percepirsi vissuti,senza aver vissuto

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Messaggio  Uncomfortable il Lun Apr 25, 2016 2:23 am

il titolo è esplicativo,nella sua brevità. anagraficamente risulto essere un individuo giovane,ma interiormente mi corrodo ogni giorno di più,e lo stress piano piano si sta prendendo anche la mia giovinezza esteriore,portandomi ad un invecchiamento estetico sempre più repentino. le mie giornate sono povere,non ho conoscenze e quando tento di farne di nuove non attecchisco,non faccio breccia sulle persone. nessuno,nella mia breve vita,è stato mai seriamente intenzionato a frequentarmi,in nessun contesto. mi sento come se fossi giunto in un punto della mia vita in cui esisto come essere umano,e come tale posso interagire con gli altri,ma il tutto risulta sempre fine a sè stesso,non lascio mai l'impronta in nessuno,come se tutte le mie conversazioni col mondo fossero "di cortesia"..mai nessuno che mi abbia mai telefonato dopo la scuola(gli anni in cui frequentavo),mai nessuno che dopo una chiacchierata(che mi sembrava magari anche andata a buon fine,inizialmente)abbia avuto lo stimolo di rivedermi,e le poche volte che è successo è stato per mia esplicita "estorsione" ed insistenza,ed è inutile dirvi che neanche in questo caso ci sono stati altri seguiti. mi riferisco,come detto,a qualunque persona,in qualunque contesto,ed in qualunque tipo di rapporto che si possa avere con un altro essere umano. ormai ci ho quasi del tutto rinunciato,e le mie giornate risultano infinite. non ho neanche cugini o parenti della mia stessa età da poter frequentare,non ho conoscenze o chat su internet,non ho grandi possibilità economiche per poter viaggiare ed avere la possibilità di fare nuove esperienze e di conoscere nuove culture. devo anche combattere con una condizione fisica innata,che mi causa ingenti e costanti problemi di peso e salute(e conduco un'alimentazione che definire sana è un eufemismo). sono una persona molto nostalgica,mi perdo ogni giorno nei pochi ricordi di esperienze,felici o meno,che ho,e quando sono tangibili(foto,documenti,oggetti)spesso passo intere ore a rimirarli e piangere,pensando ad un passato a cui in molti casi neanche ho potuto assistere,vista la mia età. i miei genitori sono presenti,ma semplicemente non sono il tipo di persona adatta per aiutarmi. sono le classiche buone,buonissime persone che nel loro piccolo si impegnano al massimo e cercano di aiutare provando in ogni modo,inconsci del fatto che,per una serie di motivi pressoché infinita,non sono nelle condizioni di farlo. aggiungo che loro sono,appunto,persone fantastiche,ma io sono nato quando mio padre aveva oltre 40 anni e mia madre oltre 35,quindi questo mi porta spesso a pensare al futuro,ed a quanto effettivamente io non sappia quanto sia vicino il momento in cui mi ritroverò definitivamente da solo. sono una persona piuttosto pessimista da sempre,non sono credente e vedo un futuro nero,nerissimo per l'umanità(per quanto cerchi di fare il possibile nel mio piccolo,per aiutare). la cosa che mi più mi fa male è che,per quanto possa sembrare assurdo dopo tutte queste premesse,sono una persona che adora i rapporti umani(seppur nella loro effimerità),e sono sicuro che se avessi qualcuno al mio fianco,svilupperei tantissimi interessi,interessi che per ora rimangono sopiti,e che posso solo ammirare da lontano,pensando a come sarebbe bello,avere la sanità fisica e mentale per poter fare cose di quel tipo(intendo anche cose semplicissime,alla base della vita insieme ad altri esseri umani). non pretendo di essere aiutato in questo forum:la mia è più una provocazione. sapete,no? quando si dice "le ho provate tutte,in fondo cosa mi costa fare anche questo?". strano mondo il nostro,anzi,strani noi,esseri che lo popoliamo. auguro una buona giornata,a chi può permettersi di averla

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Messaggio  serpico il Lun Apr 25, 2016 11:06 am

ciao ho letto ora il tuo post e ti rispondo che anch'io solo logorato da un futuro nerissimo direi che la mia è proprio un'ossessione: quando esco di casa non faccio altro che immaginarmi in un futuro dove sarò solo come un cane e noto ogni particolare per crearmi una fissazione: ad esempio vedo una lavatrice penso ma come si lavano i panni? (so che è facile ma la mia mente ha paura del nuovo è come arenata), come si stirano? le tasse? questi sono solo degli esempi poi vedo in giro persone sui 50 anni che mi sembrano mezzi strulli e penso che loro sono meglio di me in quanto sopravvivono decentemente da soli... insomma di esempi ce ne sarebbero molti ma non voglio elencarli tutti!
Anch'io non ho rapporti sociali di nessun tipo proprio zero solo i genitori (anche loro avevano 35 anni) e basta e soffro per questa situazione però c'è una differenza tra te e me ed è che io soffro di ansia sociale mentre tu desideri socializzare.. a me le persone non piacciono molto, ci sono quelli che parlano a vanvera che mi urtano (frivoli), quelli che ridono senza un motivo ( galline), ed altre categorie di pecore che non riesco a digerire .....e pensando che a prima vista le persone mi giudicano solare e simpatico mi fa domandare quale maschera indosso all'aperto? ormai mi sono rassegnato sono un eremita e per certi aspetti mi piaccio pure così, diciamo che sono in una fase di trasformazione e che aspetto di finire l'opera per poter uscire dal bozzolo...! cambiando argomento penso che il tuo lato fisico possa essere migliorato e sono fermamente convinto che se trovi l'ingrediente che ti causa questi problemi, potrai migliorare: certo questo è un lavoro arduo e meticoloso ed io non mi sbilancio a farti una diagnosi anche perché hai scritto innato! Ti posso solo dire che tanti medici, anche nutrizionisti, non hanno bene capito il funzionamento del corpo e viaggiano più a compartimenti stagni piuttosto che analizzare ogni singola persona come un caso a parte.. Se hai voglia di spiegarmi meglio posso provare ad aiutarti visto che mi sento ferrato in materia! Ora da qualche giorno sono riuscito a guarire il mio cane che nonostante anni ed anni di prove seguendo veterinari diversi e persino una clinica stava letteralmente morendo: era obesa da sempre e si mangiava le zampe creandosi delle piaghe, da un anno a questa parte era caduta in depressione e per portarla anche solo a fare i bisogni era un'impresa....I miei genitori hanno provato tantissime volte a variarle la dieta ma nessun risultato. Adesso da un mese ad ora ho iniziato a farle una dieta di testa mia tanto per fare l'ennesima prova e finalmente ha da subito smesso a leccarsi le zampe e nel giro di una settimana è diventata bella vispa, sembra ringiovanita di 5 anni. Dai ora ti saluto ciao

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Re: percepirsi vissuti,senza aver vissuto

Messaggio  mazzonrocky il Mar Apr 26, 2016 3:54 pm

Anzitutto devo dire che le esperienze più utili e profonde derivano dalla sofferenza. Quindi secondo me anche gli anni passati nella solitudine e nella tristezza non sono inutili...l'importante è che non sia così tutta la vita. E' molto difficile (per me) capire se ci sia una netta distinzione tra la malattia della depressione ed uno stato di malessere e di apatia. A un certo punto, non escludo che anche il cosiddetto "schiaffo morale" possa essere utile per stimolare. Cioè mi chiedo: quanti di coloro che hanno preso schiaffi e con l'ingiunzione "STUDIA O VAI A LAVORARE!!!" sono depressi? Magari sono falliti economicamente, non hanno ambizioni, non fanno carriera...ma non sono depressi. Hanno delle certezze: qualcosa bisogna fare, altrimenti ti prendi degli schiaffi. Io non sono ovviamente un esperto, sto ragionando a ruota libera...
Un altra cosa che non riesco a capire (come molti vecchi rincoglioniti come me) è l'inerzia dei giovani: cactus, certo che il futuro è estremamente nero o quantomeno incerto, ma chi cactus lo può cambiare se non i giovani? Incactatevi e cambiatelo questo cactus di mondo, perchè aspettate che lo facciano i vostri genitori che sono vecchi stanchi e abbattuti?

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Re: percepirsi vissuti,senza aver vissuto

Messaggio  serpico il Mar Apr 26, 2016 7:15 pm

Ciao i miei genitori non sono più tanto giovani ma ti posso assicurare che stanchi non sanno neanche cosa vuol dire... Stanco sn io che dormo 12 ore al giorno e nonostante cio sn peso come un masso. Penso che prima di cambiare il mondo bisogna prima riuscire a cambiare se stessi, e se ci fossimo riusciti, non staremmo male. Grazie di averci dato una spronata ma se fosse stato così semplice ci sarebbe già riuscito mio padre che continua a dire su dai forza, mia mamma invece ha capito che non funziona così ed alla lunga incitare una persona depressa, che proprio nn ce la fa,nonostante tutta la forza che ha, può nn essere produttivo ed abbassare l'autostima, nn la mia perché sotto al minimo è difficile scendere. Cmq grazie uguale buonaserata

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Re: percepirsi vissuti,senza aver vissuto

Messaggio  mazzonrocky il Mer Apr 27, 2016 4:05 pm

Sarebbe bello, sarebbe forse giusto, avere qualcuno che ci guidi, che ci dia i giusti suggerimenti, qualcuno di cui ci fidiamo....ma credo che tutti noi che scriviamo qui abbiamo esperienze diverse. Ci sentiamo soli, non sappiamo a chi chiedere aiuto, e quando lo chiediamo ci sembra che ci voltino le spalle. E spesso ce le voltano davvero. Dovremmo trovare dentro di noi le energie e le risorse, ma sentiamo che sono scarse, a volte ci sembrano finite. Ma per forza deve partire da noi il cambiamento....ma cambiamento in quale direzione? cosa fare? Non ti ho sentito parlare di ragazze, hai detto solo che in amore sei stato sfortunato. Questo penso proprio che sia un punto chiave. Non ce l'ho una soluzione, ho solo la certezza che non bisogna mai rinunciare, Anche se la rinuncia diventa alla fine la scelta più facile, quella che ci crea meno stress. Una ipotesi è quella di cercare soddisfazioni alternative, per sentirci più a posto, per migliorare l'autostima. Ad esempio il successo con il tuo cane (che mi sorprende, perchè la medicina non è proprio un'arte creativa...) . Forse il tuo cane era solo, come te, e tu gli/le hai dato affetto e vicinanza. Era libero di correre? Lo portavate fuori, magari sempre solo al guinzaglio? Dobbiamo liberarci dai nostri guinzagli, correre, respirare...
Se ingrassi e non hai disfuzioni ormonali è semplicemente perchè ti muovi troppo poco. Per prima cosa aumenta la quantità di sport e di movimento aerobico (nuoto, corsa, arrampicata, judo...) e poi, se non dimagrisci, parlane col tuo medico. Nel 90% dei casi il tuo medico di te se ne frega, quindi non farci troppo conto....ti prescriverà qualche schifezzina, ma con il movimento si risolvono gran parte dei problemi, se l'organismo è sano.
Prova per 1 mese, sport due volte alla settimana, e poi dimmi se è servito a qualcosa. 1 mese di impegno di fronte al rischio di una vita depressa: non vale la pena? Nella peggiore delle ipotesi avrai fatto un pò di fatica.

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Re: percepirsi vissuti,senza aver vissuto

Messaggio  richarson il Mer Apr 27, 2016 4:17 pm

Sono d'accordo con Mazzonrocky sui giovani. Io ho due figli, uno grande ed uno adolescente. Io onestamente m'incazzo d brutto con i giovani che si lagnano e basta ad iniziare da mio figlio. Incazzatevi di brutto e sfasciate anche tutto se serve, ma svegliatevi oppure volete che un manipolo di politici decida il vostro futuro. Da studente alle superiori, ero sempre a fa casino nelle manifestazioni. Erano gli anni caldi del 1970 e gli scontri con la celere erano all'ordine della settimana. Ma eravamo vivi, anche sbagliando perché no? Ora vedo gli adolescenti apatici, tutto il giorno a chattare o giocare alla ps. Ma si può essere depressi a 18 o 20 anni? no per Dio, non si può, non si deve, si combatte!

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Messaggio  serpico il Mer Apr 27, 2016 9:30 pm

Protestare é inutile non serve a niente una rivoluzione ecco sarebbe un altra cosa ma non è ancora matura, prima ci sono da vendere ancora gli immobili, ci sono ancora abbastanza persone con i vecchi risparmi da consumare, poi tra non molti anni sarà matura, le persone si devono svegliare ancora e finche ci sono soldi non gliene può fregare, d' altronde viviamo in un paese dove ci sono tanti che guardano renzi ib tv che dice che tutto va bene e loro ci credono, siamo scissi, divisi tra un ammasso di idioti, ed altri che vedono la realtà per quello che è. Le tv oppiano le persone ma fortunatamente la rete web oggigiorno è molto sviluppata e per questo credo che tra diciamo 10 anni si smuoverà qualcosa di pesante, non la solita protestina che fa ridere.

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Re: percepirsi vissuti,senza aver vissuto

Messaggio  serpico il Mer Apr 27, 2016 10:21 pm

Rispondo a Mezzo che nel post di prima ha mischiato e fatto un po' di confusione tra uncomfortable e me...io non sono grasso e quello del cibo non è uno dei miei problemi anche se sono molto appassionato di cibi genuini e naturali e conosco bene la differenza tra cibi che fanno bene e quelli dannosi. Io il mio cane l'ho curato Variando solamente tipo Di alimentazione in pratica ho Eliminato tutti farinacei e frumento Introducendo frutta, verdura e farro una noce ogni tanto e un cucchiaino di miele. Solamente questo fatto Ho fatto per il resto ha sempre avuto un sacco di coccole e attenzioni ma la sola dieta le portava depressione obesità lipomi ed aggiungo che ci sono persone anche non intolleranti a cui il glutine può portare depressione, come lo zucchero. Cambiando argomento io con le ragazze non ho Mai avuto problemi ma la fine dell' ultima relazione mi ha disintegrato e a distanza di quasi un anno ancora mi devo riprendere, fino a qualche giorno fa non le guardavo neanche piu, ora quando vedo una bella ragazza l' istinto di una bottarella ci sarebbe ma se penso a una relazione ancora no,non me

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Re: percepirsi vissuti,senza aver vissuto

Messaggio  richarson il Gio Apr 28, 2016 10:01 am

Serpico, penso che il 40% dei giovani che non hanno un lavoro non abbiano grandi immobili da vendere o ingenti somme di denaro e pertanto a mio parere invece avrebbero tanti buoni morivi per insorgere contro il sistema.

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Re: percepirsi vissuti,senza aver vissuto

Messaggio  serpico il Gio Apr 28, 2016 12:30 pm

io credo che una rivoluzione per essere utile deve essere fatta da quasi tutti i ceti non solamente dai giovani e ancora ci sono molti vecchietti che hanno una buona pensione, ci sono molte persone con più di una casa e per far si che vengano risucchiati tutti i beni e le proprietà, con queste tassazioni record , ci vorranno ancora alcuni anni, non molti.... Però consideriamo che ci sono molte persone che non sanno neanche cosa sia il signoraggio bancario, la sovranità monetaria ed in più ci sono i media che distraggono la massa...

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Re: percepirsi vissuti,senza aver vissuto

Messaggio  canterel II il Gio Apr 28, 2016 2:43 pm

rivoluzione sì o rivoluzione no:
io vorrei un po' dissociare l'eventualità catartica della "rivoluzione" dalla condizione patologica della depressione di un singolo (non importa se di un giovane o di un anziano), anche se credo che ci siano importanti interdipendenze tra il vissuto individuale e lo stato di salute della società.
ma rispondere al malessere individuale immaginando soltanto un momento di rivolta mi sembra fuorviante per almeno due motivi:

1) anzitutto fa dipendere la risposta al malessere di uno da una complicata dinamica collettiva (e sottolineo complicata: neanche la somma di tante singole persone a disagio genera automaticamente le precondizioni per una "rivoluzione"), ed esime così la persona dall'aver cura di se stessa nella realtà quotidiana, tanto per stare meglio bisogna aspettare che la classe generale si organizzi, crei una piattaforma, venga in urto con le istituzioni dominanti e sospenda l'ordine politico esistente (!!!). campa cavallo, intanto la depressione della persona resta lì, e magari si aggrava proprio perché si seleziona un obiettivo irrealistico, immane e lontanissimo (organizzare una rivoluzione !!!) come unica soluzione (disruptiva e non progressiva) immaginabile al proprio scacco personale. a me sembra un pensiero sintomatico tutto interno al vissuto depressivo stesso, e non facilmente produttivo.

2) la "rivoluzione" così come viene evocata in questo e in altri thread mi sembra un'idea un po' vaga e ambigua. sostanzialmente mi sembra coincidere con il protestare, con l'arrabbiarsi, con lo sfogo violento della frustrazione. e certamente nelle rivoluzioni ci sono anche questi elementi. ma questi elementi non bastano affatto a qualificare una rivoluzione! anzi, questi elementi danno già luogo a molti fenomeni sociali di cui possiamo prendere atto uscendo per strada o leggendo un giornale. e non sono fenomeni rivoluzionari.

quando va male sono fenomeni regressivi a prescindere dalle intenzioni di chi li agisce, che consolidano la repressione e la frustrazione stessa.
sono risse. oppure sono esplosioni di violenza e di frustrazione individuale, sono pestaggi, lotta fra poveri, gruppetti di gente che grida "vergogna vergogna" ad altri gruppetti di gente, angeli del fango, angeli delle spugnette per pulire i graffiti, angeli delle cartacce sul marciapiede, e insomma angeli a palate. e talvolta purtroppo sono anche fiaccolate e ronde, movimenti rossobruni, movimenti gestiti da guru della comunicazione, forconi e altre derive pessime. e purtroppo chi si intruppa in queste derive spesso sente o spera onestamente di partecipare ad un processo "rivoluzionario".

quando va bene invece sono tentativi larvali di organizzazione che ancora non riescono a produrre una generalizzazione delle lotte, non fanno emergere una classe generale con una sua piattaforma e una capacità di coinvolgere diversi soggetti, diverse categorie di persone. perché ad esempio il lavoro cognitivo dal basso e l'espressione di questo lavoro, necessari al momento rivoluzionario, non sono abbastanza estesi. non c'è una coscienza diffusa. c'è un gioco delle parti, invece: i giovani qui, i disoccupati lì, le partite iva là, gli immigrati costì, ecc.
non si può delegare il progetto di una rivoluzione e il lento lavoro necessario a prepararla ad altri, e immaginare che in un giorno mitico dalle caverne muscose spunti una classe rivoluzionaria lasciando a noi solo il compito di applaudirla mentre la vediamo in televisione, o al limite di scendere in strada a fare un po' di casino.
anche perché questa cosa c'è già, le lotte si fanno già. non è vero che i giovani sono apatici, queste sono le rappresentazioni dei giovani fornite da vecchi giornalisti con la panza che scrivono sulla repubblica o sul corriere della sera. non bisogna dargli troppo credito.
in realtà proprio adesso ci sono manifestazioni, ci sono occupazioni, ci sono lotte. e c'è anche molta repressione, ci sono sgomberi, si rispolvera il codice rocco e fioccano misure preventive come l'obbligo o il divieto di dimora (il divieto di dimora: ricevere l'ordine di lasciare il comune in cui si risiede e si lavora e dove vivono le persone a cui si è legati), si comincia a sperimentare il "daspo di piazza", e ci sono ventenni che finiscono in carcere e altri ventenni che fanno torte e organizzano cene sociali per pagare le spese legali ai compagni finiti in carcere.

pensare che la rivoluzione "debbano farla i giovani" a me sembra un abbaglio: non è mai stato così, è una deformazione estetizzante del ricordo di certi movimenti pseodorivoluzionari come il maggio del '68 - in cui peraltro, al di là del protagonismo degli studenti, c'era dall'altra parte un ruolo di sostegno o di tolleranza dei loro genitori, e degli intellettuali, e le istituzioni avevano tutto l'agio di alternare atteggiamenti repressivi e atteggiamenti più morbidi, perché si viveva una fase storica calda ma in un certo senso meno critica dell'attuale: oggi tutte le istituzioni dominanti lottano tra loro per conservare le proprie fette di dominanza mentre nessuna di loro mantiene il controllo reale dei processi socio-economici in corso (e di conseguenza le istituzioni si incattiviscono, si irrigidiscono). pensare che la rivoluzione debbano farla i giovani significa probabilmente vedere della rivoluzione solo il momento catartico e spettacolare (i giovani in effetti sono più adatti per gli urti in strada e i gesti atletici). ma la rivoluzione diventa una possibilità quando, con ruoli diversi ma tutti attivi e significativi, partecipano anche uomini e donne anziani e di mezza età, casalinghe, donne incinte, insegnanti, ecc ecc.

piuttosto che immaginare la rivoluzione mentre si è da soli, perciò, io considero più sano provare a fare dei passi realistici, all'altezza della singola persona, lasciando perdere le fantasie di scenari grandiosi che tanto non dipendono dal bel gesto dei singoli. passi realistici: cercare associazioni di persone reali nel proprio quartiere che fanno del lavoro sociale e organizzativo in una direzione che si sembra meritevole di sostegno e a cui pensiamo di poter partecipare in qualche modo. un comitato anti-sfratti. un'associazione culturale. un collettivo politico. cose così, per cominciare. e si può farlo certamente a vent'anni, ma anche a quaranta o a cinquanta. e anche a sessanta. ne ho visti, di sessantenni ai cortei, nelle piazze. un signore con i capelli bianchi, anni fa, mi preparò un panino con la mortazza mentre si andava a roma per una manifestazione.



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Messaggio  richarson il Gio Apr 28, 2016 3:44 pm

Può essere che io abbia una visione da bipolare maniacale del concetto di rivoluzione, ma ahimè in questo momento mi sento molto vicino ai black block.
A me però sembra evidente che il popolo si sia rassegnato aspettando il Messia che una volta si chiama Berlusconi, l'altra Renzi o Grillo. Forse la gente aspetta un altro boom economico che non avverrà mai perché il denaro segue vie diverse da quelle del progresso e del benessere individuale.

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Messaggio  mazzonrocky il Ven Apr 29, 2016 5:03 pm

Quando dico che il mondo da cambiare, intendo dire che ci sono un sacco di cose da fare. Una persona matura, serena ed equilibrata lavora dal basso, si impegna, magari lotta con costanza e senza gesti eclatanti, cerca di essere coerente...una persona meno equilibrata ecc. magari si mette a tirare i sassi. Una persona demotivata e abbattuta invece non fa niente, o al massimo si lamenta e aspetta che qualcosa succeda. E io mi sono spesso sentito così. Non sempre, fortunatamente per me e per le mie figlie che hanno visto un padre avventuroso ed attivo, come mi piace vedermi. Non suggerisco di tirare i sassi, ma invito a fare qualcosa, senza aspettare (in accordo con te direi, Cantarel), che il mondo cambi perchè i soldi sono finiti, perchè si sono spostati da altre parti o perchè internet ha deciso così....

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