storia di ordinaria follia

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storia di ordinaria follia

Messaggio  richarson il Mar Mag 24, 2016 11:33 pm

Questo è uno dei momenti più brutti della giornata. Il momento in cui vado a letto prima di dormire. Ogni sera devo prendere atto della mia inutilità quotidiana. Nel momento in cui chiudo gli occhi mi balena nella mente tutta la mia vita, quelli che erano le mie speranze ed i miei sogni. Tutto viene sovrastato dal peso asfissiante delle mie paure e della mia precarietà. Come sempre mi ritrovo a pensare che la morte sia l'unica via ed inizio a progettare nei dettagli la fine. Il pensiero allora diventa ossessione. Il calore corporeo diventa sudore che cola dalla nuca. Ogni sera è la stessa storia

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Re: storia di ordinaria follia

Messaggio  richarson il Mar Mag 24, 2016 11:43 pm

Mi addentro poi nel paradiso in cui sto sempre bene, raggiante, dinamico e giovane. Nel sonno non son mai depresso o preoccupato ma vivo. Sarà quello il paradiso, l'aldilà? Non lo so però è sicuramente la dimensione che adoro di più, che mi spinge a fare il grande balzo.

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Re: storia di ordinaria follia

Messaggio  Lost_in_a_moment il Mer Mag 25, 2016 1:34 am

Ti avevo risposto nella'altro topic non avevo visto che c'era anche questo, comunque come ti dicevo anch'io mi sento come te.. anch'io a volte mi ritrovo pure sudata ma magari prima di dormire tremavo dal freddo cioè ho sbalzi di temperatura continui uno schifo ... e anch'io quando riesco a dormire spesso sogno ma non li ricordo di sicuro non sto male come nella vita reale

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Re: storia di ordinaria follia

Messaggio  mazzonrocky il Mer Mag 25, 2016 5:19 pm

Purtroppo temo che da morti non si sogni più, e non si soffra più. Si è morti, più di quanto ci si senta adesso, e senza alcuna possibilità di sognare ancora una volta, senza più piangere, senza più ridere, senza più odiare...basta, la nostra esistenza è finita, tra i miliardi di persone sulla terra ce ne saranno una decina che si ricordano di noi, e che diranno "era depresso..." "volevo sentirlo proprio ieri, ma poi non ho avuto tempo""ho qualche senso di colpa, ma cosa potevo fare io?" e qualcuno che sicuramente ci piangerà davvero. Io ho fatto una decina di giorni fa un sogno che la mia psicoterapeuta ha giudicato "bello" ed emblematico, che (lei mi fa capire...) la induce a ritenere che sia quasi ora di interrompere la nostra "relazione". Ho sognato che lottavo con mio padre, che tentava di avere con me un approccio sessuale. Mai successo nella realtà, io ho 60 anni e mio padre è morto una quindicina di anni fa. Mi faceva schifo, nel sogno, all'inizio non credevo alle sue intenzioni, pensavo scherzasse poi le intenzioni sono deiventate chiare, lottavo per liberarmi dalla sua stretta, ero più forte, gli ho dato un pugno nello stomaco (l'ho dato davvero al materasso). Non aveva senso, razionalmente, che mi sognassi di lui, non c'era ragione. Da 30 anni ero convinto di essermi completamente liberato dalle inibizioni che suo malgrado mi aveva causato. Andavamo d'accordissimo da almeno tre decenni. Eppure nel sogno provavo disprezzo, volevo liberarmi e fargli un pò di male, ma non troppo, senza ucciderlo. Volevo lottare per essere libero, e vedevo la parte peggiore di lui. Una parte che non mi aspettavo, che non sospettavo: mi aveva tradito. Ho divagato, ma si parlava di sogni...Forse adesso mi sto davvero liberando. Meglio tardi che mai. Avrei potuto morire prima, spararmi, sbattere la testa contro al muro, buttarmi nel vuoto come ho spesso pensato, pensando anche all'orrore di chi avrebbe poi dovuto raccogliere il mio corpo sbrindellato. In molte occasioni mi sono sentito senza alcuna via d'uscita, ho sentito la mia vita finita. Ma sono ancora qui e sono contento, anche se non sono felice, anche se lavoro al 20% di quello che dovrei, anche se non ne ho voglia...sono qui in ufficio, scrivo ma mi sembra di non perdere tempo, posso vedere persone, commentare su facebook le più infami fregnacce e riuscendo a non mandare tutti a quel paese insultandoli, come loro stessi si aspettano, perchè sono frustrati ed hanno voglia di sentirsi vivi insultando e facendosi insultare. E riesco a non insultarli senza fare troppa fatica. Sto diventando grande. Non sono un bipolare, non sono un depresso, ho solo avuto un vita interiore, ed anche di relazione per molti aspetti, sfortunata. Ho rischiato molto, moltissimo. Di morire, di uccidere. Magari rischierò ancora, magari domani, magari stasera. Ma on credo che rischierò più di suicidarmi (nè di uccidere), almeno fino a che sarò fisicamente e mentalmente autonomo ed efficiente. Dopo, da vecchio peso disabile, sarà un'altra storia, e forse accadrà. Ma probabilmente morirò prima, in un incidente stradale o tentando di intervenire in una aggressione. Perchè ho il mito del "fare", dell'"agire" del reagire, dell'uomo che deve in qualche modo incidere in modo positivo sull'ambiente, sul mondo, sulla famiglia. E quando non riesci, quando diventi un ostacolo e un peso, ne soffri enormemente e ti abbatti...capisco che molti si sentano in questa situazione. Ecco, lo spirito è sempre quello, ma il "modo" è cambiato. Almeno spero. Ci sono voluti due anni e mezzo, non sono arrivato al traguardo, ma di strada ne ho fatta, e sono orgoglioso di averla scelta io, la strada. Anche se all'inizio non pensavo ai "miei" problemi, ma a quelli degli altri che rovinavano la mia vita. Posso ancora aiutare gli altri, amici, ex amici che sono arrivato ad odiare (ma odiare davvero) e che ora comprendo, che vedo più deboli ed inermi di me, che vedo come dei poveracci (ma senza più odiarli nè disprezzarli) che non hanno la capacità, oppure gli strumenti,o l'intelligenza, che sono stati subdolamente condizionati, che hanno paura della propria ombra, che hanno paura di essere sinceri, che hanno il terrore di aiutare gli altri perchè condizionati a pensare che "tutti devono pensare a sè stessi", che simulano, ma nei loro occhi vedi paura e tristezza...ragazzi, mi sento quasi libero. Bella sensazione. So che è un momento che può durare anche poco. Tuttavia, prima non avevo mai provato queste sensazione, e questi pensieri. Scusate se ho parlato troppo di me e delle cose che vedo come positive, ma spero che in qualche modo, a qualcuno, possa dare un pò di speranza e un pò di energia, che possa far pensare ad altre strade.

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Re: storia di ordinaria follia

Messaggio  richarson il Mer Mag 25, 2016 9:02 pm

Io invece sono sbronzo anche stasera e mi trovo qui in questo bar di m...di periferia, dove anche Dante dovrebbe inventarsi un girone nuovo. Mi sento un monte di m..Il mio aspetto fisico esprime meglio di ogni pensiero la mia persona. Ormai sono scisso dal comune pensare degli esseri umani. Sono folle

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Re: storia di ordinaria follia

Messaggio  richarson il Mer Mag 25, 2016 9:17 pm

Scusatemi se scrivo troppo ma in questo periodo comunico solo con voi. C'è sicuramente il vantaggio di non conoscersi.

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Re: storia di ordinaria follia

Messaggio  richarson il Gio Mag 26, 2016 12:10 am

Non è stato sempre così. Prima di alzare le mani in segno di resa, mi sono rialzato diverse volte dal tappeto. Scioccamente una volta ho creduto anche di essere guarito del tutto. All'improvviso mi sentii rinato, sereno, pieno di forze. Per incanto non sentii neppure la voglia di bere. Durò anche qualche mese questo benessere, come se la parte peggiore di me si fosse sopita. Arrivai perfino a credere di essere contento. Mai sono stato peggio di ora però. Di me tutto parla di un profondo malessere. Ogni mattina indosso la maschera dell' uomo comune. I più non sanno dei miei problemi. Ingoiare tre, quattro farmaci sl giorno, ormai è un abitudine. Se poi non entri più nella taglia xxl, la gente te lo fa notare con sarcasmo, ma non sa quanto ti ferisce dentro.

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Re: storia di ordinaria follia

Messaggio  richarson il Gio Mag 26, 2016 12:21 am

Gente, devo uscirne perché io non so ancora per quanto tempo sarò ancora qui. Devo scrivere per trovare la soluzione, perché è in serate come queste che la gente si uccide.
Non succede solo agli altri. Il richiamo è simile alle sirene di Ulisse. Devo scrivere e concentrarmi perché se spengo il cell e chiudo gli occhi, il mostro che ho dentro mi spinge all'esaltazione per il grande balzo. Mi fa apparire la cosa grandiosa al cospetto degli altri. In fondo mi fa sentire Gesù. La mia morte solleva le coscienze di coloro che mi hanno fatto del male, di quelli che non hanno voluto vedere.

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Re: storia di ordinaria follia

Messaggio  Madama_Butterfly il Gio Mag 26, 2016 12:55 am

Fai bene a scrivere. Ci vuole coraggio anche per quello. Qualche scrittore una volta scrisse che scrivere è resistere.
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Re: storia di ordinaria follia

Messaggio  richarson il Ven Mag 27, 2016 11:39 pm

Anni buttati. Anni che nessuno mi riderà. Nemmeno a voi. Angosciarsi per cosa? Sono appena rientrato da una passeggiata nei campi, da solo, al buio. Dopo un pò non è più così oscuro, gli occhi filtrano ogni barlume di luce. Ho alzato gli occhi al cielo e ho visto il carro maggiore, la stella polare ed altre costellazioni. Sono miliardi di anni che sono lì. Ed io non sono nulla. In fondo che senso ha la mia angoscia se io non sono nulla? Il mio malessere che senso ha? vabbè sicuramente se rivolgo lo sguardo agli aspetti canonici del comune pensare circa gli obbiettivi di un uomo, io sono completamente fuori rotta. Diciamo missione fallita. Se però penso che se la mia vita avesse preso la direzione accettata da questa società, ora probabilmente non scriverei così. Probabilmente non mi sarei mai messo in discussione. Si è chiaro, certi giorni viaggio anche senza un euro e mi sento finito. Ho perso la concentrazio. Stop

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Messaggio  petra944 il Sab Mag 28, 2016 12:14 am

sai leggendoti trasmetti davvero la sensazione che intorno a te tutto sia buio pesto e ho pensato ... cosa farei io se veramente intorno a me niente mi desse piacere ? che poi anche io vivo in uno stato di sofferenza quindi so benissimo cosa sia . Mi spiace leggere queste tue parole anche se non ti conosco .
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Messaggio  Lost_in_a_moment il Sab Mag 28, 2016 5:17 am

Quanto ti capisco...

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Messaggio  richarson il Sab Mag 28, 2016 1:23 pm

Petra si ho perso la bussola. Sono una barchetta in mezzo all'oceano, alla deriva. Ieri la mia depressione aveva una scusante, oggi la situazione è diametralmente opposta, sono cambiatie requisiti, ma la depressione è sempre lì. Non ho più alibi.

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Messaggio  richarson il Sab Mag 28, 2016 1:31 pm

Ma io devo prendere una decisione, non voglio correre il rischio di arrivare a 90 anni restando seduto in disparte o su un divano di una stanza con le tapparelle semichiuse. Si perché la depressione è anche infame, magari ti consente di vivere anche a lungo. Se penso di continuare a vivere schivando i discorsi della gente e le loro domande, mi metto a piangere. Gli unici esseri che rispettano il mio stato d'animo sono i miei animali domestici. Nessuna parola o rumore, ma ci comprendiamo alla perfezione.

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Messaggio  petra944 il Dom Mag 29, 2016 8:51 pm

Io sto evitando le persone perche' mi fanno sentire di piu quello che mi manca e cioe' il lavoro , e' come se mi amplificano la mia mancanza , guarda la formula per uscire da sto casino non la so altrimenti non sarei depressa ma penso che una via che potrebbe essere percorsa e' quella di fare dei piccoli passettini alla volta verso la luce ... gia uscire da soli e fare una camminata e' un passo poi andare in mezzo alla gente magari in centro citta' e' un altro passo poi cercare contesti dove si puo socializzare e' un altro passo ancora .
Stare chiusi in casa con le tapparelle abbassate e' un passo vesso il decesso non e' una buona idea ....
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Messaggio  richarson il Lun Mag 30, 2016 10:30 pm

Petra ma davvero a te rilassa fare una camminata?

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Messaggio  mazzonrocky il Mar Mag 31, 2016 10:57 am

Non lo chiedevi a me, comunque per quanto mi riguarda nulla mi rilassa, tranne quando cado addormentato dopo pranzo davanti al TG3 per la mancanza di sonno accumulata. Posso solo sviare la mente con emozioni. A volte sono felice identificandomi con i miei cani che corrono, come se la mia anima fosse dentro ai loro corpi, i loro occhi fossero i miei, le loro emozioni fossero le mie. Non sono mai rilassato, tranne magari dopo qualche pranzetto in giardino, in primavera, la domenica pomeriggio, fumando un sigaro...una o due volte l'anno.

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Messaggio  richarson il Mar Mag 31, 2016 11:58 am

Idem, non sono mai rilassato e paradossalmente pur essendo sempre stanco ed addormentato, non riesco a stare fermo e neppure godermi un momento seduto.

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Re: storia di ordinaria follia

Messaggio  richarson il Mer Giu 01, 2016 9:03 pm

Perché proprio a me? Perché devo essere il destinatario di questo vuoto? Eppure io ho vissuto, ho amato, ho anche assaporato l'odore della natura. Perché la vita mi ha riservato questo tremendo destino? Perché mi fa odiare la mia vita quando salvo anche quella dell' insetto più piccolo? Perché la natura non mi ha lasciato dei privilegi se parlo con gli animali, se mi lascio percorrere le mani e le braccia dai ragni superando la naturale repulsione? Oppure ha un progetto più grande per me? Mi vuole distrutto, morto forse per farmi rinascere migliore?

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