Sempre più difficile

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Sempre più difficile

Messaggio  richarson il Ven Giu 10, 2016 8:56 am

Indossare tutte le mattine la maschera di una persona quasi normale, mi sembra sempre più difficile. Sono sempre più stanco e più solo. Qualcuno certamente si renderà conto del mio cambiamento, dello sguardo assente, del cattivo umore, ma forse l'attribuirà al mio carattere, alla mia scontrosità ed alla mi antipatia. In realtà solo io conosco la mia situazione, il mio smarrimento, il mio senso di smarrimento. La verità è che non ce la faccio più. Non ce la faccio più a vivere con questa campana di vetro che mi circonda che mi fa vedere tutto negativo. E nel mio caso è tutto negativo. Sono andato nelle direzione imposta dalla depressione. Io credo onestamente che a breve la natura provvederà a manifestare il piano che ha riservato per me. L'anomalo sono io, non gli altri. Se la mattina si radono la barba, s'improfumano, si truccano, si acconciano i capelli, se indossano abiti eleganti, belle scarpe lucide, se nonostante sia mattina presto, sorridono, parlano con gli altri, se hanno battute verso le bariste, se trovano interessante parlare di calcio, di valentino rossi, degli europei, mentre io me ne sto seduto al tavolo con i gomiti appoggiati e lo sguardo perso a cercare qualcuno nella mia stessa situazione tra gli avventori del locale, l'anomalo sono io non loro. Sono stanco davvero di questa anomalia. Vorrei tornare a parlare di cazzate, di frivolezze, invece mi spengo sempre di più.

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Re: Sempre più difficile

Messaggio  Pavely II il Ven Giu 10, 2016 11:02 am

Richarson, cavolo...
Qui, ci vorrebbe proprio un abbraccio.
Vorrei solo dirti questo: non ti illudere, la normalità mica esiste.
La normalità è il modello di comportamento, di vita, di chi comanda.
Cioè: ad esempio, la normalità in Grecia antica apparteneva agli Eleuteri (gli uomini liberi) e non ai Douli (gli schiavi).
Gli uomini liberi, quelli che comandavano, erano davvero pochi, erano l'élite. Ecco: la normalità è l'ideale di vita delle élite.
Ti sto dicendo: le persone veramente normali sono l'eccezione.

Potessi vedere nelle case di quelle persone che tu consideri normali...
Le loro idiosincrasie, le loro paure, le loro particolarità...
Credimi: ti stupiresti.


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Re: Sempre più difficile

Messaggio  biancanera77 il Ven Giu 10, 2016 11:18 am

sì, anche io sono fermamente convinta che alla fine le persone davvero normali e felici siano una minoranza. A scavare nella vita della gente scopro a volte delle cose che mi dico "mi tengo stretto il mio modo di essere, anche se mi fa stare male, ma così come loro non voglio vivere"...
non voglio certo sminuire la depressione, i tuoi problemi, assolutamente. Ma pensare che fuori da noi sia in corso una specie di festa in cui tutti si divertono e stanno bene....non è così! molte persone magari non sono depresse, ma vivono una vita piccola e meschina.
un abbraccio

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Re: Sempre più difficile

Messaggio  richarson il Ven Giu 10, 2016 1:14 pm

Io mi auguro che fuori ci siano meno depressi di quello che la società imporrebbe. Ognuno avrà le sue difficoltà, i loro problemi, ma la depressione è un altra cosa. Mi accontenterei anche di poco adesso. Mi basbasterebbe anche solo riuscire a stare seduto ammirando la natura senza sentire il peso dei miei problemi.

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Re: Sempre più difficile

Messaggio  richarson il Ven Giu 10, 2016 1:21 pm

Hai ragione anche tu Pavely. Lo psichiatra mi dice sempre che da lui vanno anche persone che la gente non crede sia possibile che abbiano dei problemi. Io in sala d'aspetto però vedo sempre relitti umani. Ci scrutiamo tutti con la stessa espressione di curiosità. Se sei lì non hai un otturazione da fare.

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Messaggio  biancanera77 il Ven Giu 10, 2016 10:42 pm

Ma guarda, anche la scemenza o l'accontentarsi non sono granche' come opzioni per vivere la vita. Certo, forse soffri meno, ma io preferisco essere su su su e giu' giu' giu' piuttosto che stare nel grigio perenne....

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Messaggio  richarson il Ven Giu 10, 2016 11:35 pm

L'alcol ti illude di stare su. In realtà ti deprime ancora di più.

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Messaggio  Lost_in_a_moment il Sab Giu 11, 2016 5:33 am

richarson ha scritto:Mi basbasterebbe anche solo riuscire a stare seduto ammirando la natura senza sentire il peso dei miei problemi.  

quanto mi ci ritrovo anch'io ... è una speranza che ho costante... ma non si avvera!

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Messaggio  tic tac il Mar Giu 14, 2016 12:05 am

richarson ha scritto: Vorrei tornare a parlare di cazzate, di frivolezze
Che cosa te lo impedisce?

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Messaggio  Lost_in_a_moment il Mar Giu 14, 2016 12:16 am

tic tac ha scritto:
richarson ha scritto: Vorrei tornare a parlare di cazzate, di frivolezze
Cosa te lo impedisce?

Non so di per certo cosa lo impedisca a lui, ma per quanto riguarda me, che sono anch'io una persona riflessiva, esageratamente credo, soprattutto sulle cose negative, forse perchè in fin dei conti vedo le cose negative perchè ci sono davvero... e penso che realisticamente parlando, si possa tranquillamente affermare che su una bilancia siano maggiori quelle negative un po' per chiunque, solo che magari chi tende ad essere opposto a come sono io non ci pensa troppo, per concentrarsi sugli aspetti positivi.. e quindi non mi riesce vedendo e vivendo tutto ciò, di prendere, accettare l'esistenza a cuor leggero ed in maniera spensierata.
ma è solo il mio punto di vista personalissimo.. che mi sento di dire per fortuna non è comune alla maggior parte della gente, altrimenti ci troveremmo in una società di persone depresse... quanto li invidio, quelli che ci riescono naturalmente!

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Messaggio  richarson il Mar Giu 14, 2016 7:15 pm

Mio figlio adolescente ancora abbisogna di me. Si ok per le solite così, per essere trasportato in qualche posto, per riprenderlo a scuola o dagli amici. Non pretendo che mi dica nulla di intimo, non sarei nemmeno in grado di aiutarlo un gran chè. Io lo guardo mentre sembra alzarsi ogni giorno di più e penso che forse mi detesterà, non lo so, non m'importa nemmeno. Mi ricordo il giorno della sua nascita. Erano gli inizi dei giorni della mia malattia. Si a pensarci bene gli voglio bene davvero. Spero di non trasmettergli il seme della depressione. Penso all'esistenza sgomenta di tanti giovani che si raccontano anche in questo forum. Ma possibile che l'uomo abbia spinto troppo in avanti la sua presunzione di un esistenza idilliaca da generare relitti umani, esseri di scarto?

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Messaggio  Lost_in_a_moment il Mer Giu 15, 2016 12:59 am

richarson ha scritto:Mio figlio adolescente ancora abbisogna di me. Si ok per le solite così, per essere trasportato in qualche posto, per riprenderlo a scuola o dagli amici. Non pretendo che mi dica nulla di intimo, non sarei nemmeno in grado di aiutarlo un gran chè. Io lo guardo mentre sembra alzarsi ogni giorno di più e penso che forse mi detesterà, non lo so, non m'importa nemmeno. Mi ricordo il giorno della sua nascita. Erano gli inizi dei giorni della mia malattia. Si a pensarci bene gli voglio bene davvero. Spero di non trasmettergli il seme della depressione. Penso all'esistenza sgomenta di tanti giovani che si raccontano anche in questo forum. Ma possibile che l'uomo abbia spinto troppo in avanti la sua presunzione di un esistenza idilliaca da generare relitti umani, esseri di scarto?

Guarda tranqullizzati per tuo figlio, spesso e volentieri i figli se non si ritrovano nella figura genitoriale reagiscono diventando l'opposto. Ho anche sentito dire che la depressione è genetica e che se c'è in famiglia qualche persona che ne ha sofferto può essere "ereditaria", ma non so se sia vero perchè allora io secondo tale teoria non avrei dovuto diventarlo visto che sono tutti sani come pesci.
Sui relitti umani, sebbene invidi la loro capacità di non porsi i problemi come me, so che ci sono e sono la maggioranza della popolazione. Posso spiegarlo solo perchè viviamo in una società sciocca ed inutile, in un mondo frivolo basato su 4 cazzate fondamentali (calcio, figa, soldi, macchine) e sulla superficialità delle apparenze senza considerare l'essenza dell'interiorità umana e la capacità, in teoria, di pensiero e di intelletto...

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Messaggio  canterel II il Mer Giu 15, 2016 3:13 pm

Lost_in_a_moment ha scritto:
Sui relitti umani, sebbene invidi la loro capacità di non porsi i problemi come me, so che ci sono e sono la maggioranza della popolazione. Posso spiegarlo solo perchè viviamo in una società sciocca ed inutile, in un mondo frivolo basato su 4 cazzate fondamentali (calcio, figa, soldi, macchine) e sulla superficialità delle apparenze senza considerare l'essenza dell'interiorità umana e la capacità, in teoria, di pensiero e di intelletto...

anche in questo thread, come in quello di roby89 dedicato ai rapporti con l'altro sesso,
mi trovo un po' stupito e dubitoso nei riguardi di questa attribuzione di uno status semiumano alla "maggioranza della popolazione". non mi piace parlare di relitti umani, mi imbarazza perché non mi sento proprio in condizione di attribuire a nessuno una patente del genere.
a me sembra anche un po' troppo sbrigativo e rassicurante. più ci si riesce ad avvicinare all'intimità di chiunque altro, anche di persone poco scolarizzate, poco comunicative, poco e mal vissute, più si scoprono contraddizioni, problemi, ed esistenze tutt'altro che pacificamente dissolte in "calcio, figa, soldi, macchine".
a me sembra che la società, cioè l'insieme reale dei rapporti di produzione, di consumo, di scambio simbolico in cui ci muoviamo, non sia tanto semplicemente sciocca e inutile, quanto, piuttosto, troppo complessa, troppo attraversata da flussi di informazione accelerata e non elaborata, e dipendente da meccanismi socio-economici di cui appare allo stesso tempo urgente ma molto difficile e rischiosa la revisione.

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Messaggio  richarson il Mer Giu 15, 2016 6:49 pm

Certamente qualcuno potrà trovare anche romantico fare il barbone. Libertà assoluta, si vive alla giornata, si conosce un sacco di gente. Tutto vero, però è innegabile che nel contesto di questa società, un barbone è un relitto umano.
Le persone depresse, a mio giudizio, sono relitti umani e vivono da relitti umani.
La differenza fondamentale tra una persona con disagi mentali ed una persona mentalmente sana è la risposta allo stres. Chi non ha problemi mentali, potrà avere problemi quotidiani o a lungo termine, come hanno tanti, ma la risposta ai problemi è diversa, è reattiva. Il depresso non risponde allo stres, ne viene sopraffatto.
Canterel, tu puoi girarci intorno con le parole quanto vuoi, sei abilissimo e bravo, però non dimenticarti che siamo clinicamente "MALATI MENTALI", tutti coloro a cui è stato diagnosticato una forma di disturbo mentale.

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Messaggio  tic tac il Mer Giu 15, 2016 7:16 pm

Dire che si è malati mentali fa comodo per non prendersi le proprie responsabilità.

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Messaggio  richarson il Mer Giu 15, 2016 7:22 pm

tic tac ha scritto:Dire che si è malati mentali fa comodo per non prendersi le proprie responsabilità.
La depressione che piaccia o no, per definizione medica è una delle tante malattie mentali. No a caso viene curata con farmaci.
tic tac, pensi che a qualcuno piaccia fare il depresso per non assumersi le proprie responsabilità?

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Messaggio  canterel II il Mer Giu 15, 2016 8:06 pm

richarson ha scritto:Certamente qualcuno potrà trovare anche romantico fare il barbone. Libertà assoluta, si vive alla giornata, si conosce un sacco di gente. Tutto vero, però è innegabile che nel contesto di questa società, un barbone è un relitto umano.
Le persone depresse, a mio giudizio, sono relitti umani e vivono da relitti umani.
La differenza fondamentale tra una persona con disagi mentali ed una persona mentalmente sana è la risposta allo stres. Chi non ha problemi mentali, potrà avere problemi quotidiani o a lungo termine, come hanno tanti, ma la risposta ai problemi è diversa, è reattiva. Il depresso non risponde allo stres, ne viene sopraffatto.
Canterel, tu puoi girarci intorno con le parole quanto vuoi, sei abilissimo e bravo, però non dimenticarti che siamo clinicamente "MALATI MENTALI", tutti coloro a cui è stato diagnosticato una forma di disturbo mentale.

richarson, se per "barbone" intendi una persona senza fissa dimora io non credo di alimentare alcun romanticismo chiedendoti gentilmente di non qualificare come "relitti umani" le persone senza fissa dimora quando scrivi su questo forum.
e spero che non vorrai sostenere che la società ti obbliga ad usare degli insulti per qualificare le persone, perché al contrario la società ti chiederebbe di misurare le parole almeno un po', quando ti esprimi in uno spazio pubblico.
quindi, se non ti dispiace: smetti di riferirti a categorie di persone a caso con etichette insultanti come "relitto umano" o "essere umano di scarto".

"relitto umano" è un'etichetta verbale offensiva e di per sé così poco significativa che infatti in questo thread, nel breve alternarsi di messaggi tuoi, di Lost_in_a_moment e miei, non si capisce neanche bene a chi sia attribuita tale etichetta (ai "barboni" ? a chi soffre di depressione? a chi soffre in generale di disagio psichico e disturbi dell'umore?). Io, ad esempio, stavo rispondendo invece a Lost_in_a_moment che, probabilmente fraintendendoti, sembra riferire l'etichetta alle "persone che non hanno la capacità di porsi dei problemi e vivono in un mondo frivolo, superficiale e fatto di apparenze.

visto che l'etichetta crea solo casino ed è obiettivamente degradante, secondo me facciamo prima e meglio a non usarla.

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Messaggio  richarson il Mer Giu 15, 2016 8:37 pm

Ok capo però per me un depresso è un relitto umano. Io mi sono definito tale più di una volta. È chiaro però che se a te padrone di casa disturba questo epiteto, mi atterrò agli ordini impartiti

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Messaggio  tic tac il Mer Giu 15, 2016 11:02 pm

richarson ha scritto:
tic tac ha scritto:Dire che si è malati mentali fa comodo per non prendersi le proprie responsabilità.
La depressione che piaccia o no, per definizione medica è una delle tante malattie mentali. No a caso viene curata con farmaci.
tic tac, pensi che a qualcuno piaccia fare il depresso per non assumersi le proprie responsabilità?
La depressione si cura anche con la psicoterapia, non solo con i farmaci. La mente a volte lavora in maniera inimmaginabile per rispondere a certi disagi personali e a certe realtà.

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Re: Sempre più difficile

Messaggio  richarson il Mer Giu 15, 2016 11:28 pm

Resta pur sempre una malattia mentale a prescindere da come la si affronti

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Messaggio  Lost_in_a_moment il Gio Giu 16, 2016 5:07 am

canterel II ha scritto:
Lost_in_a_moment ha scritto:
Sui relitti umani, sebbene invidi la loro capacità di non porsi i problemi come me, so che ci sono e sono la maggioranza della popolazione. Posso spiegarlo solo perchè viviamo in una società sciocca ed inutile, in un mondo frivolo basato su 4 cazzate fondamentali (calcio, figa, soldi, macchine) e sulla superficialità delle apparenze senza considerare l'essenza dell'interiorità umana e la capacità, in teoria, di pensiero e di intelletto...

anche in questo thread, come in quello di roby89 dedicato ai rapporti con l'altro sesso,
mi trovo un po' stupito  e dubitoso nei riguardi di questa attribuzione di uno status semiumano alla "maggioranza della popolazione". non mi piace parlare di relitti umani, mi imbarazza perché non mi sento proprio in condizione di attribuire a nessuno una patente del genere.
a me sembra anche un po' troppo sbrigativo e rassicurante. più ci si riesce ad avvicinare all'intimità di chiunque altro, anche di persone poco scolarizzate, poco comunicative, poco e mal vissute, più si scoprono contraddizioni, problemi, ed esistenze tutt'altro che pacificamente dissolte in "calcio, figa, soldi, macchine".
a me sembra che la società, cioè l'insieme reale dei rapporti di produzione, di consumo, di scambio simbolico in cui ci muoviamo, non sia tanto semplicemente sciocca e inutile, quanto, piuttosto, troppo complessa, troppo attraversata da flussi di informazione accelerata e non elaborata, e dipendente da meccanismi socio-economici di cui appare allo stesso tempo urgente ma molto difficile e rischiosa la revisione.  

Secondo me invece, è più semplice di quanto possa sembrare... a me sembra che la realtà in cui viviamo sia molto manovrata da qualcuno e più di uno, non so quanti siano, ma uno di quelli potrebbe essere l'inventore di facebook per farti un esempio reale, che noi non conosciamo, e che lucra sulle nostre vite ..e a noi viene fatto credere sia una scelta, ma in realtà è uno studio enorme che ci porta ad avere pensieri utili ai loro scopi... oltretutto non ci rendiamo conto che dicendo al mondo intero chi siamo dove siamo e cosa facciamo, perchè sempre parlando di facebook (ma può essere qualsiasi altro social simile), ci viene lo stimolo di doverlo pubblicare, sì esatto zero privacy su quasi nulla della nostra vita. Perchè? perchè magari qualcuno vuole far invidia per un posto in cui ha fatto una vacanza, è andato un locale ritenuto "in", oppure semplicemente perchè lo fanno tutti di default ed allora ci siamo adeguati anche noi alla normalità che consiste oramai nel far sapere a tutti qualsiasi cosa pensiamo, facciamo, ecc... ma oltre agli amici ci sono altre persone più nascoste che lo vengono a sapere.. a me sorge la domanda: perchè? perchè lo vogliono sapere e farcelo dire pubblicamente? a loro cosa gliene fotte di sapere dove abito, dove lavoro, orientamento politico, chi sono i miei famigliari, e via dicendo..? sicuro c'è un bel motivo che li spinge a farlo. ad esempio questo per te non è un comportamento un po' privo di ragione? Ok,uno può dire che non ha nulla da nascondere a nessuno, ma che vantaggi si possono trarre sbandierando il nostro privato così? non sarebbe bello mostrarci con chi si ha davvero piacere di conoscere? Attenzione non escludendo le conoscenze in rete, anzi. Ma appunto parliamo di CONOSCENZA o almeno intenzione di farla, mentre con lo sbandieramento di cavoli nostri come se non ci fosse un domani sappiamo che scriviamo ma leggeranno persone di cui non ci interessa o non parliamo da secoli, o visti una volta ma aggiunti perchè ci sono amicizie comuni, oppure persone che non conosceremo mai ma fanno numero nelle amicizie. Così ho precisato la differenza anche nei rapporti online. Non sia mai che magari mi si prenda come una retrograda o anti tecnologia, no nella maniera più assoluta apprezzo la tecnologia , sebbene non approvi l'eccesso e la tendenza ad abusarne troppo. E dov'è poi in un rapporto umano il piacere della novità, della scoperta e del mistero che ci intriga ed invoglia ad approfondire un'amicizia, una relazione, quel che vuoi, se tanto persino in Cina hanno letto quante volte in quel giorno sei andato in bagno? dai, l'esempio è ironico ma rende l'idea! Boh... poi ok io sono drastica ma almeno il pensiero prima di agire a muzzo sarebbe gradito. Ecco cosa mi porta a pensare male della gente. Il fatto di non domandarsi mai nulla o quasi, e non riflettere con la proria mente. Ma non mi sento di essere migliore rispetto a nessuno. Credo che il concetto di giusto o sbagliato, come di bello o brutto sia molto soggettivo e nessuno può imporre nella maniera più assoluta agli altri la sua idea e basta. Certo è che mi sento diversa e quindi non ci tengo a passare del tempo con persone con cui non ho nulla di cui discutere. In seguito a questo mio ragionamento di esclusione dalla massa potresti pensare che io pecchi di presunzione o superbia. Invece ti dico che è solo rassegnazione la mia.Mi rassegno alla realtà dei fatti, sono diversa e non posso nasconderlo perchè prima o poi esce fuori la vera personalità. Lo dico per esperienza. anni fa facevo di tutto per sentirmi accettata e non sbagliata, proprio questo anche mi ha fatta soffrire, comprendere di non essere come gli altri ed essere sempre etichettata.. anche quando non mi si conosce. Quindi hosmesso da tempo di provarci. Posso parlare di relitti perchè per loro una persona diversa in qualcosa è sicuramente cacchina non vanno oltre alle loro convinzioni, cosa che io invece dico non siamo noi a stabilire chi sia meglio. Ma sono diventata disgustata perchè essere così convinti senza avere basi denota solo tanta stupidità. E' vero non bisogna eticchettare persone a caso , come dici tu, insultandole. Ma alla fine finisci per farlo perchè loro in primis etichettano, e i loro aggettivi sì che sono insulti, molto peggio di relitto. Tra l'altro le nostre etichette non escono perchè proviamo divertimento nel dare aggettivi, ma lo si fa per conseguenza delle loro azioni. Spero di essere stata un po' più chiara, anche se ho dovuto scivere molto, ma con una sintesi non si sarebbe spiegato davvero quello che penso...

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Messaggio  Lost_in_a_moment il Gio Giu 16, 2016 5:28 am

richarson ha scritto:
tic tac ha scritto:Dire che si è malati mentali fa comodo per non prendersi le proprie responsabilità.
La depressione che piaccia o no, per definizione medica è una delle tante malattie mentali. No a caso viene curata con farmaci.
tic tac, pensi che a qualcuno piaccia fare il depresso per non assumersi le proprie responsabilità?

A sto giro non la penso come te, sui farmaci intendo. Che sia una malattia magari sì, di certo è un malessere quindi un problema, sì il cervello è malato, ma sui farmaci.. che curino non ne sono certa, anzi penso che a volte peggiorino... Tanti diventano peggio di com'erano partiti. Quei farmaci non sono uno scherzo... gli effetti collaterali sono infiniti . Poi di certo c'è chi sa usarli nella quantità e durata corretta, senza danneggiare altro o peggiorare altre problematiche.. ma sento e ho visto chi cambia psicofarmaci da anni.. e non è più la stessa persona ma solo un paziente psichiatrico con tanti problemi.. Io sono diffidente piuttosto muoio così come sono e non come un burattino per arricchire le case farmaceutiche mi dispiace. Io l'ho provato uno psicofarmaco e ho verificato la potenzialità sul cervello, ma anche quella di modificarlo in maniera negativa. Me lo prescrisse lo psichiatra nel periodo più buio dell'anoressia, dove non riuscivo manco a studiare o fare altro, solo a cosa mangiare anzi non mangiare per perdere peso e quanto... mi disse con questo farmaco il tuo pensiero sarà meno intenso non penserai unicamente a quello, ti distoglierà l'attenzione. In effetti aveva ragione, non ci pensavo così tanto, ma non ero in grado di pensare proprio! Mi buttava stanchezza e quindi non potevo pensare manco per sbaglio però non potevo nemmeno sentirmi una rincoglionita solo perchè altrimenti pensavo a cose negative... l'ho interrotto... che siano cose belle o brutte preferisco avere la capacità di formulare pensieri... comunque sono roba forte e non sono così certa che curino il problema della depressione, tu per esempio sei guarito se li hai presi?

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Messaggio  richarson il Gio Giu 16, 2016 9:45 am

Lost_in_a_moment ha scritto:
richarson ha scritto:
tic tac ha scritto:Dire che si è malati mentali fa comodo per non prendersi le proprie responsabilità.
La depressione che piaccia o no, per definizione medica è una delle tante malattie mentali. No a caso viene curata con farmaci.
tic tac, pensi che a qualcuno piaccia fare il depresso per non assumersi le proprie responsabilità?

A sto giro non la penso come te, sui farmaci intendo. Che sia una malattia magari sì, di certo è un malessere quindi un problema, sì il cervello è malato, ma sui farmaci.. che curino non ne sono certa, anzi penso che a volte peggiorino... Tanti diventano peggio di com'erano partiti. Quei farmaci non sono uno scherzo... gli effetti collaterali sono infiniti . Poi di certo c'è chi sa usarli nella quantità e durata corretta, senza danneggiare altro o peggiorare altre problematiche.. ma sento e ho visto chi cambia psicofarmaci da anni.. e non è più la stessa persona ma solo un paziente psichiatrico con tanti problemi.. Io sono diffidente piuttosto muoio così come sono e non come un burattino per arricchire le case farmaceutiche mi dispiace. Io l'ho provato uno psicofarmaco e ho verificato la potenzialità sul cervello, ma anche quella di modificarlo in maniera negativa. Me lo prescrisse lo psichiatra nel periodo più buio dell'anoressia, dove non riuscivo manco a studiare o fare altro, solo a cosa mangiare anzi non mangiare per perdere peso e quanto... mi disse con questo farmaco il tuo pensiero sarà meno intenso non penserai unicamente a quello, ti distoglierà l'attenzione. In effetti aveva ragione, non ci pensavo così tanto, ma non ero in grado di pensare proprio! Mi buttava stanchezza e quindi non potevo pensare manco per sbaglio però non potevo nemmeno sentirmi una rincoglionita solo perchè altrimenti pensavo a cose negative... l'ho interrotto...  che siano cose belle o brutte preferisco avere la capacità di formulare pensieri... comunque sono roba forte e non sono così certa che curino il problema della depressione, tu per esempio sei guarito se li hai presi?
In questo forum le cose sono due: o io mi esprimo male o voi non capite ciò che scrivo.
Io ho scritto unicamente che la depressione viene curata con farmaci. Non che viene guarita con i farmaci. Mi sembrano due concetti completamente diversi.
Io per esempio ho due ernie al disco. La curo con cortisone quando sono in fase acuta, ma forse per guarire dovrei operarmi. Il mal di denti lo curo con un analgesico, ma per guarire devo andare dal dentista. Ovvia giù cerchiamo di capirsi, dio santo.

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Messaggio  canterel II il Gio Giu 16, 2016 12:38 pm

Lost_in_a_moment ha scritto:
Secondo me invece, è più semplice di quanto possa sembrare... . Spero di essere stata un po' più chiara, anche se ho dovuto scivere molto, ma con una sintesi non si sarebbe spiegato davvero quello che penso...

Grazie, Lost_in_a_moment.
Il fatto che hai dovuto scrivere molto per spiegarti, e lo scorcio di società che descrivi, continua però a non restituirmi un quadro semplice...

L'iperconnessione e il traffico internazionale di dati complicano parecchio i rapporti sociali. Il traffico di informazioni è troppo veloce rispetto ai limiti della neuroplasticità umana, per cui si scambiano pacchetti di informazioni ad alto contenuto emotivo senza alcuna elaborazione. Io trovo normale e non troppo disprezzabile che per cercare di stabilizzare questo marasma di scambi, molte persone costruiscano bacheche con fotografie di gattini e calciatori.
Si può anche fare a meno di bacheche, ma non è una scelta così priva di conseguenze e per alcune persone non è neppure una scelta (per esempio credo esistano aziende che richiedono ai dipendenti di aprire account sui social forum, e più banalmente esistono tante relazioni di amicizia, affetto e parentela a distanza che spingono ad aprire un account. e poi c'è tanta solitudine, e anche quella non è disprezzabile).

Io non credo che chi reagisce alla pressione sociale in questo modo sia un relitto umano, e se incontro una bacheca con immagini di motociclette e calciatori, mi sforzo di non concludere per induzione che la persona che ha allestito quella bacheca si risolva in essa, che sia priva di complessità o di pensiero o di dolori e contraddizioni. magari posso fare deduzioni sul suo grado di scolarizzazione, di dimestichezza con i mezzi di comunicazione, sulle sue abitudini.
ma credo che sia illusorio, rassicurante nell'immediato e però foriero di effetti negativi per me stesso - in quanto mi fornisce una scusa per evitare analisi dolorose, per evitare la gestione della complessità e per isolarmi - il fatto di attribuire a me stesso un'interiorità magari sofferente e ricca di contraddizioni, e di considerare vuote le persone che mi circondano per il fatto che non percepisco direttamente la loro interiorità e non riesco a intravederla dietro le foto dei gattini e dei calciatori. è vero che evolutivamente il pensiero di chiunque parte da una posizione egocentrica: cogito ergo sum! però occorre stare attenti a non basarsi troppo sulla percezione soggettiva del pensiero, perché appunto ci manca l'organo per percepire il pensiero degli altri, e rischiamo così di sentirci tanto soli e umani in un mondo popolato di esseri semiumani senza vissuto e senza testa. ed è una trappola, secondo me.

La psicologia sociale rileva modi di descrivere gli altri che sottraggono umanità alla persona descritta: i ricercatori che studiano questo tipo di attribuzioni, le inquadrano nel più vasto ambito degli studi sul razzismo e la discriminazione. non si tratta per forza di parole grevi, classificabili come insulti per il loro riferimento a oggetti come la sporcizia, gli escrementi, i genitali, animali ripugnanti. ci sono forme di deumanizzazione che si basano semplicemente sul fatto di attribuire agli altri stati emotivi e sentimenti più semplici e aproblematici rispetto a quelli che attribuiremmo a noi stessi, a volte anche usando termini positivi e complimenti.




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Re: Sempre più difficile

Messaggio  richarson il Gio Giu 16, 2016 6:37 pm

Scusa Canterel ma senza offesa sei per caso parente di Vendola? Sarà che ho bevuto due birre medie, ma sono tre volte che leggo il tuo post e non ci ho ancora capito un cazzo! Non potresti sforzarti di scrivere vome tu parli? Io non penso chr tu tutti giorni parli di "marasma do scambi e iperconnessione di dati".

richarson

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Re: Sempre più difficile

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