La gabbia dell'anoressia

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La gabbia dell'anoressia

Messaggio  Marta31 il Mar Ago 25, 2015 3:33 pm

Mela, uva e mandorle. Fin qui ho iniziato bene, sono alimenti che fanno parte della mia abituale alimentazione. Ma sono solo le 10, non ho nulla da fare per tutta la giornata visto che ho rinunciato ad andare a mare con il mio ragazzo e i miei amici. E così, per noia, per ripicca contro me stessa, per nervosismo e per disperazione, inizio ad abbuffarmi: biscotti, nutella, merendine, pasta... Mischio i sapori, dolce e salato. Faccio una gran confusione, buttando giù alimenti che non toccavo da mesi e di cui avevo paura. Non so più cosa mi piace e cosa no, mangio tutto. Ma è il cibo che divora me. Provo a vomitare ma con scarsi risultati. Mi sento sporca dentro. Tutto lo schifo che ho mangiato non è niente rispetto a quello che sento. È come se non esistessi più. Da mesi ormai sono schiava della mia ossessione. È cominciata senza che me ne rendessi conto e in poco tempo si è presa tutto di me.
Sono sempre stata molto magra di natura senza mai pormi limitazioni. Mangiavo tantissimo e non me ne facevo una colpa. Finchè più di un anno fa ho iniziato a prendere qualche chiletto nelle cosce. Pesavo circa 54 x 160. Ero normopeso. Ma quei chili hanno cominciato a pesare più del dovuto. I miei compagni hanno cominciato a farmene una colpa, trattandomi come se mi fossi rovinata. Ho cominciato a sentirmi a disagio col mio corpo. Non ho un bel viso, perdere il fisico mi avrebbe fatta sentire totalmente inaccettabile. Mi sono iscritta in palestra, nonostante odiassi andarci ed ero in periodo di esami. La mela ha sostituito la nutella il pomeriggio. Fino a qui ero "normale". Tutti vedono quello che faccio, nessuno si preoccupa per quello che sento. Nessuno vedeva la mia insicurezza nell'indossare pantaloncini. Ricordo che spesso mandavo delle foto a dei miei amici o chiedevo a mia sorella per sapere se "si vedeva la cellulite" o "avevo le cosce troppo grosse". Ma era tutto ancora tranquillo. Piangevo di tanto in tanto, non stavo a mio agio. Ma vivevo, uscivo, mangiavo. Senza rendermene conto però ho contagiato mia sorella. Verso dicembre abbiamo intensificato entrambe la nostra attenzione per la dieta e l'attività fisica. M lei è stata più "brava" di me. Si è ridotta 37 kg x 159 a soli 13 anni. La guardavo e mi faceva impressione. Dovevo distogliere lo sguardo da quelle quattro ossa sporgenti. Vederla mangiare lentamente mi innervosiva. Era sempre in movimento per bruciare quelle poche calorie che assumeva. I miei genitori se ne accorgevano ma solo io capivo realmente quello che stava facendo. Ora a distanza di mesi, capisco che non sono stata giusta nei suoi confronti. L'ho più volte aggredita. Forse la invidiavo perchè era più brava di me a privarsi del cibo. Invidiavo la sua resistenza di fronte a pizze e torte, il suo scegliere un thè non zuccherato a una tazza di cioccolata calda. Ma forse ero spaventata da lei, perchè vedevo che anch'io mi stavo "trasformando". Lei però è guarita con il ricovero all'ospedale. Ora è un'altra persona: sorride, scherza, ha sviluppato le prime forme. Mangia piattoni enormi di pasta e gelato in quantità. Ma per me non è stato così. Poco prima che venisse ricoverata io ho deciso di intraprendere la sua strada. La mia alimentazione è diventata sempre più selettiva: niente zuccheri, niente carne rossa, niente merendine, nutella, schifezze; solo pane e pasta integrali; molta verdura; spuntini solo di frutta; e allenamento. Credevo di fare la cosa giusta. In fondo, che problema c'è se mangio sano e mi alleno? Le stesse persone che mi avevano fatto sentire grassa, si sono ricreduti dopo avermi vista. I chili scalavano. Ma oltre ai chili ho perso qualche altra cosa: sia io che mia sorella siamo entrate in amenorrea. Lei a ottobre dell'anno scorso ma ne è uscita da poco. Io da gennaio, prima del suo ricovero. E lo sono tutt'ora. Adesso il mio peso vari continuamente e va da 43 a 46. Io non vorrei dimagrire più. Ma non riesco neanche a ingrassare. La verità è che quando vedo la bilancia scendere provo un senso di potenza e di controllo: io volevo dimagrire e sono dimagrita. Il mio corpo è mio, fa quello che dico. Almeno c'è qualcosa che posso controllare. Non so se sono malata o meno. Mi guardo allo specchio e non so più come sono. Troppo magra, troppo grassa. A volte credo di fare la cosa giusta: mangio sano e sono in forma. Ma altre volte mi sento malata. I miei parenti mi guardano con compassione, mia mamma a volte mi insulta. I miei amici e il mio ragazzo invece la prendono sul ridere: per loro non sono malata, sono solo "quella che mangia insalate". Le persone si fermano solo all'apparenza, nessuno vede cosa c'è dietro le mie azioni. Mia mamma per prima vorrebbe solo che tornassi a mangiare da persona "normale" e che mi facessi ritornare il ciclo. Che ci vuole a mangiare quello che mangiavo prima? Che importa come mi sento? L'importante è apparire sana, non essere felice. Ma io non voglio e non posso guarire. È vero, a volte è pesante vivere così: a volte non esco per paura di mangiare schifezze; altre volte esco solo per bruciare calorie; sono fissata con l'allenamento; mangio ad orari prestabiliti che non posso non rispettare; programmo il mio cibo per una settimana; organizzo i miei impegni in base alla mia alimentazione o all'allenamento. Questo e molto altro ancora. Dietro ogni mio gesto, anche insignificante c'è lei, la mia ossessione. Nessuno può immaginarlo fino in fondo. È lei che ormai controlla la mia vita. Ma io non posso lasciarla andare perchè è tutto ciò che mi rimane. Lei riempie le mie giornate e la mia vita. Lei è il mio unico obiettivo. Il peso è l'unica cosa che posso controllare e la mia ossessione è l'unica cosa che controlla me. Lei ha tutto di me. Se io guarisco, muoio. Non possono portarmela via. Se lo facessero crederebbero che è tutto apposto. Ma no. La gente considera solo ciò che vede. È l'anoressia è quello che si vede. Ma dietro nasconde un universo, un profondo disagio che nessuno ha mai visto o provato ad esplorare. A volte i disturbi alimentari sono una richiesta d'aiuto per un qualcosa che nessuno può vedere. Allora si ricorre a qualcosa di tangibile. Superficialmente può essere vista come qualcosa per attirare l'attenzione. Attenzione che mai ci è stata data. Perchè sembrava tutto apposto. Ma era tutto sbagliato. In questo caos questi disturbi, anoressia, bulimia, ortoressia.., trovano terreno fertile. A poco a poco mettono radici, senza che tu te ne accorga. Logorano un corpo che è già debole e a poco a poco lo distruggono. Ma non importa. Continuerò a stare con lei perchè è tutto ciò che ho, è tutto ciò che sono. Lei è la gabbia da cui non voglio uscire.

Marta31

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Re: La gabbia dell'anoressia

Messaggio  newnew il Mar Ago 25, 2015 8:47 pm

essere normopeso non è solo una questione di apparenza.

un corpo sotto-alimentato è più delicato. le ossa sono meno dense. non sono un medico ma immagino che anche gli altri tessuti lo siano.

due amici erano in automobile insieme e sono stati tamponati. quello che era da poco dimagrito "di brutto" ha ancora dolori dopo diverso tempo, l'altro, più robusto, no.

invecchiando, io ho sempre avuto l'impressione che le donne più robustine abbiano una pelle più bella, sembrino più giovani. probabilmente la loro pelle è meglio nutrita...

puoi trovare sfide più salutari al tenere bassi i numeri della bilancia.

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Re: La gabbia dell'anoressia

Messaggio  giuliopiacente il Mer Ago 26, 2015 9:57 am

ciao marta scrivi che non vuoi ushire da questa situazione perche e tutto quello che ai nella vita ma la verita e che ai moltissimo famiglia ragazzo amici e magari anche studi o lavori cose che non ai scritto lunica cosa che ti da la ocupazzione del peso e mantenere questo problema e essere vista e dire sono qui e o bisonio della vostra attenzione ( non solo mia sorella) perche non provi mettere una relazione aperta con I tuoi e esprimere le tue paure chiedere sugerizioni senza farti del male e sofrire mangiare oltre di essere una cosa esenziale per vivere e anche piacevole buona fortuna

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Non trovo comprensione

Messaggio  Marta31 il Mer Ago 26, 2015 11:32 am

In questi ultimi due giorni mi sembra che mi sto lasciando andare. Dopo l'abbuffata di ieri (a cui ne è seguita un'altra di pomeriggio) non ho più voglia di fare nulla. Allenamenti, cibo sano, vita sociale, ragazzo...non mi importa più nulla. Sto buttata sul letto, ho gli occhi gonfi per il pianto. Non mi sto prendendo cura di me stessa, neanche la doccia mi sono fatta.ieri sera non ho cenato, stamattina ho mangiato poco e non ho intenzione di toccare più cibo. Perché ho paura di abbuffarmi di nuovo e non riuscire a vomitare. Quindi non mangerò, per punirmi dopo quello che ho fatto ieri. Oggi salterò anche l'appuntamento dalla psicologa perchè non voglio uscire di casa. Ho addirittura pensato di lasciare il mio ragazzo che è l'unica cosa che mi rende felice. Non posso coinvolgerlo nei miei problemi. Ora come ora mi vergogno anche a farmi vedere da lui in queste condizioni. Già mi sento brutta senza trucco, ora come ora sono in condizioni pessime. In tutto ciò ha vinto mia mamma: voleva che la smettessi con l'ossessione per lo sport e il cibo sano. Ecco. L'ho fatto. Adesso non mi importa più nulla di mangiare sano e allenarmi. Ora sono come una larva

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Re: La gabbia dell'anoressia

Messaggio  giuliopiacente il Mer Ago 26, 2015 12:23 pm

mangiare non e un reato che devi punirti noi siamo come una macchina che si mette benzina per muoversi peccato che il mangiare e diventato un ossesione non arrenderti vai dalla psicologa e se oggi non puoi vai un altro giorno poi puoi sempre tornare allo sport e mangiare sano cosa centra tua mamma ? sulla vita tua e le tue shelte

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Non vengo compresa

Messaggio  Marta31 il Mer Ago 26, 2015 6:41 pm

Ho perso totalmente la motivazione...la cosa più frustrante è che non mi sento capita. Ho provato a spiegare qual è il mio problema. A molti può sembrare stupido ma per me è un vero e proprio disagio. Il fatto è che. Essi o mi ascolta davvero. Mia mamma mi propone soluzioni che non mi aiuterebbero per niente. Pillole, psicologi, cambiare casa, fare viaggi....sono tutte cose che non mi porteranno a nulla.

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Re: La gabbia dell'anoressia

Messaggio  newnew il Mer Ago 26, 2015 8:39 pm

che noia però questa fissazione con una funzione base.

potresti essere mille cose, una ballerina, una praticante di arti marziali, una paracadutista, una studiosa, un'alpinista, una sub, e chissà quante altre cose, invece passi le giornate a pensare ai pasti passati e futuri.

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la compressione ce

Messaggio  giuliopiacente il Mer Ago 26, 2015 11:48 pm

La anoressia e una malattia che deve essere curata il problema e quello che ti fa pensare che guarire significa perdere questa finzione che puoi giocare con il puo corpo ma la verita e che devi lottare e vincere non raseniarti ricorda di essere unica e speciale

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Re: La gabbia dell'anoressia

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