Prendere coscienza della malattia, scenderne a patti.

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Prendere coscienza della malattia, scenderne a patti.

Messaggio  DFW il Mar Giu 21, 2016 3:07 pm

Ho 24 anni e fino a due anni fa era tutto perfetto. Chiaro è che raccontare la propria storia nella speranza che le cose cambino è sbagliato ed è anche presuntuoso, è stupido farlo ed è stupido non farlo. Lo farò

Sono stato un bambino plusdotato con gran tranquillità, ho imparato a leggere e scrivere molto presto e benché abbia perennemente vissuto la sensazione di sentirmi diverso tra i miei pari sono riuscito a cavarmela, la diagnosi di plusdotazione fu solo un nome per la mia distanza dagli altri. Ho effettuato un percorso scolastico brillante senza quasi aver mai dovuto studiare, il diploma al liceo e i primi anni all'università, con le prime difficoltà ma senza particolari problemi. Ero tra i più brillanti del corso prima di conoscere il baratro.

Il primo incontro col baratro ha il volto di una ragazza che è tutt'ora la mia fidanzata (non è lei che sto incolpando), con una storia di depressione lunga dieci anni alle spalle, trattamenti medici lunghi ed inutili, tanta intelligenza e sofferenze ingiuste che ho provato a lenire senza prima indossare i guanti. Non insinuerei mai che il tarlo della depressione sia contagioso ma guardare gli occhi di chi soffre tutti i giorni ti cambia da dentro.

Da lì due anni d'inferno, andrò avanti veloce perché il decorso di questa malattia lo conoscete bene: ho perso le forze per studiare, bugie ai miei genitori sul mio percorso di studi, abbandono dei propri amici per la vergogna e il senso di colpa, solitudine, impossibilità ad avere un ritmo del sonno regolare e ad alzarmi la mattina per frequentare l'università, loop mentali profondi, e ancora: senso di morte imminente, sentirsi in gabbia e senza futuro, niente vie d'uscita. Pensieri suicidi quotidiani.

Fino a pochi mesi fa credevo di essere stato semplicemente troppo pigro, che la vita mi fosse scivolata addosso per errore e che avessi solo malamente fallito, oggi mi accorgo che probabilmente ho combattuto per anni con una cosa che non è semplice pigrizia, che è troppo più grande di me e che non risolverò. Intanto questa malattia si sta portando via me e il meglio della mia generazione, ora ho nuove amicizie e vedo negli occhi di alcuni di loro la mia stessa cosa mentre sono bloccati nei loro percorsi di studio e nei loro lavori, e discutere di serie tv è semplicemente un altro modo per discutere della malattia che non osiamo nominare. Che tutti sappiamo avere ma di cui a nessuno va di parlare. Come malati di cancro silenziosi a cui non è concesso lamentarsi perché si verrebbe scambiati per deboli.

Da qui che si fa? Se prenderne coscienza è il primo passo quale è il secondo?

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Re: Prendere coscienza della malattia, scenderne a patti.

Messaggio  richarson il Mar Giu 21, 2016 8:14 pm

Ti è stata diagnosticata la depressione? Sei in cura farmacologica? A me resta difficile comprendere un ragazzo 24 enne depresso. A che punto sei con gli atudi? Renditi solo conto che hai 32 anni meno di me, una vita. Io credo che hati tutto il tempo davanti per fare le tue scelte, con rat

Tranquillità senza fretta. Non ti angosciare per nulla

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Re: Prendere coscienza della malattia, scenderne a patti.

Messaggio  biancanera77 il Mar Giu 21, 2016 8:50 pm

Invece purtroppo la depressione non ha eta'....che poi a 24 anni si abbiano ampi margini di miglioramento, anche questo e' vero.
Io a 24 anni ero una povera drogata, a 25 una pazza da ricovero....ma già a 11 anni ero una ragazzina che si tagliuzzava le braccia e non per essere beccata, ma perché realmente il dolore fisico ha il potere "magico" di toglierti, anche solo per qualche attimo, il dolore psichico.
Ma senti DFW, il tuo nick riprende per caso uno scrittore geniale morto suicida? È una mia curiosità.
Ti consiglierei di trovare un terapeuta, purtroppo non è facilissimo trovare la persona giusta....io l'avevo trovata e la mia famiglia, assolutamente convinta del mio malessere, mi ha finanziata, almeno agli inizi. Se no esiste anche il SSN , oppure all'università non ci sono sportelli d'ascolto per gli studenti?
La tua famiglia è consapevole di ciò che stai vivendo?
Forza, dai, la presa di coscienza è già una grande cosa, fidati.

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Re: Prendere coscienza della malattia, scenderne a patti.

Messaggio  merla il Mar Giu 21, 2016 9:34 pm

Sono stati moderati due interventi.
Per chiarimenti, contattatemi in pvt e gentilmente evitate qualsiasi flame.
Caso mai, potrebbe essere sufficiente anche solo leggersi le regole del forum.
Scusa DFW
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Re: Prendere coscienza della malattia, scenderne a patti.

Messaggio  DFW il Mar Giu 21, 2016 9:52 pm

biancanera77 ha scritto:Invece purtroppo la depressione non ha eta'....che poi a 24 anni si abbiano ampi margini di miglioramento, anche questo e' vero.
Io a 24 anni ero una povera drogata, a 25 una pazza da ricovero....ma già a 11 anni ero una ragazzina che si tagliuzzava le braccia e non per essere beccata, ma perché realmente il dolore fisico ha il potere "magico" di toglierti, anche solo per qualche attimo, il dolore psichico.
Ma senti DFW, il tuo nick riprende per caso uno scrittore geniale morto suicida? È una mia curiosità.
Ti consiglierei di trovare un terapeuta, purtroppo non è facilissimo trovare la persona giusta....io l'avevo trovata e la mia famiglia, assolutamente convinta del mio malessere, mi ha finanziata, almeno agli inizi. Se no esiste anche il SSN , oppure all'università non ci sono sportelli d'ascolto per gli studenti?
La tua famiglia è consapevole di ciò che stai vivendo?
Forza, dai, la presa di coscienza è già una grande cosa, fidati.

Sì, è grazie a DFW che ho potuto relazionarmi a questo problema e trovare pezzi di me e del mio stato d'animo nascosti tra gli angoli della sua scrittura. Prima di DFW ero solo un pigro fallito senza possibilità di uscirne e invece oggi ho almeno un indizio, una traccia, un percorso da seguire.

Ovviamente la mia famiglia non sa nulla e non potrebbe saperlo, sarebbe disposta ad accettare la psicoterapia? Non lo so, è questa la mia paura più grande. Avrei bisogno di tempo per riorganizzare le idee, cominciare un percorso, fallire lungo questo percorso e riprovarci: purtroppo la malattia mi ha già tolto abbastanza tempo e non sono sicuro siano disposti a concedermene altro. E' purtroppo questa la sensazione che più mi angoscia: aver bisogno di tempo e contemporaneamente la sensazione di non averne abbastanza.

Non commento sul post, per fortuna moderato, in cui si consigliavano i pugni poiché, se i pugni servissero, sarebbe davvero tutto molto semplice. Innamorarsi della depressione? Il mondo diviso tra volenterosi e senza palle? Diciamo che faccio un piacere all'utente in questione a definirle semplicemente opinioni un po' pericolose.

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Re: Prendere coscienza della malattia, scenderne a patti.

Messaggio  merla il Mar Giu 21, 2016 10:08 pm

Forse puoi lo stesso rivolgerti a qualcuno, come il SSN o qualche servizio dell'università, come suggerisce biancanera.
Adesso magari è u n po' tutto assieme, quindi i problemi che si sono accumulati ti creano comprensibilmente un po' di ansia.
Però ad esempio tieni conto che sì, è possibile che occorra un percorso un po' strutturato, ma molto spesso un percorso con uno psicologo è impostato in modo da fornire contestualmente anche un supporto concreto a breve termine, quindi uno spazio dove ragionare su come parlarne in famiglia, come riagganciarsi con l'università e come insomma confrontarsi con la vita pratica senza che venga travolta dal malessere o dalla psicoterapia stessa.
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Re: Prendere coscienza della malattia, scenderne a patti.

Messaggio  Lila86 il Mer Giu 22, 2016 1:07 am

Prendere coscenza è un passo avanti molto importante. Rendersi conto di star male e accettarlo non è da tutti solo che non basta. Bisogna farsi aiutare, non se ne esce da soli. Se non hai liquidi puoi provare, come suggerito sopra, un ascolto psicologico. Io ho cominciato da li e poi mi sono autofinanziata, e continuo a farlo, un percorso di psicoterapia. Per un anno non ho detto nulla ai miei, ne ho parlato solo quando ho cominciato la terapia farmacologica ma è stata durissima. Anche dopo i miei non mi hanno sostenuto economicamente nonostante non abbia un lavoro ma semplici collaborazioni universitarie.
Ti consiglio vivamente di provare, anche se non semplice aiuta molto se sei disposto a collaborare con il terapeuta.

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Re: Prendere coscienza della malattia, scenderne a patti.

Messaggio  DFW il Mer Ago 31, 2016 12:35 pm

E' da questo post che è partito tutto ed è giusto che a questo post si ritorni. Ho seguito i consigli su questo topic, mi sono rivolto al SSN in via orientativa e da lì ho potuto trovare la forza di parlarne con la mia famiglia, la mia ragazza e mettere le cose bene in chiaro. Contestualmente ho cominciato, indirizzato dall'SSN, un percorso psicoterapico con una psicoterapeuta. Sono a zero eppure la sensazione che le cose convergano verso la serenità e già di per sé rassicurante. Sarà lunga e dura e piena di ricadute ma un ringraziamento doveroso va a questo topic poiché spesso basta vedere che esiste qualcuno che può relazionarsi ai tuoi problemi per renderli un po' più piccoli.

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