Una discesa nell'inferno

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Una discesa nell'inferno

Messaggio  mallenDH il Ven Gen 29, 2016 4:23 pm

Ciao a tutti mi chiamo andrea ho 26 anni e abito vicino Sanremo.
La mia storia inizia il terzo anno di scuole medie, frequentate a Carcare in provincia di Savona perchè io vengo da li, premetto che i miei si sono separati quando avevo 6 anni e io piangevo tutte le sere dalla malinconia di non avere una famiglia come quelle dei miei amici, di non avere mio padre vicino perchè avendo conosciuta un altra donna di Sanremo appunto si trasferì e io lo vedevo ogni 2 settimane e ogni volta staccarmi era uno strazio, quanti pianti solo dio lo sa, comunque arrivo alla terza media diciamo nella normalità un ragazzino cicciottello con tanti amici e la passione per i motori e i videogiochi, verso gli ultimi mesi un giorno nell'ora di francese sento una strana nausea e delle vertigini, subito mi spavento e faccio chiamare a casa per farmi venire a prendere prima, a casa non c'è nessuno perchè mia madre lavora in ospedale a Savona che era distante da Carcare circa una mezz'ora di auto, allora chiamo mia nonna che abitava a Bormida una paesino molto piu vicino cosi lei si fa portare a prendermi (mia nonna una donna molto ansiosa con cui sono cresciuto, una seconda madre per me, penso però che tante ansie ecc me le abbia passate lei non so se dal dna, o solo per il fatto d che ci sono cresciuto) fatto sta che andiamo via e sembra che mi riprendo, il problema è che da li alla fine della scuola mi veniva tutti i giorni la stessa sensazione e saltai parecchi giorni di scuola, per fortuna la finii dando l'esame.
Pensando a un po di stress decisi di cambiare aria per le superiori e trasferirmi con mio padre dove poi sono rimasto (mio padre e mia madre sono comunque in buoni rapporti, mia madre da 20 anni sta con un altra persona che rispetto).
Mi iscrivo ad un istituto d'arte a Imperia ma sento che qualcosa non va, devo di nuovo farmi venire a prendere perchè sto male, sempre, inizio anche ad avvertire sensazioni strane quando cammino come se sbandassi o camminassi sulle uova, mi spavento lascio la scuola e tutto, iniziano le ricerche su internet e trovo un sito dove dice che non esiste cura ne medico bisogna solo bilanciare la mandibola, e io ho una malocclusione in effetti con la mandibola deviata, da li il panico, sfiducia in tutta la categoria medica e dentistica, senso di smarrimento, non sapevo come fare da dove cominciare, pensai che tutti i miei problemi venivano da li sin dall'infanzia, nel frattempo provo a lavorare con mio padre che è un artigiano, riesco a fare qualcosina ma i sintomi ci sono sempre cosi pian piano mi chiudo in casa a giocare ai videogiochi con qualche amico e continuo a soffrire di ansia e ADP, a 17 anni decido di intraprendere un cammino per me stesso, corsa e dieta perdo 25 kg mi fisso sul fisico e raggiungo anche dei risultati, mi vedevo sempre meglio e molto piu carino, difatti iniziai ad attirare ragazze, intanto inizio una cura farmacologica da uno psichiatra, adesso non ricordo bene, con paroxetina e rivotril mi pare.
Per qualche tempo sto bene inizio a uscire a frequentare ragazze amici a stare anche in posti affollati fino a fare vere e proprie serata in discoteca, ho iniziato una vita molto mondana anche se a volte l'ansia c'era ma gestibile, poi ho avuto una ricaduta ma cambio medico sempre psichiatra questa volta mi cura con Elopram e alprazolam, la cura da i suoi frutti ma io ero ancora nel periodo "vita mondana" cosi prendo i farmaci a cavolo, bevo alcolici e conduco una vita squilibrata, orari sballati ecc, arriva qualche delusione d'amore però mi riprendo, essendo carino non avevo problemi enormi a "divertirmi" l'ultima delusione l'ho avuta a giugno 2015 e da li però non so se mi sono ripreso, o meglio si sono aggiunti disturbi di cui ora inizierò a parlare.
a marzo 2015 Conosco questa ragazza di Torino che veniva in vacanza al mare, mi ci perdo letteralmente, mi ci aggrappo quasi come via di salvezza, di famiglia benestante, molto a modo, mi sento felice perche lei condivide le stesse emozioni (sembrava) arriviamo a giugno (ero quasi sempre con lei nella sua casa qui al mare, quasi una convivenza) arriva il 18 giugno il mio compleanno lei mi fa una lettera molto bella con un regalo, un giorno alle terme insieme, sembrava tutto perfetto fino a pochi giorni dopo il 21 o 22 inizia ad essere strana e fredda, inizia a parlarmi in modo diverso anche per messaggio fino a che mi inizia a dire che stiamo troppo tempo insieme ecc ecc, io vado in ansia piena provo a risolvere stando un po sulle mie ma da li a una settimana decide di finirla dicendomi che non si stava innamorando, credetemi sono stati solo tre mesi ma io sono morto.
Inizio a riprendermi dopo un mese circa, intanto vado a Savona da mia madre a passarmi qualche settimana tranquillo (perche qui a casa mia l'ambiente è diverso, mio padre è molto nervoso e agitato, sempre!) l'estate passa, l'ansietta mi accompagna sempre ma niente di che, qualche ubriacata con gli amici sempre le solite cose, arriva fine settembre inizio un lavoro (tinteggio una villetta con mio padre, soliti lavori) ricordo era un lunedi, non mi sentivo in formissima ma vabbe, a fine giornata inizio a vedere delle cose nell'occhio sinistro mi agito panico, sono miodesopsie e me le devo tenere tutta la vita, tuttta la vita?? sono scoppiato in un ansia e agitazione generale che tempo 10 giorni mi hanno condotto in PS, flebo di ansiolitici e via, io sempre più rigido sempre piu debole sempre piu agitato (giravo avanti e indietro per la casa dicendo è finita, questa volta è finita la malocclusione mi ha uscciso, oppure sarà SM? o fibromialgia? o CFS? ho letto e avevo tutti i sintomi di tutto) vado avanti cosi un mese, fine ottobre 2015 praticamente morto vado di nuovo dallo psichiatra degli anni addietro e inizio di nuovo l'elopram e lorazepam, ma stavolta ho la perfetta sensazione la certezza mia interna che non dipenda dalla testa e allora penso già dentro di me che non servirà a nulla, che resterò cosi tra iter medici avanti e indietro, che non avrò piu la mia vita, una catastrofe insomma, arriviamo a gennaio, adesso, ho passato una decina giorni quasi normali, ora i sintomi sono, Debolezza, fascicolazioni sporadiche, astenia, piango spessissimo,dolori muscolari, mi scrocchia tutto, mi sento come se avessi l'influenza, un ansia terribile, sempre con le mie mosche volanti nell'occhio a tirarmi ancora piu giu, vedo la mia vita come fosse gia finita, una vita destinata a soffrire cosi tutti i giorni, ora cerco navigo e penso di avere CFS fibromialgia ecc e poi penso che però saranno portati da una dieta sbagliata o dalla vecchia e famosa mandibola? cosi e tutto un circolo vizioso da cui non ne sto uscendo piu, sto impazzendo o peggio, per fortuna c'è una ragazza a cui mi sono affezionato che mi aiuta, ma non so quanto reggerà anche lei, non mi reggo manco da solo, comunque sono in confusione ho paura persino a farmi controllare come se non volessi accettare nulla ed essere ancora il tipo mondano di una volta, ora martedi vado dallo psichiatra (vuole ritoccare la cura) e mi ha detto serve anche un percorso psiscoterapico (ma come ci vado? in ste condizioni mando a quel paese anche lui, anzi gli dico che è sbilanciato pure lui di mettersi un bite e di fare una dieta per disintossicarsi) ora siamo saliti a 20 gocce di elopram da una ventina di giorni ma niente sembra acqua, prendo sempre il lorazepam per contrastare l'ansia ma sinceramente non sento nulla.
Cosi oggi sono qui a scrivere, tra l'altro scusate la lunghezza dovevo sfogarmi, non so come andrà a finire a sto giro non so se ce la farò, non so che diavolo ho soprattutto, oggi piango di nuovo, vi parlo come fossi davanti a degli amici... scusate per la lunghezza ancora. Smile

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Re: Una discesa nell'inferno

Messaggio  Pavely II il Lun Feb 01, 2016 10:04 am

E' difficilissimo trovare le parole.

Posso solo dirti che ho letto il tuo post.

Che ti sono vicino, che non potrò mai capire quanto possa fare tutto ciò che hai provato.

§

In verità, però, riflettevo su di una cosa. Ed è una cosa che ho sentito essere assente in tutte le parole che hai scritto...

Cioè: amavi una ragazza di Torino. Bellissima, sensibile, che - per una ragione che mi sfugge veramente - ti dice che no, non si sta innamorando di te.

Ci può stare, mi sembra un'emozione naturale. Lei aveva tutto il diritto di dirtelo (a patto che fosse sincera, certo). Però, razionalmente, mi sono messo nei tuoi panni e ho pensato a cose mi direbbe il mio cuore se fosse stato lasciato da una tipa così.

Sai che cosa proverei verso di lei?

Una fot§§tissima rabbia.

Cioè: sarei, davvero, inca§§ato verso di lei.

Attenzione: ti parlo del cuore. Ti parlo, esattamente, dei battiti del cuore.

Non so: tento di spiegarmi: lei viene da una famiglia "bene", tu, mi sembra di capire, vieni da una famiglia "normalissima" (tua madre lavora in Ospedale e così via).

Sento come tu ti sia innamorato.

E come lei ti abbia lasciato.

In te, pensavo di trovare parole di rabbia, anche di odio, certo di dolore, verso di lei...

E pure non sono li, non sono tra le tue parole: mi chiedo quanto tu riesca a esprimere le emozioni di rabbia e di risentimento e di sofferenza per il suo comportamento.

§

(Niente, ho pensato questo).

Pavely II

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