Sono ad un bivio davvero

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Sono ad un bivio davvero

Messaggio  richarson il Mar Apr 12, 2016 5:20 pm

Sono arrivato al punto di non ritorno. Sono in mezzo ad un bivio in pieno deserto, piantato in mezzo alle strade senza sapere dove andare ed ovunque mi volti c'è polvere e deserto.
Ho bisogno di un consiglio da voi e non è cosa da poco se cerco consigli.
Voi cosa fareste nella mia situazione?
Ho 56 anni e soffro di disturbo bipolare di personalità, con il lato depressivo predominante. Ho 36 anni di contributi lavorativi, tra dipendente e autonomo. Da 25 anni sono libero professionista, anche se ho sempre lavorato per grosse imprese a cui rimettevo fattura. Lavorato è riduttivo. Mi sono ammazzato di stres tanto da ammalarmi. Da tre anni, causa crisi nel settore, non svolgo più la collaborazione con l'impresa che mi dava da vivere, ma faccio soltanto la libera professione. In questi tre anni mi sono "mangiato" gran parte dei risparmi che avevo accumulato negli anni, perché comunque le tasse, assicurazioni, commercialista, famiglia, ecc. le devo pagare a fronte d'incassi modesti che non coprono le spese.
Tecnicamente quando le spese sono maggiori agli incassi alla fine si arriva al fallimento.
Purtroppo con 36 anni di contributi ed alla mia età, non si può andare in pensione. Purtroppo con un diploma, seppur con tanti anni di esperienza, ormai non ti prendono più a lavorare nemmeno all'estero. Cercano ingegneri con ottima conoscenza d'inglese (giovani studiate e laureatevi!). Purtroppo a 56 comunque non ti prendono a lavorare fuori perché non ce la fai più. Io sono un libero professionista per cui non ho nemmeno ammortizzatori sociali (cassa integrazione, disoccupazione ecc.)
Ho due figli. Uno autonomo ed un adolescente che studia. Tra la mia malattia ed i problemi economici, non riesco a stargli dietro come vorrei. E' vero i soldi non contano, però mi ricordo che a 15 anni io avevo il motorino mentre a lui ho dovuto dirgli che doveva pazientare, non era il momento.
Ma se non ce la faccio ad acquistarli uno scooter di seconda mano, come potrò mantenerlo fino a quando sarà autonomo? come potrò fargli fare l'università se lo vorrà?
E' deprimente, umiliante.
Alternative? si io butterei via tutto ed andrei a fare un lavoro anche più umile. Ma assumono un 56enne che non sa fare niente e come poi come apprendista? Non assumono nemmeno i giovani. Continuo così altri 6/7 anni fino alla pensione, così finisco tutto e vado sotto un ponte? Non so cosa fare davvero. O meglio la soluzione ce l'avrei e la sapete. Sarebbe anche la più razionale. Se io morissi lascerei quei pochi risparmi a mio figlio. Ho un'assicurazione sulla vita anche che potrebbe essergli utile.
Voi cosa fareste? Grazie

richarson

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Re: Sono ad un bivio davvero

Messaggio  newnew il Mar Apr 12, 2016 7:20 pm

Con quei quattro soldi che gli lasceresti si pagherebbe lo psichiatra... secondo me dovresti dare il buon esempio di come si possa avere la forza di andare avanti nonostante tutto, di come il valore della vita non sia valorizzabile in euro, di come la dignità sia una cosa che non si compra e non si vende e nessuno te la possa dare o portare via. Dai il buon esempio, fai vedere di come non ci si debba sottrarre ai propri fardelli e alle proprie sofferenza, fai vedere cosa vuol dire avere le palle. Sii pronto ad aiutarli quando ne avranno bisogno, sii pronto come un soldato di guardia: se il nemico non attacca, meglio, se attacca, tu ci sei, felice di realizzare il tuo compito. Fai che ti ricordino come il padre che rimase disponibile sempre, nonostante la miseria e la depressione, fai che quando incontrino delle difficoltà possano pensare a come tu sia stato in grado di affrontare e sopportare tutto. É questa l'eredità che devi lasciare ai tuoi figli, valori, ispirazione, forza, buon esempio e una narrativa della vita che faccia delle difficoltà affrontate un vanto, una cosa di cui essere orgogliosi. I soldi per quanti che possano essete non valgono tutto questo.

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Re: Sono ad un bivio davvero

Messaggio  VuotoAperdere il Mar Apr 12, 2016 9:46 pm

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Re: Sono ad un bivio davvero

Messaggio  merla il Mer Apr 13, 2016 10:55 am

Il diverbio riguardante l'intervento di moderazione di ieri sera continua nella sezione Off Topic.
Qui prosegue l'argomento di richarson.
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Re: Sono ad un bivio davvero

Messaggio  richarson il Mer Apr 13, 2016 10:50 pm

NewNew, in teoria hai ragione ma in pratica io non ho più "le palle". Anche se le avessi cosa potrei fare alla mia età?
C'è un momento nella vita di una persona che deve fare dei bilanci. Per quanto possa essere ridicolo al cospetto di un cielo stellato o dell'immensità dell'universo, la nostra esistenza è caratterizzata da ciò che riesci a costruire mattone dopo mattone. Tutti ci ricordiamo di Lorenzo il magnifico, del Brunelleschi, di Giulio Cesare ecc. ma nessuno saprà mai chi fosse e nemmeno gli importa, del plebeo, o del manovale del Brunelleschi.
In questa società capitalista e consumista sono sicuro che mio figlio mi ricorderebbe più volentieri se gli avessi lasciato una fortuna. Purtroppo penserà sempre che sono stato un povero testa di rapa che ha lavorato come un matto e che gli è rimasto un pugno di mosche nelle mani.

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Re: Sono ad un bivio davvero

Messaggio  richarson il Mer Apr 13, 2016 11:11 pm

Comunque sapete forse è anche tutto inutile. Forse non sarà neppure necessario arrivare all'autoeliminazione (suona molto meglio di suicidio). Dentro di me il male sta già svolgendo il suo compito lentamente. Tutto il male è concentrato nell'intestino. Ho la pancia gonfia come un anguria pur mangiando pochissimo. Ormai sono sette gli alimenti che posso mangiare senza grossi problemi.
Almeno prima avevo esplosioni d'ira che fungevano da vulcani. Ora non esternizzo più la mia rabbia ma la covo dentro ed il corpo mi dice che sta esplodendo.

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Re: Sono ad un bivio davvero

Messaggio  newnew il Gio Apr 14, 2016 12:01 am

richarson ha scritto:NewNew, in teoria hai ragione ma in pratica io non ho più "le palle".

Cosa vuol dire "avere le palle"? Vuol dire affrontare i problemi. Non vuol dire risolverli, non tutto si può risolvere, però vuol dire affrontarli. Tu li stai affrontando, sei qui, a ragionare sulla vita in generale, sulla tua vita, a confrontarti, a cercare di capire la situazione, a cercare di comprendere la realtà, che non è facile, sei qui a cercare di capire cosa fare, perché farlo, in base a cosa. Secondo me stai dimostrando di averle.

richarson ha scritto:Anche se le avessi cosa potrei fare alla mia età?

Guardare la vita negli occhi a muso duro e dirle che non ne hai paura, che non ti porterà via l'anima, che non ti distruggerà, non ti annullerà.

Chi è più vivo, il povero e depresso che ragiona sulla propria condizione, o magari l'uomo apparentemente realizzato, ma che sta sempre a preoccuparsi a quello che pensano gli altri, sempre compiacente, sempre a ubbidire, sembre a prostituirsi fisicamente, intellettualmente e moralmente per ricevere l'approvazione altrui?

Per me è più vivo il primo, fosse l'ultimo dei barboni.

Ho letto che Alessandro Magno disse: se non fossi Alessandro, vorrei essere Diogene. Diogene detto anche il cane, che possedeva solo una ciotola per bere, fin quando non realizzò che anche quella gli era superflua.

Non dico che è bello essere poveri, ma che una persona può essere un umano compiuto, il più alto esempio di essere umano, a prescindere da ogni cosa materiale e dal giudizio altrui, e che un'altra può essere l'ombra di un burattino pur avendo tutto ed essendo amato da tutti.

richarson ha scritto:C'è un momento nella vita di una persona che deve fare dei bilanci. Per quanto possa essere ridicolo al cospetto di un cielo stellato o dell'immensità dell'universo, la nostra esistenza è caratterizzata da ciò che riesci a costruire mattone dopo mattone. Tutti ci ricordiamo di Lorenzo il magnifico, del Brunelleschi, di Giulio Cesare ecc. ma nessuno saprà mai chi fosse e nemmeno gli importa, del plebeo, o del manovale del Brunelleschi.

Cenere alla cenere. Dalla cenere si arriva e alla cenere si ritorna. Nudi si viene creati e nudi si torna al proprio creatore. E' di estrema arroganza, per l'uomo, voler fare meglio di quanto ha fatto Dio. L'uomo crede di poter fare meglio di Dio, di potersi abbellire con le proprie opere. Vana speranza, siamo già figlio di Dio e il nostro valore dipende da quello.

Cesare era il Berlusca dell'antichità, e così gli altri. Mozart e Bethoven erano gli equivalenti dei Take That e degli One Direction. Facciamo sacre le cose antiche. Ma non erano niente di che. A volte mi viene il dubbio che facciano bene quelli che fanno tabula rasa di reperti antichi. Ma poi, chi se ne f*tte, tanto anche loro poi spente le telecamere se li vendono su ebay.

Marco Aurelio, imperatore romano, stoico, si disprezzava proprio perché era schiavo non solo di tutto l'impero, che doveva compiacere, ma anche delle generazioni future, del cui giudizio si sorprendeva sempre a interrogarsi. Era schiavo e soggetto pure a chi ancora non sarebbe nato per millenni. Era più vivo e più vero l'ultimo dei plebei.

richarson ha scritto:In questa società capitalista e consumista sono sicuro che mio figlio mi ricorderebbe più volentieri se gli avessi lasciato una fortuna. Purtroppo penserà sempre che sono stato un povero testa di rapa che ha lavorato come un matto e che gli è rimasto un pugno di mosche nelle mani.

Se così farebbe, sbaglierebbe, avrebbe adottato valori sbagliati, farebbe scelte sbagliate nella vita, e tu non dovresti preoccuparti di un giudizio errato. Faccio una cosa sbagliata per avere l'approvazione di uno stolto? None esiste. Se tuo figlio, un giorno, diverrà saggio, ti giudicherà giustamente, il che sarebbe preferibile. Se dovesse rimanere stolto, ti giudicherebbe male, ma il suo giudizio non avrebbe alcun valore in quanto errato.

richarson ha scritto:Comunque sapete forse è anche tutto inutile. Forse non sarà neppure necessario arrivare all'autoeliminazione (suona molto meglio di suicidio). Dentro di me il male sta già svolgendo il suo compito lentamente. Tutto il male è concentrato nell'intestino. Ho la pancia gonfia come un anguria pur mangiando pochissimo. Ormai sono sette gli alimenti che posso mangiare senza grossi problemi.
Almeno prima avevo esplosioni d'ira che fungevano da vulcani. Ora non esternizzo più la mia rabbia ma la covo dentro ed il corpo mi dice che sta esplodendo.

Mi dispiace, ti auguro di rimetterti in salute, di imparare a non curarti delle cose prive di importanza, e di vedere le cose sotto un altro punto di vista, più tranquillo, rilassato, sereno, non più afflitto dalla sete di approvazione altrui ma forte del tuo giudizio e soprattutto della tua indipendenza.

Pretendiamo di realizzare chi sa quel cosa, di avere chi sa quale attestato, chi sa quale approvazione, quando tutto avevamo già appena nati, tutto abbiamo ora e tutto avremo l'ultimo giorno, ma la verità secondo me è che nasciamo, facciamo delle cose, un giorno moriamo, e li è la fine, una volta finita non conta più niente, non c'è opera o merito che faccia alcuna differenza.

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Re: Sono ad un bivio davvero

Messaggio  richarson il Gio Apr 14, 2016 10:41 am

Tutto giusto come pure è innegabile che un giorno due metri di terra avanzeranno a tutti, però purtroppo tante considerazioni giustissime nella vita reale servono a poco. Quando mi chiama il commercialista per una scadenza, oppure mi arriva una bolletta da pagare, non posso rispondere con la filosofia. Io questa situazione la vivo ancora peggio perché ho sempre avuto un ideologia socialista della comunità. Per me è assurdo che ci siano persone che non riusciranno mai a spendere le ricchezze che accumulano mentre altre sono costrette a vivere di elemosina. La vivo male perché ormai sono disilluso di tutto, perché a 56 anni ci si rende conto di come sia volato il tempo.

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