Consigli su come comportarmi

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Consigli su come comportarmi

Messaggio  Westino il Mar Gen 19, 2016 7:54 pm

Buonasera a tutti,
sono uno studente universitario di 23 anni e ho qualche problema a gestire la mia vita. Sono circa 3 anni che ho problemi di gestione emotiva. Ho bisogno qualche consiglio su come comportarmi.

Tutto è iniziato con un lieve aumento di aggressività. Ho sempre avuto un bel caratterino e sono sempre stato un arrogante, quindi la cosa non mi ha fatto suonare nessun campanello d'allarme. Pensavo fosse semplice stress. Poco dopo aver notato questo cambiamento ho terminato la mia relazione sentimentale durata 5 anni, in modo assolutamente pacifico (semplicemente le cose erano cambiate e non funzionava più). Ho anche iniziato un bellissimo sport: il Taekwondo... per passione di questo sport ho smesso di fumare dopo esser stato fumatore per 7 anni. La cosa più facile che abbia mai fatto. Ho apportato 2 grandi cambiamenti nella mia vita senza alcuna difficoltà e in modo assolutamente piacevole.

Tuttavia la rabbia ha ripreso a rimontare poco dopo, seguita spesso da malinconia e spossatezza. Ho iniziato a capire di avere un problema. Non è una condizione costante, ci sono settimane in cui va meglio e altre in cui va peggio. A volte sviluppo strani fastidi, altre sono particolarmente stanco senza un valido motivo. Sono tormentato da un senso di solitudine e insoddisfazione. Nei periodi in cui sto molto giù divento letargico. Bevo molti alcolici e mangio in continuazione. Per fortuna non aumento di peso perché ho un ottimo metabolismo. Non ho voglia di fare nulla, a parte stare sotto le coperte, giocare ai videogiochi e vedere film. Mi viene spontaneo curare la mia igiene personale solo quando devo uscire di casa, altrimenti sono troppo pigro. La mia carriera universitaria va malissimo: non riesco a studiare e non passo gli esami. Sono 2 mesi che non vado a lezione. Ogni azione mi sembra una fatica di Ercole: lavare i piatti, fare il bucato... solo cucinare ed andare in palestra non mi pesano. Con gli amici a volte parlo troppo, altre mi isolo in un angolo. Una volta ero il leader del gruppo che ascoltava tutti e si accorgeva di quando qualcuno stava male. Adesso non sono più consapevole dello stato dei miei amici e anche quando lo vengo a sapere, non so cosa fare. Ho perso il mio intuito.

Vi racconto l'episodio più eclatante: il 7 giugno 2014 la mia palestra ha fatto una dimostrazione pubblica per trovare nuovi iscritti. La dimostrazione è andata avanti tutto il giorno ed è finita verso le 23:00. Dopo siamo usciti a bere qualcosa e io mi sono offerto come autista designato. Prendiamo la mia macchina, eravamo in 5 a bordo. Tornando dal pub, su un rettilineo, la macchina dietro di me mi sta troppo vicino. Mi irrito, do dei colpetti di freno per farla allontanare. Ma non si allontana e perdo le staffe: inchiodo senza preavviso. Per poco non mi tamponava. Ho rischiato un incidente con 4 persone a bordo per ira, e l'ho fatto apposta!
Il giorno dopo, 8 giugno 2014, torno a casa dalla cena con mio padre (i miei sono separati) e inizio una discussione con mia madre che palesemente mi stava mentendo su una cosa. Per ira mi parte un pugno, ma non volendola colpire, lo tiro al muro. Frattura netta del 5° metacarpo con inclinazione dell'osso spezzato. Hanno dovuto operarmi per rimetterlo apposto. In 2 giorni ho rischiato di far del male ai miei amici e mi sono rotto una mano, in modo del tutto volontario. Certo, non consapevole, ero accecato dall'ira. Ma pur sempre volontario.

Senza contare i timori e i fastidi che ho adesso e che non avevo prima. Spesso ho la sensazione che gli sconosciuti mi fissino con sguardo di rimprovero o disgusto, come se stessi facendo qualcosa di imbarazzante. Ogni volta che prendo un treno o un autobus ho quella sensazione, ed essendo un pendolare mi causa molto stress. Una volta ero fissato con il lavarmi le mani, adesso non riesco a sopportare i cuscini e i tappeti perché li trovo sporchi. Non riesco a rispondere al telefono, mi manda nel panico. I messaggi e le note vocali vanno bene, ma le chiamate mi mandano nel panico. È Imbarazzante e ridicolo che un ragazzo di quasi 23 anni non riesca a rispondere al telefono, no? E chiaramente da adolescente non avevo questo problema.

Sono 3 anni che sono impantanato in questa situazione e non riesco a uscirne. Ogni piccolezza mi porta al litigio e all'aggressione. Un colpo di tosse, uno sguardo, un argomento. Sono così giù che non riesco ad eccellere all'università o ad allacciare una nuova relazione. Una mia amica dice che secondo lei sono depresso. Però io non mi sento depresso, o almeno non credo. Sono triste, malinconico, ma non penso di essere depresso. Non sono in un angolo avvolto da un alone grigio, non ho smesso di uscire con gli amici e non ho tendenze suicide. Mi sento un fallito, a volte senza speranza, ma ho anche voglia di cambiare e diventare felice e per me ciò indica che non sono depresso. È solo che non riesco a essere felice.

Secondo voi è depressione? E come dovrei comportarmi? Come posso uscire da questa stasi?

Scusate per il messaggio così lungo.

Westino

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Re: Consigli su come comportarmi

Messaggio  Pavely II il Mer Gen 20, 2016 10:02 am

Vorrei provare a risponderti.

Secondo la mia opinione, due fattori di crisi si stanno intrecciando.

Il primo riguarda la stabilità emotiva. Personalmente, credo che questa caratteristica della personalità discenda dalla coscienziosità con cui fai qualcosa.

Cioè: se sei coscienzioso in ciò che fai allora non hai alti e bassi emotivi. E se qualcosa non va, sai perdonarti e se le cose vanno come avresti immaginato, beh, allora senti il tuo diritto di premiarti.

Essere coscienzioso, per me, non significa essere 'perfetto'. No, assolutamente. Semplicemente, mettere impegno in ciò che fai, starci con la testa, avere desiderio di fare ciò che stai facendo, non sentirti in colpa con te stesso per trascurare la parte più bella di te.

Non sei così "arrogante" come pensi. Osserva: termini la tua lettera scusandoti. Una persona autenticamente arrogante, Westino, non avrebbe terminato la sua lettera scusando per la sua lunghezza, anzi... avrebbe considerato normale l'averlo fatto. E poi... tante cose che scrivi... no... per me, dai la percezione di una persona che è in crisi per via della sua coscienziosità.

Qui, il secondo punto focale: l'università.

Si apre con una domanda: ma davvero ami ciò che stai facendo?

Dico, la facoltà che stai studiando? Secondo la mia opinione, no, non la stai amando.

Senti di perdere il tuo tempo, senti che vorresti fare altre cose, senti che vorresti dedicarti ad altro e alzarti ogni mattina e prendere i libri in mano ti pesa.

In parte, in TUTTI gli studi universitari c'è sempre un momento in cui gli studenti entrano in crisi e si chiedono se sia giusto il loro percorso, hanno paura per il futuro, si chiedono se tanti anni spesi ad ascoltare i docenti abbiano un senso.

Non penso però - nel tuo caso - che si tratti di questo. E non lo penso per una ragione. Personalmente, credo che l'elevata coscienziosità che senti in te stesso tu la richieda anche negli altri. Soprattutto, nei tuoi genitori e nei tuoi amici.

Secondo la mia opinione, Westino ti senti in colpa. E la colpa qui ti parla di una scelta sbagliata, di un desiderio di fare altro. Fare ciò che non ami veramente, ti impone di non essere coscienzioso in ciò che fai e questa cosa non riesci a perdonartela.

Perché hai scelto la facoltà che stai facendo? Alle volte, scegliamo l'Università per far felici i genitori. DIo non voglia che questo abbia influito nella tua scelta. Se tu avessi scelto di fare i tuoi studi per rendere felici i tuoi, davvero, avresti commesso forse uno dei dieci errori più grandi della vita.

§

Io ti dico questo: passerà.

Io penso che tu abbia tutte le risorse per ritornare a lezione.

(Che è una cosa veramente fondamentale... e penso che tu lo sappia).

Prenderai questa laurea. Lo so. E dopo ti dedicherai, magari, ad altro. E nel farlo...

Vorrei davvero dirti che si può. Che vederti felice, è il più grande desiderio dei tuoi genitori: anzi... vedere i figli felici è il desiderio principale di ogni genitore.

Non puoi scendere da un treno in corsa.

La prima fermata, la laurea, arriverà quanto prima.

Di certo, viaggiare così, in uno "scompartimento" è pesante...

Ma arrivato puoi tornare a casa.

E da li iniziare un nuovo viaggio.

§

Davvero nel tuo caso mi sento di consigliarti di finire gli studi.

Per il resto...

Devi certo resistere.

Non sei solo.

Puoi farcela.

Non dimenticare mai le tue qualità.

Pavely II

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Re: Consigli su come comportarmi

Messaggio  Westino il Mer Gen 20, 2016 4:31 pm

Caro/a Pavely II,
credo che tu sia fuori strada. All'università faccio informatica, un indirizzo che mi diverte e per la quale sono portato. Chiaramente a lezione provo un po' di noia, come gli altri 1000 studenti che frequentano la mia università. Non credo proprio si tratti di una questione di scelta. È vero che detesto la mia mediocrità, ma ciò è sintomo, non causa. E se fosse solo questo il problema dovrei riuscire ad impegnarmi a migliorare, dovrei sentirmi motivato. Invece per quanto tenti mi mancano le energie, non la voglia.

Inoltre trovo supponente che di tutto ciò che ho scritto tu abbia preso in considerazione solo la mia carriera universitaria. Non ti nascondo la mia perplessità. Ma almeno hai espresso chiaramente che non pensi che io sia depresso, il che risponde alla mia domanda.

Westino

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Re: Consigli su come comportarmi

Messaggio  mazzonrocky il Mer Gen 20, 2016 5:01 pm

Io con questo forum proprio non vado d'accordo, scrivo scrivo e poi cancello tutto non so come. Ora riprovo e perdo altri 10 minuti. Cerco di essere più conciso di prima.
Caro West, è incredibile come tu stia facendo gran parte delle cazzate che ho fatto io, compresa la frattura del V metacarpo, potremmo scambiarci le radiografie. Penso che un punto chiave sia quello della ragazza, che non hai e vorresti avere. Come ti capisco. Io potrei essere anagraficamente tuo padre e solo da poco sto cominciando a vederci un po' chiaro, su di me. Buon per te che esci allo scoperto un bel po' di anni prima. Dal momento che sono l'ultimo a poter dare consigli "profondi", te ne do di pratici ed operativi:
1) quando c'è una situazione di tensione, riconoscila subito, non prenderla come una sfida nei tuoi confronti, non devi dimostrare nulla, devi solo vivere senza far male a nessuno, crescere, imparare.
2) Non frenare di colpo, non accelerare, non provocare, non accettare provocazioni, in auto o altro. Superato un certo livello, sia tu che io non siamo più in grado di fermarci, possiamo farci del male o farlo agli altri. Non ne vale davvero MAI la pena, salvo per salvare una vita.
3) quando la tensione ti sta prendendo, respira, respira, respira, allontanati se puoi, con decoro o anche senza (io non ci riesco, senza decoro, ma mi è capitato di allontanarmi)...se l'altro ti sta sfidando, è un problema suo, ha qualcosa che non va, tu sei una persona che vuole diventare adulta e responsabile, magari padre e nonno, ed insegnare ai propri figli e nipoti.
Sul Taekwondo, io ho personalmente qualche dubbio (come ho detto in altro post) che sia un modo per esprimere la propria grinta o le proprie tensioni in modo non pericoloso. Preferisco il judo, che ho smesso per la paura dopo che mi sono fatto male. Comunque è cero positivo fare uno sport con costanza.
Occhio alle motivazioni. Probabilmente si fa anche per sentirsi forti, per nascondere le debolezze...la forza consiste nel non usare MAI il Taekwondo quando si viene provocati, nel non cedere alle provocazioni. Il mondo non si cambia a pugni e calci, ma solo cambiando noi stessi. Parlo come un vecchio saggio che dice banalità, ma, credimi, penso di capirti. Take it easy. Dormi, riposa, e la voglia di studiare probabilmente aumenta. Per me è così per la voglia di lavorare.

mazzonrocky

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Re: Consigli su come comportarmi

Messaggio  Pavely II il Mer Gen 20, 2016 5:54 pm

Avevo scritto un post lunghissimo per scusarmi con te.

Ma devo aver commesso, Westino, un errore e tutto è andato perso.

Riassumo in breve: grazie per avermi corretto.

Ti chiedo scusa per essere stato supponente, per aver dato per scontate tante cose, per averti ferito prendendo solo in considerazione l'aspetto dell'UNiversità.

Ho pensato ai principi di Ye Ui (cortesia), Guk Gi (autocontrollo) e di Baekjul Boolgool (coraggio, modestia, onestà) che sono al cuore stesso del Taekwondo. Ciò che mi ha portato fuori strada è stato proprio pensare al Guk Gi e all'importanza che nelle scuole della tua arte marziale si dà a questo valore.

Stando alle parole di Chong Hong Hi, sicuramente queste tre virtù rivelano la Yom Chi: la capacità di dire: "Ho sbagliato".

Mi sono chiesto: davvero Westino ha Yom Chi nella sua vita? Davvero la rispetta?

Ho cercato una sintesi logica.

Di certo il Taekwondo come la Capoeira (penso alle parole di Mestre Bimba e al suo stile Regional) sono arti marziali nate per resistere ad un potere invadente, che ci priva delle nostre libertà.

Quindi, ho pensato che tu amassi visceralmente il Taekwondo proprio per questa ragione: c'è qualcosa nella tua vita che ti priva della tua libertà... poi, però, dopo averlo pensato mi sono fermato: e so che tu non sei questa persona.

Se vuoi qualcosa, te la prendi.

Ma non perché sei arrogante o altro... no.

Perché sei una persona assertiva e sicura di te.

§

Avrei pensato all'Informatica?

No.

E pure,credimi, un mio compagno di scuola delle superiori, è un maestro di arti marziali e un informatico.

Ho conosciuto una persona come te e mi era passato di mente. Questo è, per me, di insegnamento. Inconsciamente, ho detto a te, ciò che avrei voluto dire a lui.

Non conoscendoti, non ragionando, ho effettuato uno spostamento. Quasi certamente, mi dispiace che questo mio amico si sia allontanato facendo una facoltà così diversa dalla mia.

Ma tu sei tu.

E io ho proiettato mie emozioni su di te.

Sbagliando.

§

Quindi, ti chiedo scusa.

Ti chiedo scusa per essere stato supponente e arrogante.

Sinceramente, con il cuore.

(E la chiudo qui).

Pavely II

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