Ok mi arrendo. Hai vinto tu

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Ok mi arrendo. Hai vinto tu

Messaggio  richarson il Mer Apr 06, 2016 10:55 pm

Si mi arrendo alla malattia. Mi arrendo, ha vinto lei. Vorrei sapere almeno qual è il suo scopo, quale futuro mi destina.
Lasciami stordito in un angolo, ma almeno toglimi il pensiero. Si fai almeno che io non possa più pensare.
Hai vinto depressione. Prima mi hai preso il sonno ed i sogni. Poi il sorriso, l'autoironia. Hai iniziato a scolpire le fondamenta della mia persona. Mi hai umiliato. Non contenta hai iniziato a prendere tutto quello che avevo costruito di materiale intorno a me. Il lavoro, un po' di denaro risparmiato, tante sicurezze. Poi non contenta ti sei accanita sulla mia salute. Prima l'intestino, poi le vie respiratorie, infine mi hai tolto quello che mi dava un po' di sollevo. Mi hai tolto la possibilità di correre e camminare nella natura. Brava, brava complimenti, bel lavoro. Nemmeno il più sadico dei soggetti riesce in un piano così strategico. Grazie di avermi tolto l'amicizia, l'amore, l'affetto perfino dei miei familiari.
Ne ho viste sai di persone in clinica ridotte in uno stato vegetativo. Eppure pensavano ancora. Non avevano nulla, erano distrutte dalla malattia. Non avevano neanche più nulla da perdere, eppure si lamentavano ancora, si lagnavano ancora. Sei incredibile depressione. Riesci ad instaurare negli esseri un profondo ed insanabile malessere da arrivare a temere della propria salute anche a 90 anni.
Sei riuscita perfino a farmi dubitare della mia volontà di spengermi. Mi hai creato timori anche su quello.
Mi hai fatto perfino approdare in questo forum di gente che mi detesta. Tra depressi ci si detesta e basta.

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Re: Ok mi arrendo. Hai vinto tu

Messaggio  Diamante il Mar Apr 12, 2016 1:11 pm

Richy nessuno ti detesta; penso che dato che siamo qua abbiamo empatia coi tuoi pensieri.. non è vero che tra depressi ci si odia e basta.
Io non ti odio ad esempio Basketball

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Re: Ok mi arrendo. Hai vinto tu

Messaggio  Silviag il Gio Apr 14, 2016 11:57 am

Io non ti conosco ma non ti odio. Io odio me, non ha senso odiare gli altri.

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Re: Ok mi arrendo. Hai vinto tu

Messaggio  richarson il Gio Apr 14, 2016 3:34 pm

Io odio le persone invece, depresse o no. Abbiamo bisogno di un forum anonimo per dirci che siamo stronzi. Uno schermo piatto, senza volti e neppure espressioni. Nella vita reale non ci guardiamo neppure. Se domani morissi di me non resterebbe nessuna traccia.

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Re: Ok mi arrendo. Hai vinto tu

Messaggio  richarson il Gio Apr 14, 2016 9:05 pm

Io invece sono sicuro che vi odierei, se solo vi vedessi. Pensate che riesco perfino ad odiare le persone in sala di attesa dallo psichiatra. Si perché noi malati di testa siamo strani. Molti brutti. Altri grassi, timidi o agitati. Una volta sono riuscito perfino a far piangere una ragazza che avevo seduta di fronte sul divano nella sala d'attesa dello psichiatra. Senza dire una parola, solo guardandola. Mi ero fissato su di lei, con quella fissazione maniacale che spesso mi prende. Mi sembrava talmente brutta (forse lo era anche) e grassa. Iniziai a fissarla attentamente per trovare tutti i difetti che aveva. Iniziai a fissarmi che puzzava e cercavo le prove olfattive. Questa poveretta, timida, iniziò prima ad arrossire, poi a cercare di far finta di niente guardando in varie direzioni. Probabilmente avrebbe voluto uccidermi, ma non aveva nemmeno il coraggio di mandarmi a fare in culo. Alla fine esplose in un pianto a dirotto e fuggì in bagno.
Sono un bastardo? forse si, anzi sicuramente.

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Re: Ok mi arrendo. Hai vinto tu

Messaggio  canterel II il Gio Apr 14, 2016 9:34 pm

richarson ha scritto:Io invece sono sicuro che vi odierei, se solo vi vedessi.

a me però questo non sembra odio, anche se non vorrei aprire una questione nominalistica sull' "odio".
il fatto è che non credo basti vedere gli altri, per odiarli. vedere gli altri e nel contesto sviluppare ed esprimere una carica aversiva e aggressiva è una condizione che va investigata (si dovrebbe cercare di capire cosa la innesca, che funzione ha, verso quale piacere o significato si orienta), ma che mi sembra troppo autoriferita per essere odio. l'episodio che riporti è autoconclusivo, sembra convergere sulla necessità di arrivare ad un giudizio sprezzante di te stesso.
invece un tratto tipico delle persone che odiano, nella mia esperienza, è la capacità di mettere se stesse ai margini del discorso e di costuire una narrazione minuziosa, ripetitiva (noiosa per chi non condivide il sentimento di odio) e potenzialmente infinita riguardante la persona odiata.
io collocherei l'odio tra i sentimenti, che rispetto alle emozioni richiedono una maggiore volontà di conoscere, di spostare l'attenzione all'esterno e non solo le reazioni: anzi, al limite le reazioni possono del tutto mancare, si può odiare qualcuno senza reagire. così almeno penso io.

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Re: Ok mi arrendo. Hai vinto tu

Messaggio  Pavely II il Ven Apr 15, 2016 9:26 am

Riflettevo su di una cosa.  In questi giorni sto notando come la Depressione sia un pensiero "forte". Adamantino. Una fortezza. Una risposta assoluta. Qualcosa che nulla riesce a scalfire, qualcosa che mi appare come una scelta matematica. Uno più uno fa due. Non ci sono dubbi, non ci sono alternative. Non c'è la possibilità di immaginare, fantasticare, creare, presupporre, ideare, innovare, fare. E se penso, così, alla depressione mi accorgo di una cosa. Cioè, di come l'uomo sia, di per sé, una persona creativa e come creando, dubiti. Mi viene in mente, un pittore, ad esempio, che dipinge. E poi si allontana dalla tela, la guarda, è dubbioso, pensa - Ci sta bene? La devo correggere 'sta pennellata qui? - che poi magari no, magari gli piace, magari è felice che ci sia (dico quella pennellata li) però per un attimo dubita, per un attimo è incerto, per un attimo non sa. Ed è fantastico quel dubbio. E' fantastica l'idea di farsi domande. E' fantastica l'idea di dubitare.
E allora mi chiedo perché quando ero depresso stavo così male e arrivo alla risposta che volevo risposte.
Quant'è assurda questa posizione?
Dico volevo avere risposte come risposta.
Volevo essere assolutamente sicuro che il mio pensiero fosse perfetto.
Ma può essere davvero possibile? Può essere davvero possibile che un pensiero sia perfetto? Che non abbia crepe, che non abbia dubbi?
Mentre ci pensavo mi è venuto in mente un film con Nicole Kidman - The Stepford wives - le "mogli di Stepford" in cui, in breve, lei ha una gran brutta depressione e il marito la porta a vivere in una città ideale stile anni cinquanta in cui tutte le mogli sono perfette, ideali, sorridono, fanno sesso con i mariti (!), vanno a fare la spesa ai supermercati, c'è solo musica allegra e così via.
In verità, poi, alla fine, si scoprirà che sono Robot.
Il gioco metaforico, in sé, è bellissimo.
Robot-Depressione. I due temi di cui parla il film.
Il fatto è che quando ero depresso se accedevo alle risposte assolute (e dunque ero un Robot) stavo bene.
La depressione mi diceva: "E' così". Nessun dubbio. Sei così, la vita fa schifo. E se qualcuno ti dice il contrario, beh, ti impone un dubbio e tu non vuoi dubitare. Tu vuoi la perfezione.
Quant'è perfetta la depressione?
Nel momento in cui "molli" hai una risposta assoluta. E' la fine. Toh, il film è finito. Le luci in sala si riaccendono. Non c'è nient'altro da vedere. Non ci sono dubbi. Occorre uscire...
Pure: alle volte io mi guardo tutti i titoli di coda.
Me li guardo nella speranza che ci sia qualcos'altro.
Me li guardo sperando che ci sia un'ultima scena e quando tutti stanno uscendo io rimango li, in poltrona.
Io ti dico una cosa: ama l'imperfezione.

Ama l'imperfezione, ama l'attesa, comincia ad accettare una cosa: qualsiasi cosa farai non sarà mai perfetta.
E proprio capendolo: sii felice.
Pensa ad Edison.
Edison arrivava ad un momento in cui doveva lanciare un prodotto sul mercato.
Magari, era migliorabile.
Magari, si poteva fare qualcosa in più.
E pure, arriva un momento in cui occorre dare parole, pensieri, idee, gesti, azioni al mondo anche se sono imperfette.
Arriva sempre il momento di salire in scena. E lo spettacolo deve iniziare. E non sarà mai perfetto, non sarà mai come lo avresti voluto.
Ora: sbagliare, deve renderti felice.
E' assurdo vero?
Però è così.
Fare sarà stata un'esperienza.
Agire sarà stato bellissimo.
E se abbiamo sbagliato possiamo ritentare.
Se abbiamo sbagliato possiamo fare di nuovo ma non dobbiamo farci scoraggiare dalla paura di sbagliare.
Dietro a tante depressioni, per me, c'è proprio questo.
La Depressione permette di non avere timori.
la Depressione ci permette di non agire aspettando che tutto sia perfetto.

Ma non accadrà mai.

In verità: dobbiamo vivere.

E vivendo, dobbiamo sbagliare.

E sbagliando, dobbiamo accettarlo e non sono questo: dobbiamo esserne felici.

E imparare ad essere umili, chiedere scusa e riiniziare.

Sempre.

Proprio quando ho capito la virtù dell'umiltà, qualcosa in me si è rotto e ho iniziato a camminare.

Chiedendo aiuto, ad esempio.

E l'ho chiesto proprio perché ho capito come, da solo, non ce l'avrei mai fatta.

§

Vorrei dirti questo... come ti senti... resisti.

Non mollare mai.

(E' importante)

Pavely II

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Re: Ok mi arrendo. Hai vinto tu

Messaggio  richarson il Ven Apr 15, 2016 12:18 pm

Sono d'accordo con Pavely. La depressione  ha condizionato tutti i miei pensieri. Qualsiasi cosa io pensi o faccia, tutto mi riconduce alla malattia. E' diventata un alibi ormai. Le mie risposte sono la depressione stessa. Bevo troppo, ma si è la depressione. Non ho voglia di vestirmi ed uscire in bici: si per forza sono depresso. Sono svogliato sul lavoro, è la depressione. Ormai non penso più che magari sono pigro, che magari basterebbe salire in sella e partire, ecc. Ormai anche i miei sbagli li riconduco alla depressione. Una sorta di guscio protettivo.
Ha ragione anche cantarel, il mio non è un odio ma forse un disprezzo. Non tollero le persone malate di testa, specie se giovani. Mi porta a pensare che siamo esseri falliti. Lo stesso disprezzo che nutro per me. In fondo perché lagnarsi quando comunque ho due braccia, due gambe, cammino, vedo, sento? Non mi sono ancora riuscito a scusarmi della mia sofferenza rispetto a chi soffre davvero per problemi fisici o malattie.
Anche l'idea di suicidarmi ormai è diventata un ancora di salvezza. Male che vada io avrò quella scappatoia, quella via di fuga. Non contemplo ulteriori fallimenti.

richarson

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