DEPRESSIONE A 38 ANNI - PRIMA VOLTA

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DEPRESSIONE A 38 ANNI - PRIMA VOLTA

Messaggio  BlueBreath il Gio Apr 21, 2016 5:31 pm

BUONASERA A TUTTI, SCRIVO PER LA PRIMA VOLTA IN QUESTO FORUM, E PER LA PRIMA VOLTA MI TROVO A GESTIRE UN PROBLEMA MOLTO PIU' GRANDE DI ME. NON SO ANCORA SE CHIAMARLA DEPRESSIONE O ALTRO, QUESTO ME LO DIRA' LO SPECIALISTA STASERA ALLE 20.00.

TUTTO E' COMINCIATO CIRCA 4 MESI FA, QUANDO UN PATATRAC LAVORATIVO HA MESSO IN GINOCCHIO LA MIA VITA PROFESSIONALE E QUELLA DELLA MIA FAMIGLIA. A SEGUITO DI MIEI ERRORI, IMPERIZIE E QUANT'ALTRO (CONDIVISE CON ALTRI), MI TROVO A GESTIRE UNA SITUAZIONE FINANZIARIAMENTE IMPOSSIBILE, LEGALMENTE TERRIBILE, CHE NON MI FA NE' DORMIRE NE' MANGIARE.

HO DECISO DI CONSULTARE UNO SPECIALISTA A CAUSA DEI MIEI SINTOMI FISICI. INSONNIA, ATTACCHI DI PANICO, ANSIA GENERALIZZATA, CALO DI PESO -10KG IN POCO TEMPO. LA MIA SITUAZIONE PSICOFISICA INCIDE GRAVEMENTE ANCHE SU QUELLO CHE STO FACENDO, CREANDO UNA REAZIONE A CATENA DIFFICILE DA PREVEDERE. HO PERSO INTERAMENTE LA MIA CAPACITA' DI CONCENTRARMI.

PREMETTO CHE NON HO MAI AVUTO EPISODI DI "DEPRESSIONE ESISTENZIALE", NE' DI SOCIALITA' O ALTRI. PURTROPPO SONO STATO TROPPO FRAGILE PER UN LAVORO IMPRENDITORIALE CHE MI HA DEVASTATO, PORTANDO LA MIA VITA AD UNO STATO ORRENDO ED IRRECUPERABILE.

PER FORTUNA LA MIA FAMIGLIA SI E' UNITA E MI AIUTA, ANCHE SE TRA POCO RESTERO' SENZA UN LAVORO E CON TANTI DEBITI.

VI RINGRAZIO IN ANTICIPO PER LE RISPOSTE, BUONA SERATA

BlueBreath

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Re: DEPRESSIONE A 38 ANNI - PRIMA VOLTA

Messaggio  Pavely II il Ven Apr 22, 2016 9:25 am

Ciao, vorrei dirti che sono passato e ho letto la tua storia.

Dalle tue parole, ho capito che c'è una connessione profonda tra Responsabilità, Stress e le Criticità.

Ciò che stai vivendo è una crisi. Sento tutto il tuo stress. E osservando queste parti di te, vedo soprattutto la r e s p o n s a b i l i tà che stai provando.

Io vorrei chiederti di osservare questa parola. E soprattutto, vorrei chiederti di affiancare a questa parola, una seconda: routine.

Io penso che le responsabilità siano gestibili a patto che le persone compiano la propria routine quotidiana. Se fai, ogni giorno, il tuo d o v e r e è possibile controllare la responsabilità.

Prova a guardare i mesi che verranno non con il cuore, ma con uno strumento. Prova a toglierti l'orologio dal polso, prendilo in mano, e rifletti come i mesi che verranno, ti vedranno alzarti ad una certa ora, fare determinate cose, mangiare ad un orario regolare, rispettare determinati impegni.

Prova a guardare il mondo attraverso il tuo orologio, prova a pensare che puoi avere una struttura.

Se rispetterai quella routine, con il tempo, le cose si aggiusteranno.

Ne sono convinto.

Se riuscirai a rispettare gli orari, le cose andranno al loro posto.

Adesso sei stressato. Ed essendo stressato, senti di non riuscire a fare nulla... non riesci - penso - a sederti dietro una scrivania, non riesci ad organizzarti, a pensare.... anche solo a stare fermo.

Prova a darti piccoli obiettivi. Ad esempio: comincia con lo svegliarti sempre ad una certa ora. Crea dei piccoli 'rituali'.

Sai chi ha una grandissima ansia paragonabile alla tua? Le persone che soffrono di DOC. Per gestire quest'ansia grandissima... chi soffre di DOC attua e ripete piccoli gesti... ora... io non ti sto dicendo di diventare 'ossessivo'. Ti sto dicendo come la mente umana trovi serenità nel ripetere sequenze di gesti.

Prova ad immaginare, ad esempio, un convento.

Ti sei mai chiesto perché chi diventa Frate - sono serissimo - trova un tempo di pace? Perché nei conventi c'è quella serenità?

C'è una grande serenità perché il giorno è scandito da orari precisi.

Ora: io non so nulla della tua personalità e della tua creatività. Non ti sto dicendo di diventare pedante e ripetitivo... ti sto dicendo: proprio quando sei in crisi e provi uno stress grandissimo devi usare il Tempo.

Ad esempio: chi lavora in miniera attua numerose sequenze e scandisce il tempo in modo più che scrupoloso per evitare problemi. Stare per un periodo prolungato in un luoghi 'ristretti' può provocare un'ansia grandissima ma proprio un tempo 'particolarmente' scandito, permette a chi lavora in luoghi angusti di gestire ciò che sta accadendo.

Ancora un esempio: stare 8 ore in fabbrica com'è possibile?

Come fa un essere umano a stare per un tempo così prolungato in un luogo chiuso?

Ciò è possibile proprio perché ciò che fa è scandito da sequenze precise.

§

Dunque: routine.

§

Ma a livello umano vorrei dirti questo...

Non mollare.

A livello personale ti dico: sarà dura - non scherziamo... - sarà MOLTO dura... ma ce la puoi fare.

Io ti incoraggio con tutta la forza del mondo. La raccolgo con le mani, la metto qui, ti dico: "Ce la puoi fare".

Io credo in te.

Io ho fiducia in te.

Hai una famiglia unita, stai passando il periodo più brutto della tua vita, lo possiamo capire... ma, ti prego, tieni duro.

Quello che mi dico ogni mattina... (tieni duro P.!) lo dico anche te: resistiamo.

Resistiamo.

Ce la possiamo fare.

Pavely II

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Re: DEPRESSIONE A 38 ANNI - PRIMA VOLTA

Messaggio  richarson il Sab Apr 23, 2016 11:18 am

Comprendo il tuo dramma. L'incertezza del futuro unito a possibile condanne penali (se ho capito bene) non farebbe dormire nemmeno la persona più tranquilla. Ne ho visti d'imprenditori nella tua situazione.
Non so se la tua sia depressione o disperazione. Prova a mettere nero su bianco quello che hai da perdere. Insomma a questo punto il patatrac è successo e rimuginare sul passato e sul perché serve a poco, se non a stressarsi ulteriormente. Ti dico in tutta sincerità che ho visto persone che per disastri economici hanno perso patrimoni, famiglia, figli, insomma tutto. Alcuni, quelli che invidio, non si sono fatti schiacciare dalla situazione ma hanno reagito, si sono inventati altri cose e vivono alla grande. Altri che non si sono mai ripresi purtroppo. Conosco persone su cui pendono probabili condanne penali pesanti per bancarotta fraudolenta, ecc. che sono in attesa di processo in libertà e che circolano in auto con finestrini abbassati e musica a volume alto. I sono uno di quelli che m'impiccherei per esempio.
Molto dipende dalle aspettative che si ha della propria esistenza; da quello che ci eravamo imposti.
E' anche vero che però la vita è una sola e che comunque moriremo tutti, dal plurimiliardario al barbone di strada.
Nel tuo caso prova a mettere sul piatto sul tavolo quello che hai. Potresti perdere casa, immobili e tutto per pagare i debiti. E' un eventualità tutt'altro che remota però hai una famiglia e difficilmente dormiresti in strada. Perderai il lavoro? Può essere ma a 38 anni sei ancora giovane, magari non farai più l'imprenditore e ti accontenterai di un lavoro manuale, più umile ma forse anche più sereno.
Per fortuna hai una famiglia che ti aiuta e che non ti ha umiliato. Fate cerchio comune e non aver paura di chiederti ai tuoi familiari di aiutarti.
In bocca al lupo

richarson

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Re: DEPRESSIONE A 38 ANNI - PRIMA VOLTA

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