qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  richarson il Gio Giu 16, 2016 9:33 am

Ma quanti discorsi Merla. Ho sorvolato quasi in toto proprio perché a 56 anni mi sono rotto francamente le palle di sentire romanzine e prediche che tu, Cantarel e Pavely siete in grado di fare. E' un forum o un tempio mormone?
Soppesate ogni parola come fosse la chiave di accensione di un missile nucleare!
Fai tanti bei discorsi, mi dai di uno che ha poca considerazione delle donne, eppoi cadi su una buccia di banana dicendo che le donne che si mettono i tacchi 12 e la minigonna lo fanno solo per farsi notare. Su via, fai pace con te stessa.

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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  richarson il Gio Giu 16, 2016 9:34 am

merla ha scritto:Sì ma se entro in bar vestita così, lo faccio perché evidentemente mi va di far leva, almeno in prima istanza, sul testosterone, non sul fatto che sono un'anima bella.
E non c'è niente di male, secondo me, a volersi "anche" far guardare, però il meccanismo, magari primitivo, è identico.

Sul tacco 12 nessuno sta bene con se stesso, fidati; sono scarpe che metti solo per farti guardare, se non sei un fachiro.

Sarei io quello che ha poche considerazione delle donne!
Via donne se volete essere serie, da oggi solo scarpe a ballerina, pantalone nemmeno troppo stretto e dato che ci siamo anche il burca.

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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  richarson il Gio Giu 16, 2016 9:41 am

Sotto casa mia, tutti i giorni c'è un signore che la mattina tra le 5 e le 6 arriva, si prende la sedia che conserva nel mio cortile, aiuta il barista a tirar fuori i tavolini, poi si siede sulla sua seggiola e sta lì tutto il giorno, ogni tanto fa quattro chiacchiere con le volontarie che passano a trovarlo e butta un occhio ai vari palazzi, quando vede gente strana che prova a entrare nei palazzi, si alza e li manda via. Tutte le mattina mi saluta, mi sorride e mi chiama per nome. é un relitto? Forse, ma almeno è umano.

Magari prende una pensione di 2500 euro al mese. Poi scusa chi se ne frega. Magari è sereno, non è depresso, non ha problemi. Ho detto per caso che tutti i pensionati che giocano ogni mattina a bocce o guardano i cantieri, sono per caso dei relitti umani?
Se non capite il significato che do io di relitto umano, evitate almeno di ricamarci romanzi intorno.

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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  richarson il Gio Giu 16, 2016 9:59 am

Ma, ed è solo un mio problema, questa sera sono presa male, e davanti a un uomo di 56 anni, marito e padre, che si bea di aver "vissuto", che si bea della propria intelligenza e del proprio spessore umano, e che nel contempo si compiace di essere un "relitto umano", e poi scrive a una donna una frase del genere, la strada della consolazione fatico un po' a trovarla. Non per il concetto in sé, alla fine esprimi soltanto l'idea che per portarmi a letto ti ci vorrebbe troppo sbatti (in questo senso hai ragione, e meno male), ma per il carico di disprezzo che senti il bisogno di vomitare addosso a chiunque ti trovi davanti e a chiunque ti sembri oscuri anche solo per un istante il fermo immagine del tuo primo piano. Il disprezzo a strascico, in occasioni particolari che dipendono dall'interlocutore e poco niente da chi il disprezzo lo esercita, ogni tanto va anche a segno: goditi per mezzoretta il senso di potenza, è tutto tuo.

Ebbene si. Sono stato un bell'uomo, alto e possente. Intelligente. Sposato e con figli. Ho scopato quanto un riccio. Ho avuto soldi a palate, ne ho spesi a vagoni. Ho avuto di tutto, belle donne, vita mondana, case, moto, auto, vestiti di lusso. Poi è arrivato questa maledizione che mi ha ridotto così ad un relitto umano.
Fossi ancora quello di una volta te lo giuro me ne sbatterei assolutamente le palle di gente nella mia stessa condizione. Io disprezzo tutto, non ho fatto mai mistero di questo. Fa parte della mia personalità che certo tu Merla o Cantarel non potete modificare. Disprezzavo la gente anche prima di andare dallo psichiatra. Uomini e donne, non facevo distinzioni.
Il mio però era un disprezzo onesto, chiaro, trasparente. Ho avuto anche cento persone alle mie dipendenze e nessuno si è mai lamentato dei miei modi perché chi meritava riceveva dei grossi compensi, chi era lavativo faceva i bagagli e tornava a casa, art. 18 e no.
Poi è arrivata questa cacchina e tutto il casino che ha comportato. Vado dalla psichiatra perché sono obbligato ma ogni volta che entro dentro lo prenderei a calci in faccia.
Nel forum ho raccontato della mia tragedia umana e qualcuno ha apprezzato ciò che ho raccontato. Se poi si parte dal presupposto che un depresso deve essere per forza uno sfigato dalla nascita, certo capisco che la mia persona può dar fastidio. Dallo psichiatra ci vado vestito in maniera impeccabile e mi faccio anche la barba e capelli incolti da tempo. Non mi va di presentarmi in scarpe da ginnastica puzzolenti, con jeans stracciati, in condizioni pietose come vedo tanti. Non chiedo pietà, chiedo di essere curato e basta.

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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  merla il Gio Giu 16, 2016 10:38 am

Tutto chiaro. Ringrazio anche te per la spiegazione.
buona giornata
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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  Nepenthe il Ven Giu 17, 2016 1:31 am

Vi prego di perdonarmi, ma non posso fare a meno di scrivere qualcosa, anche se magari del tutto inutile, in questa discussione; perché è un discorso che mi sta ossessionando da tutta la giornata, poi trovo casualmente questa discussione e...

...mi ha ricordato tra l'altro un diverbio che ebbi con merla tempo addietro su questo forum. Anche in quel caso argomentazioni simili le risultavano estremamente sgradevoli ed intervenendo nella discussione si è offesa personalmente; cosa che mi auguro con tutto il cuore non avvenga ancora, perché io, sinceramente, non voglio offendere né infastidire nessuno, anche se poi ci riesco benissimo.
Penso che se un lettore proveniente da marte leggesse questa discussione troverebbe perfettamente ragionevoli i discorsi di Merla e Canterel, contorto quello di Richardson. Ma al contempo capisco perfettamente il mondo che delinea lui e Lost_in_a_moment. Quel mondo dei club e delle serate, dei giovani gorilla, delle ragazzette e non-più-ragazzette in minigonna, magari ben favoriti dalla natura e dalla società/economia - ma non necessariamente. È una piccola percentuale dell'umanità?

Se voi vivete al di fuori di questo deserto uman-culturale, dove la vita è orchestrata dalla doppia bilancia del mercato e degli ormoni... spiegatemi davvero dove e come vivete, e che c'è oltre, perché io non lo so. Io che mentre scrivo sento sotto casa australopitechi che urlano a squarciagola imponendomi musica disumana a tutto volume.

Tento delle ipotesi.
La prima è un altro brillante esempio di auto-discriminazione da aggiungere alla collezione dell'auto-misognia ed auto-misandria sopra elencate, ovvero: che vivo al sud. Richardson, dove abiti? Nelle mie recenti visite a Roma non posso negare di aver intravisto qualcosa di più simile ad un'umanità; mediocre, smartphonata ecc. ma nonostante la mitologia del burino romano, quaggiù è proprio la discarica dei trogloditi. Temo anche che salendo su, oltre l'italia, l'aria si faccia ancora più respirabile e i rapporti umani si allontanino sempre più dall'ambito della zoologia.

Può essere un altro fatto. Che la depressione VERA, per quel che ne so, abbassa la libido; e quindi, si, un forum come questo non è un campione attendibile. Detto franco, anche Schopenhauer scriveva che chi non vede l'umanità girare intorno al sesso avrà vissuto quantomeno in un altro mondo. Erano più o meno queste le parole; e non credo che Schopenhauer fosse un cretino. Non lo era neanche Freud quando dietro imperscrutabili angosce esistenziali diagnosticava banali frustrazioni sessuali.

Ci sono dei datti di fatto di cui non parla nessuno, di cui non si può proprio parlare (ci sarà mica qualche legge?) e che pure... ci sono. Per esempio: lo sapevate voi donne che ai maschietti la masturbazione fa male? No, non fa diventare ciechi, però disperde il testosterone. Voi mi direte: e con il sesso non è la stessa cosa? beh... no. Non chiedetemi come sia possibile, non lo so. Ma ho provato personalmente, per quel poco che ho provato: è diverso. Dopo un rapporto sessuale ti senti "ricaricato" di energie, dopo la masturbazione svuotato. E dopo lo svuotamento subentra la depressione. L'astinenza ti mantiene in energie ma ti distrugge, ti logora, alla lunga non ti fa dormire... e ti trasforma in una bestia, un maiale, una cosa di cui aver pietà, quando non paura.
Ecco spiegato perché i maschietti "sono tutti maiali", come ritengono le donne (che però poi sfruttano questo loro "esser maiali" e non se ne fanno problemi perché tanto, "che miseria, gli uomini!"). Ecco l'umiliazione di elemosinare del sesso, il trattare le donne come oggetti solo per sfogare una pulsione. Meno un uomo fa sesso e più precipita in un abisso, che si masturbi o meno, perché per gli uomini, a differenza delle donne, non c'è un modo equilibrato di vivere l'astinenza.
Un astinente diventa frustrato, e i frustati si riconoscono ad un miglio di distanza. Così il cane si morde la coda. Le donne fuggono, lo deridono, lo umiliano; lo illudono per sfruttarlo a loro vantaggio e poi lo lasciano solo e disperato, ridendogli dietro. Gli altri uomini lo trattano come un paria, non perdono occasione per punzecchiarlo, umiliarlo, per fargli capire che loro hanno capito la faccenda, che no, lui non è uno profondo, che soffre per i grandi problemi esistenziali; è solo un frustrato. E per i frustrati non c'è comprensione, solo disgusto e disprezzo.
E hanno pure ragione. Perché sì, un frustrato si fiuta ad un miglio di distanza; e fa DAVVERO schifo. È acido, incattivito, velenoso, pieno di rancore per tutto e per tutti. Eccolo il relitto umano: colui che causa troppo disgusto per suscitare compassione.
Che predicare ad aborti del genere, se non una misericordiosa eutanasia?
Si, è vero, non è colpa loro, è la vita che li ha ridotti così. Ma guardateli: riuscite a compiangerli sul serio senza che vi scappi una risata? no, decisamente no.

Considerato questo, francamente non mi sembra difficile concepire un universo in cui dietro ogni uomo si cela uno scimpanzé in calore e dietro ogni donna una mignotta opportunista e che il mondo giri in quella direzione. Poi ci sono i valori umani spirituali, che sono bellissimi. Ma si costruiscono a partire dalla stabilità sentimentale, che è anche sessuale. Detto francamente: io non ho MAI conosciuto uomini che ritenessi delle splendide persone, senza che avessero alle spalle una vita stabile e soddisfacente. Mai. Magari da qualche parte nell'animo dell'infelice e del frustrato ci sono cose bellissime e profonde. Però sono annegate in un oceano di letame che probabilmente non si laverà mai più. Chi ha avuto le proprie prime esperienze sessuali oltre i venticinque  anni si riconosce ad un miglio di distanza, purtroppo. Puzza di marcio. Puzza di odio, rancore, sentimento insostenibile di una felicità negata, rifiutata, che rende bestie, criminali, misogni, misantropi. E non c'è niente da fare, è così.

Dunque per l'uomo il terrore più grande è la sfiga, che trascina appresso tutto il resto; lavoro, relazioni non sessuali, tutto. E tutta la sua vita finisce col ruotare in quella direzione, non c'è niente da fare. D'altronde è più o meno inevitabile che la donna ne approfitti, inutile farne una recriminazione. È sempre stato così e sempre così sarà, è troppo forte il potere che le conferisce. Uomini: avete mai provato a frequentare una qualunque chat fingendovi donne? ecco, vedrete che roba.

Mi rendo conto che il panorama che ho delineato possa suonare troppo desolante per essere credibile. Si, forse teatralizzo, non posso farci un granché non sto bene. Tuttavia penso che, seppur per iperbole, siamo dalle parti della realtà corrente, almeno quella che IO (e a quanto pare non solo io) vedo intorno a me. E qui può subentrare una terza teoria: cioè che quest'incubo non sia affatto "naturale", ma che dipenda dall'ipersessualizzazione dell'epoca attuale, ipersessualizzazione non del tutto casuale. Perché fra Seneca che raccomanda l'astinenza per mantenere la serenità d'animo e il mondo attuale in cui l'astinenza sembra l'origine di tutti i mali... e porco cane, non sembra possibile che sia lo stesso globo, la stessa umanità! E non mi stupisco d'altra parte, siamo TEMPESTATI da stimoli sessuali continui, che alterano i normali meccanismi della libido e ci rendono eternamente iper-eccitati. È normale che in una situazione del genere l'unica salvezza sia avere una frequenza di rapporti continua e stabile, oppure si precipita nella nevrosi e, a lungo andare, nell'abbrutimento. È normale che gli uomini diventino bestie, che tutto finisca col ruotare intorno al sesso, corrompendo ogni rapporto normale, specie fra persone di sesso opposto. E a che pro tutto ciò? perché il sesso è il motore del movimento, e del mercato. Si, perché per cuccare si spende, non è così che funziona? d'altronde che fai se vuoi provarci con una ragazza? le offri qualcosa al bar. E che fa una ragazza per giocarsi il corteggiamento ed essere sicura di non concedersi ad uno sfigato? gli fa spendere soldi. Regalini, cene... la seduzione è tutta lì. Poi c'è il vestirsi bene, avere una macchina, conoscere i locali In, dimsotrare che tu hai il potenziale... e qui le donne si infurieranno e diranno che loro negli uomini guardano la bellezza interiore e la cultura. Non voglio assolutamente metterlo in dubbio. Voi. Ma l'andazzo non è quello.  
D'altronde anche la sfiga frutta, eh. Si paga in pornografia, in svaghi inutili e penosi che cercano di distrarti dalla tua infelicità, in medicinali psichiatrici, per qualcuno anche in prostitute...
Come a dire che siamo bovi da allevamento, e nient'altro, indipendentemente da ciò che facciamo. Siamo intellettualmente liberi quanto vogliamo, ma gli ormoni ci conducono dove dobbiamo giungere. All'umiliante dicotomia degli scopatori benriusciti e dei falliti frustrati; un mondo di miseria esistenziale senza limiti nè confini, da orrore.
E allora, si che tutti gli uomini sono gorilla e tutte le donne puttane. Così ci hanno fatto.

Detto ciò voglio aggiungere che io ho avuto più amicizie (quelle poche) femminili che maschili e che mi trovo meglio in compagnia delle donne, belle o brutte non importa, che degli uomini; che trovo desolante l'idea di cercare una donna solo per "svuotarmi", che nel fondo resto un romantico e nei miei desideri c'è un matrimonio bellissimo e non lo "spasso". Ma non mi illudo. So che il mondo mi ha reso schifoso e che non psso neanche guardare una donna perché lei stessa non mi rimandi indietro un'occhiata che dice: "gira alla larga, morto di fame". È così. D'altronde il mio meccanismo del desiderio e dell'emozione è totalmente scardinato, andato fuori di valvola, e la mia vita non vale che pochi cent...
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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  Diamante il Ven Giu 17, 2016 11:00 am

Io sinceramente non ho mai, o quasi, cercato donne solo per svuotarmi, e non trovo neanche molto giusto pensare che le donne te la diano soltanto per assecondarti o perchè ti fa piacere, insomma come una sorta di scambio fisico-affettivo. Penso che le cose si fanno in due, e non c'è niente di più sbagliato che pensare di offrire il proprio corpo in cambio di affetto.

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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  canterel II il Ven Giu 17, 2016 12:55 pm

Nepenthe ha scritto:

ciao Nepenthe,
io non ricordo la discussione passata a cui ti riferisci e in cui dici di aver discusso con Merla.
In merito a questo tuo intervento, posso solo risponderti che io non credo che viviamo su pianeti diversi e che pur non concordando con la visione che esprimi, come con quella di Lost_in_a_moment e di richarson, so di aver attraversato fasi dell'esistenza in cui i punti che sollevi erano fonte di frustrazione anche per me, e che in questa frustrazione vedo meccanismi compensativi dolorosi e umani.

Non c'è alcuna legge che imponga a chicchessia di non coltivare una visione riduzionista e degradante dell'uomo o della donna legata al fatto che le pulsioni sessuali sono fondamentali come il fatto di dormire e di mangiare, e che pertanto chi non riesce a soddisfarle o a compensarle in qualche modo, sta male ed è incazzato.
Io ho contestato (questo è un forum, se non si discute e non si confrontano idee diverse, non so cosa si venga a fare) il fatto che sulla base della propria esperienza personale, la tua come la mia, non è possibile presentare ad minchiam percentuali e parlare di stragrandi maggioranze indicandole come bestie. Contesto ad esempio anche serenamente che le bestie non consumano pornografia né sex toys e non creano un mercato del sesso, non sono ossessionate dall'aspetto più o meno gradevole dei loro genitali e non si preoccupano dei cattivi odori, non piangono quando ritrovano in un cassetto una vecchia fotografia ecc ecc.

Rilevo che viviamo certamente per buona parte della nostra vita un rapporto difficile e importante con le pulsioni sessuali, e se è per questo anche con il bisogno di mangiare e di dormire che più o meno ci porta verso il cibo o verso il letto tutti i giorni, in massa. Faccio presente che però è più raro che chi mangia o dorme male cominci imperiosamente a sentenziare che gli esseri umani sono bestie immonde e meccaniche, luridi dormiglioni e mangioni! Nell'esistenza dei materassai e dei poltronifici, come dei ristoranti e dei bar, nessuno vede lo stigma di un'umanità degradata e schiava.
Ecco, io sotto traccia in questi problemi vedo agire meccanismi certamente insidiosi, ma tutt'altro che animaleschi.

Nessuna opinione è stata censurata, e non mi sono sentito importunato dal fatto che altri non si convincessero della mia. Però se mi si dice che faccio un torto a qualcuno presentando le mie contestazioni, o che queste non valgono perché io non vivo nella realtà, conservo il diritto di reagire e rivendicare la mia cittadinanza terrestre.

Forse si è creato anche un altro genere di malinteso: a me o non da alcun fastidio che si evochino fenomeni di massa evidenti come la diffusione della prostituzione o come l'esistenza dei night club. Affermo semplicemente che non ho elementi per sentenziare che chi frequenta quei locali o il mondo della prostituzione debba essere al novanta o al centodieci o al cazzanta per cento una bestia senza un vissuto, senza pensiero, senza contraddizioni.

Non pretendo che chi si sente arrabbiato rinunci alla compensazione di disprezzare il genere umano - è capitato anche a me, ripeto che non sono un marziano e mi sembra incredibile che l'onere di dimostrarlo sia mio- né che debba mutare abitudini per farmi contento, ma pretendo semplicemente di potermi dissociare e di opporre le mie contestazioni cercando di argomentarle, e senza offendere il mio interlocutore.

Serve anche un minimo di attenzione al linguaggio, proprio perché l'argomento tocca l'intimità di tutti o quasi tutti: se per commiserare il genere umano comincio pubblicamente a insultare categorie di persone o singoli individui, devo aspettarmi la possibilità di una reazione.
Non credo che Schopenhauer o Freud abbiano tappezzato i loro testi di insulti tipo "mignotta", "sfigato".
Io ho letto un po' di Freud: è vero che lo sviluppo dell'identità e lo sviluppo sessuale in Freud sono praticamente sovrapponibili. E' vero anche che Freud parla di repressione, di pulsioni e di nevrosi dal punto di vista di un borghese di Vienna nel primo Novecento, e lo metterei un po' in conto. Comunque sia, il connotato di banalità che tu assegni alla frustrazione sessuale in Freud non l'ho mai trovato. Facendo leva sulle stesse cose che ti portano a vedere il deserto popolato di cercopitechi, Freud ti costruisce romanzi analitici sull'infanzia e i sogni di Leonardo Da Vinci, o la Gradiva.
Non sto dicendo che il deserto che vedi tu non vale niente e che devi sentirti in colpa perché non scrivi tu la Gradiva. Dico che ci sono diversi livelli di realtà e che questo mi impedisce di abbracciare il riduzionismo.

Partecipo come posso al dispiacere e all'amarezza altrui, perché ho conosciuto l'amarezza e conosco ancora tante occasioni di frustrazione (anche se in questo periodo non mi sento frustrato dalla mancanza di una compagna, e parrà strano visto che non ne ho una e non la sto cercando).
Però, rispettando anche una persona che parla sulla scorta della sua amarezza, io la prendo sul serio e cerco comunque di confrontare la mia visione con la sua, di fare un po' di analisi e di stemperare il quanto di emotività che si mescola alle opinioni, altrimenti finisco per assegnare all'altra persona la ragione che si dà agli scalmanati, e così non la sto più rispettando.

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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  merla il Ven Giu 17, 2016 1:51 pm

Nepenthe ha scritto:
Considerato questo, francamente non mi sembra difficile concepire un universo in cui dietro ogni uomo si cela uno scimpanzé in calore e dietro ogni donna una mignotta opportunista e che il mondo giri in quella direzione.

Ciao Nepenthe,

ricordo vagamente la nostra discussione.

A parte il fatto che, in generale, le generalizzazioni spesso non reggono a un esame di realtà e su questo mi associo a quello che scrive canterel, però il fatto è anche che, quando è capitato a me di generalizzare e di usare categorie (non queste magari, ma altre sicuramente), una delle conseguenze che mi è capitato di subire è di aver cercato nelle persone che incontravo soltanto conferme della mia generalizzazione, e questa può diventare una grande fregatura.

Per esempio, se io leggo il mondo come popolato solo da scimpanzé e mignotte, corro il rischio di vedere in ogni persona che incontro sempre e solo uno scimpanzé o una mignotta, sia perché magari qualcosina, magari minima, dello scimpanzé o della mignotta nella persona che mi succede di incontrare magari c'è, sia perché leggo tutto alla luce del mio filtro, e mi trovo poi magari a interpretare come maschilismo quella che è solo galanteria o a trovare malizia anche in un sorriso in cui c'è solo gentilezza.
Mi sembrano letture con cui ci si impedisce di farsi stupire dal mondo e dalle persone e con cui ci si scava un po' la fossa. O comunque con cui io in passato mi sono scavata la fossa.

Ciao
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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  richarson il Ven Giu 17, 2016 2:01 pm

Tutta la discussione è nata da una narrazione fatta da lLost sulla sua visione dei rapporti in ambito sessuale tra uomini e donne. Opinione che ritengo sia vicino alla mia. Ok io ho affermato una percentuale buttata li e certo no credevo che questa fosse diventata il nocciolo della questione. Ognuno puo avere una visione del sesso come vuole, ma non vedefe la realtà significa davvero vivere su un altro pianeta. Statistiche non mia parlano di un elevatissimo numero di tradimenti; il web pullula di siti incontri e scambi. Basta andare nei locali estivi per rendersi conto della facilità xon la quale avvengano rapporti sessuali. Rapporti animaleschi? Le bestie sono state tirate fuori spesso in modo dispregiativo. Magari dico io!!! La sfera animalesca è più logica e razionsle di quella umana. Si accoppiano cicliclamente solo con lo scopo di riprodursi. Semmai ci sarebbe da domandarsi il perché l'essere umano non segua questa regola ma senta il bisogno di accoppiarsi frequentemente.

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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  Nepenthe il Ven Giu 17, 2016 3:58 pm

Mi stupisco anche solo che qualcuno abbia letto sul serio il post di sopra, palesemente il solito sfogo senza nè capo nè coda. Se dovessi tentare un sunto razionale direi solo ciò che poi è ovvio, ovvero: che delle problematiche legate al sesso tuttora, alla faccia di Freud e di chiunque altro, non si parla. Si ammicca, con ironia o cattiveria. Il resto è troppo imbarazzante.

L'astinenza sessuale fa male, agli uomini. E questo è legato agli equilibri ormonali-testosteronici che vanno irrimediabilmente a quel paese, indipendentemente da come si vive la faccenda (detto brutalmente: masturbarsi, astenersi, controllare la frequenza ecc.). Chi ci finisce sotto si riduce veramente realmente ad un relitto umano da far pena e disgusto, ma se lo dico, me lo dico io a me stesso; è contro di me che lancio ogni anatema, perché vorrei sparire per la vergogna di come mi sono ridotto. Tutto qui.
Se non cogliete rischiate di prenderla male per la veemenza del linguaggio. D'altronde è lo stesso motivo per cui chi è solo rimarrà sempre più solo. Perché causa disgusto.

Alle donne non risulta facile comprendere la faccenda. Vedono gli "sfigati" ossessionati dal sesso, diventare frustrati e cominciare ad avere atteggiamenti misogini. Pensano semplicemente "'sto povero frustrato, che pena, s'impiccasse". A nessuna donna piacciono i "morti di fame", e tanto li considerano sub-umani (e lo sono!) che non si fanno problemi particolari a divertirsi con loro, ad illuderli per sfruttarli. Non lo fanno con cattiveria, probabilmente, però succede.

Difficile è comprendere tutto l'inferno fisiologico che ci sta dietro, il logorio mentale ed anche fisico (le notti insonni dovute all'ipereccitazione, ad esempio), i rapporti con gli altri che si pongono in una luce sempre più malata, il desiderio naturale che si infanga progressivamente legandosi a pensieri malati, ossessivi, le fantasie che marciscono senza che si possa trovar tregua e tutto il resto; soprattutto, la sensazione che ormai non c'è più nulla da fare, nel senso che anche se la tua vita dovesse prendere un'altra piega ormai è troppo tardi, i tuoi meccanismi del desiderio sono andati, non potrai più vivere la sessualità in modo sano. E nessuna donna potrà volerti mai. Non hai più nulla da dare. Non sei più un essere umano.

Gli uomini sono terrorizzati dal finire così. Nel linguaggio comune, non appena uno ha qualcosa che non va, si dice: "da quant'è che non scopi?"; e non lo si dice in tono bonario. Chi è in astinenza da lungo tempo (bastano solo mesi, figuriamoci chi per anni o chi non ha mai avuto rapporti) lo deve nascondere, è una sorta di segreto terribile. Ma è anche il segreto di pulcinella, e si smaschera immediatamente. Allora diventi uno stigmatizzato, un paria. E la cosa tragica qual'è? che si soffre, ma non si ha il diritto di soffrire, perché si soffre di un male ridicolo, patetico, demenziale, su cui non si può parlare che per battutacce. Si soffre per un lutto, per problemi economici, per problemi di salute, per problemi esistenziali, anche per problemi sentimentali, ma non puoi sognarti di dire "soffro di astinenza sessuale", perché tutti saltano giù dal ridere. Infatti sul tema non c'è praticamente un immaginario, una letteratura, niente. Se non nascosta fra le righe (i liceali lo sanno tutti qual'era la "natura matrigna" di Leopardi). Non se ne può parlare, non si può dire.

In compenso c'è l'ombra di tutta questa faccenda: ovvero che la vita della gente finisce col ruotare attorno al sesso. È perché la sessualità e l'amore sono cose belle, rendono felici. No, non è vero, non è solo questo, basta vedere quanto ci si tormenta, quanti comprtamenti assurdi e spesso puerili vi girano attorno. È un'ossessione, un obbligo. E temo che sia particolarmente enfatizzato nell'epoca attuale in cui gli uomini sono ridotti a macchine di consumo. Per questo non mi stupisco che alcuni percepiscano meno la cosa, magari perché hanno vissuto in contesti più fortunati o per carattere personale (c'è chi ha una libido più bassa e chi più alta, è un fatto).

[e ripeto: è un plurale maiestatis quello che leggete; il verme, il sub-umano, il relitto vivente, l'untermensch di cui si discetta con piglio da eugenetica nazista - è sempre anzitutto il povero disgraziato che scrive. Per nessun altra ragione che in modo diverso non riesce a scrivere, che si vergogna troppo di sé stesso per arrischiarsi a chiedere comprensione. Tutto qui. Ma ripeto, seppur per iperbole e con tutte le furie di contorno, non credo che la visione che ho descritto sia una pura allucinazione, non lo credo affatto]
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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  richarson il Ven Giu 17, 2016 5:02 pm

Nepenthe, ti amo.
Anche se "relitto umano" è un insulto (almeno se lo scrivo io).

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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  richarson il Ven Giu 17, 2016 5:23 pm

L'astinenza sessuale fa male, agli uomini. E questo è legato agli equilibri ormonali-testosteronici che vanno irrimediabilmente a quel paese, indipendentemente da come si vive la faccenda (detto brutalmente: masturbarsi, astenersi, controllare la frequenza ecc.).

Interessante questo passaggio. Scusa, ma ad avvalorare quanto hai scritto hai delle conoscenze scientifiche, oppure è frutto del tuo pensiero? Perché la cosa non sarebbe da poco.
Se comporta veramente uno squilibrio ormonale, porta danni all'organismo, giusto? Mi è rimasta impressa questa frase, perché in teoria il clero dovrebbe essere a rischio dovendo praticare (in teoria) l'assoluta astinenza. Sarebbe interessante sapere quali conseguenze porta sull'organismo tale squilibrio, può portare per esempio ad avere atteggiamenti pedofili?

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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  biancanera77 il Ven Giu 17, 2016 5:44 pm

guarda, non so quale valore possa avere la risposta di una donna, ma io credo che il processo descritto da Nephente sia vero per alcuni uomini...nel senso, ho conoscenza diretta di una persona che se non fa sesso regolarmente non è più lui, diventa scostante, irritabile...non lo fa apposta, lo diventa e basta, si tratta di una gran brava persona che però ha il fisiologico bisogno di cui parlava Nephente, altrimenti diventa l'ombra di se stesso.
Credo però anche che non tutti i maschi siano così, ci sono anche uomini che hanno un interesse per il sesso, diciamo, più contenuto, e credimi, ne esistono parecchi.

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Messaggio  richarson il Ven Giu 17, 2016 5:50 pm

biancanera77 ha scritto:guarda, non so quale valore possa avere la risposta di una donna, ma io credo che il processo descritto da Nephente sia vero per alcuni uomini...nel senso, ho conoscenza diretta di una persona che se non fa sesso regolarmente non è più lui, diventa scostante, irritabile...non lo fa apposta, lo diventa e basta, si tratta di una gran brava persona che però ha il fisiologico bisogno di cui parlava Nephente, altrimenti diventa l'ombra di se stesso.
Credo però anche che non tutti i maschi siano così, ci sono anche uomini che hanno un interesse per il sesso, diciamo, più contenuto, e credimi, ne esistono parecchi.

Conosco anche uomini che se non scopano tutti i giorni diventano matti.

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Messaggio  Nepenthe il Ven Giu 17, 2016 5:59 pm

Scusa, ma ad avvalorare quanto hai scritto hai delle conoscenze scientifiche

Assolutamente no.
Questo grazie al cielo non è un forum medico e quel che scrivo va letto come un incontro di esperienza personale (diretta e non) ed espressionismo letterario.

Poi ci sono delle correlazioni che è complicato studiare scientificamente ma diciamo che il senso comune le conosce già benissimo. Per esempio che determinati comportamenti ecclesiastici siano correlati ad un tipo di esistenza difficilmente sostenibile.

Non vorrei però sostenere che l'astinenza sia impraticabile come pensa qualcuno. Questo anzi si ricollega al discorso riguardante la società attuale. In linea generale se si evitano stimoli eccitanti e si fa una vita attiva i morsi del desiderio non sono questa tragedia, questo l'ho provato personalmente. Pensiamo ai monaci: vita tranquilla in un monastero appartato, lavoro, atmosfera placida e spiritualizzante... nei monasteri si andava anche per cercare la pace, non necessariamente l'ascesi auto-distruttiva.
Senza dubbio un prete, che vive nel mondo ed ha continuamente contatti con donne della comunità è più a rischio di "tentazioni demoniache". Se poi ci aggiungiamo che oggi i preti guardano la tv, navigano in rete, che i costumi sono estremamente più "liberi" rispetto al passato, che una ragazza dignitosamente vestita per una giornata afosa ha un look che un tempo l'avrebbe etichettata come signorina di malaffare... beh, non mi stupisco che da quelle parti ci siano inferni nascosti.

Con ciò tuttavia non voglio affatto dire che tutti i preti siano dei potenziali stupratori seriali. Certo, è vero che il maggior numero di prostitute di lusso gira al vaticano...

Riguardo al rapporto fra libido, sfogo e sublimazione si potrebbero scrivere molte cose, anche più interessanti delle tristezze buttate giù sopra. Gli orientali per esempio hanno affrontato la faccenda in modo migliore di noi, e più franca, analizzando ad esempio il modo in cui "l'energia sessuale" (chiamiamola testosterone, chiamamola come ci pare) può essere re-indirizzata in modo positivo. Cosa che oggi è impossibile - o almeno, io non ci riesco, se non a tratti. Come re-indirizzare le pulsioni se ti trovi costantemente tempestato di stimoli violentissimi e da una cultura in cui l'uomo è valutato in base a quanto scopa e quanto presto ha perduto la verginità?

Nepenthe, ti amo.

Grazie, ma nonostante tutto continuo a preferire le donne.
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Messaggio  Nepenthe il Ven Giu 17, 2016 6:22 pm

biancanera77 ha scritto:guarda, non so quale valore possa avere la risposta di una donna, ma io credo che il processo descritto da Nephente sia vero per alcuni uomini...nel senso, ho conoscenza diretta di una persona che se non fa sesso regolarmente non è più lui, diventa scostante, irritabile...non lo fa apposta, lo diventa e basta, si tratta di una gran brava persona che però ha il fisiologico bisogno di cui parlava Nephente, altrimenti diventa l'ombra di se stesso.
Credo però anche che non tutti i maschi siano così, ci sono anche uomini che hanno un interesse per il sesso, diciamo, più contenuto, e credimi, ne esistono parecchi.

Però non è che se un uomo ha un'alta libido - e magari non può soddisfarla - è una bestia, un troglodita.
Avere un'alta libido non è qualcosa che decidi tu, non dipende dal modo in cui vedi le donne e il mondo. Non è che se hai il sesso in testa tu non possa vedere altro, che in una relazione con una donna tu non possa provare altro tipo di sentimenti. Che non possa provare alcun genere di emozioni, se non epidermiche, e che non possa dare affetto.

Ma questo è difficile da spiegare. Le donne, avendo una libido proporzionalmente più bassa provano disgusto per i "bavosi"; e poi magari finiscono col concedersi al marpione che ha un'aria più soddisfatta e sicura di sè, magari proprio perché avendo meno difficoltà a calarsi nella parte del seduttore trova sempre un modo per sfogare le sue pulsioni.

Davvero, la vita diventa difficile proprio per chi ha un desiderio violento ma al contempo chiede anche altro alla vita, che non ce la fa proprio ad orientare la propria esistenza intorno al sesso. Sai quante volte mi sono sentito dire cose del tipo: "ti sei fatto mettere in zona solo-amici. Non è così che si fa con le donne, devi capire se le reputi trombabili e poi agire nel modo giusto". Per me un linguaggio del genere è inaccessibile, perché il primo desiderio è quello di conoscere una persona, non di attivare strategie di potenziale seduzione. Cosa in cui, lo ammetto, non sono talentato; e sicuramente mi verrà risposto che il mio è tutto un meccanismo di consolazione, che se sapessi fare il marpione, degli ideali me ne fregherei in un colpo. "Si, si, fai pure il romantico e giustifica così la tua sfiga. La verità è che se non ti dai da fare verrai solo preso in giro". E che dire? è in effetti così che va.
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Messaggio  richarson il Ven Giu 17, 2016 6:32 pm

Second me c'è alla base un discorso primitivo impresso nel DNA. Cosa se ne fa una donna di uno sfigato, un perdente, uno che trasmette negatività? Nel nostro dna è ancora presente la lotta per la sopravvivenza, per la crescita della prole. Un uno non combattivo non può garantire la sopravvivenza della prole, la sicurezza della donna. E' chiaro mi dirà qualcuno che sono passati milioni di anni e l'uomo si è evoluto, però non certe impronte impresse in modo indelebile dalla natura.
Il discorso però può valere anche nella società contemporanea. Come può una donna essere rassicurata da un depresso che se ne sta tutto il giorno sul divano a rimuginare, incapace di qualsiasi decisione? Le donne in genere sono più pragmatiche : non cacano lo sfigato, il complessato, il rompi teste di rapa. Non ci ricamano tanti ragionamenti sopra. E' la loro forza, non cattiveria.
Perché moltissime donne sono attratte da uomini disgustosi, prepotenti ed arroganti? perché mettono a rischio la propria incolumità con uomini "marci"?
I primi della classe, i ragazzi "berbene", hanno sempre scopato poco.

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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  canterel II il Ven Giu 17, 2016 7:35 pm

Nepenthe ha scritto:Mi stupisco anche solo che qualcuno abbia letto sul serio il post di sopra, palesemente il solito sfogo senza nè capo nè coda. Se dovessi tentare un sunto razionale direi solo ciò che poi è ovvio, ovvero: che delle problematiche legate al sesso tuttora, alla faccia di Freud e di chiunque altro, non si parla. Si ammicca, con ironia o cattiveria. Il resto è troppo imbarazzante.

Perché ti stupisci di essere letto?
Delle problematiche legate al sesso si parla anche tanto, almeno da un certo momento storico in avanti (per un saggio su questo punto prendere, ad esempio, Foucault: La volontà di sapere). Però sono problematiche intricate, delicate, e quindi a macchia di leopardo esistono ambienti e situazioni per parlarne secondo codici e valori differenti, e inoltre ambienti e situazioni in cui vige il tabu, per cui se ne parla ma con un tasso scoraggiante di analfabetismo e con una tendenza ad attribuire termini disfemici e colpevolizzanti ai suddetti problemi. Certamente è vero che esistono molti ambienti e situazioni in cui predominano il chiacchiericcio giudicante e l'imbarazzo, e questo è un grosso problema culturale a cui sul piano educativo si sperimentano modi per mettere delle pezze. Le generazioni di adulti di oggi (restando in europa occidentale per non aprire un trattato) sono ancora in parte maleducate. Ad maiora...

Nepenthe ha scritto:
L'astinenza sessuale fa male, agli uomini. E questo è legato agli equilibri ormonali-testosteronici che vanno irrimediabilmente a quel paese, indipendentemente da come si vive la faccenda (detto brutalmente: masturbarsi, astenersi, controllare la frequenza ecc.).

Non sono un dottore, non so niente di preciso su ghiandole e ormoni: leggendo qua e là sulla rete trovo che c'è una letteratura per chi ha voglia di documentarsi, che dovrebbe confermare questo dato dell'esperienza: l'astinenza in linea di massima fa male. Fa male anche alle donne.
Si osserverebbero correlazioni positive con l'aumento dell'aggressività, dell'ansia e di disturbi dell'umore, e anche di problemi fisici, ma non saprei dettagliare.
Fa male in misura diversa da un individuo all'altro perché esisterebbero anche persone il cui equilibrio in termini psicologici o fisiologici non è compromesso dalla scarsa attività sessuale. L'astinenza totale e autoimposta, che comporta anche l'osservanza di divieti rigidi o la colpevolizzazione della masturbazione e di minimi comportamenti sessuali come guardare qualcuno con desiderio ecc, sarebbe in questo senso un regime ancora più difficile da gestire e più facilmente correlato con il rischio di disturbi e patologie.

Nepenthe ha scritto:
Chi ci finisce sotto si riduce veramente realmente ad un relitto umano da far pena e disgusto, ma se lo dico, me lo dico io a me stesso; è contro di me che lancio ogni anatema, perché vorrei sparire per la vergogna di come mi sono ridotto. Tutto qui.
Se non cogliete rischiate di prenderla male per la veemenza del linguaggio. D'altronde è lo stesso motivo per cui chi è solo rimarrà sempre più solo. Perché causa disgusto.
Alle donne non risulta facile comprendere la faccenda. Vedono gli "sfigati" ossessionati dal sesso, diventare frustrati e cominciare ad avere atteggiamenti misogini. Pensano semplicemente "'sto povero frustrato, che pena, s'impiccasse". A nessuna donna piacciono i "morti di fame", e tanto li considerano sub-umani (e lo sono!) che non si fanno problemi particolari a divertirsi con loro, ad illuderli per sfruttarli. Non lo fanno con cattiveria, probabilmente, però succede.

Qui si entra nel campo delle impressioni. Non voglio spendere altre parole su termini come "relitto umano", "subumano" ecc, perché mi parrebbe ormai di prendermi in giro da solo.
Se intendi dire che diverse persone astinenti possono soffrire tanto da trovarsi in condizioni di grave malessere e fragilità, allora la reazione di pena e disgusto, o invece di accoglienza, di ascolto e di rispetto, dipende dal grado di consapevolezza e di empatia di chi ha modo di riconoscere i segni del loro malessere. E perciò direi che dipende in parte da fattori soggettivi di sensibilità e di esperienza, in parte di nuovo dall'educazione diffusa. E' un problema analogo del resto a quello che si manifesta anche riguardo alla percezione del malessere di persone che soffrono per altri motivi.

A me sembra che ci sia poco di fattuale nell'attribuire alla generalità delle donne la risposta più rigida e impietosa verso la sofferenza dell'astinente.
E' chiaro che una donna si difenderà da atteggiamenti misogini: anche in questo però si danno modi diversi per difendersi e gradi diversi di consapevolezza che la donna può avere circa i moventi del misogino che le sta rompendo l'anima.
L'incomprensione della sofferenza dell'astinente mi sembra in realtà trasversale ai sessi. Conosco uomini molto immaturi e impietosi a riguardo, e conosco donne che sapendomi per lunghi periodi astinente e scontento non hanno perso un grammo di rispetto per me, per non parlare di quelle che mi hanno trovato desiderabile e hanno scelto di imbarcarsi in una relazione con me.
Anche tra le donne che mi hanno conosciuto nei momenti peggiori e verso le quali mio malgrado ho assunto atteggiamenti se non proprio offensivi certamente fastidiosi, ho registrato reazioni molto diverse. Alcune erano capacissime di capire la mia frustrazione.

Nepenthe ha scritto:
la sensazione che ormai non c'è più nulla da fare, nel senso che anche se la tua vita dovesse prendere un'altra piega ormai è troppo tardi, i tuoi meccanismi del desiderio sono andati, non potrai più vivere la sessualità in modo sano. E nessuna donna potrà volerti mai. Non hai più nulla da dare. Non sei più un essere umano.

Io vorrei dirti che questa potrebbe essere appunto una sensazione, e portarti, per quello che vale, la mia esperienza. Io ho trascorso una fase della gioventù durante la quale non ero astinente e tuttavia gestivo malissimo il mio desiderio e non vivevo bene i rapporti sessuali. Poi una lunga astinenza non voluta, con tutto il corollario di frustrazione, tetraggine, malessere. Dopo questa lunga astinenza non voluta, ho ripreso ad avere una vita sessuale: non solo il periodo precedente non aveva irrimediabilmente compromesso la mia capacità di vivere la sessualità, ma l'ho vissuta molto meglio di prima. Non voglio dire che debba andare così per tutti. Magari ho vinto la lotteria. Però al posto tuo non mi affezionerei troppo a quest'idea che raggiunta una certa soglia non si ha più nulla da dare e non si è più umani.

Nepenthe ha scritto:
In compenso c'è l'ombra di tutta questa faccenda: ovvero che la vita della gente finisce col ruotare attorno al sesso. È perché la sessualità e l'amore sono cose belle, rendono felici. No, non è vero, non è solo questo, basta vedere quanto ci si tormenta, quanti comprtamenti assurdi e spesso puerili vi girano attorno. È un'ossessione, un obbligo. E temo che sia particolarmente enfatizzato nell'epoca attuale in cui gli uomini sono ridotti a macchine di consumo.


Sono d'accordo su molte cose che scrivi in questo paragrafo, e infatti continuo a vedere grossi problemi culturali, educativi, economici che che non sono di per sé causa di tutto il malessere proveniente dall'astinenza, ma probabilmente sono moltiplicatori formidabili di questo malessere. E' anche per questo motivo che tendo a trovare un vicolo cieco nella rappresentazione un po' borderline di questi problemi come battaglia tra sessi, in cui si tratterebbe di capire chi è più infame tra il maschio e la femmina, e cercherei di ragionare più politicamente del fatto che quando le risorse si concentrano, i gruppi umani non arginano lo sfruttamento ma vi si affidano come ad un regolatore sociale automatico, certamente anche i rapporti affettivi e sessuali ne risentono.


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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  Roby89 il Ven Giu 17, 2016 11:47 pm

A me personalmente manca avere rapporti sessuali sicuramente, ma sul bisogno fisiologico di fare sesso prevale più la frustrazione per non averlo mai fatto e il sentirmi poco desiderabile dalle donne. (Mi riferisco a chi sottolineava prima che la mancanza di sesso rende le persone irritabili)

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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  Nepenthe il Ven Giu 17, 2016 11:52 pm

Perché ti stupisci di essere letto?

È una formula auto-flaggellatoria, comunque più che altro quando inizio un post m'impongo di affrontare in modo lucido e sintetico la faccenda, ma poi viene fuori un torrente di disperazione anche un pò teatrale, cosa che mi imbarazza alquanto ma che non riesco a controllare.

A me sembra che ci sia poco di fattuale nell'attribuire alla generalità delle donne la risposta più rigida e impietosa verso la sofferenza dell'astinente.

Come ho detto mille volte quello che scrivo va letto come iperbole. È una tendenza che ho osservato, sicuramente non assoluta, ma perlomeno frequente nel mio spazio di osservazione (a cui si aggiugono storie conosciute in modo indiretto, tramite racconti orali o via web). La cattiveria gratuita nei confronti dello "sfigato" è una cosa che ho visto fin troppo spesso; e non parlo solo di donne, ma di entrambi i sessi. Le frecciatine, le battutacce, i meccanismi di demolizione totale dell'ego (la cui formola di base è: "tutto ciò che fai, pensi e senti è prodotto della tua frustrazione sessuale, dunque è invalido"). L'ho subito e l'ho visto subire, ed è una cosa davvero devastante, tanto più che viene effettuata scherzando, scherzando, come a dire che il tuo problema è qualcosa di così ridicolo e patetico che non c'è altro modo di trattarlo. Il senso di umiliazione che ne deriva è colossale, è proprio un meccanismo di distruzione dell'Io, come la spersonalizzazione dei prigionieri nei campi di sterminio, nè più nè meno.
La base corrosiva di questo meccanismo è dovuta al fatto che effettivamente la tua condizione conduce ad una alterazione della percezione della realtà! di conseguenza cominci a sospettare di te stesso, dei tuoi pensieri, non sei più te stesso, è un demone chiamato "sfiga" che si è installato nel tuo cervello e produce pensieri contorti, crisi depressive e finanche momenti di euforia dei quali non puoi fidarti assolutamente, perché non sono tuoi. E non puoi andartene in giro dicendo questa cosa, dicendo: "il mio problema è la sfiga", perché saltano tutti giù a ridere. È una cosa patetica, ridicola, se ne parla solo ammiccando e facendo battutacce da taverna, sempre per sottolineare che "io trombo, eh!". No, non si può dire, ci devi girare attorno, dire "eh, ho dei problemi, in questo periodo mi sento così e colì, la depressione, il vuoto, la caducità dell'esistenza...". Finché non arriva qualcuno che ti urla in mezzo alla piazza: "aoh, toglimi una curiosità Leopardi del cazzo, da quant'è che non scopi? ma vatti a impiccà, vai...". e via risate della folla.

E' chiaro che una donna si difenderà da atteggiamenti misogini: anche in questo però si danno modi diversi per difendersi e gradi diversi di consapevolezza che la donna può avere circa i moventi del misogino che le sta rompendo l'anima.

Rompendo l'anima? e che dire delle donne che giocano con te e ti illudono solo per spillarti un favore - o anche solo per divertirsi? Questo le donne lo fanno, forse con una certa incoscienza (ma non sempre), ma lo fanno. Magari sono bravissime persone, piene di alti valori, ma quando si trovano di fronte al bavoso... dio bbono, mica è un essere umano, chissenefrega.

Io ripeto che non solo non ho niente in specifico contro le donne, ma che anzi preferisco in genere la compagnia femminile, indipendentemente da fattori sessuali. Ma non mi posso stupire se alcuni uomini sviluppano un modo di pensare fortemente misogino. Sono dinamiche che esistono.

Io vorrei dirti che questa potrebbe essere appunto una sensazione, e portarti, per quello che vale, la mia esperienza. Io ho trascorso una fase della gioventù durante la quale non ero astinente e tuttavia gestivo malissimo il mio desiderio e non vivevo bene i rapporti sessuali. Poi una lunga astinenza non voluta, con tutto il corollario di frustrazione, tetraggine, malessere. Dopo questa lunga astinenza non voluta, ho ripreso ad avere una vita sessuale: non solo il periodo precedente non aveva irrimediabilmente compromesso la mia capacità di vivere la sessualità, ma l'ho vissuta molto meglio di prima. Non voglio dire che debba andare così per tutti. Magari ho vinto la lotteria. Però al posto tuo non mi affezionerei troppo a quest'idea che raggiunta una certa soglia non si ha più nulla da dare e non si è più umani.

Che posso dire? me lo auguro. Purtroppo questa sensazione di guastarsi totalmente è forte, e certo non dipende solo dal sesso. Quando nella vita succedono cose positive, che un tempo ti avrebbero galvanizzato, e ti ritrovi a contemplarle da una distanza siderale pensando "fosse successo quando ero giovane e pieno di speranze" (a 27 anni)... credimi, è facile disperare. È inquietante renderti conto che quando vedi una bella ragazza il tuo sentimento è quello delle cose che potevano essere e non furono mai, è inquietante non essere più padrone dei tuoi pensieri, è inquietante renderti conto che il desiderio sorge in te sempre accompagnato da uno stato di angoscia e che le fantasie non possono liberarsi da un alone masochistico e marcescente. È inquietante sentirsi precipitare vertiginosamente e senza rimedio, quando tutto sommato hai ancora una vita davanti. Mi è capitato anche, in un tempo ormai anche quello lontanissimo, di spezzare l'astinenza per un'occasione improvvisa (ovviamente cose puramente occasionali); e di constatare tristemente che anche di fronte al concreto oggetto del desiderio certe emozioni non si verificano più, sono andate. Magari ti diverti, ma resta un'ombra su tutto che non si lava più. E comunque pure quello è andato, ormai io non riesco credere che una donna possa volersi concedere a me anche solo per una notte, l'astinente si fiuta ad un miglio di distanza.

Certo, non ho mai conosciuto l'esperienza della relazione stabile. Magari rapporti costanti uniti ad una situazione affettiva autentica (esiste?) possono risanare tante cose. Ma come ha ben colto Richardson una donna vuole un uomo stabile, forte, sicuro di sé. Quanti ne ho visti di sbruffoni che poi, al primo momento di fragilità (che li rendeva umani!) - BUM, vengono lasciati dalla morosa.

Sono d'accordo su molte cose che scrivi in questo paragrafo, e infatti continuo a vedere grossi problemi culturali, educativi, economici che che non sono di per sé causa di tutto il malessere proveniente dall'astinenza, ma probabilmente sono moltiplicatori formidabili di questo malessere. E' anche per questo motivo che tendo a trovare un vicolo cieco nella rappresentazione un po' borderline di questi problemi come battaglia tra sessi, in cui si tratterebbe di capire chi è più infame tra il maschio e la femmina, e cercherei di ragionare più politicamente del fatto che quando le risorse si concentrano, i gruppi umani non arginano lo sfruttamento ma vi si affidano come ad un regolatore sociale automatico, certamente anche i rapporti affettivi e sessuali ne risentono.

Assolutamente. Non provo imbarazzo nel dipingere quadri apocalittici proprio perché non sono naturali. O per meglio dire, partono da dinamiche naturali, ma le esacerbano in una direzione malata. La guerra fra i sessi non è una verità cosmica, è il prodotto di una civiltà atomizzata ed iper-competitiva, dove gli intrighi di Riccardo III sono diventati la vita normale di un adolescente di provincia. Il delirio sessuale della nostra civiltà non è altro che un'alternativa alla repressione nella società borghese ottocentesca. Si parla di raggiunta libertà dei costumi, ma chi ci libera dai costumi? Quando si giustificano modelli di vita maniacali ci si rivolge puntualmente allo "stato di natura", letto con la lente di uno pseudo-darwinismo sotto acido. La vita in natura è una lotta infernale e continua per l'esistenza, è una febbre di sesso e violenza, è una mafia di branchi e maschi alfa. Ci fanno vedere documentari dove 'ste povere bestie non fanno altro che correre, azzannarsi, accoppiarsi con musica elettronica di sottofondo e montaggio dal ritmo maniacale, che fa sembrare la silenziosa savana una metropoli infernale e la vita di un tapiro simile a quella di un manager d'azienda.

Boiate. Gli animali per la maggior parte del tempo non fanno nulla, e chi ne ha uno in casa può testimoniare. Anche le "operose" formiche, quando stanno nel formicaio passano la maggior parte del loro tempo a dormire. E del sesso non ne parliamo, una pulsione che si accende per pochi mesi all'anno e che nella maggior parte dei casi si risolve con trenta secondi di piacere e trenta cuccioli da accudire. Per non parlare degli uccelli romantici, delle oche che passano la vita in felice matrimonio accoppiandosi si e no una volta all'anno...
Poi però rinchiudi un leone ed una leonessa sterile in gabbia e vedrai che magicamente entreranno in calore a ritmo continuo. E il leone che resta solo nella gabbia comincia ad avvilirsi e a lasciarsi morire. È perché non ha la leonessa? o è perché è rinchiuso nella gabbia?
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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  canterel II il Sab Giu 18, 2016 11:38 am

Roby89 ha scritto:A me personalmente manca avere rapporti sessuali sicuramente, ma sul bisogno fisiologico di fare sesso prevale più la frustrazione per non averlo mai fatto e il sentirmi poco desiderabile dalle donne. (Mi riferisco a chi sottolineava prima che la mancanza di sesso rende le persone irritabili)

Che ti manchi è ben comprensibile, e se non ti fai il sangue troppo marcio per questa mancanza, mi sembra anzi una cosa sana. Che il bisogno fisiologico non ti tiranneggi e non ti esasperi mi sembra una buona notizia e una complicazione in meno.
Alcuni miei conoscenti hanno fatto l'amore per la prima volta quando avevano raggiunto un'età molto matura: il fatto di aspettare molto non gli è certamente piaciuto, hanno patito un po' questa lentezza nell'arrivare a mettersi in condizione di lanciarsi, ma erano anche evidentemente persone posate e riflessive, poco pulsionali e portate forse a questa scarsa arrembanza sia dalla fisiologia che dal tipo di educazione ricevuta. Questo non significava affatto che fossero incapaci di costruire un rapporto di intimità e infatti poi a quanto ne so hanno coltivato relazioni stabili e hanno messo su famiglia.


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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  canterel II il Sab Giu 18, 2016 11:42 am

Nepenthe ha scritto: Ci fanno vedere documentari dove 'ste povere bestie non fanno altro che correre, azzannarsi, accoppiarsi con musica elettronica di sottofondo e montaggio dal ritmo maniacale, che fa sembrare la silenziosa savana una metropoli infernale e la vita di un tapiro simile a quella di un manager d'azienda.

Boiate. Gli animali per la maggior parte del tempo non fanno nulla, e chi ne ha uno in casa può testimoniare. Anche le "operose" formiche, quando stanno nel formicaio passano la maggior parte del loro tempo a dormire. E del sesso non ne parliamo, una pulsione che si accende per pochi mesi all'anno e che nella maggior parte dei casi si risolve con trenta secondi di piacere e trenta cuccioli da accudire. Per non parlare degli uccelli romantici, delle oche che passano la vita in felice matrimonio accoppiandosi si e no una volta all'anno...
Poi però rinchiudi un leone ed una leonessa sterile in gabbia e vedrai che magicamente entreranno in calore a ritmo continuo. E il leone che resta solo nella gabbia comincia ad avvilirsi e a lasciarsi morire. È perché non ha la leonessa? o è perché è rinchiuso nella gabbia?

Splendida analisi dei documentari. Voglio subito Nepenthe direttore di National Geographic.

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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  Nepenthe il Sab Giu 18, 2016 12:02 pm

L'unica cosa che potrei fare se fossi a capo di un network televisivo, sarebbe chiuderlo.
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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

Messaggio  richarson il Sab Giu 18, 2016 12:35 pm

Roby89 ha scritto:A me personalmente manca avere rapporti sessuali sicuramente, ma sul bisogno fisiologico di fare sesso prevale più la frustrazione per non averlo mai fatto e il sentirmi poco desiderabile dalle donne. (Mi riferisco a chi sottolineava prima che la mancanza di sesso rende le persone irritabili)

Io non mi sfascerei troppo la testa anche perché ci sono persone che lo hanno fatto molto tardi, oltre trent'anni abbondanti.
Semmai fossi in te proverei a cercare una relazione dove l'innamoramento per entrambi sia importante. Vista la tua età non proprio da ragazzino, potresti trovare una ragazza per la quale non sia la prima volta ed essere innamorati significa molto nel rapporto sessuale. In caso di rapporto occasionale, può anche essere che la tua partner noti la poca esperienza e non resti particolarmente entusiasta. Siamo nel campo delle ipotesi comunque. Apri il cuore e tutto verrà da se. Alla tua età ci s'innamora facilmente. Può sembrarti strano ma sono stato innamorato anch'io ed i migliori rapporti sessuali gli ho avuti da innamorato.

richarson

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Re: qual è il vostro rapporto con l'altro sesso?

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