ciao

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ciao

Messaggio  paula il Lun Feb 01, 2016 1:19 am

mi presento, sono nuova, 20 anni e soffro come molti di voi.. fin da piccola , ancora peggio adesso gli ultimi due anni da quando vedo continuamente i miei sogni strapparsi davanti i miei occhi dicendomi " povera illusa". Mi sento la figlia problematica, la ragazza problematica, l ex fidanzata problematica, inadatta e sfigata nella vita. Fin quando il mio pessimismo non conobbe il sentimento dell'amore potevo ancora respirare, ma quando ho capito che vedevo l amore come una salvezza da quell'oscuro mondo da me tanto odiato, solo xk potevo occuparmi dei problemi di qualcuno e non dei miei, è ancora peggio, perchè ho capito che sono ancora più sola, sfortunata e potrò solo circondarmi di disastri nella mia vita, perchè odio star bene, e non potrei mai amare se non soffrissi, forse è per questo che ho sempre rifiutato tutti e la prima volta che mi sono innamorata ho perso la testa per un uomo che mi faceva soffrire, ma se non mi avesse fatto soffrire, non mi sarebbe importato nulla. vorrei essere come tutte le ragazze della mia università, del mio studentato, quando sono andata a vivere da sola ho avuto due mesi per godermi la rivincita, poi è arrivato lui, e due anni di sensazioni contrastanti. ora sono confusa, bevo ogni giorno non mangio più, continuo a scrivergli chiedendogli il perchè, di mille cose, ho dato tutto di me, non ho visto entrare nessuno in questa stanza per darmi un abbraccio, la sua rabbia ha mandato all aria tutto ogni volta, e ogni volta io non l ho mai lasciato solo, mentre lui si.....anche se non è cattivo.io lo so, è per questo che non mi do pace, ha un ego cosi grande che si è utile ma non può lasciarsi inghiottire da questo..io vorrei salvarlo ma non capisco che prima devo salvare me..è che sono convinta di esser sola e che non ce la farò...gli ho dato tutto quello che avrei voluto io....soffro di un disturbo ossessivo compulsivo, sia mio padre che il mio ex mi hanno spesso alzato le mani, mi ritrovo in una stanza ad alcolizzarmi ogni giorno..e penso spesso di voler morire. non so neanche perchè sto scrivendo qui. scusate lo sfogo . ciao

paula

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Re: ciao

Messaggio  Pavely II il Lun Feb 01, 2016 10:51 am

Ti do un abbraccio.

Qui, ora.

Ti do un abbraccio, leggero.

Con forza, anche se non ti conosco.

§

Ho letto la tua storia, il tuo post. Fai l'Università, hai 20 anni, hai avuto un padre che ha alzato le mani.

Hai cercato un uomo come tuo padre - persone con un Ego smisurato, narcisisti patologici, vampiri emotivi - che ha, di nuovo, alzato le mani verso di te.

Lo scrivevo, giorni fa ad un'altra persona: quando entri a contatto con persone come queste, piacere e dolore si fondono e creano uno scenario masochista da cui bisogna ASSOLUTAMENTE FUGGIRE.

Tento di spiegarmi: le emozioni, i sentimenti, per essere ricchezza, devon essere distinti. Una cosa, ad esempio, è la felicità e una cosa è l'amore. Certo: puoi essere felice e amare nello stesso istante... ma le due emozioni devono essere forti e distinte e devono portersi parlare ed esserci.

Così il piacere e il dolore. Devono essere distinti. Non devono fondersi, non devono mischiarsi... se accade, allora, il cuore si ferma (simbolicamente): e le lacrime, l'odio per sé stessi, la rabbia... ti raggiungono e fermano la tua vita. Occorre che le emozioni, tutte le emozioni, siano chiare... che siano ugualmente forti, che siano vitali e che sappiano parlarti.

Piacere e dolore si sono fusi in un'emozione sconosciuta e dolorosa. E' li. E pensi di essere sbagliata... pensi che non cambierà mai nulla nella tua vita....

§

Io non lo credo.

Io credo che tu sappia perfettamente di avere un lato masochista, che fare la "crocerossina" ti ILLUDA con una sensazione di benessere, che il piacere che ne trai ti fa stare male ma che ne senti, ugualmente, il bisogno.

Ti sto dicendo: vedi il problema.

Pure: non vedi la soluzione e perché, mi chiedo, non la vedi?

Secondo la mia opinione non la vedi perché non riesci a "capire" cosa ci sia dopo il dolore.

§

Dopo il dolore c'è il "silenzio delle emozioni".

C'è, quella condizione, in cui non si provano più emozioni: il dolore, cioè, distrugge le emozioni, è un fuoco che brucia e incenerisce le Calle dell'affetto, le foglie di Salice piangente della tristezza, gli Aster della felicità, le Rose rosse carminio dell'Amore e così via.

Alberi, fiori, frutti dei sentimenti bruciano.

E sono inceneriti dal dolore.

Pure: abbassati.

Metti la mano su questa terra che ha visto tutte le tue emozioni bruciarsi: vedi qui?

Si, qui, sotto la cenere... vedi questo germoglio?

§

La cenere rende la terra fertile.

Il dolore, cioè, rende il cuore fertile e le emozioni crescono, dopo il dolore, più forti e m a e s t o s e, partecipi della regalità stessa della natura.

Ogni cuore, il tuo, il mio, di chiunque, affronta il dolore e dopo ogni dolore diventa un campo in cui la bellezza torna.

Il Dolore che hai provato in caso, ogni schiaffo che hai ricevuto, ha b r u c i a t o tutto. Lo vedo: è un panorama desolante, posso capirlo.

Ma se ti allontani dal dolore, se riesci ad aspettare le pioggie di Marzo, se riesci a spegnere il fuoco del dolore... (a non ricevere più schiaffi)... il cuore rinasce.

§

Esistono persone che incendiano questi campi.

Magari perché gettano mozziconi di sigaretta (come tuo padre o il tuo ex).

Ma esistono persone che spengono gli incendi.

A volte, sono uomini, spesso sono amiche e donne.

Ma esistono persone che spengono gli incendi, che scostano, con la mano, la cenere e che guardano, in ginocchi sulla terra, i germogli.

E magari, con una pazienza grandissima, portano acqua. (Perché sono impazienti della pioggia).

O magari prendono una paletta e un vaso, prendono i germogli, li portano a casa e con un amore grandissimo ne fanno serra e li fanno germogliare e se ne prendono cura.

§

Devi fare in modo che i delinquenti che appiccano incendi non passino più per la tua terra.

E l'unica cosa che puoi tentare e cercare persone che siano Vigili del fuoco "simbolici".

§

So che può apparirti strano e so che non ci pensi: ma ci sono persone che spengono i fuochi.

Il cui scopo della vita è farti stare bene.

Ti devi allora dire: "Basta incendi".

Cerca queste persone.

Fanne una scelta di vita e, soprattutto, dillo: "Spegni il mio incendio".

Puoi farlo.

E se lo fai, beh, potrai essere felice.

E amare.

Tornare ad amare.

E sarà bellissimo... credimi.

§

Io per ora, ti stringo le mani e ti incoraggio a resistere.

E dura.

E fo§§utamente dura.

Tu, se puoi, quanto puoi, resisti.

E' importante.

Pavely II

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Re: ciao

Messaggio  merla il Mar Feb 02, 2016 3:42 pm

Ciao paula,

volevo risponderti l'altro giorno, poi non avevo molto tempo e ho preferito scriverti con calma.

Non so se può aiutarti come considerazione, ma forse potresti iniziare a pensare che tu sei esattamente come tutte le ragazze della tua età, semplicemente ti è capitato,non per tua scelta, di vivere delle esperienze molto pesanti, violente che gli altri non hanno vissuto.

Spero di non sembrarti particolarmente dura, ma credo a volte la fatica necessaria a elaborare esperienze dolorose e disorientanti (la violenza è in sé disorientante, quando arriva da parte di qualcuno che dovrebbe in un modo o nell'altro amarti o occuparsi di te, lo è inevitabilmente molto di più) sia un po' uno stimolo ad adottare una visione un po' manichea nel confronto con gli altri, sono come tutti gli altri/NON sono come tutti gli altri, che di suo non aiuta per niente.
Da una parte il confronto con gli altri ha sempre il tempo che trova, ma anche senza stare a fare della filosofia su questo, il problema è che nel momento in cui ti trovi a non aver elaborato delle sofferenze, delle violenze e degli insegnamenti distorti (e la violenza domestica implica inevitabilmente un insegnamento distorto), ti trovi per forza a impiegare tantissime energie per conviverci e questo te le toglie da altre cose che potresti fare per te stessa.
Non è tanto questione degli altri, quanto una questione di metterti in condizione di fare quello che puoi fare, tenendo presente che se non riesci, per ora, non è un limite tuo, ma piuttosto un carico che ti porti del quale non sei responsabile e che ragioni non ne ha.

Hai provato a rivolgerti a qualcuno? Magari un centro antiviolenza o un consultorio, dove possano aiutarti a elaborare certe esperienze?
Purtroppo, inevitabilmente, quando si imparano certi modi di relazionarsi in famiglia, si ha la tendenza a ricercarli anche nelle esperienze positive, ma la ragione non è masochismo o simili, la ragione è semplicemente che si riesce a riconoscere quello che si riconosce.
Fondamentalmente, un aiuto specializzato ti sarà utile ad fare esperienza altri modi di rapportarti con le persone, in modo che tu possa scegliere quello che più ti va bene. Smile
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Re: ciao

Messaggio  mazzonrocky il Mer Feb 03, 2016 3:11 pm

Cara Paula, te lo dice un vecchio citrullo: a 20 anni sei giovanissima. Le esperienze negative che hai fatto ti fanno sentire forse più vecchia, ti fanno perdere le speranze, ma credimi, sei davvero giovanissima. Io ricordo quando a 22 anni mi sentivo vecchio: che scemo. E non era perché avessi fatto chissa quali esperinze negative. Era perché facevo poche esperienze, e sentivo il tempo che mi sfuggiva, e non avevo la forza, la capacità, la preparazione per agire.
La preprazione viene soprattutto dall'educazone, alla tua età. Poi, impari a prepararti da solo/a, nel bene e nel male. Dipende dalle risore che riesci a trovare dentro di te. Per tuo padre che alzava le mani: ci sono diverse modalità, io sono contrario comunque a tutte, ma è complesso entrare nel merito, e se vuoi lo su può fare. Per il tuo ex che azava le mani: meno male che è un ex, alla larga da lui, che si tenga i suoi problemi del cavolo e andasse a quel paese, lberati la mente da quello stupido, con tutte le attenuanti che vuoi riuscire a trovar nel suo comportamento. Tutti i crimini sono in qualche modo spiegabili, ma alzare le mani è comunque un crimine. Alla larga, prima di tutto.

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