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Messaggio  newnew il Mer Mar 30, 2016 10:59 pm

non è la prima volta che muore una persona che conosco e io non sento nessuna emozione.

razionalmente mi dispiace. ma poi che doveva vivere in eterno... la sua vita se l'è fatta, a me pare sia stata una bella vita, ci metterei la firma...

ma la gente intorno a me piange, fa discorsi strampalati, banalità raccattate alla meglio perché non sanno a cosa aggrapparsi.

io li capisco, capisco cosa provano, ma io non lo provo.

è morta, amen, punto, fine, non ha senso stare a raccontarsi ca**ate.

non credo di essere particolarmente strano. ce n'è tanti come me, credo. sono un insensibile. non sento niente quindi sono un insensibile.

mi rompo il c*zz* giorno dopo giorno da quando ho memoria. salvo qualche temporanea eccezione.

potrei stare peggio. certo. forse un giorno starò peggio. o forse starò meglio.

non ho paura del futuro. e non ho grosse speranze. ho intuito che qualsiasi cosa accadrà. la prenderò sempre in quel posto. varierà la metodologia, la tipologia, le dinamiche particolari, ma di fondo la sitazione non cambierà. però magari potrei prenderlo più felicemente, potrei essere felice di contribuire con il mio c*letto all'ordine delle cose, un giorno.

ho la sensazione di essere troppo cosciente per essere felice nella "beata ignoranza", ma non abbastanza cosciente per essere "saggiamente" felice.

sono a metà del guado: essere qui è una posizione scomoda. ma non riesco a progredire, ormai sarà già da qualche anno, e indietro non mi è possibile andare.

e domani mattina mi alzerò di nuovo e andrò a farmi fracassare le pa**e, per poi tornare a casa e triturarmi le pa**e ancora. io non lo so come uscirne. spero che le condizioni cambino. io non sono in grado di migliorare la situazione. è il meglio che riesco a fare e mi fa ca*are. l'unica cosa che posso fare è tenere duro e sperare che cambi qualcosa. io terrò duro e avverà qualcosa. mi cambieranno cliente. incontrerò qualcuno. verrà l'estate e troverò conforto in qualche passeggiata al sole.

è la situazione che deve cambiare, è il contesto, è il mondo, io non posso cambiare le cose sono le cose che devono avvenire e cambiare da esse e io devo solo attendere, resistere e sperare che avvenga qualcosa che il mio cervello non sia ancora stato in grado di contemplare.

il mondo è più grande di me e mi comprende per intero, mentre io il mondo non lo comprendo per intero, la soluzione esiste ma è fuori di me e io non la immagino nemmeno, io non ho il potere di cambiare le cose e devo attendere che avvengano le cose che devono avvenire, devo avere la pazienza di attendere che il mondo faccia quello che deve fare e che il divenire delle cose e degli eventi faccia il suo corso.

newnew

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