Una vita che valga la pena di essere vissuta

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Messaggio  Robin93 il Lun Dic 14, 2015 9:10 pm

Salve a tutti,

ogni tanto faccio ancora capolino in questo forum per esprimere qualche mia riflessione che possa servire a qualcuno (o a me stesso, che talvolta mi rileggo dopo tanto tempo...).
Volevo scrivere questo post come sfogo per una situazione che non vivo in prima persona, ma che osservo in persone per me importanti.
Io infatti sto bene, sto continuando con i miei studi e le mie amicizie, ho qualche progettino e sono tutt'al più sereno. Ho un senso per cui alzarmi dal letto ogni giorno, o perlomeno la voglia di cercare un senso... così percepisco ogni giorno iniziare e finire come se fosse un piccolo granello di sabbia che non mi sfugge tra le dita ma piuttosto mi rimane in mano, o come un piccolo passetto verso la costruzione del mio senso di essere al mondo.
Insomma vivere per qualcosa, per un insieme di cose, per un cammino fatto di colori, studi, persone di spessore che entrano nella propria vita e lasciano il segno... sebbene io sia consapevole degli inciampi che ho avuto e avrò, sappia dei clamorosi errori che ho commesso e delle sconfitte che mi capiteranno nel frattempo, un cammino del genere mi dà la sensazione che la vita valga la pena di essere vissuta.

Talvolta la vita invece si fa vana. Si fa un ripetersi sempre uguale di abitudini prive di contenuto. Lo vedo in mio padre, che da oltre dieci anni prende farmaci per la depressione, a periodi di più, a periodi di meno. Fino a tre mesi fa, non faceva nient'altro che il proprio lavoro, che non era assolutamente la sua passione, non significava nulla se non un'abitudine, anche molto stressante. A casa era presente solo per poche ore al giorno (o alcuni giorni rimaneva anche a dormire  fuori, in altre città, per lavoro) e stava solo alla televisione, al computer o al massimo usciva di casa per una passeggiatina da solo o per accompagnare mia sorella in palestra. A cena, una volta fatta preparare la propria cena da mia madre, per lui era norma alzarsi da tavola col piatto in mano, per mangiare da solo di fronte alla televisione... alzarsi da tavola per guardare programmi di un piattume estremo (Affari tuoi, Real Time, film da due soldi ecc) dalle otto della sera fino a mezzanotte ogni sera, per poi addormentarsi con la televisione accesa sul divano (che, negli anni, ha consumato e sfondato col suo peso costante). Durante il mese di ferie ad agosto, trasportato contro voglia in vacanza in un paese straniero (vacanza per cui, naturalmente, non muove un dito per l'organizzazione), lo vediamo stare nella camera d'albergo per la maggior parte di ogni giornata, poi ci sentiamo dire al ritorno che si è sentito costretto a venire con noi e fosse stato per lui sarebbe rimasto a casa.
E' stato poi liquidato dalla sua azienda, tra l'altro con una grossa somma per la liquidazione. Ha avuto i soldi di due anni di stipendio e già ha trovato altri lavoretti, tra l'altro nello stesso settore. Ma gli orari di completa vacuità esistenziale si sono allargati. Ora è televisione alla mattina, dalle otto, fino ad almeno le nove e mezza, se deve lavorare. Adesso sono le 8:20 di sera, ma è alla televisione già da un'ora abbondante e ci rimarrà fino a notte fonda. In casa, si è parlato della necessità di comprare un terzo computer su 5 persone perché lui non vuole più usare quello in comune, dunque spenderemo almeno 300 euro per dargli un nuovo computer di cui alla fine utilizzerà solo funzioni base come Word o la posta elettronica (o, peggio, internet, che in alcuni periodi di depressione lo ha anche visto fin troppo spesso su siti porno... scoperta che ho fatto a 16 anni).
Ho guardato con tristezza il suo curriculum, guardando alla sezione lingue "inglese", che non sa assolutamente se non per qualche parola sfusa, e tra gli hobby "pallacanestro", a cui non gioca da almeno 20 anni, "collezionismo", che ha fatto un po' quando ero piccolo particolarmente, e "famiglia".
Prima aveva più forza in corpo, mi ricordo di alcune liti in cui pareva quasi feroce, alcune volte col sangue agli occhi, che mia madre doveva quasi trattenerlo per non fargli fare cazzate. Da quando avevo 16 anni poi ha cominciato a non riuscire proprio più a controllarsi quando si arrabbiava, sfogandosi non più sugli altri, ma esplodendo probabilmente dentro di sé, perché finiva per cadere a terra quasi in preda a convulsioni. E’ dalla mia adolescenza che ritengo di essere più forte e maturo di mio padre, forse peccando di arroganza, ma quel forse con gli anni si è ingigantito sempre di più.
L'estate scorsa mia madre mi ha detto che non ce la fa più, che lui è quasi costantemente infelice qualsiasi cosa faccia lui o facciano gli altri, che non sta bene da nessuna parte, non vuole fare davvero niente, vuole solamente bene a lei e ai suoi tre figli (tra cui me). Lei però non ce la fa più di stargli dietro, e difatti quest'inverno ho notato che mia madre ha iniziato a fare una vita sociale finalmente un po' più intensa, a riprendere alcune amicizie e uscire con i colleghi, a curarsi di più, mentre mio padre da anni ha perso praticamente tutte le amicizie e persino con i suoi genitori e fratelli si sente poco.
A proposito di famiglia, non so veramente che cos'abbia tutta quella parte. Mio nonno paterno mi vuole molto bene, ma è una persona che nonostante la sua intelligenza è riuscita a rovinarsi completamente in 15 anni di pensione, in quanto dopo esserci andato (da preside scolastico), si è quasi del tutto prosciugato, nonostante sia stato una persona di cultura, ed è arrivato a votare per Salvini, la lega nord e il confino degli immigrati dalla Puglia. Mio zio paterno, il secondo figlio (mio padre è il primo), è un 50enne con problemi psicologici e familiari ormai molto gravi, una ex moglie strega in un continuo tira e molla con cui ha fatto 3 bambini ( la più grande anoressica, più volte ricoverata a neuropsichiatria infantile, gli altri due ormai seguiti da assistenti sociali), inoltre con vistosi problemi di abitudini alimentari e che ormai, senza casa e senza macchina, è tornato a vivere con i genitori 80enni tutto il tempo. Lo zio minore, infine, è un ex fascista approfittatore di grandi capacità, giornalista e sindacalista che pensa dalla mattina alla sera ai soldi (lo so perfettamente perché in famiglia sono note molte cose che ha fatto per motivi puramente venali, tra cui il fatto che mio nonno gli ha garantito un lavoro a scuola in cui si presenta un'ora al giorno per la mensa con gli alunni e prende lo stipendio di un insegnante di liceo). Questo zio è inoltre entrato a far parte del movimento di Salvini in Puglia solamente perché ha visto un ulteriore tornaconto e perché ha idee razziste e omofobe (e io sono gay).
Secondo me è da quella famiglia che qualcosa è andato storto, nonostante questo, forse la persona a cui voglio più bene di tutti loro al momento è mio nonno, che mi pare sia quello con minor piattume intellettuale e problemi di tutti, e che forse è scusabile per le sue follie data l'età ormai avanzata (82 anni).
L’altra mia famiglia è diversa, mio nonno materno è una persona molto tranquilla e simpatica, nonostante le sue molte malattie e il fatto che sia vedovo da un anno, mio zio materno non ha figli e accudisce noi tre quasi come se fossimo suoi … ci chiede come stiamo, cosa facciamo, sa che esami stiamo dando e come sono passati, ci porta a fare qualche gita, ha molti hobby ed è parecchio attivo.
Ma ritornando a mio padre … avrei voluto che fosse diversamente, invece purtroppo è così. Quando voglio fare qualcosa di mio o con i miei amici, o a questo punto persino con il resto della nostra famiglia, glielo dico a cose fatte, perché lui non si presta ad organizzare insieme nulla che non sia il programma di una vita vissuta giorno per giorno, facendo sempre le stesse cose in un susseguirsi di un piattume desolante. Ha solo 54 anni dopotutto, può tranquillamente camparne altri 30, e allora che farà, butterà 30 anni al vento? Ci toccherà vederlo spegnersi totalmente, sempre di più? Ormai sono anni che non cambia nulla. Io ho ricordi a cui mia sorella e mio fratello (ora 18 e 15 anni) sono sfuggiti, essendo l’unico figlio a ricordarmi di lui che diventa tutto rosso, cade a terra, urla furiosamente. Ora, da un anno anche mia sorella se n’è accorta e non è più interessata ad un vero contatto che non sia quello per le cosettine quotidiane, l’acqua della pasta (che mio padre mette dalle 11:30 sul fornellino del caffè), la spesa (che talvolta esce a fare 3 volte la mattina), e qualche accompagnamento al basket.
Che faccio? Qui sempre di più mi si radica dentro la consapevolezza che mio padre non sarà mai una vera base d’appoggio per me, forse lo è stato nell’infanzia in cui lo vedevo attraverso una campana dorata sotto cui vivevo, ma adesso e in futuro posso al massimo considerarlo come un osservatore della mia vita dall’esterno, forse fiero di me, ma sicuramente con nessun potere o capacità di darmi una mano nella vita (che non sia un aiuto economico, che comunque adesso è pure sempre più limitato e sempre meno utile, per via dei lavoretti che mi rendono indipendente anche da quel punto di vista).
Se vi va leggete, rispondete, altrimenti questo mi sarà stato comunque utile per sfogarmi un po’.


Ultima modifica di Robin93 il Gio Giu 29, 2017 12:44 pm, modificato 1 volta
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Re: Una vita che valga la pena di essere vissuta

Messaggio  newnew il Mar Dic 15, 2015 12:18 am

secondo me sbagli a farti tutti questi problemi. una delle tappe nel diventare delle persone mature secondo me consiste nel liberarsi dell'idealizzazione dei propri genitori, per conoscerli e accettarli in maniera più diretta e sincera. non è che perchè lui è tuo padre allora debba essere una persona speciale. lui è una persona come tante altre. sta a te decidere se amarlo e accettarlo per come esso è, o se tediarlo con le tue pretese, disprezzarlo perchè non è all'altezza delle tue aspettative, rifiutarlo perchè non si presta a tue esigenze e ai ruoli che tu vorresti imporgli. sei adulto, secondo me tuo padre ha adempiuto a tutti i propri doveri, per il resto il problema è nella tua mente che giudica, non in quella persona normalissima che è sottoposto a questo tuo giudizio severo, arbitrario, e dal mio punto di vista, ingiusto. anche mio padre perde innumerevoli ore davanti alla tv, a guardare programmi politici, pazienza, io la tv la tengo spenta e creco di uscire il più possibile... sono meglio? sono peggio? probsbilmente nessuna delle due cose, io sono stato plasmato dalla mia epoca e lui dalla sua, non si tratta di meriti prettamente individuali, ma del fatto che gli eventi hanno un corso e alla fine le cose e le persone sono come sono perchè non potevano essere altrimenti... è come disprezzare il cielo perchè è azzurro e il sole perchè è caldo, non ha alcun senso...

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Re: Una vita che valga la pena di essere vissuta

Messaggio  Robin93 il Mer Giu 28, 2017 2:59 pm

Un aggiornamento rispetto alla situazione che, nell'ultimo anno e mezzo che è trascorso dal mio precedente messaggio, si è ancora più aggravata.
Ho scritto a fine 2015 di mio padre, descrizione che ho riletto e in cui mi sono pienamente ritrovato, nel post di sopra. Un padre con problemi che vanno dalla ormai decennale distimia e periodi di depressione, al comportamento scostante e disattento da anni rispetto a tutto quello che riguarda la famiglia. Per esempio è scomparso con mia sorella che, a 19 anni, si trova fuori città da un anno e con cui non si sente mai (per motivi di pigrizia, senza averci mai litigato), della quale ha notizie solo attraverso mia madre che gli comunica le cose senza che lui chieda neanche. C'è totale mancanza di entusiasmo nelle attività di famiglia (in particolar modo nella settimana di vacanza annuale, per cui è sempre riluttante e in opposizione, ma di fronte all'idea del nostro andarcene da soli, dato che altrimenti non si uscirebbe mai di città, finisce per unirsi perché non vuole restare solo, per poi dirci a termine della vacanza che ci ha fatto un favore e che non sarebbe dovuto venire). Poi riduzione al minimo della comunicazione interpersonale in casa, costante presenza davanti alla TV o al computer per almeno metà di ogni sua giornata spesso saltando i pasti insieme a noi per trasferirsi da solo sul divano (sfondato dalle sue 12 ore di permanenza giornaliere), rapporti sociali con l'esterno azzerati o riluttanti e forzati dagli altri, disattenzione a qualsiasi cosa che riguardi la buona tenuta della casa (norme di igiene scarse, per esempio: wc mai tirato, cottonfioc sporchi sul lavandino, tracce di polvere delle scarpe mai rimosse, polvere accumulata con la scopa contro i muri senza buttarla, confusione costante della raccolta differenziata). Se capita che chiunque in casa abbia un problema, al posto di aiutare se ne va in ansia oppure brontola in maniera forte, senza dare alcuna mano. Ultimamente, ha lasciato le chiavi nella toppa di casa, notificate da un passante sconosciuto mentre mi trovavo io, solo in casa di notte.

Passando all'elemento più pesante della mia agitazione, ho scoperto che mio padre passa molto tempo al computer non per lavorare, ma su un sito di Cuckolding.
Si tratta di una pratica sessuale che neanch'io, ventiduenne dell'età della liberalizzazione sessuale, conoscevo in alcun modo o attraverso altri. Consiste nel fatto che un uomo sposato o impegnato decida, spesso all'oscuro della compagna, di corteggiare [...] un'altra donna in una coppia, il cui partner è consapevole e consenziente del "tradimento", in quanto ritiene sia sessualmente eccitante. In questa pratica l'uomo che corteggia è detto Bull, e l'uomo "cornuto", "cuck".
Ho scoperto che mio padre è iscritto dal 2009 a questo sito, un "veterano" che ha effettuato l'accesso l'ultima volta qualche giorno fa. L'ho scoperto perché, disgraziatamente, ha lasciato un suo account gmail aperto, mentre io tentavo di accedere al mio sono entrato automaticamente nel suo (in quanto aperto) e ho trovato 3573 messaggi scambiati con contatti fake di uomini, donne e coppie negli ultimi 3 anni, molti dei quali rimandavano poi a skype o al sito di Cuckolding di cui sopra. Non vi dico i dettagli delle conversazioni, che non ho quasi guardato perché ho chiuso dopo 5 minuti. Non sono certo che abbia concretizzato nella pratica sessuale quei contenuti, o se l'abbia mantenuto ad un livello astratto/fantasioso, e non credo di volerlo sapere.
Già quando avevo 15 anni, 7 anni fa, aprendo erroneamente MSN (bei tempi...) entrai invece in un suo account fake, con centinaia di contatti dalle immagini sessualmente esplicite e con conversazioni che non lessi mai. Col tempo ho rimosso questa esperienza semplicemente come insensata, e non ci ho fatto più caso. Oggi ho scoperto che erano già chat di Cuckolding.
Purtroppo sono ancora sconvolto, sono stato "fortunato" ad aver trovato io l'account gmail aperto in quanto se l'avesse trovato mio fratello, a 16 anni, sarebbe rimasto traumatizzato come io a 15, probabilmente.
Da più di un mese vivo ormai in una casa vuota della famiglia di mia madre (il nonno e lo zio ormai trasferitisi l'hanno lasciata vuota), con la scusa di voler studiare intensamente per l'ultimo esame, ma in realtà per avere una boccata d'aria. Da settembre conto di trasferirmi direttamente in un'altra città per motivi di studio, senza pesare troppo sullo stipendio di mia madre, che è ormai l'unica sicurezza economica, considerando gli alti e bassi di mio padre. Il bello è che mio padre di questo progetto di trasferimento ne rimane quasi del tutto all'oscuro, senza intervenire mai con qualsiasi suo possibile contributo, e io ne sto parlando in casa e con tutti i miei amici e conoscenti da mesi.
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Re: Una vita che valga la pena di essere vissuta

Messaggio  mazzonrocky il Mer Giu 28, 2017 7:26 pm

Ovviamente sei perfettamente consapevole del fatto che tuo padre abbia problemi piuttosto gravi: la dipendenza dalla pornografia. Sempre ovviamente, non ho idea se sia conseguenza di altri problemi o se ne sia la causa. Ho frequentato per un pò forum sulla dipendenza da pornografia, essendo "sensibile" al problema. Io non ne sono dipendente, ma ho temuto di esserlo. Da come la racconti, mi sembra evidente che lui lo sia. Ho letto di molettissime persone che per questo hanno perso lavoro, affetti, famiglia. Ha bisogno di aiuto, aiuto vero. Se fosse mio padre, e se mio padre fosse come me, e io fossi sufficientemente maturo come sono adesso (se, se, se......) gli direi " papà, ho visto per caso dei siti che hai lasciato aperto su internet...sono adulto, capisco il problema, ma il tuo supporto mi manca molto, ho letto articoli al riguardo....pensi di fare qualcosa? Che intenzioni hai?". Lui negherà, dirà che è casuale. Arrossirà. Così reagirei io, se fossi tuo padre. E, sempre ovviamente, mi vergonerei profondamente, mi sentirei un verme perchè mio figlio mi ha scoperto nei miei misteri di cui mi vergogno....Ma poi penserei che mio figlio è un adulto, e me lo ha detto perchè mi viuole bene, perchè vuole in qualche modo perdonarmi ed aiutarmi. Non so...non è facile per niente. Ma di sicuro se non gliene parli, se non trovi il modo più adatto e delicato possibile, lui è finito.

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Re: Una vita che valga la pena di essere vissuta

Messaggio  Robin93 il Mer Giu 28, 2017 9:05 pm

mazzonrocky ha scritto:Ovviamente sei perfettamente consapevole del fatto che tuo padre abbia problemi piuttosto gravi: la dipendenza dalla pornografia. Sempre ovviamente, non ho idea se sia conseguenza di altri problemi o se ne sia la causa. Ho frequentato per un pò forum sulla dipendenza da pornografia, essendo "sensibile" al problema. Io non ne sono dipendente, ma ho temuto di esserlo. Da come la racconti, mi sembra evidente che lui lo sia. Ho letto di molettissime persone che per questo hanno perso lavoro, affetti, famiglia. Ha bisogno di aiuto, aiuto vero.  Se fosse mio padre, e se mio padre fosse come me, e io fossi sufficientemente maturo come sono adesso (se, se, se......) gli direi " papà, ho visto per caso dei siti che hai lasciato aperto su internet...sono adulto, capisco il problema, ma il tuo supporto mi manca molto, ho letto articoli al riguardo....pensi di fare qualcosa? Che intenzioni hai?". Lui negherà, dirà che è casuale. Arrossirà. Così reagirei io, se fossi tuo padre. E, sempre ovviamente, mi vergonerei profondamente, mi sentirei un verme perchè mio figlio mi ha scoperto nei miei misteri di cui mi vergogno....Ma poi penserei che mio figlio è un adulto, e me lo ha detto perchè mi viuole bene, perchè vuole in qualche modo perdonarmi ed aiutarmi. Non so...non è facile per niente. Ma di sicuro se non gliene parli, se non trovi il modo più adatto e delicato possibile, lui è finito.

Ciao, ti ringrazio moltissimo per la tua risposta. Non sai quanto mi faccia bene e quanto io abbia bisogno di parlare di questa situazione con qualcun altro. In realtà, ti dico, avrei il mio psichiatra con cui parlarne, ma ormai è da tempo che non sono più depresso e vederlo costa 150 euro l'ora... passai un periodo di depressione acuta nel 2014, ma sono anni che ormai ne sono uscito, e incontro il dottore - di cui ho grande fiducia e stima - solo un paio di volte l'anno, per un controllo generale. Ne potrei parlare sì, ma il prossimo incontro è fissato per settembre. Quindi mi fa enormemente piacere che tu abbia usato almeno un quarto d'ora della tua vita per leggere tutto questo e rispondermi.

In realtà mio padre cerca di nascondere tante cose, ma forse non ha alcun talento nel farlo. Ha tentato, per parecchio tempo, di nascondere il fatto che prendesse antidepressivi, ansiolitici, stabilizzatori e altre cose ancora, ma non c'è riuscito. Bastava aprire qualche cassetto e li trovavo persino io da ragazzino. Dai miei 16 anni ho cominciato a vederlo cadere a terra quando si arrabbiava violentemente, e allora era necessaria qualche goccia di un farmaco in boccetta che ha sempre sulla scrivania. Poi la dipendenza da porno che, sinceramente, spero sia solo tutta una fantasia, perché altrimenti ci sarebbe anche un tradimento nei confronti di mia madre, seguendo una forma di perversione tra le più incomprensibili che io abbia mai sentito, per me dapprima sconosciuta, questo Cuckolding che mi sembra vada contro qualsiasi sentimento psicologico di gelosia, affetto, condivisione, attrazione fisica e mentale,reazione contro il tradimento. Posso capire le coppie aperte, posso capire anche le orge, ma trarre piacere dal tradimento...

Io temo che, alla sua età di 56 anni, se non si sveglia lui non si potrà fare niente. Si spegnerà nel corso del tempo, o prenderà consapevolezza, finalmente, della sua condizione e cercherà di riscuotersi. Al momento fa piccole cose (lavora 3/4 ore al giorno, 5 giorni alla settimana), coltiva un po' l'orto e qualche giorno fa ha comprato un quadretto. Per il resto fa qualche servizio, ma fondamentalmente sta alla televisione, al computer o a fare parole crociate (ore e ore...).
Io ho la mia vita, ho avuto la mia depressione e mi devo proteggere e prevenire, allo stesso tempo devo studiare e costruirmi un futuro, devo cominciare a vivere da solo e mi devo trasferire. Ho 22 anni e da 3 prendo lamotrigina 200 mg, sono stabile nei limiti della normalità, non posso farmi carico di mio padre. Inoltre, ci ho davvero provato in vari modi in anni e anni, durante la mia adolescenza, in cui anch'io ero esposto a forti fragilità e mio padre si è rivelato ancora più fragile e ancora meno un riferimento.
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Messaggio  Robin93 il Mer Giu 28, 2017 9:19 pm

mazzonrocky ha scritto:Ho frequentato per un pò forum sulla dipendenza da pornografia, essendo "sensibile" al problema. Io non ne sono dipendente, ma ho temuto di esserlo.

A proposito, caro mazzonrocky (sì, ho deciso di chiamarti caro), volevo fare un appunto proprio sull'argomento porno/solitudine, anche pescando dall'esperienza personale.
Io sono gay, accettato e riconosciuto, noto ai miei amici e con discreti successi con i ragazzi. Quindi, come tutti, fruisco di porno ma, in particolar modo, gay.
Ora, a me capita spesso in queste mie fruizioni (mai prolungate, ma quotidiane) che guardi qualche sito e qualche ragazzo che mi sono ormai particolarmente familiari, presentati dal sito nella loro personalità, attività quotidiana, con varie foto nude e non in cui sono anche alle prese con situazioni familiari, con altri ragazzi ormai conosciuti da anni anche loro nel mondo del porno ecc.. Spesso prima del porno ci sono conversazioni, interviste, risate, abbracci e tranquillità. Non so se sia davvero tutto simulato da copione, probabilmente sì, ma a me dà un senso di calma e rilassatezza nel corso della fruizione pornografica. Molti gay repressi si avvicinano a questo mondo con sensi di colpa e traggono vantaggio da una presentazione di ragazzi, pur a sfondo sessuale, di questo tipo. E' un sollievo. Mi capita ormai di pensare a questi vari ragazzi per nome, con delle loro storie, nelle loro vacanze e in dialogo tra loro.
Ora, credo che una tipologia di porno di questo tipo, rispetto a quella tradizionale becera e piatta solitamente diffusa nella mentalità comune, sia molto più gradevole, rilassante, distensiva e probabilmente diminuisca la possibilità di una dipendenza negativa, patologica, colpevolizzata e nascosta. Ho sbirciato il sito a cui rimandava mio padre. E' veramente alienante, privo anche solo di qualche volto, scuro di colori, linguaggio di fogna, persone nascoste e profili inesistenti. E' tutta un'altra forma di sessualità online che implode e non trova poi una sua continuità naturale con l'esterno, come è nel caso mio che guardo porno tranquilli di ragazzi coetanei e poi esco e, saltuariamente, ho rapporti protetti occasionali o prolungati a periodi con qualcuno verso cui comincio a nutrire affetto.
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Re: Una vita che valga la pena di essere vissuta

Messaggio  merla il Mer Giu 28, 2017 10:27 pm

Robin93 ha scritto:
Io ho la mia vita, ho avuto la mia depressione e mi devo proteggere e prevenire, allo stesso tempo devo studiare e costruirmi un futuro, devo cominciare a vivere da solo e mi devo trasferire. Ho 22 anni e da 3 prendo lamotrigina 200 mg, sono stabile nei limiti della normalità, non posso farmi carico di mio padre.

Ciao Robin93,

intervengo perché ci tengo a dirti che, per quanto doloroso sia, io invece credo che questo sia l'atteggiamento migliore che puoi tenere; innanzitutto per te stesso, ma, paradossalmente, anche per tuo padre a cui così dimostri rispetto, come padre e come adulto (che se ha bisogno di aiuto, se vuole, può chiederlo); senza il rispetto non credo che si possa affrontare sul serio nessuna fragilità personale.
È chiaramente doloroso e difficile voler bene a una persona con comportamenti distruttivi, e riuscire a non prendersi responsabilità e carichi non propri è già un ottimo risultato.

Per mazzonrocky: da figlia di una donna con gravi fragilità e dipendenze e pur cercando di comprendere il tuo punto di vista, credo che la tua risposta sia ingiusta perché involontariamente può far leva su fragilità e sensi di colpa con cui molto spesso convivono i figli di famiglie con problemi di dipendenza. Mia madre è morta da 4 anni, non mi manca, tuttavia continua ancora (anche ieri) a popolare i miei incubi, in cui sostanzialmente mi umilia, e nonostante anni di terapia e di fatica continuo a convivere con fragilità e schemi difensivi appresi, sostanzialmente perché chi aveva la responsabilità di fare il genitore, non è stato in grado di farlo.
A 42 anni non riesco ancora a liberarmi del tutto di questa figura materna troppo ingombrante e fragile e tra l'altro non credo che lei vorrebbe essere ricordata nel solo modo in cui posso ricordarla.

Non tutti i genitori fragili lasciano per forze ferite così complesse e lunghe a guarire, però i figli non devono farsi carico di certe fragilità dei genitori; anche perché nelle famiglie problematiche spesso già mancano il sostegno e i riferimenti necessari a crescere serenamente. Come possono i figli assumersi anche la responsabilità dei vuoti di chi doveva essere il loro riferimento. Un po' troppo per una persona sola, non credi?
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Messaggio  Bad Trip il Mer Giu 28, 2017 10:44 pm

Pecchi di un po' troppa puntigliosità nelle descrizioni che dai di tuo padre, come se esserti padre debba comportare tutta una serie di doveri morali ed emotivi da adempiere in eterno. Ci può stare fino ai 18-20anni, ma oltrepassata la fase "bimbo-ragazzo-liceale" diventa un po' insensata tutta questa idealizzazione sul ruolo della figura paterna, su cosa dovrebbe essere, fare...etc.. L'unica cosa sensata che puoi fare è accettare quello che è senza troppi fronzoli, perchè la sua "trasandatezza" non ti sta in alcun modo limitando il raggio d'azione nella vita, oltre al fatto che lui sembra averti accettato come figlio GAY, cosa non di poco conto... Un genitore "medio", magari uno di quelli attenti alla famiglia come vorresti tu, ti avrebbe schifato e si sarebbe vergognato di te probabilmente. E poi ci sono persone che si accontentano della mediocrità nella vita, e va benissimo così, che schifo sarebbe se le persone fossero tutte boriose e impeccabili come quel vecchio con la pipa che tieni come avatar.

Comunque ciò che hai trovato sul suo account non è sconvolgente, il web è anche un estensione della vita sessuale o addirittura sostituisce se non ce l'ha in rl e volente o nolente sei stato tu a violare la sua privacy. Sempre meglio cercarsi gente adulta e conscenzienti che prostitute 18enni no?

@mazzonnrocky. E chi lo stabilisce che è dipendente da pornografia? Mi sembra estremista come conclusione. Oggi mi sono bevuto una birra e anche ieri, sarò mica un alcolizzato?
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Re: Una vita che valga la pena di essere vissuta

Messaggio  Robin93 il Mer Giu 28, 2017 11:03 pm

Bad Trip ha scritto:Pecchi di un po' troppa puntigliosità nelle descrizioni che dai di tuo padre, come se esserti padre debba comportare tutta una serie di doveri morali ed emotivi da adempiere in eterno. Ci può stare fino ai 18-20anni, ma oltrepassata la fase "bimbo-ragazzo-liceale" diventa un po' insensata tutta questa idealizzazione sul ruolo della figura paterna, su cosa dovrebbe essere, fare...etc..

1. La situazione sopra descritta si protrae da quando avevo 13/14 anni.
2. Mi pare ovvio che a questo punto non ci sia alcuna idealizzazione da tempo.
3. La figura di padre resta tale tutta la vita, non viene esautorata da OGNI responsabilità al complimento della maggior età.

Bad Trip ha scritto:L'unica cosa sensata che puoi fare è accettare quello che è senza troppi fronzoli, perchè la sua "trasandatezza" non ti sta in alcun modo limitando il raggio d'azione nella vita, oltre al fatto che lui sembra averti accettato come figlio GAY, cosa non di poco conto... Un genitore "medio", magari uno di quelli attenti alla famiglia come vorresti tu, ti avrebbe schifato e si sarebbe vergognato di te probabilmente.

1. Provai a dirglielo tempo fa e la risposta fu il convincimento che doveva essere una semplice fase, e che altrimenti il luogo dove abitavo non era posto per me (non che mi avrebbe accettato, ma mi disse esplicitamente che non era posto per gay)
2. Che mi accetti come figlio GAY (lo puoi scrivere anche in font numero 72, in corsivo o in grassetto, non cambia) nel 2017 dovrebbe essere il minimo. SI, questa è una pretesa. Se tu pensi che accettare un gay come tale sia cosa non di poco conto, temo tu sia davvero all'anteguerra, perfino qui nel sud.

Bad Trip ha scritto:E poi ci sono persone che si accontentano della mediocrità nella vita, e va benissimo così, che schifo sarebbe se le persone fossero tutte boriose e impeccabili come quel vecchio con la pipa che tieni come avatar.

Quel vecchio con la pipa che tengo come avatar è Bertrand Russell, premio nobel per la letteratura, logico, matematico, filosofo, storico, collega di Einstein e di Keynes, scrittore di oltre 80 libri, fondatore del tribunale Russell per i crimini della guerra in Vietnam e premio nobel per la pace. La foto fu scattata dopo il periodo di prigionia ad 88 anni dopo una marcia per l'opposizione alle armi nucleari e per me rappresenta una figura illuminante, di cui ho letto libri che ancora oggi collego a momenti di intensa felicità.
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Messaggio  Robin93 il Mer Giu 28, 2017 11:20 pm

Bad Trip ha scritto:
Comunque ciò che hai trovato sul suo account non è sconvolgente, il web è anche un estensione della vita sessuale o addirittura sostituisce se non ce l'ha in rl e volente o nolente sei stato tu a violare la sua privacy.

Ah, e non ho violato la privacy di nessuno, dato che aveva lasciato il suo account aperto.
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Re: Una vita che valga la pena di essere vissuta

Messaggio  Bad Trip il Mer Giu 28, 2017 11:39 pm

Robin93 ha scritto:

1. La situazione sopra descritta si protrae da quando avevo 13/14 anni.
2. Mi pare ovvio che a questo punto non ci sia alcuna idealizzazione da tempo.
3. La figura di padre resta tale tutta la vita, non viene esautorata da OGNI responsabilità al complimento della maggior età.
E ora ne hai 23/24 mi pare di aver letto, età in cui dovresti accettare il fatto che lui è un uomo depresso prima che il paparino dei tuoi sogni. In cosa ti impedisce di farti la tua vita?
L'idealizzazione c'è e si palesa nel momento in cui dai commenti morali sulle trasmissioni che guarda, su ciò che scrive nel curriculum, sul costante giudizio che hai di lui, etc.
Il punto 3 è opinabile. Fare il padre non è fare un mutuo od un contratto a vita, una volta che la prole è cresciuta hai il diritto di farti gli affaracci tuoi. Perchè rispettare la sacralità della "figura" di padre dovrebbe influenzargli anche gli ultimi anni della sua vita?

Robin93 ha scritto:
2. Che mi accetti come figlio GAY (lo puoi scrivere anche in font numero 72, in corsivo o in grassetto, non cambia) nel 2017 dovrebbe essere il minimo. SI, questa è una pretesa. Se tu pensi che accettare un gay come tale sia cosa non di poco conto, temo tu sia davvero all'anteguerra, perfino qui nel sud.
Che sia 1900, 2017 o 2090 cambia poco. Un grande gesto lo è indipendentemente dall'epoca in cui si vive, minimizzarlo e "pretendere" sono sintomi di arroganza e contraddizione: la tua omosessualità deve essere accettata, ma la sua condizione da depresso cronico no? Sarò all'antiguerra,ma capisco qual è il trauma per un uomo realizzare che il figlio probabilmente non sarà in grado di continuare la stirpe A meno che politica e scienza non approvino l'inseminazione artificiale... Proprio robetta di poco conto accettare il figlio gay, eh.

Robin93 ha scritto:
Ah, e non ho violato la privacy di nessuno, dato che aveva lasciato il suo account aperto.
Però ti sei fermato a leggere invece di chiudere subito, sempre violazione è.
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Re: Una vita che valga la pena di essere vissuta

Messaggio  Robin93 il Gio Giu 29, 2017 10:16 am


Bad Trip ha scritto:
Che sia 1900, 2017 o 2090 cambia poco. Un grande gesto lo è indipendentemente dall'epoca in cui si vive, minimizzarlo e "pretendere" sono sintomi di arroganza e contraddizione: la tua omosessualità deve essere accettata, ma la sua condizione da depresso cronico no?

Stai comparando l'omosessualità ad una condizione patologica come la depressione cronica? Ma lo sai vero che non ha alcun senso? Inoltre sì, lo minimizzo e lo pretendo, senza nessuna arroganza e contraddizione, a meno che tu non creda che l'omofobia, il razzismo, il maschilismo, e altre forme di discriminazione siano ancora posizioni "comprensibili". Mi sembra che tu stia dicendo che non essere omofobi sia un grande passo avanti, io invece credo che non essere omofobi sia un'ovvietà.

Bad Trip ha scritto:Sarò all'antiguerra,ma capisco qual è il trauma per un uomo realizzare che il figlio probabilmente non sarà in grado di continuare la stirpe. A meno che politica e scienza non approvino l'inseminazione artificiale... Proprio  robetta di poco conto accettare il figlio gay, eh.

Azz, il trauma è non continuare la "stirpe". Che mentalità patriarcale. Ma tu credi veramente in queste cose? Credi che con tutti i problemi che ha mio padre e con tutte le situazioni che devo affrontare io, il problema sia la "stirpe"? Che poi mi dà di una prepotenza incredibile, quel non "essere in grado di", perché c'è una varietà di motivazioni biologiche per cui molte altre persone non riescono a diventare genitori biologici. Quindi tutti loro sarebbero "non in grado di" e fonte di trauma per il proprio padre depresso cronico o dipendente da porno, secondo il tuo ragionamento.

Bad Trip ha scritto:
Robin93 ha scritto:
Ah, e non ho violato la privacy di nessuno, dato che aveva lasciato il suo account aperto.

Però ti sei fermato a leggere invece di chiudere subito, sempre violazione è.

Sì, ma intanto non è violazione della privacy. E secondo me non è neanche violazione. E' come ricevere un messaggio da parte di qualcuno che ha sbagliato numero, te lo ritrovi e basta, e che fai, non lo leggi? Io non sapevo neanche che l'account gmail in cui mi sono trovato fosse il suo, all'inizio, dato che aveva un nome fake.
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Re: Una vita che valga la pena di essere vissuta

Messaggio  Bad Trip il Gio Giu 29, 2017 3:27 pm

Robin93 ha scritto:
Stai comparando l'omosessualità ad una condizione patologica come la depressione cronica? Ma lo sai vero che non ha alcun senso? Inoltre sì, lo minimizzo e lo pretendo, senza nessuna arroganza e contraddizione, a meno che tu non creda che l'omofobia, il razzismo, il maschilismo, e altre forme di discriminazione siano ancora posizioni "comprensibili". Mi sembra che tu stia dicendo che non essere omofobi sia un grande passo avanti, io invece credo che non essere omofobi sia un'ovvietà.
Cerca di attenerti al senso del discorso senza stravolgerne il significato.
La "comparazione", se vuoi metterla su questo piano, è sulla vostra propensione (tua e di tuo padre) all'accettazione di quelli che sono i tratti peculiari dell' altro individuo, quelli che sono elementi inscindibili e parte integrante della personalità. Tra i tuoi c'è l'omosessualità, tra i suoi la depressione cronica, la "comparazione" non è tra queste due caratteristiche ma è tra la vostra propensione all'accoglierle queste caratteristiche, ovvero la tua scarsa propensione ad accogliere tuo padre per chi è con le sue caratteristiche, contro la sua di proprensione all'accoglierti per chi sei e per le caratteristiche che hai.
Poi si presuppone che le persone che fanno parte di una minoranza soggetta a discriminazioni (come i gay) dovrebbero, di conseguenza, anche essere più ricettive alle "tare" altrui, attribuirle come parte di un individuo e non stigmatizzarle all'infinito... Ma ok, non tutti sono uguali, però insomma, se "pretendi" accettazione implica che devi sapere darla, altrimenti uno non può fare a meno di evidenziare le tue contraddizioni e arroganza.
Non essere omofobi è un'ovvietà? Vai con un ragazzo mano nella mano in centro città, bacialo, sdraiati sopra di lui come fanno tutte le coppie etero e poi torna quì a raccontarmi di quanto è ovvio non essere omofobi!

Robin93 ha scritto:
Azz, il trauma è non continuare la "stirpe". Che mentalità patriarcale. Ma tu credi veramente in queste cose? Credi che con tutti i problemi che ha mio padre e con tutte le situazioni che devo affrontare io, il problema sia la "stirpe"? Che poi mi dà di una prepotenza incredibile, quel non "essere in grado di", perché c'è una varietà di motivazioni biologiche per cui molte altre persone non riescono a diventare genitori biologici. Quindi tutti loro sarebbero "non in grado di" e fonte di trauma per il proprio padre depresso cronico o dipendente da porno, secondo il tuo ragionamento.
Ancora: Attieniti alle parole scritte.
Ho scritto "un uomo" a caso, potrebbe essere tuo padre come no. Si presuppone che sia un discorso generale attribuibile a qualunque uomo, depresso o no. E sì, aldilà delle ragioni per le quali non si è in grado di procreare, il trauma in molti c'è (genitori compresi) ciò non implica il fatto che un trauma non possa essere superato serenamente.
Preoccuparsi di che fine faranno i propri beni e di avere qualche discendente di sangue/geni è un sentimento comune a molti, tu non ti astieni a dare un giudizio anche su questo, ma sono pareri personali e devi starci. Basketball
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Re: Una vita che valga la pena di essere vissuta

Messaggio  mazzonrocky il Gio Giu 29, 2017 7:01 pm

Per Merla e per Robin: avete assolutamente ragione, Robin ha già i suoi problemi da risolvere e non è giusto che si faccia carico di quelli del padre.
Questo è sempre stato il MIO problema: voler risolvere tutto, ma proprio tutto. Non appena vedo un problema o presunto tale, devo affrontarlo di petto. Anche se non mi riguarda!!! E alla fine non ce la faccio più, perchè non tutti i problemi si possono risolvere e spesso nessuno vuole che tu cerchi di risolvergli i problemi. E spingo gli altri a fare lo stesso: se non agiscono, dentro di me penso che siano persone poco valide (e Robin è tutt'altro che poco valido). Sbaglio, di grosso, ma sono fatto così, è appunto una delle ragioni per cui mi abbatto, il non poter cambiare il mondo, non poter cambiare le persone, far così fatica ad accettare l'idea che l'unica cosa che possiamo cambiare è il nostro atteggiamento verso i problemi. Ok, questo per quanto riguarda me.
Per Bad Trip: naturalmente non posso fare una diagnosi certa di dipendenza dalla pornografia, ma da quello che ha detto Robin, confrontato con le decine di testimonianze che ho letto, di storie che ho seguito, di confronti che ho fatto, di rischi che ho corso, mi pare proprio che sia il caso. Bere una birra non è un problema, ma se quando vedi una birra, o pensi alla birra, devi mollare lavoro e famiglia per correre a berla, se stai su di notte per bere birra da solo, allora quella è dipendenza.
Riguardo all'omosessualità, devo dire che io non ci avevo quasi neppure fatto caso. Ho visto crescere ragazzi e ragazze che, da poco più che adolescenti, si sono dichiarati omosessuali. Accettati quasi in modo perfetto dai genitori (tranne da un padre acquisito...), ed ora felici. Una in particolare, davvero felice, con la sua compagna, amate entrambe da tutti e quatto i genitori, come tutti vorremmo o avremmo voluto essere amati, accettati e protetti. Robin questo aspetto lo ha brillantemente superato. Quindi il problema è tuo, Bad Trip...mi spiace, non vorrei aggiungerti altri pesi, ma almeno su questo puoi senz'altro lavorare..

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Re: Una vita che valga la pena di essere vissuta

Messaggio  Bad Trip il Ven Giu 30, 2017 1:03 am

mazzonrocky ha scritto:
Riguardo all'omosessualità, devo dire che io non ci avevo quasi neppure fatto caso. Ho visto crescere ragazzi e ragazze che, da poco più che adolescenti, si sono dichiarati omosessuali. Accettati quasi in modo perfetto dai genitori (tranne da un padre acquisito...), ed ora felici. Una in particolare, davvero felice, con la sua compagna, amate entrambe da tutti e quatto i genitori, come tutti vorremmo o avremmo voluto essere amati, accettati e protetti. Robin questo aspetto lo ha brillantemente superato. Quindi il problema è tuo, Bad Trip...mi spiace, non vorrei aggiungerti altri pesi, ma almeno su questo puoi senz'altro lavorare..
...Che cavolo vuol dire "io non ci avevo quasi neppure fatto caso" ?  
...E "accettati in modo quasi perfetto"....??  affraid
Poi tu che ne sai tu delle dinamiche interne a queste famiglie, la realtà dei fatti la possono esporre solo le persone direttamente interessate e non i vicini di casa, e comunque non seguo la logica della tua risposta visto che non ho mai affermato che un figlio gay non potrà mai essere accettato come tale.
Quale problema è mio, sul quale posso senz'altro lavorare? Rendi le frasi comprensibili, grazie.
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Re: Una vita che valga la pena di essere vissuta

Messaggio  mazzonrocky il Ven Giu 30, 2017 4:55 pm

Bad Trip ha scritto:
mazzonrocky ha scritto:
Riguardo all'omosessualità, devo dire che io non ci avevo quasi neppure fatto caso. Ho visto crescere ragazzi e ragazze che, da poco più che adolescenti, si sono dichiarati omosessuali. Accettati quasi in modo perfetto dai genitori (tranne da un padre acquisito...), ed ora felici. Una in particolare, davvero felice, con la sua compagna, amate entrambe da tutti e quatto i genitori, come tutti vorremmo o avremmo voluto essere amati, accettati e protetti. Robin questo aspetto lo ha brillantemente superato. Quindi il problema è tuo, Bad Trip...mi spiace, non vorrei aggiungerti altri pesi, ma almeno su questo puoi senz'altro lavorare..
...Che cavolo vuol dire "io non ci avevo quasi neppure fatto caso" ?  
...E "accettati in modo quasi perfetto"....??  affraid
Poi tu che ne sai tu delle dinamiche interne a queste famiglie, la realtà dei fatti la possono esporre solo le persone direttamente interessate e non i vicini di casa, e comunque non seguo la logica della tua risposta visto che non ho mai affermato che un figlio gay non potrà mai essere accettato come tale.
Quale problema è mio, sul quale posso senz'altro lavorare? Rendi le frasi comprensibili, grazie.
Non ci avevo quasi neppure fatto caso vuol dire che non ci avevo quasi neppure fatto caso. Per cercare di rendermi ancora più comprensibile, vuol dire che avevo letto che Robin è gay, e avevo messo questo fatto da parte. Non saprei cosa aggiungere.
Chiaro che sulle dinamiche interne alle famiglie non posso mettere la mano sul fuoco, ma conosco molto bene le persone in oggetto, non sono vicini di casa semisconosciuti.
Tu avevi parlato di possibili difficoltà di accettazione da parte del padre di Robin....o sbaglio? Avevi quindi fatto delle ipotesi sulle dinamiche interne. Credo che in questo non ci sia niente di male (nel fare ipotesi) e comunque indica secondo me (anche questa è una ipotesi) un tuo pregiudizio, e come su tutti i pregiudizi ci si può lavorare su, volendo. Avevi in effetti fatto confronti con situazioni patologiche, Robin te lo ha gentilmente fatto notare, e tu hai reagito mi pare con una certa stizza, che fa evidentemente parte del tuo carattere. Non faccio copia e incolla, non ricordo le parole esatte, ma questo è quello che io avevo percepito....

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Re: Una vita che valga la pena di essere vissuta

Messaggio  Nutrizione il Dom Lug 02, 2017 8:25 am

La verita' è la chiave per risolvere tutto. Tuo padre deve essere affrontato e messo davanti ak nulla in cui si crogiola. La pornografia è diventata la sua ragione di vita guarnita da insulsa quotidianita. Trova il coraggio di affrontarlo. Se non lo fai persisti in una ipocrisia che non ti piace e che non reggi. Attento alle ricadute! Sei sulla strada giusta. Leggi e diffondi il post che ho inviato a Giovanna 23. Bye

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Messaggio  Marika9214 il Dom Lug 02, 2017 8:43 am

Nutrizione ha scritto:La verita' è la chiave per risolvere tutto. Tuo padre deve essere affrontato e messo davanti ak nulla in cui si crogiola. La pornografia è diventata la sua ragione di vita guarnita da insulsa quotidianita. Trova il coraggio di affrontarlo. Se non lo fai persisti in una ipocrisia che non ti piace e che non reggi. Attento alle ricadute! Sei sulla strada giusta. Leggi e diffondi il post che ho inviato a Giovanna 23. Bye

Hai scritto questo "messaggio pubblicitario" sotto quasi tutti i post della gente. Ora, capisci anche tu che diventi un po' ammorbante?
Il "metodo" da te descritto nel "post di Giovanna" non è il santo graal e se ha funzionato per te non significa che debba funzionare anche per le altre mille persone che bazzicano su questo forum. Più che cercare di dare un consiglio mi sembra che tu stia cercando di "vendere" il tuo metodo come medicina, una sorta di guarigione assicurata e ti dico fermati, perché qui non si scherza con i problemi della gente. Diffondere il tuo messaggio equivale a farlo prendere a tutti per oro colato, cosa che non è. Se bastasse così poco per uscire dagli stati depressivi staremmo tutti alla grande. Okay, non c'è nulla di male in quello che hai scritto, però renditi conto che non è la verità universale. Dire di prendere un animale non è un gioco, richiede responsabilità e onestamente (io ho un gatto) non funziona sempre la famigerata pet therapy. Ci sono problemi più grandi e più profondi, dove non basta assumere curcuma (prendo pure quella) o uscire al sole per farli passare. Penso di dire questo anche a nome di tutti gli altri, visto che nessuno ti ha risposto.
Abbiamo letto e recepito il tuo messaggio, basta scriverlo ovunque. Grazie.
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Messaggio  Nutrizione il Dom Lug 02, 2017 10:11 am

Gentile moderatore, puoi aprire e chiudere tutti i rubinetti. Se non scrivo nulla di male perché mi stoppi? Non ho bisogno di far pubblicita' a nulla. Il gral era ed è falso, io dico il vero e non parlo di una panacea, ma di risultati reali anche su molti che conosco. Il forum è ben fatto e moderato, ma perché vuoi togliere la speranza e la vohlia di collaborare coi medici? Senza cognizione e partecipazione attiva non si guadagna fiducia, volonta' ed autostima. Il forum è un looping sterile di esperienze. Sapere di altri che soffrono, scambiarsi esperienze serve. Ma tutto è governato da big farma. Ci sono altre strade. Non è oro colato ma è vero che funziona. Perché impedire all'uno per mille di averne beneficio? Lo sai che ad e bd sopprimono ulteriormente il sistema immunitario in persone gia' defedate? Buon lavoro

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Messaggio  canterel II il Dom Lug 02, 2017 10:30 am

Marika9214 ha scritto:
Nutrizione ha scritto:La verita' è la chiave per risolvere tutto. Tuo padre deve essere affrontato e messo davanti ak nulla in cui si crogiola. La pornografia è diventata la sua ragione di vita guarnita da insulsa quotidianita. Trova il coraggio di affrontarlo. Se non lo fai persisti in una ipocrisia che non ti piace e che non reggi. Attento alle ricadute! Sei sulla strada giusta. Leggi e diffondi il post che ho inviato a Giovanna 23. Bye

Abbiamo letto e recepito il tuo messaggio, basta scriverlo ovunque. Grazie.

Nutrizione,
non posso dar torto alle osservazioni di Marika9214 sulle modalità di comunicazione che hai adottato qui.
Ulteriori tentativi di riempire i thread con copie identiche o quasi dello stesso messaggio e di impostare la comunicazione in modalità "da uno a molti" saranno scoraggiati dalla moderazione.
Occorre cercare di assumere una modalità più ecologica: parlare come si parlerebbe in una situazione normale, cioè di volta in volta da singolo verso un altro singolo, mosso dal'interesse che si prova nella tematica di volta in volta sollevata, e non per evangelizzare e farsi pescatori d'uomini.

Aggiungo anche un'altra osservazione, che considero non meno importante. Leggendoti, si osserva il tono molto diretto e quasi prescrittivo che usi per consigliare a utenti praticamente sconosciuti di modificare le proprie terapie o di compiere scelte importanti. Non discuto le intenzioni, ma qui è meglio presentare se stessi, le proprie esperienze, e non valutare o tentare di indirizzare quelle degli altri. E' meglio fornire suggerimenti quando essi sono richiesti e non automaticamente, dandoli magari sotto forma di riflessione ed esplicitandone il criterio, e inoltre con le debite formule attenuative e dubitative (es "secondo me...", "al posto tuo...", "forse si potrebbe....", ecc) che è normale adottare quando si parla di questioni delicate con persone che si conoscono poco e non hanno stretto vincoli con noi.
Grazie






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Re: Una vita che valga la pena di essere vissuta

Messaggio  Marika9214 il Dom Lug 02, 2017 10:49 am

Nutrizione ha scritto:Gentile moderatore, puoi aprire e chiudere tutti i rubinetti. Se non scrivo nulla di male perché mi stoppi? Non ho bisogno di far pubblicita' a nulla. Il gral era ed è falso, io dico il vero e non parlo di una panacea, ma di risultati reali anche su molti che conosco. Il forum è ben fatto e moderato, ma perché vuoi togliere la speranza e la vohlia di collaborare coi medici? Senza cognizione e partecipazione attiva non si guadagna fiducia, volonta' ed autostima. Il forum è un looping sterile di esperienze. Sapere di altri che soffrono, scambiarsi esperienze serve. Ma tutto è governato da big farma. Ci sono altre strade. Non è oro colato ma è vero che funziona. Perché impedire all'uno per mille di averne beneficio? Lo sai che ad e bd sopprimono ulteriormente il sistema immunitario in persone gia' defedate? Buon lavoro

Non sono moderatore di questo forum, sono solo un utente che desidera mantenere "pulito" questo posto e non sovraccaricarlo di messaggi inutili riproposti molteplici volte.
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Messaggio  Nutrizione il Dom Lug 02, 2017 11:05 am

Mi sembri un utente interessato allo statu auo, come utente perché ti arroghi di fare pulizie? I dottori della chiesa hanno condannato la femmina da piu' di 1400 anni con risultati che ancora oggi si toccano. Vuoi condannare alla non conoscenza per pulire dalla verita'? Ma perché il moderatore o amministratore non interviene? Buone pulizie

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Messaggio  canterel II il Dom Lug 02, 2017 11:20 am

Nutrizione ha scritto:Mi sembri un utente interessato allo statu auo, come utente perché ti arroghi di fare pulizie? I dottori della chiesa hanno condannato la femmina da piu' di 1400 anni con risultati che ancora oggi si toccano. Vuoi condannare alla non conoscenza per pulire dalla verita'? Ma perché il moderatore o amministratore non interviene? Buone pulizie

Io sono moderatore e admin, e sono intervenuto. Se risali il thread potrai leggere il mio intervento poco sopra.

I membri del forum che esercitano le funzioni di moderatore o amministratore sono riconoscibili dall'informazione indicata nel profilo.
Merla ed io siamo i moderatori attivi in questi giorni sul forum.
Il fatto che Marika non sia moderatore non pregiudica il suo diritto di chiedere in modo civile di mantenere uno spazio fruibile e non saturo di messaggi diffusi a ripetizione.
Non significa "fare pulizie". Per quello ci sono appunto le funzioni tecnicamente accessibili a Merla e a me. Ma prima di cancellare post, chiudere thread o bloccare utenti preferiamo, in modo più ecologico, parlare e avvisare.

Ciao

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