La mia storia in corso

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La mia storia in corso

Messaggio  Zarts il Dom Mar 13, 2016 9:04 pm

Sono nuovo di questo forum ed è da un po di tempo che cerco un posto dove sfogarmi e trovare persone che potessero capire come mi sento. Probabilmente qui scriverò tutto o quasi quello che mi passa in testa. Sono ho 23 anni e sono caduto in depressione apparentemente da poco tempo. Ho iniziato gli incontri con la psicologa da pochissimo e lei sembra già allarmata per il fatto che la mia depressione o presunta tale non ha un apparente origine. Il dottore di famiglia è certo più o meno visti i miei sintomi che io soffra di depressione ma aspetta il parere della psicologa. Racconto questo semplicemente perché mi illude di stare meglio.
Da qualche tempo non riesco più ad ascoltare musica, guardare tv, usare il computer (navigo solo tramite cellulare) e le relazioni personali si stanno indebolendo. Quando parlo del mio malessere alle persone a me care e vicine non riescono a capire. Mi dicono "fai qualcosa che ti distrai" ma ogni cosa io faccia mi riporta a quel pensiero. Le mie crisi di pianto inoltre aumentano in modo considerevole di giorno in giorno, anche in pubblico per quel poco che riesco a starci. Sento come se questa cosa fosse un tunnel senza uscita, io voglio uscirne ma ogni volta che cerco di riprendere in mano la situazione sento che è un illusione perché non posso scappare dalle mie paure. Gli unici pensieri che mi tengono a galla sono i sentimenti che provo verso amici, genitori e la mia ragazza. Spero che questo topic non venga rimosso, non ho trovato alcuna sezione relativa alle storie degli utenti.

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Re: La mia storia in corso

Messaggio  Mosaico il Lun Mar 14, 2016 3:46 pm

Parli di ..."un pensiero" ,puoi farlo presente o è personale ? Comunque forza ma soprattutto in bocca al lupo --VIVA IL LUPO

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Pensiero e giorno 2

Messaggio  Zarts il Lun Mar 14, 2016 6:05 pm

Sì è un pensiero ricorrente e non riesco ancora a parlarne al di fuori della psicologa perché ho come la sensazione che sia come contagioso. E ne sono fortemente convinto. Colgo l'occasione per scrivere la mia "seconda pagina di diaro"

Oggi sono andato a lavoro, la mattina e purtroppo ho avuto una pessima sorpresa. I miei colleghi hanno dato "buca" dunque mi ritrovavo da solo in una stanza deserta a osservare il nulla e a perdere tempo. 5 ore di tortura. Ho ripreso a mangiare, di forza, dopo ogni boccone giù un bicchiere di acqua. Ho mangiato piu di niente il che è già qualcosa (seguiti da dolori di stomaco). Pomeriggio seguito da numerose chiacchiere via sms con una mia amica che è a conoscenza della mia situazione, chiacchiere via whatsapp perché uscire è una sofferenza. Abbiamo parlato per ore il che mi ha dato parecchia forza d'animo. Ma come tutte le cose belle in questa storia alla fine finiscono in m.....
Preso da questa energia e stranamente sorpreso perché il pensiero mi aveva abbandonato per più di 2 secondi decido nel ordine di mangiare 2 biscotti e buttarli giù con il latte (seguiti da indicibili dolori di stomaco) guardare la TV per 30 secondi (impresa fallita) e fare una partita con gli amici albmio videogioco (passione irresistibile ed irrinunciabile prima di sto casino). Morale della favola volevo rompermi la testa mente giocavo concludere la partita e scappare da quella sedia. Ora sono in preda ai pensieri in una valanga senza fine di negatività. Ogni volta che sento l'uscita da questa fossa lei riesce sempre a ritirati giù e io non posso combattere, perché le sue motivazioni non hanno antitesi. Spero mercoledì che la psicologa mi dia almeno una motivazione per dire che il mio pensiero è sbagliato. Perché ora non ho trovato alcun motivo per dire che sbaglia. Ormai parlo di questo malessere come una persona, un lui o lei che mi fa star male.

Ringrazio mosaico per aver letto la mia storia. Mi fa sentire meno solo.

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Giorno 3

Messaggio  Zarts il Mar Mar 15, 2016 11:40 pm

Oggi al lavoro è stato difficilissimo. Sono stato malissimo e la mia mente non mi dava tregua. Però nel tempo affino la mia bravura a nascondere il mio malessere. La mia ragazza sta facendo cose mai fatte per farmi stare bene. Oggi ho chiesto aiuto ai miei genitori per portarmi ad un corso che sto seguendo, guidare mi fa stare male quindi se posso evito. Trovo conforto in 2 amiche che mi sono vicine e con la quale non ho filtri, dico e mi dicono veramente tutto senza alcun problema. Ci stiamo riavvicinando molto con questo mio stato. Ho avuto una crisi tornando a casa prima di cena e non ho cenato. Ho mangiato per evitare direi lo svenimento solo ora che sono tornato a casa. Domani rivedo la psicologa e ho molte cose da dirle. Ho raccolto tutte le frasi, i pensieri che mi tengono nella "fossa" in un quaderno. Domani rileggerlo mi manderà in crisi ma se è utile lo farò. Ormai sogno di tornare a scrivere, prima di questa cosa, scrivevo favole per bambini e le animavo. Ho in testa una favola che immagino da quando sono piccolo, ma non riesco a scriverla. Forse prima o poi riuscirò a metterla su carta. Mi rendo conto solo ora che questo capitolo è incasinato in modo orrendo ma non ho la forza di pensare ad un ordine ai miei pensieri. Ammetto che scrivere la mia storia qui come un diario mi fa illudere di stare meglio.

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Re: La mia storia in corso

Messaggio  Mosaico il Mer Mar 16, 2016 8:42 am

Zarts buongiorno Wink mi sento di darti un consiglio (anni 42 di cui 20 tra depress e att.panico) :
Cerca comunque di non sovraccaricarti il cervello " ,è una delle cose più sbagliate che tu possa fare !! ...e dico cerca proprio perché io mi comportavo come te in questo momento .
Ho fatto 5 anni di psicoterapia cercando di farmi analizzare ed autoanalizzandomi .....con il risultato di rimanere sempre più intrappolato nel vortice del pensiero ossessivo .So che farai quello che ti sentirai o comunque ciò che la tua mente studierà a mò di autodifesa di mettere in atto ..... Ma ti prego pensaci .Affronta le tue problematiche psicologiche con la terapeuta e qui nel forum ,ma cerca ,nel restante tempo ,di staccare la spina ,magari dedicandoti a sport ,lavoro .......
Un consiglio da amico .

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Provato

Messaggio  Zarts il Mer Mar 16, 2016 11:48 am

Ho provato a dedicarmi a sport e lavoro, ho provato a staccare la testa in tutti i modi. E il risultato è stato peggiorare le cose. Ogni cosa che tento di fare per reagire mi fa stare peggio. Mi spinge più in basso. Ho smesso di fare più o meno tutto quello.che mi piaceva perché non riesco più. A lavoro ci vado forzandomi e per abitudine. Lo sport, io giravo in bici, per 9 kilometri avrei solo voluto andare nel fosso. Il problema che voglio.appunto affrontare è "come staccare la spina". Perché ora ne ho provate tante e altrettante volte sono stato peggio del solito.

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Re: La mia storia in corso

Messaggio  Mosaico il Mer Mar 16, 2016 2:08 pm

Ok .So bene ciò che vuoi farmi capire Smile

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Giorno 4

Messaggio  Zarts il Mer Mar 16, 2016 9:01 pm

Adesso sono stanco morto, però sento il bisogno di scrivere questo post. Oggi ho avuto il secondo incontro con la psicologa. È stato diversissimo dal primo incontro però mi ha provato parecchio. La psicologa ha detto che è qualcosa che mi porto dietro da quando sono piccolo e che con l'età adesso mi è scoppiata in faccia e si è trasformata in una spirale autodistruttiva. Mi ha detto che probabilmente dovremo provare più terapie vista la mia età e soprattutto visto che non è un caso così banale. Il consiglio finale della psicologa, un paziente morto non si cura. È stato lo stesso che mi ha dato il dottore, non morire. E sembra semplice probabilmente per chi non vive queste cose. Sembrava semplice anche a me prima di sto casino. Prossimo incontro con la psicologa lunedì, teoricamente darò un nome più preciso a questa cosa che mi fa stare male, daremo un titolo a questo film, la psicologa parla di film probabilmente per evitare di spaventarmi. Penso di aver avuto culo e di aver trovato una brava psicologa ma questa è un impressione. Potrò dirlo solo se questa storia finirà.

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Re: La mia storia in corso

Messaggio  Pavely II il Gio Mar 17, 2016 5:49 pm

Posso condividere con te una mia sensazione?
La cosa che mi colpisce, più di tutte, è il rapporto che hai con il cibo.
Fortissima, mi appare la relazione tra il tuo disagio e l'alimentazione, il gesto che facciamo, ogni giorno, per mangiare.
Si può essere uomini e soffrire di anoressia. E se osservo questo pensiero, che mi rimane dopo aver letto la tua storia, ho paura.
E per uscirne, per razionalizzarla, credo, l'unica via percorribile è condividere questo pensiero con te, parlartene, esporti questo mio timore.

Il fatto è che non so, esattamente, quale sia il confine tra anoressia e depressione.
Cosa si provi a mangiare pochissimo, non so cosa significhi passare questo limite e non so parlarne.

Pure: se la depressione mi appare come un problema dell'anima, essenzialmente mentale, l'anoressia - che tante volte si affianca al nostro stato d'essere - coinvolge tutto il corpo, è parola per esso, ne narra il dolore.

E' come, tento, se l'anoressia parlasse del dolore attraverso il corpo, laddove la depressione fosse una ragione propria dell'anima e della parola e di un silenzio che diventa cifra essenziale del pensiero e della relazione.

§

Ti sono davvero vicino.

Ti incoraggio a non mollare.

Ti faccio davvero forza e ti invito a resistere.

(E se sei passato di qui e hai letto le mie parole, beh, grazie e perdona, se puoi, questo mio sfogo....).

Pavely II

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Giorno 5

Messaggio  Zarts il Ven Mar 18, 2016 12:01 am

Giorno difficile. Oggi non ho avuto crisi, ma momenti in cui il pensiero graffiava profondamente. Ecco mi sembrano le parole che descrivono meglio. Mi è tornato l'appetito grazie ad un amico che a sorpresa mi. Ha presentato mezzo paninazzo e io forzato dalla vergogna del rifiuto e dallo schifo di pensiero di gettare il cibo (cosa che odio in modo stratosferico) ho mangiato sto mezzo panino. In compenso adesso la vita mi stressa grazie alla burocrazia. Da una parte il mio capo che non vuole seguire le regole perché tanto "chissene frega" dice lui. Dall'altra la siae che fa il suo lavoro. Mah vedremo.

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Re: La mia storia in corso

Messaggio  Pavely II il Ven Mar 18, 2016 9:17 am

e io forzato dalla vergogna del rifiuto e dallo schifo di pensiero di gettare il cibo (cosa che odio in modo stratosferico) ho mangiato sto mezzo panino.

(Questa frase mi colpisce tantissimo...)

(E mi spinge a riflettere sul rapporto tra la depressione e il cibo...)

Pavely II

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Giorno 6

Messaggio  Zarts il Sab Mar 19, 2016 2:20 am

Prima di raccontare il sesto giorno ho piacere di ringraziare Pavely. Ho ragionato sul rapporto con il cibo che avevo, ed è semplicemente stupendo. Probabilmente hai frainteso le mie parole ma perché scritte male da me. Il rifiuto del cibo non era tanto rifiutare il fatto di mangiarlo, io ho voglia di mangiare e tanta manca l'appetito, era rifiutare l'offerta del panino da parte del mio amico. Per me il cibo è una cosa stupenda, puoi percepirlo con tutti i sensi nessuno escluso. Il fatto di mangiare normalmente mi manca tantissimo.

Giorno 6
Oggi giornata piatta, qualche inconveniente al lavoro che va beh mi ha causato più che altro stress visto che diventa una catena di eventi che tocca a me interrompere. La serata invece è stata un inferno 2.0. Si è laureata una mia carissima amica e non potevo mancare, ci tenevo tantissimo a vederla e complimentarmi per il risultato. Purtroppo la festa era in un locale chiuso, affollato con nessuno che conoscevo se non 2 persone, musica a palla. Insomma una discoteca. Io non sono un tipo da discoteca, ma più da osteria, sono stato 4 ore più o meno immobile e ovviamente i pensieri volavano come mosche intorno al miele. In più la musica aiutava il mal di testa. Mi ha microscopicamente consolato il fatto di aver rivisto questa amica. Altro fatto positivo ma che non mi ha dato sollievo è che ho trovato il modo di "riprendere" una delle mie passioni. Scrivere favole e racconti che appena ne avrò abbastanza proverò a pubblicare. Visto che non riesco più a scrivere storie su carte, visto che ogni tipo di computer non riesco più a guardarlo, "userò" la mia ragazza come scriba. Ahahahah se mai arriverò a finire il libro ne pubblicherò una parte nella sezione off-topic. Speriamo di arrivarci.

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Re: La mia storia in corso

Messaggio  Pavely II il Sab Mar 19, 2016 8:18 am

Ehi.... perdonami.... mi dispiace di aver frainteso le tue parole.

§

Oggi penso a come il fatto di esercitare la fantasia sia, davvero, la migliore cura per la depressione.
Questa stessa parola - fantasia - mi appare proprio come il contrario della melanconia.

Pavely II

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2 giorni in uno

Messaggio  Zarts il Dom Mar 20, 2016 11:59 pm

Scrivo due giorni in uno per questioni di tempo. Ho festeggiato un compleanno e portato a termine uno spettacolo teatrale, perfetto questi erano gli impegni. Tutti quelli che sanno della mia condizione dicono che mi sono ripreso in modo eccellente. Invece mi rendo conto che sto imparando a nascondere sempre meglio. Ormai giro per strada con i miei pensieri sempre accesi al mio fianco. Nonostante abbia ripreso a mangiare tutto il resto come televisione, scrittura giochi ecc ecc mi è impossibile. In più il pensiero che sia pasqua mi fa stare malissimo e non so perché. Domani la psicologa mi dirà qual'è di preciso la mia patologia. Fino ad ora il medico di base l'ha chiamata depressione ma domani scopriremo, forse il vero nome di questo film. Ogni volta che ci penso ritornano in mente le parole della psicologa che mi ha avvisato "sara lunga e difficile e non escludo che al primo tentativo possa fallire, in caso proveremo altre terapie forse farmaceutiche... ecc ecc" vedremo. Vi terrò aggiornati sempre su questi schermi.

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Re: La mia storia in corso

Messaggio  Mosaico il Lun Mar 21, 2016 8:30 am

Non mollare zart Smile .E soprattutto cerca di non fermarti mai ;tra pensieri ,problemi e difficoltà muoviti comunque ,prova,vivi o sopravvivi .......ma fallo !! Sarà la tua salvezza .Buonagiornata

Mosaico

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Passi indietro

Messaggio  Zarts il Ven Mar 25, 2016 12:55 am

Non sto a fare il resoconto delle attività svolte perché non basterebbe un giorno di scrittura. In questi giorni il mio malessere si è trasformato, se prima potevo descriverlo come un peso sopra si era poi trasformato in una presenza costante difianco adesso è dentro di me. Sento che non uscirà mai da me questa cosa e che mi rovinera la vita. Sento pensieri diversi più profondi e che mi portano a provare sensazioni più "astratte" del solito. Questo mi fa star male. E incomincio a capire quello che scrivono molti che le terapie servono poco. Adesso per me ha solo trasformato il mio male. Inoltre credo che la psicologa abbia decretato semplice stress anche se non si è pronunciata ancora. Ma può lo stress far sentire una persona morta? Non dico morta nel senso che non ha voglia di fare o stanca. Intendo deceduta. Spero che con la prossima seduta possa capire meglio il problema o almeno dirmi che ca...volo ho. Se fosse stress sarei stressato dal nulla visto che ho dimezzato le mie attività. Ho diminuito la frequenza dei miei aggiornamenti ma se prima scrivevo e stavo meglio ora certe volte sento che ricordare mi riporta allo stato peggiore della giornata.

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Re: La mia storia in corso

Messaggio  merla il Ven Mar 25, 2016 7:51 am

Zarts ha scritto: E incomincio a capire quello che scrivono molti che le terapie servono poco. Adesso per me ha solo trasformato il mio male.

Ciao Zarts,

fossi in te io mi farei prendere un po' meno dall'urgenza e dallo sconforto. Smile

Credo che sia bello e utile, se tu senti che in qualche modo ti dà qualcosa, che tu tenga qui una sorta di resoconto, perché trovi uno spazio dove farlo oltre alla terapia, ma credo che sia anche utile che tu impari a circoscrivere lo spazio in cui rifletti sul tuo malessere, o meglio che, grazie fatto di avere degli spazi ben definiti in cui lo puoi fare, sia molto utile che tu mantenga sempre degli spazi in cui invece cerchi di non riflettere sul tuo malessere e di prendere fiato. Altrimenti le considerazioni in merito perdono il senso delle proporzioni e ti lasci andare a generalizzazioni, che non aiutano mai.

a) molti possono scrivere quello che vogliono, ma la terapia serve. Non è la panacea di tutti i mali, come nessuno strumento del resto, ci possono essere persone che preferiscono altri percorsi, altre che magari hanno la sfortuna di incontrare il terapeuta sbagliato o un tipo di terapia inadatto, altri che non se la sentono o non riescono per mille motivi a riflettere su se stessi e a riflettere su un rapporto a due o in gruppo, altri ancora semplicemente non ne hanno bisogno; purtroppo molto spesso "molti" tendono a proiettare il loro limite sul percorso scelto perché ragionare sulle proprie difficoltà non è mai molto semplice. Quindi, e lo scrivo anche in linea generale non solo per te, per dire se la terapia serva o non serva, direi che si può fare ragionevolmente affidamento sulle indicazioni dell'OMS e confidare che, alla luce delle conoscenze attuali, la terapia serve. Come servono in farmaci, serve lo sport, serve una buona alimentazione e un buon ritmo sonno veglia, ecc. ecc., senza che nessuno di questi sia un fattore in sé indispensabile per uscire dal malessere. Ti è più utile una visione equilibrata e realistica e, secondo me, ti è anche più utile ragionare su a cosa o come possa servire un percorso confrontandoti con chi l'ha fatto e non chi lo rifiuta a priori. Nel senso, ragionare su cosa sia una terapia o anche sui farmaci con chi tanto una terapia non riesce a prenderla in considerazione o si arena di fronte alla prima difficoltà o rifiuta in partenza i farmaci, non segue le prescrizioni ecc. ecc. significa parlare del niente con un interlocutore convinto di avere esperienze che in realtà non ha e rischia solo di aumentare la tua confusione e la tua sfiducia. Interlocutori "sensati" per ragionare sulla terapia sono le persone competenti in merito, per studio, professione o altro, e persone che quel percorso l'hanno portato a buon punto e quindi lo conoscono. Anche in questo caso bisogna cmq metterci un po' di tara, perché le questioni personali possono sempre intervenire sulla lettura delle cose, ma certo è chi rifiuta o ha rifiutato un certo tipo di percorso, non può conoscere quel percorso, quindi la tara da mettere in questo caso diventa davvero enorme. Tu adesso ci sei dentro e ti metti solo in difficoltà, ti confondi.

b) per la mia esperienza dopo solo "due settimane" è impossibile valutare l'effetto o l'efficacia di nessuna terapia soprattutto per il paziente, quindi non ti arenare e sospendi il problema. Sei troppo dentro al tuo malessere oggi e rischi di mettere nelle valutazioni un carico di sfiducia/fiducia tuo sostanzialmente emotivo. È normale "avere fretta" soprattutto se si percepisce che un malessere ci arrivato all'improvviso addosso, e quindi si vorrebbe che se ne andasse alla stessa velocità. A volte è così, a volte no anche perché è possibile che le ragioni del malessere agissero "sotto soglia" già da diverso tempo. Io sono ora al termine di 8 anni di psicoterapia (accavallati in parte a 7 anni di psicofarmaci), e mi son trovata molto spesso ad avere la sensazione di girare in tondo e che la terapia fosse sostanzialmente inutile. Adesso che la terapia per me ha sì qualche utilità, ma decisamente ha perso il carattere di necessità che aveva in altri periodi, per cui aspetto solo il momento giusto per terminarla e ha cmq solo più una funzione di sostegno, mi rendo conto che nei periodi in cui mi sembrava di girare a vuoto, in realtà stavo semplicemente mettendo a posto dei pezzi miei, ma senza portare il lavorio alla consapevolezza, perché non riuscivo. Quindi porta pazienza, cerca di non dare troppo retta ai disfattisti o a chi ti dice terapia sì/no, farmaci sì/no in maniera tranchant. E, inoltre, i tuoi dubbi sul percorso che stai facendo cerca di chiarirli sempre con la psicologa, parlandone apertamente, perché quello può essere invece un confronto molto utile, sia per te sia per lei.

Ciao
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Grazie merla

Messaggio  Zarts il Ven Mar 25, 2016 8:51 pm

Sì merla so che 2 settimane di terapia sono nulla ma adesso lo sconforto è veramente forte. Non ho infatti lasciato la terapia ne ho intenzione di cambiare terapista.
Lo sconforto e le sensazioni che provo mi portano a pensare cose che logicamente spesso non hanno senso. Il mio malessere perfortuna riesco a circoscriverlo a me stesso. Nel senso che non va ad influire su nessun altro e oramai per molte persone è già una storia passata. Adesso è tutto semplicemente dentro di me. È veramente complesso da spiegare tramite una lettera scritta magari più avanti ci proverò.
Mi rendo conto che questo messaggio risulta terribilmente caotico ma non riesco ad ordinare decentemente i pensieri in testa figuriamoci le parole.

Ti voglio ringraziare merla perché ogni risposta, consiglio o opinione che ricevo mi riporta forzatamente su un piano forse più reale di quello in cui la mia testa viaggia. Grazie mille.

Zarts

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