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Messaggio  clinamen il Sab Set 05, 2015 5:40 am

Provo un'angoscia indefinita quando devo vedermi con un amico. Per questo, di solito preferisco starmene solo. Quando però la solitudine si fa insopportabile, mi sforzo a superare l'impedimento. Così l'altra sera sono uscito, e ho raggiunto la festa di compleanno di una vecchia amica che, sorprendendomi, dopo due anni durante i quali non ci siamo visti, mi ha telefonato. Sono un disastro a conversare, e ancora di più quando lo faccio per telefono: non dico mai la cosa giusta, e appena chiudo la chiamata, mi vengono in mente, purtroppo in ritardo, tutte le cose che in realtà avrei voluto dire. Comunque. Non ho passato una cattiva serata anche se l'ho trascorsa a parlare di cose di cui non m'importava nulla con una ragazza appena conosciuta. Quando ho a che fare con la gente però, sarà perché divento iper-attento a qualsiasi dettaglio nel mio atteggiamento e in quello altrui, sento di annullarmi e mi viene un gran sonno. Così, stanchissimo, decido di tornare a casa abbastanza presto: saluto un paio di persone e mi avvio per la strada sulla quale però faccio uno spiacevolissimo incontro. Noto che da circa dieci minuti, un rumore di passi e due voci mi stavano seguendo. Come sempre in questi casi, penso alle peggio cose e m'immagino le peggio cose. Appena raggiungo un luogo deserto, mi superano e mi si parano di fronte due magrebini palestrati. Uno dei due mi fa: "Dacci tutti i soldi o ti prendiamo a sberle." Sembravano strafatti ed esagitati. Li guardo in faccia. Mi chiedo perché Dio c'è l'abbia tanto con me. Cazzo. Poi ricordo di trovarmi in un quartiere dove una settimana sì e una no qualcuno viene accoltellato per i motivi più vari. "Datti una mossa." Mi dice l'altro, tirando su col naso. Nel portafoglio avevo venti euro, con i quali avrei dovuto campare per i tre giorni successivi, prima di tornare dai miei. Prendo coraggio e provo a tentennare in attesa dell'arrivo di qualcuno: "Non ho niente". In due nanosecondi ho pregato tutti i santi del calendario, sperando di non trovarmi una lama nel petto e sdraiato sull'urina di un barbone e sacchi d'immondizia. "Non è vero. Dacci tutto o si mette male". Minaccia il primo. "Perché dovete prendervela con la gente?" Dico, già sapendo la risposta, guardandomi attorno e indietreggiando con il cuore in gola. "Perché abbiamo fame, non mangiamo da tre giorni" diceva quello con la collana d'oro e le scarpe da duecento euro, tirando fuori un coltello lungo come il mio avanbraccio. F*nculo. non volevo darglieli quei soldi. Piuttosto la morte, sono così infelice che me ne frego altamente. Ma all'improvviso, s'aprii una finestra di un palazzo lì accanto, e una voce che gridò qualcosa di simile: "Ho chiamato la polizia dieci minuti fa e a breve saranno qui!" I due malfattori, si guardarono, e senza pensarci due volte, iniziarono a scappare bestemmiando e ingiuriando. Guardai la finestra sperando di vedere il mio salvatore, ma si era già chiusa. Sotto shock, mi fumai una sigaretta e, dopo qualche minuto mi rincamminai verso casa.


Ultima modifica di clinamen il Sab Set 05, 2015 5:18 pm, modificato 1 volta

clinamen

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Re: Tornare a casa

Messaggio  alias il Sab Set 05, 2015 3:44 pm

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Re: Tornare a casa

Messaggio  deultimo il Sab Set 05, 2015 9:55 pm

Ciao clinamen,
brutta avventura... non intendo la festa, ma quelli che volevano fartela.
Cmq a me non è mai successo, la mia zona è abbastanza tranquilla tanto che la mia porta si apre persino senza la chiave, basta tirare un po' la maniglia. Ho la serratura difettosa ma non la cambio. E sono a piano terra. Magari inconsciamente spero che mi rubino il PC, che è l'unica cosa di "valore" che possiedo.
Tuttavia più volte ho sognato che mi entravano i ladri in casa. Perchè non parliamo dei sogni che ci dicono tante cose di noi se li sappiamo interpretare? Tempo fa me li ricordavo tutti, poi li trascrivevo e cercavo di capirci qualcosa. Lo sai come funzionano? A frammenti (io me ne ricordavo fino ad una decina). Piccole scenette una dietro l'altra che apparentemente non c'entrano nulla l'una con l'altra. Eppure trovavo sempre un filo rosso che le legava tutte. In pratica il significato latente era il medesimo cambiava solo il materiale rappresentativo. Lo sai da dove preleva l'inconscio questo materiale? Da sensazioni, percezioni, episodi trascurabili di due giorni prima. Nient'affatto significativi a livello cosciente, anzi il contrario. Per es. se mentre cammini noti di sfuggita per mezzo secondo un uomo con il cappellino bianco e rosso, cosa a cui non dai alcunissima importanza, può darsi che te lo ritroverai nel sogno come materiale rappresentativo che però nasconde un significato fondamentale. Oggi i miei sogni sono molto vaghi né me li ricordo. Dovrei esercitarmi per ricordarmeli, ma non ho voglia. Spesso sognavo di essere inseguito da leoni o tigri. Una volta l'angoscia mi ha risvegliato in piena notte. e da cosciente o semicosciente, ti giuro che non muovevo un muscolo e respiravo piano perchè ero certo che in casa ci fosse una tigre che voleva stanarmi. Ed ero sveglio!
Mi ha colpito che il tuo spaventoso episodio reale, pare che tu lo abbia "chiamato" prima, ed ecco che appare. Forse non sono semplici coincidenze... Per esempio, il mio è più banale, ma rende l'idea. Proprio l'altro giorno, mi pare ad Alfredo, dicevo della mia paura che mi si rompesse il computer da cui praticamente dipende la mia vita attuale. E cosa capita il giorno dopo? Si blocca il sistema e spunta fuori quella stupida schermata blu! Semplici coincidenze?

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Re: Tornare a casa

Messaggio  clinamen il Dom Set 06, 2015 3:09 am

Ciao deu,
penso che di coincidenze non esistano perché siamo da sempre propensi, forse per "natura" o per motivi culturali (anche se non credo che tra le due dimensioni ci sia una vera e propria differenza), ad assegnare significati, di ogni genere, alle cose di cui facciamo esperienza. Quando secoli fa, si sacrificavano animali e/o persone, per ingraziarsi una divinità, avendo quel rito un particolare significato per le culture che lo praticavano, si può dire che per loro, in qualche modo, funzionasse. Noi non riusciamo a capirli totalmente, e anzi molto spesso li riteniamo atti "barbarici" e retrogradi, perché facciamo riferimento a modelli epistemologici differenti e a un diverso "impianto" categoriale. Anche pensare che tutto capiti per puro caso è pur sempre un modo dei tanti, per assegnare un "senso" a ciò che viviamo o ci capita.

Detto questo però, sebbene tendo ad essere quasi sempre pessimista e, da sempre, ipocondriaco, devo dire che le cose non mi sono sempre andate poi così male. Al mio primo appuntamento mi sono presentato quasi ubriaco perché supponevo che mi sarebbe andata malissimo:  alla fine invece, ho avuto la mia prima "storia d'amore". Altre volte invece, quando mi sono sentito (stranamente) ottimista, le cose hanno preso una brutta piega. A questo proposito, anche se a me non ha mai fatto troppo effetto perché per natura sono abbastanza scettico e perché non ho mai avuto prove che "funzionasse", ti consiglio il film-documentario "The Secret".  

Per quanto riguarda i sogni, anch'io ultimamente, a meno che non vada a letto dopo due giorni senza dormire, non mi ricordo un accidente di quello che sogno. Ho pensato fosse, in relazione a quello che ci siamo già "detti", un problema legato alla mancanza di un consapevole contatto con i nostri desideri.

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Re: Tornare a casa

Messaggio  clinamen il Dom Set 06, 2015 3:14 pm

Da che cosa deduci che sia tutto inventato e che io non stia "veramente" male, Sherlock? Di quali capacità sei dotato e che io ignoro totalmente?

E nel caso fosse tutto inventato? Tu saresti così superficiale da non capire che dietro l'invenzione ci sarebbe una chiara richiesta d'aiuto che non riesci a codificare perché ragioni secondo un'ermetica e limitata concezione del modo di esternare le proprie sofferenze e di cosa significhi "soffrire"; e la TUA irritazione, peraltro causata dalla tua incapacità di comprendere, sarebbe solo d' impiccio, anzi, deleteria per chi cerca un modo qualsiasi per stabilire un contatto.
Ma io ti capisco, ma allo stesso tempo conservo gelosamente il beneficio del dubbio, per cui continua pure se in questo modo posso esserti d'aiuto: non vorrei mai mancare di rispetto chi 'sta veramente male.

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Re: Tornare a casa

Messaggio  merla il Dom Set 06, 2015 5:29 pm

Buongiorno!

Cancello i messaggi o le parti dei messaggi che sono chiaramente un attacco tra gli utenti, benché io sia in ogni caso molto lieta del fatto che apparentemente sia finita qui.
Come già altri, vi chiedo di evitare interventi puramente provocatori che tanto nulla aggiungono al thread e, se possibile, di evitare di raccogliere le provocazioni.

La provocazione diretta e secca come in questo caso ha in realtà il solo effetto di avvelenare l'ambiente del forum, che invece potrebbe essere un gradevole ambiente di scambio, e di costringere i moderatori ad agire come dei vigilantes, e nulla di tutto ciò è opportuno. Quindi sarebbe il caso di darsi uno stop per tempo ed eventualmente di evitare di leggere/far finta di non aver letto interventi che non ci piacciono o di utenti di cui non condividiamo l'approccio.

In aggiunta, io ritengo poco opportuno (caso mai fosse così) scrivere degli interventi presentandoli come autobiografici in quanto può accadere che qualche utente li interpreti come reali e, appunto, manifesti la propria empatia e vicinanza: sicuramente ogni espressione anche non strettamente correlata alla realtà è una manifestazione del proprio sé, e del proprio sentire, tuttavia il lettore potrebbe sentirsi ingannato se non viene chiarito come premessa che non si tratta di vita vissuta.


Mi permetto ancora un'osservazione a livello personale: l'Italia è piena di maghrebini (e in generale africani, slavi, asiatici e sudamericani, ecc.) profondamente onesti, che lavorano duramente a condizioni spesso inaccettabili, e che vivono sulla propria pelle ogni giorno la durezza dell'emigrazione e il razzismo più o meno strisciante che nella nostra società c'è. Visto che la deliquenza in Italia è ancora di matrice a stragrande maggioranza autoctona, magari sarebbe carino evitare il cliché.

Per chiarimenti scrivetemi in privato.

La testa femminile di cerbero

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Re: Tornare a casa

Messaggio  merla il Dom Set 06, 2015 5:32 pm

Alla fine ho scritto in privato a entrambi.
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Re: Tornare a casa

Messaggio  clinamen il Dom Set 06, 2015 5:50 pm

Ribadisco solo che è una storia relativa a fatti veramente accaduti. Mia intenzione era solo condividerla. Tutto qua.

clinamen

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il potere della mente...

Messaggio  deultimo il Dom Set 06, 2015 9:47 pm

Ciao clinamen,
intendevo proprio dire il potere della mente sulla realtà. Anch'io ti do una dritta: "filosofia quantistica", se conosci qualcosa di fisica quantistica, altrimenti è difficile. Cmq non è il caso di approfondire qui...
Invece parto subito con la...
...PREMESSA: vita reale vissuta dal sottoscritto
ho avuto la prova del potere della mente almeno due volte.
Quando avevo diciotto anni ebbi un problema al polmone mentre stavo giocando a calcetto con i miei compagni di scuola. Mi ricordo il dolore lancinante al petto e la paura che fosse un attacco di cuore. Piantai la partita senza dire niente a nessuno (così sono fatto) e mi rifugiai negli spogliatoi. Il dolore era pazzesco, credevo veramente che ci avrei lasciato le penne. Perciò, rassegnato, mi sdraiai sulla panca aspettando l'inevitabile. Passano i minuti e vedo che non succede niente: sono ancora vivo! Quindi prendo l'autobus e vado a casa. Lì racconto tutto e finisce che mi portano all'ospedale dove fui ricoverato per ben due settimane (a quei tempi non c'erano i tagli alla sanità). Questo accadde molto tempo fa... insomma oggi ho 43 anni, fatti i conti. Molti anni dopo ero al PC a lavorare (lavoravo a casa, da solo). Quando ho sentito un dolore al petto che, guarda un po', mi ricordava proprio il problema al polmone che ebbi a diciott'anni. Sono andato in panico ricordandomi che allora all'ospedale mi dissero che il problema sarebbe potuto ricomparire all'improvviso e spontaneamente. Intanto il dolore aumentava, aumentava, fino a farsi insopportabile, Ero praticamente sdraiato sul pavimento. Non ce la facevo più.... ho dovuto chiamare l'ambulanza. Ovviamente all'ospedale sapevano del mio problema e si erano già preparati a ricevermi. Mi hanno fatto subito gli esami del sangue e la radiografia. Ma, cosa strana, i valori dell'esame del sangue erano tutti sballati, mentre la radiografia era a posto. Mi hanno dimesso subito dicendomi che molto probabilmente era stato un semplice dolore muscolare intercostale. Il giorno dopo ho rifatto gli esami del sangue ed erano a posto. Secondo me è stata la mia mente, ricordando ciò che passai a diciott'anni, a provocarmi un dolore così insopportabile e subito dopo a sballare tutti i valori del sangue. Non c'è altra spiegazione. Questa è una storia.
L'altra è più recente, quando lo psichiatra, chiamato in causa dal mio psicoterapeuta, mi prescrisse un certo nuovo psicofarmaco, rassicurandomi che era un sedativo leggero. Premetto che il sottoscritto odia assumere farmaci, piuttosto mi tengo il mal di testa, i dolori e persino la febbre. Insomma, chissà cosa mi ero immaginato con questo psicofarmaco visto che non ne avevo mai assunti. E poi il fatto che una scatola mi fosse costata duecento euro mi diceva che quel farmaco doveva essere bello potente, altro che le rassicurazioni dello psichiatra. Cmq assunsi la pastiglia. Inghiottisco e non succede niente. Tuttavia resta la paura per gli eventuali spiacevoli effetti collaterali. Continuavo a pensarci pensarci e pensarci, tanto che poche ora dopo sento la testa scoppiarmi letteralmente. Mi sono buttato sul letto tenendomi la testa tra le mani che pareva volesse esplodere. Continuavo a buttarmi da una parte all'altra, tanto che ancora un po' rompevo il letto, sempre con questa testa "esplodente". Allora mi sono trascinato sul pavimento fino al telefono componendo a fatica il 118. Arriva l'ambulanza e mi portano via in barella. Sull'ambulanza mi ero quasi calmato. Cmq ho spiegato cosa mi era successo consegnando il farmaco agli infermieri. Il dottore aveva capito che ero in uno stato psichico come minimo alterato. Mi hanno tenuto un paio d'ore sulla carrozzina o sul lettino, ora non ricordo, a calmarmi. Poi mi hanno spiegato che potevo tranquillamente assumere il farmaco senza problemi che, anzi, mi avrebbe fatto bene. ecc. ecc. Alla fine mi sono calmato tanto che, se non mi sbaglio, sono tornato a casa in autobus. Ai miei non ho detto mai niente. Loro non sapevano e non sanno che a quei tempi assumevo uno psicofarmaco. Mi pare che si chiami effetto nocebo... ti assicuro che quella volta ero certo veramente di lasciarci le penne.

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Re: Tornare a casa

Messaggio  deultimo il Dom Set 06, 2015 10:43 pm

Ciao merla,
tu che sei esperta mi spieghi come mai leggendo i sintomi della depressione nel DSM IV mi ci ritrovo eppure non mi sento depresso? Va bene, non ho una vita affettiva nè di altro genere. Va bene, non ho interessi né coltivo piaceri particolari, anzi diciamo nessuno. Va bene, non lavoro né ho alcun contatto umano. Va bene, ho una certa iperattività motoria visto che in media farò dieci km al giorno a passo svelto e se continuo con questa ginnastica tra un po' divento schwarzenneger. Va bene, ora mi metto anche a traviare gli adolescenti visto che mio nipote tredicenne pare che abbia detto a mia madre che vuole diventare un'atleta come il sottoscritto (aiuto!!!)
Però oggi mi sono comprato una maglietta di cotone a manica lunga di dieci euro, e mi pareva di aver compiuto chissà quale impresa. Domani o dopodomani faranno il funerale alla mia automobile, e per la prima volta da quando presi la patente a diciannove anni sarò completamente appiedato. Per di più la webnovela di questo sabato si è interrotta per il tempaccio, anche se c'è ancora una puntata di mezzo da raccontare, però non ho voglia. Eppure non mi sento di far parte del vostro club, almeno finchè il PC si accende. Non sono depresso, non sono ansioso, non sono angosciato. Paradossalmente è proprio la consapevolezza di non provare niente a preoccuparmi, non ad angosciarmi, ma solo a farmi pensare, a domandarmi: perchè non mi deprimo quando ci sono tutti i presupposti per farlo?

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Re: Tornare a casa

Messaggio  merla il Lun Set 07, 2015 12:11 pm

ciao deultimo,

mi spiace ma io non sono un'esperta, ma solo una che s'è curata la depressione e ritengo anche abbastanza bene.
Per questo e perché secondo me i vari manuali diagnostici hanno senso soltanto nel loro contesto, come veicolo di comunicazione tra i medici e, in parte, tra gli psicologi e nulla più, non saprei davvero cosa risponderti.

Mi sento solo di dirti di ritenerti pure il benvenuto in questa sede: non c'è bisogno di una diagnosi per scrivere in questo forum, mi pare evidente. Per cui se ti trovi bene e se lo scambio ti dà qualcosa, rimani pure finché ti pare. ;-)

Ciao
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Re: Tornare a casa

Messaggio  deultimo il Lun Set 07, 2015 7:10 pm

Ciao e grazie merla

sono contento che ne sei uscita bene.
A me manca parlare di me con chi mi può capire. Lo psicoanalista non me lo posso permettere e non ho nessun altro a cui poter confidare le cose che mi capitano. Perciò ne approfitto, anche se non vorrei con i miei messaggi deprimere ulteriormente gli altri.
Grazie e ciao.

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Re: Tornare a casa

Messaggio  merla il Lun Set 07, 2015 7:23 pm

Beh magari puoi trovare qualche gruppo gratuito o qualche psicoterapia a prezzo politico presso delle associazioni.
Insomma, parlare serve sempre, anche online, però l'interazione reale è sempre un'altra cosa. ;-)
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Re: Tornare a casa

Messaggio  deultimo il Lun Set 07, 2015 8:14 pm

merla ha scritto:Beh magari puoi trovare qualche gruppo gratuito o qualche psicoterapia a prezzo politico presso delle associazioni.
Insomma, parlare serve sempre, anche online, però l'interazione reale è sempre un'altra cosa. ;-)

Mii piacerebbe merla, ma la mia situazione è molto complessa e antica... Non posso fare ciò che vorrei fare per non alterare o compromettere le mie interazioni, diciamo, fondamentali. Grazie cmq per il consiglio, sempre gradito. Ciao.

deultimo

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