del sud, oppure nati da matrimoni tra una parte originaria e una meridionale, e non ci sono poi così tanti polentoni doc.. si sono aggiunti anche gli stranieri, quanta probabilità hai di trovare uno che ti snobba perchè arrivi da fuori? Poche, al massimo potresti imbatterti in persone che vivono lì ma che sono originarie della tua stessa regione!
Se mi parli di realtà minuscole, isolate e lontane dai capoluoghi , magari sì ce ne sono ancora che adottano questa mentalità... altrimenti non penso proprio, dai...

Veramente non l'ho mai visto, non sono mai stato più a nord di Firenze, parlavo appunto per racconti indiretti.
In rete però mi è capitato di assistere a fenomeni di autentico razzismo.
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Messaggio  Lost_in_a_moment il Gio Lug 07, 2016 1:09 am

Nepenthe ha scritto:
Lost_in_a_moment ha scritto:
Nepenthe ha scritto:
Se poi parli proprio del nord mettici pure il razzismo, eh. Io non ho un aspetto o un accento connotati, quindi per me sarebbe magari più facile, ma conosco gente a cui negavano pure le informazioni.

spero che tu stia scherzando... mai sentita una roba del genere in una città normale del nord... se conti che i residenti sono per la maggior parte originari di regioni del sud, oppure nati da matrimoni tra una parte originaria e una meridionale, e non ci sono poi così tanti polentoni doc.. si sono aggiunti anche gli stranieri, quanta probabilità hai di trovare uno che ti snobba perchè arrivi da fuori? Poche, al massimo potresti imbatterti in persone che vivono lì ma che sono originarie della tua stessa regione!
Se mi parli di realtà minuscole, isolate e lontane dai capoluoghi , magari sì ce ne sono ancora che adottano questa mentalità... altrimenti non penso proprio, dai...

Veramente non l'ho mai visto, non sono mai stato più a nord di Firenze, parlavo appunto per racconti indiretti.
In rete però mi è capitato di assistere a fenomeni di autentico razzismo.

credimi, è così. Non c'è a Torino, per dirti, una persona che snobba un turista meridionale...anche perchè a Torino ci sono un sacco di immigrati... i meridionali non sono nemmeno considerati come qualcosa di diverso... si stanno integrando anche gli immigrati per forza di cose, perchè il numero cresce, quindi che i residenti della città siano d'accordo o meno, prima o poi l'incontro, il discorso con l'immigrato lo devono affrontare ed accettare... coi meridionali non sussiste proprio questo dilemma, non più almeno... la condizione che c'è ora con gli immigrati, c'è magari stata anni prima con l'arrivo dei meridionali, quindi è passata.
Il razzismo di alcuni ci sarà di sicuro, ma non se ne accorge nessuno poichè la minoranza perde. Il razzismo con gli stranieri penso invece che ci sia eccome.
Ma parlavo della situazione che ti hanno raccontato: sarà stata l''eccezione che conferma la regola. Io non vivo a Torino città, dove c'è una situazione multietnica: sono in un paese, non dei più piccoli, ma nemmeno grande, ad un 15 km.
Considera che la maggioranza degli abitanti sono meridionali, è cresciuta la densità con loro, non con i pochi nativi... negli anni 60, con il loro arrivo, si sono costruite le case, popolari e non, e quindi anche il comune è cresciuto per poi diventare dopo due generazioni che si sono anche unite alle persone originarie del paese.. come si fa quindi a pensare che si possa essere "razzisti" in luoghi che sono popolati in questa maniera? Diventa la regola... Anche per chi storce il naso ancora adesso... Figurati nelle città più grandi.
Comunque sia., tolto il discorso del razzismo, che nessuno ragionevole può dire " via da qui, non vi vogliamo ecc", ma comunque più che discorsi razzisti, penso che la differenza si sia notata all'epoca, risulta spesso anche oggi, nonostante sia normale viverci insieme. Sud e nord Italia hanno mentalità diverse, ora magari meno marcate per chi è nato qui e ci vive da sempre, ma di base qualcosa di diverso ed incompatibile si evidenzia; ma ciò comunque non significa la negazione della parola e del dialogo...
Parli dei discorsi in rete?? Non li prendo nemmeno in considerazione i galli di internet, sono una massa di senza palle, si può sentire di tutto e di più, gente che le spara grosse, minacce, insulti... dietro il pc è facile pavoneggiarsi ed insultare... non c'è la possibilità che l'altro reagisca, se qualcuno si sente potente solo così, risulta patetica, insulsa; non vale la pena di menzionare certi elementi, qualunque sia la materia, l'argomento e l'idea in questione.

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Messaggio  lorenzobg75 il Gio Lug 07, 2016 8:22 pm

giusto due parole...
io sono un bergamasco AL 100% e amo la mia provincia e l'italia intera...riconosco che gli atteggiamenti del napoletano mi irritano parecchio,mi riferisco ad arroganza e strafottenza,infatti sono prevenuto sui napoletani,ma per il resto nessun risentimento e nessun problema,tutto il mondo è paese e poi sono molto patriottico e credo che l'italia sia davvero uno dei paesi più belli al mondo...potrei mettermi a parlare di eurozona o sovranità nazionale ma meglio di no altrimenti calco troppo la mano,di solito ci vado pesante su queste tematiche...un abbraccio a tutti,da aosta a palermo
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Re: non riesco a vivere in mezzo agli altri

Messaggio  Lost_in_a_moment il Ven Lug 08, 2016 12:57 am

Beh, ma i napoletani sono odiati un po' ovunque, anche dal resto del sud Italia...
Ma devo riconoscere che ho visto eccezioni, napoletani che erano delle grandi persone, in linea di massima l'atteggiamento della massa è abbastanzata fastidioso..

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Messaggio  caterina il Lun Lug 25, 2016 12:37 pm

Tempo fa anche io cominciavo a farmi un sacco di problemi nella mia testa per le cose che hai scritto tu.. poi ho pensato e ripensato...che alla fine io non sono nessuno, e agli altri non frega esattamente niente di me, che avranno sicuramente qualcosa di più interessante e divertente da raccontarsi fra di loro anzichè parlare di me. Queste cose me le ripetevo ogni volta nella testa quando uscivo, al punto tale che ormai la mia convinzione mi ha fatto sparire quell'ansia tipica che descrivi...

Se tutto questo non fosse abbastanza forse è meglio che ne parli con qualcuno di esperto, parlare con qualcuno che può capirci è il miglior regalo che possiamo fare a noi stessi...

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