Credendo d'esser l'unica...

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Messaggio  stanca86 il Sab Ago 08, 2015 7:18 pm

Ciao a tutti sono nuova del forum.Non avrei mai creduto che un giorno nella mia vita avrei esternato le mie paure,angosce e tristezze a qualcuno specie sul web...credevo...invece sono quì.Leggendo per il forum sono rimasta sbalordita di quanta gente soffra e di quanta gente tenti con le unghie e con i denti di sopravvivere...credevo fossi l'unica ad avere così tante paure così tante incertezze e così tante delusioni.
Quello che mi ha fatta riflettere maggiormente è stato leggere la cosa che più mi terrorizza...esser sola o meglio rimaner sola...non mi felicito nel sapere che oltre me esistono persone che sentono la solitudine presente costantemente ma almeno posso confrontarmi e condividere...essere aiutata e perchè no anche aiutare...grazie per avermi dedicato qualche minuto...

stanca86

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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  A.M. il Dom Ago 09, 2015 10:23 am

Ciao,
anche io mi sento molto solo.
Ho mille interessi, sono un tipo molto dinamico, però non ho mai avuto qualcuno vicino e non mi spiego il perchè. In fondo ho molti pregi. Teoricamente dovrei essere un tipo con cui si vuole stare e invece....
Non riesco a trovare una risposta al perchè sono solo e la cosa mi fa male più della solitudine stessa.
Quindi ti capisco.
Ho la forza di vivere la mia vita, di combattere, ma sento che manca qualcosa.
Non riesco a trovare qualcuno che mi stia vicino, che condivida la mia vita.
Ad esempio ho iniziato a fare ballo caraibico (salsa, bachata, merengue) perchè sono un tipo curioso di sperimentare sempre cose nuove, però alle serate vado sempre da solo. Poi alla fine qualcuno con cui ballare sul posto lo trovo, però mi farebbe più piacere avere una ragazza.




A.M.

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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  lorenzobg75 il Dom Ago 09, 2015 1:16 pm

ciao stanca86 e benvenuta sunny
io ho 40 anni e pur avendo qualche interesse e qualche amico,passo molto tempo da solo e ne soffro parecchio...
non sono un bel ragazzo e non ci sò fare molto con le persone,sono piuttosto diffidente e solitario e parlo poco...a periodi irregolari soffro si episodi e stati depressivi a volte leggeri a volte di intensità maggiore,quindi quando sto male non sono in grado di lavorare e avere contatti sociali;per fortuna la maggior parte del tempo sto benino quindi la mia vita è ancora vivibile...soffro parecchio la mancanza di amore da parte di una donna,per il semplice fatto che noi SIAMO fatti di amore,quindi non potendo concretizzare ciò che siamo e ciò di cui abbiamo bisogno immancabilmente cadiamo nel buio interiore più profondo...fortunatamente 2 anni fa mi ho cominciato a praticare tennis e grazie ad un tennis club qui in paese ho fatto conoscenze e partecipato a vari tornei,amichevoli ecc...questo mi ha dato la forza e la motivazione di dare me stesso e di motivarmi per fare sempre meglio...e poi,adoro le tenniste,sopratutto a livello provinciale o amatoriale...passerei ore tutti i giorni a vederle giocare,spero un giorno di poterne sfidare una e stringere amicizia con lei...altro interesse che ho è il cinema,ne vedo parecchi e vado quasi tutte le settimane al multisala,amo seguire le trame dei film che mi portano lontano dalla realtà a mi fanno vivere virtualmente in un altra dimensione per un paio d'ore...questo mi permette di staccare la spina dal mondo reale e di lasciare che la mia mente si occupi della trama e dei personaggi...i film drammatici sono i miei preferiti,ma anche i thriller,alcune commedie,horror e avventure mi piaciono...
tornando a noi comunque,credo che,almeno personalmente non si possa vivere senza amore,senza coesione e senza comprensione reciproca,quindi altro non posso fare che mandarti un abbraccio e darti un p'ò di affetto virtuale...e dirti che qui non sarai sicuramente sola e paradossalmente potresti stare meglio tra persone che conoscono la sofferenza,perchè questo ci rende più sensibili e portati a dare attenzione e calore umano a chi ne ha bisogno...a presto.ciao!! I love you
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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  stanca86 il Dom Ago 09, 2015 3:03 pm

Ciao a tutti rieccomi... molto felice di aver avuto delle risposte.La solitudine è come un veleno che ti attraversa le vene...qualcosa di inspiegabile a coloro che la vita gli si presenta su un piatto d'argento...ed è proprio per questo che ho scelto di far parte di voi perchè nessuno come voi potrebbe comprendere...A.M condivido a pieno tutto ciò che hai scritto...dentro di me sento di poter prendere come si suol dire, il mondo a pugni e quindi di riuscire e fare milioni di cose...ma al momento non riesco a reagire...è come se mi trovassi sotto le macerie...come se tutto ciò in cui ho sempre creduto fosse svanito...anche io come te dovrei essere una tipa con la quale si avrebbe piacere a stare...sono una persona chiusa ma al contempo se si riesce a prenderemi sono una persona solare, giocosa altruista e molto amichevole...la pecca è che nessuno mai, ha voluto conoscermi in fondo...chi sono veramente anzi...mi ha voluta cambiare...ed è questo l'errore più grande che un essere umano su questa terra, possa fare...consegnare la propria vita, la propria esistenza, nelle mani di colui che reputi l'amore della tua vita, che per lui sacrificheresti tutto...ed è questo che mi fà male, mi distrugge, l'essere stata talmente sciocca da non vedere, da non percepire...ringrazio anche te lorenzobg85, vorrei fare un minimo di quello che fai tu...ma non ho forza, coraggio e determinazione nel fare un passo...non ho stimoli, vorrei uscire, andare per le vie del paese...osservare la natura ed i suoi rumori...passeggiare sulla riva del mare...tutto questo da sola...ma non ho la voglia, non ho le forze...ed è così, non è possibile vivere senza amore...più che altro è umanamente inconcepibile.Son felice di aver trovato un piccolo angolo per me...sapere che ci si può aiutare a vicenda condividendo e comprendendo...ciò che nella vita di tutti i giorni è impossibile fare...Grazie davvero...

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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  A.M. il Dom Ago 09, 2015 3:23 pm

Penso che il fatto che tu abbia deciso di scrivere qui siagià un passo verso la giusta direzione. E' un modo per iniziare a muoversi. A volte si riesce a trovare dentro la forza per agire, altre volte serve qualcuno che ci dia una mano. L'importante è mantenere il contatto con le persone. Non ti conosco ma mi sembri una ragazza socievole ed educata. Devi solo trovare le giuste situazioni. Purtroppo a volte e solo questione di fortuna. La vita è irrazionale. Noi dobbiamo fare la nostra parte, ma non possiamo fare tutto noi. Uno può essere la persona migliore del mondo, ma se nessuno lo sceglie... Però almeno il tuo lo devi fare, ovvero sia cercare di essere appetibile e farti conoscere. Dicendola in maniera un po' fredda e forse troppo materialista è come mettere creare un prodotto di qualità e metterlo in vetrina.

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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  Nepenthe il Dom Ago 09, 2015 3:37 pm

anche io come te dovrei essere una tipa con la quale si avrebbe piacere a stare...sono una persona chiusa ma al contempo se si riesce a prenderemi sono una persona solare, giocosa altruista e molto amichevole...la pecca è che nessuno mai, ha voluto conoscermi in fondo...

Quanto ti comprendo! Mi sono disilluso da tempo che persone del genere siano "i tipi con cui da piacere stare"... la vita sociale è in fondo anch'essa un gioco e c'è chi sa giocare meglio la partita, indipendentemente dalle qualità più profonde ed autentiche. Che anzi, potrebbero anche rivelarsi un peso...

Posso chiederti se vivi in città o in provincia?

vorrei uscire, andare per le vie del paese...osservare la natura ed i suoi rumori...passeggiare sulla riva del mare...tutto questo da sola...ma non ho la voglia, non ho le forze...ed è così, non è possibile vivere senza amore...più che altro è umanamente inconcepibile.

Sarà vero? io mi rendo conto che quando sono più sereno vivo bene la solitudine. Una passeggiata da soli, magari in un bel posto (in questo, almeno, la vita mi ha favorito) può essere una esperienza di grande pace, superiore a mille serate odiose, in compagnia di gente che non apprezziamo davvero, e che non ci apprezzano.
Quando invece sto male sento più forte il bisogno di compagnia. Ma -ironia della sorte!- è proprio quando stai male che risulti più sgradevole, la gente ti isola di più!

Tentare di uscire da soli una volta tanto, di liberarsi dalla servitù della compagnia, del "giro", è un'esperienza da fare, anche forzandosi.

Potrebbe anche essere (c'è chi o sostiene) che le donne soffrano la solitudine più degli uomini. Non so se è vero, e se è un fatto connaturato o culturale.

È altresì vero, diciamolo, che è molto più probabile che un uomo resti solo, rispetto ad una donna.
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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  stanca86 il Dom Ago 09, 2015 8:40 pm

A dir la verità ho tentennato un pò nel decidere di iscrivermi...ma alla fine bisogna andare di pancia...d'istinto.Trovare le situazioni giuste dicevi...beh una vita che le cerco...mai trovate...con chi ho avuto la possibilità di parlare di me o meglio mi correggo...a chi ho scelto di esternare le mie problematiche(scelta molto ardua dettata dalla non fiducia)le loro risposte sono state di pensare positivo...eliminare i cattivi pensieri o meglio non pensare, così che arriva tutto quando meno te lo aspetti...ma chi riesce...la mente è un continuo rimuginare...magari esistesse un pulsante per poterla rendere inattiva...ciao Nepenthe, si è un gioco duro dove solitamente la vittoria è del più forte con qualità molto superflue...vivo in provincia...cercherò di seguire il tuo consiglio anche se so che sarà una duro lavoro per me...sto lottando per la pace interiore.Si la gente non fà altro che scappare quando avverte la tristezza e l'ineguatezza...a quel punto dovrebbe essere di conforto...invece...Discorso sofferenza non penso che le donne soffrano più degli uomini secondo me è innata si ha nel DNA.
Ci sono uomini che si distruggono per una donna...e quest'ultima priva di sensibilità...

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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  A.M. il Lun Ago 10, 2015 2:56 pm

"Arriva tutto quando meno te lo aspetti". "Pensa positivo" queste sono le solite frasi fatte da chi neppure capisce la sofferenza e lo stato d'animo di quella persona.
Sono i classici consigli, spesso non richiesti, che non aiutano, anzi.
Tutti pronti a dare consigli, e nessuno ad aiutare davvero in maniera concreta.
Preferirei avere qualcuno che mi presenta una sua amica, piuttosto che qualcuno che cerca di "consigliarmi".



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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  A.M. il Lun Ago 10, 2015 3:01 pm

Il punto è che a nessuno frega un cazzo se io sono solo.
Nessuno che prenda sul serio la mia condizione e che cerchi di aiutarmi a cambiarla.
La gente ti cerca solo quando ha bisogno e ti stima solo per quello che puoi offrirgli in quel settore.
Vieni sempre valutato per ciò che sei in quel contesto, non in generale.
Ad esempio se sei in una pista da ballo verrai valutato e stimato solo per come balli.
La gente non guarderà la tua onestà, cultura, i tuoi traguardi professionali, ecc...
Potresti essere un grande scienziato o un imprenditore di successo e non verresti considerato meglio di un ignorante e cretino, che magari sa ballare.

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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  stanca86 il Lun Ago 10, 2015 7:13 pm

Quando si è dall'altra parte è facile dire...andrà bene...le cose si aggiusteranno...sei forte...arriverà il meglio per te...ma io sono stanca di sentire questi sermoni continui...eh beh certo è facile dirlo...ma poi metterlo in pratica è un dilemma...il fatto è che a nessuno importa nulla dell'altro...finchè serviamo bene...poi... gettati via con facilità e tanta freddezza...che faccia tosta...nessun ritegno...sii... ad oggi si viene valutati solo se si ha una un'importante professione...così che va svalutato tutto il resto...che a parer mio è quello che conta maggiormente...

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Messaggio  alias il Lun Ago 10, 2015 7:29 pm

stanca86 ha scritto:Quando si è dall'altra parte è facile dire...andrà bene...le cose si aggiusteranno...sei forte...arriverà il meglio per te...ma io sono stanca di sentire questi sermoni continui...eh beh certo è facile dirlo...ma poi metterlo in pratica è un dilemma...il fatto è che a nessuno importa nulla dell'altro...finchè serviamo bene...poi... gettati via con facilità e tanta freddezza...che faccia tosta...nessun ritegno...sii... ad oggi si viene valutati solo se si ha una un'importante professione...così che va svalutato tutto il resto...che a parer mio è quello che conta maggiormente...

Tutto molto politically correct... Very Happy

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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  newnew il Lun Ago 10, 2015 10:52 pm

stanca86 ha scritto:così che va svalutato tutto il resto...che a parer mio è quello che conta maggiormente...

cos'è tutto il resto?

c'è anche da dire che non avere un'importante professione, non avere denaro, non essere belli, non essere in forma, non essere socalmente capaci, non comporta automaticamente l'avere maggiori qualità interiori.

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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  stanca86 il Lun Ago 10, 2015 11:29 pm

Difatti mi riferivo all'interiorità non a ciò che é esterno...non ci si può fermare alla sola apparenza...

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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  Nepenthe il Mer Ago 12, 2015 8:09 pm

vivo in provincia

Come immaginavo. A volte mi viene voglia di aprire un sondaggio in proposito perché mi pare che la maggior parte degli utenti con problemi del genere vengano per l'appunto dalla provincia.
La vita in città è a tratti infernale, ma proprio per questo ci pone i mezzi per viverla meglio. La provincia, al contrario, è il riflusso della città. Ne ha assorbito tutti gli aspetti peggiori ma connettendoli al vuoto, all'assenza di prospettive. La gente, in provincia, è la caricatura della gente di città, cerca di scimmiottarla ma copia solo il peggio.

Quando in provincia nasce una persona diversa, con una sensibilità ed un'intelligenza diverse, è una tragedia. O si abbrutisce nell'età dell'adoloscenza, nell'ossessione di essere accettata dal gruppo dei pari; oppure rimane sola, esclusa. È davvero depressione o è naturale desiderio di vita? Ti uccidono di psicofarmaci quando tutto ciò di cui avresti bisogno è semplicemente un mondo diverso, prospettive diverse. Come un fiore che appassisce in una discarica.

Provare ad uscire da soli? si, ma per fare una passeggiata in campagna, non certo per altro. Perché non c'è veramente nulla, non c'è gente da conoscere, non c'è dove andare. Non so se la città in cui vivi sia così piccola e soffocante, oppure sia meglio. Ma in un modo o nell'altro, la provincia è proprio una trappola, una tagliola senza scampo.
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Messaggio  newnew il Mer Ago 12, 2015 9:26 pm

Nepenthe ha scritto:Quando in provincia nasce una persona diversa, con una sensibilità ed un'intelligenza diverse, è una tragedia.

Io ho il sospetto però che spesso chi si ritrova a finire socialmente isolato, vuoi per fattori circostanziali, vuoi per mancanze proprie, si nascondi poi dietro a questa scusa dell'avere maggiore sensibilità e intelligenza rispetto agli altri, quando magari (anzi probabilmente) non è così.

Un ragazzo o una ragazza bruttarelli o sovrappeso o con problemi economici o di altro genere non è detto che siano "belli dentro", eppure guardacaso molti di questi trovano rifugio in questa credenza.

Così invece di darsi da fare per affrontare le proprie difficoltà e mancanze, modificando le condizioni esterne o accettandone la loro immodificabilità, questi si chiudono nella posizione "io sono così speciale (dentro però - dove nessuno può constatare) e il mondo è ingiusto e incapace perché non è in grado di apprezzarmi", posizione che non mi pare possa portare da qualche parte.

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Messaggio  stanca86 il Gio Ago 13, 2015 12:08 am

Non si tratta ne di sensibilità ne di intelligenza,ma di una sorta di debolezza che chiunque,in una condizione del genere si ritrova ad avere...non esiste ne il brutto ne il bello...non c'è ne l intelligente né l ignorante è solo una questione di stati d'animo...chi attraversa questi pesanti periodi di depressione,se così la si voglia chiamare...miriadi di stati contrastanti distruggono ed aggrediscono...non ci nascondiamo dietro la scusa di possedere più sensibilità ed intelligenza...il nostro è un forte bisogno di sostegno...nessuno mai specie con problemi simili parla della propria intelligenza...di sicuro e di questo ne sono più che certa che chiunque attraversi questi momenti di terribile panico,non sta a lì a voler dismostrare quanto sia intelligente...e se si chiude in se,non è perché si nasconde,ma perché non ha più la forza di vivere e quindi qualunque cosa sembra insormontabile...mi spiace,ma non condivido nulla...

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Messaggio  stanca86 il Gio Ago 13, 2015 12:24 am

Vivo in una piccola città,ma non credo dipenda da questo,forse in parte, ma il discorso è che per me è un periodaccio...va tutto così di cacchina...dovrei accettare questo momento...magari fosse facile...

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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  newnew il Gio Ago 13, 2015 9:06 pm

va bene la debolezza ma non ci si deve crogiolare dentro, bisogna pescare nel proprio bagaglio culturale le ispirazioni giuste

bisogna trovare e coltivare il coraggio, la spavalderia e il menefreghismo.
















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Messaggio  canterel II il Ven Ago 14, 2015 2:50 pm

newnew ha scritto:

bisogna trovare e coltivare il coraggio, la spavalderia e il menefreghismo.



a me però pare poco conciliato il rapporto che il coraggio intrattiene con spavalderia e menefreghismo, in forza del fatto che nella mia esperienza diretta e soggettiva di spavalderia e menefreghismo (che come molti credo di aver frequentato con più agio rispetto al coraggio), tali qualità emergono spesso come diretta conseguenza della paura e come adattamenti alla sua temporanea irriducibilità.

inoltre mi pare poco conciliato anche il rapporto tra gran torino di eastwood e gli altri prodotti culturali di riferimento, se consideri che il film descrive l'immolazione altruistica volontaria di un pensionato yankee nel tentativo di salvare due immigrati vietnamiti dalle minacce della mala del suo quartiere.

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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  Nepenthe il Sab Ago 15, 2015 2:19 pm

newnew ha scritto:
Nepenthe ha scritto:Quando in provincia nasce una persona diversa, con una sensibilità ed un'intelligenza diverse, è una tragedia.

Io ho il sospetto però che spesso chi si ritrova a finire socialmente isolato, vuoi per fattori circostanziali, vuoi per mancanze proprie, si nascondi poi dietro a questa scusa dell'avere maggiore sensibilità e intelligenza rispetto agli altri, quando magari (anzi probabilmente) non è così.

Un ragazzo o una ragazza bruttarelli o sovrappeso o con problemi economici o di altro genere non è detto che siano "belli dentro", eppure guardacaso molti di questi trovano rifugio in questa credenza.

Così invece di darsi da fare per affrontare le proprie difficoltà e mancanze, modificando le condizioni esterne o accettandone la loro immodificabilità, questi si chiudono nella posizione "io sono così speciale (dentro però - dove nessuno può constatare) e il mondo è ingiusto e incapace perché non è in grado di apprezzarmi", posizione che non mi pare possa portare da qualche parte.

Ma non c'entra nulla. Perché riduci quello che dico a banalità e frasi fatte? non parlo del grassone brufoloso che si sente "bello dentro" (categoria alla quale, se avevi immaginato questo, non mi sento affatto di appartenere).
Non parliamo di "bellezza interiore", termine senza senso che dunque si può adoperare in qualsiasi modo. E nemmeno di intelligenza. Parliamo di mera incomunicabilità.

Mai sentito parlare di clima provinciale?

Se mi trovo con i miei concittadini non ho nulla da dire, non condivido nemmeno un interesse, non condivido il linguaggio, non condivido niente di niente.
Ma prendiamo solo il linguaggio, basta quello. Dalle mie parti l'80% dei giovani parla in un impasto di dialetto-italiano. Tu dirai: "ecco che fai l'aristocratico, li giudichi, per questo ti isoli". No, è l'opposto! È il fatto di parlare solo italiano che ti rende alieno, ti mette in sospetto.
La provincia non è da confondere con un contesto popolare. Mia mamma mi diceva spesso "chiunque ha qualcosa da dare, anche il contadino può dirti moltissimo, forse più del milionario". Senza dubbio. Ma il provinciale non è il contadino! il contadino è portavoce di una cultura, il provinciale no. Il clima di provincia è i vuoto, il nulla; l'assenza totale di interessi. L'imitazione coatta della grande città; o per meglio dire la sua penosa parodia. Le serate sconclusionate a non far niente, parlando della partita della juve (ma senza fervore, sia chiaro; almeno ci fosse quello) e della nuova auto comprata da tizio.
Chi ha degli interessi, chi ha una sensibilità, appunto (tipico della provincia è l'abbrutimento), che ha da dire? che ha da raccontare?

E non bisogna essere entità superiori per avere degli interessi, sottolineamolo. Basta  essere esseri umani. Nella provincia, che è lo scarto dell'attuale civiltà metropolitana (lo ripeto, nulla a che fare con la cultura popolare!!!), non ci sono uomini, ci sono bestie. Non è colpa loro, non è una questione di intelligenza. È che sono nati in un mondo chiuso e senza opportunità, e si sono adattati. Ma chi non vuole adattarsi, che fa?
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Messaggio  stanca86 il Sab Ago 15, 2015 2:43 pm

...scappare il più lontano possibile... Question

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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  corolla il Dom Ago 16, 2015 6:59 am

Ne abbiamo già parlato, nepenthe. Com'è che io sono, in questo momento, nella tua stessa provincia e frequento persone interessanti? Non è che anche tu tendi un po' a generalizzare? Non trovo nessuna enorme differenza tra la provincia che frequento in vacanza e la grande città dove vivo in inverno anzi, a dir la verità, talvolta mi sembra pure che sia più ostico sentirsi parte di qualcosa da condividere fra le apparentemente tante, ma in realtà spesso molto deludenti, occasioni che la città offre.
Per quanto riguarda il dialetto, capisco il tuo senso di estraneità, perché i miei genitori mi hanno sempre costretto a parlare solo italiano, e pertanto l'ho provato anch'io quando ero giovane. Non che ora io non lo avverta più perché ora lo parlo, evito perché non risulto credibile e mi accontento del mio italiano standard assolutamente anonimo (è abbastanza difficile capire da dove vengo sentendomi parlare), semplicemente non ci faccio caso. Ho capito molto presto, però, che i miei genitori hanno sbagliato, che parlare anche in dialetto non preclude affatto una ottima conoscenza dell'italiano, e che è semmai segno di ricchezza, provinciale è forse non parlarlo e non riconoscerlo nella propria cultura, tant'è che al di fuori della nostra regione e nella stessa regione e città in cui vivo per la maggior parte del tempo tutti parlano dialetto andandone fieri e senza preoccuparsi minimamente se chi non è del posto non capisce.

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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  newnew il Mar Ago 18, 2015 12:31 am

canterel II ha scritto:
newnew ha scritto:

bisogna trovare e coltivare il coraggio, la spavalderia e il menefreghismo.

a me però pare poco conciliato il rapporto che il coraggio intrattiene con spavalderia e menefreghismo, in forza del fatto che nella mia esperienza diretta e soggettiva di spavalderia e menefreghismo (che come molti credo di aver frequentato con più agio rispetto al coraggio), tali qualità emergono spesso come diretta conseguenza della paura e come adattamenti alla sua temporanea irriducibilità.

hm anche il coraggio però non esiste senza paura ...

inoltre, a volte ci vuole coraggio per essere spavaldi e menefreghisti, coraggio di non curarsi dell'influenza altrui... di quello che pensano gli altri... del loro tentativi di schiacciarci, sovradeterminarci, zittirci, metterci a cuccia, facendo ricorso a mezzucci come il cercare di incuterci vergogna di cose che vergogna non dovrebbero portare, come l'essere sfigati, poveracci, o di aver voglia di far sesso [morti di f*ga], ecc... ecc... ecc... sono armi davvero potenti che riescono a far fare cose stupidissime ad alcuni (tipo doversi per forza mettersi con una, o doversi dare in pasto al consumismo e cambiare auto che funzionano, fare vacanze in posti blasonati tanto per mostrarsi, ecc...) e a far vergognare per cose naturalissime (ad esempio essere in cerca di una ragazza, oppure il classico spettegolezzo "a tizio piace tizia" e allora?!?).

ecco forse una cosa in comune ai tre concetti potrebbe essere l'indipendenza, il riuscire a seguire le proprie determinazioni (il risultato del proprio ragionamento, pur prendendo in considerazione anche gli input altrui) invece che il cedere alle pressioni sociali.


canterel II ha scritto:
inoltre mi pare poco conciliato anche il rapporto tra gran torino di eastwood e gli altri prodotti culturali di riferimento, se consideri che il film descrive l'immolazione altruistica volontaria di un pensionato yankee nel tentativo di salvare due immigrati vietnamiti dalle minacce della mala del suo quartiere.

mah a me la storia del film mi è sembrata solo una scusa per dire "guardate quanto sono duro a 70 anni, sbarbatelli vi prendo a calci tutti quanti" Very Happy

comunque la mia non era una lista ragionatissima, sono i primi personaggi che mi sono venuti in mente che spiccano per risolutezza, che reagiscono invece di lasciarsi sovrastare.

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Messaggio  newnew il Mar Ago 18, 2015 1:04 am

Nepenthe ha scritto:
newnew ha scritto:
Nepenthe ha scritto:Quando in provincia nasce una persona diversa, con una sensibilità ed un'intelligenza diverse, è una tragedia.

Io ho il sospetto però che spesso chi si ritrova a finire socialmente isolato, vuoi per fattori circostanziali, vuoi per mancanze proprie, si nascondi poi dietro a questa scusa dell'avere maggiore sensibilità e intelligenza rispetto agli altri, quando magari (anzi probabilmente) non è così.

Un ragazzo o una ragazza bruttarelli o sovrappeso o con problemi economici o di altro genere non è detto che siano "belli dentro", eppure guardacaso molti di questi trovano rifugio in questa credenza.

Così invece di darsi da fare per affrontare le proprie difficoltà e mancanze, modificando le condizioni esterne o accettandone la loro immodificabilità, questi si chiudono nella posizione "io sono così speciale (dentro però - dove nessuno può constatare) e il mondo è ingiusto e incapace perché non è in grado di apprezzarmi", posizione che non mi pare possa portare da qualche parte.

Ma non c'entra nulla. Perché riduci quello che dico a banalità e frasi fatte? non parlo del grassone brufoloso che si sente "bello dentro" (categoria alla quale, se avevi immaginato questo, non mi sento affatto di appartenere).
Non parliamo di "bellezza interiore", termine senza senso che dunque si può adoperare in qualsiasi modo. E nemmeno di intelligenza. Parliamo di mera incomunicabilità.

Mai sentito parlare di clima provinciale?

Se mi trovo con i miei concittadini non ho nulla da dire, non condivido nemmeno un interesse, non condivido il linguaggio, non condivido niente di niente.
Ma prendiamo solo il linguaggio, basta quello. Dalle mie parti l'80% dei giovani parla in un impasto di dialetto-italiano. Tu dirai: "ecco che fai l'aristocratico, li giudichi, per questo ti isoli". No, è l'opposto! È il fatto di parlare solo italiano che ti rende alieno, ti mette in sospetto.
La provincia non è da confondere con un contesto popolare. Mia mamma mi diceva spesso "chiunque ha qualcosa da dare, anche il contadino può dirti moltissimo, forse più del milionario". Senza dubbio. Ma il provinciale non è il contadino! il contadino è portavoce di una cultura, il provinciale no. Il clima di provincia è i vuoto, il nulla; l'assenza totale di interessi. L'imitazione coatta della grande città; o per meglio dire la sua penosa parodia. Le serate sconclusionate a non far niente, parlando della partita della juve (ma senza fervore, sia chiaro; almeno ci fosse quello) e della nuova auto comprata da tizio.
Chi ha degli interessi, chi ha una sensibilità, appunto (tipico della provincia è l'abbrutimento), che ha da dire? che ha da raccontare?

E non bisogna essere entità superiori per avere degli interessi, sottolineamolo. Basta  essere esseri umani. Nella provincia, che è lo scarto dell'attuale civiltà metropolitana (lo ripeto, nulla a che fare con la cultura popolare!!!), non ci sono uomini, ci sono bestie. Non è colpa loro, non è una questione di intelligenza. È che sono nati in un mondo chiuso e senza opportunità, e si sono adattati. Ma chi non vuole adattarsi, che fa?

Hai un esempio di interessi virtuosi?

Arti marziali, danza, leggere, allevare animali, andare in moto, fare sport estremi, fare sport meno estremi, a me sembrano più o meno modi diversi di passare il tempo. Dei passatempo ecco.

Io forse ho ancora un approccio utilitaristico alla vita e quindi, essendo la vita una risorsa scarsa (finisce), tutto ciò che è passatempo, mi sembra uno spreco.

Spreco è imparare le arti marziali, così come lo è leggere migliaia di libri, così come lo è lanciarsi N volte da un aereo, così come lo è correre tutti i giorni, così come lo è giocare al computer, così come lo è leggere notizie, così come lo sono tante altre cose che si potrebbero definire interessi.

Cos'è che non è uno spreco del proprio tempo? Non lo so, non l'ho ancora capito.

Comunque, sicuramente te hai avuto contatto con persone ignoranti, spiacevoli e fastidiose, non voglio difendere loro, ma quello che voglio dire che in città non ho individuato persone con cui valesse la pena mantenere dei rapporti, quasi tutti i miei rapporti derivano da questioni di appartenenza (familiari o amici che sono amici solo perché lo sono da tanto tempo, compagni di disgrazia insomma), non per questioni di merito.

Ovvero, in città non ho trovato tutta questa qualità umana.

Poi è anche vero che io arrivo dalla periferia di una città operaia e tu probabilmente ti riferivi ad un'altra tipologia di ambiente.

Ciao

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Re: Credendo d'esser l'unica...

Messaggio  Nepenthe il Mer Ago 19, 2015 1:18 pm

Poi è anche vero che io arrivo dalla periferia di una città operaia e tu probabilmente ti riferivi ad un'altra tipologia di ambiente.

Si, è esatto, parlo di un altro tipo di ambiente. Poi anche la provincia è grande e ci sono ambienti differenti con gente differente. Io non ne ho incontrata. Cosa non difficile data la scarsa quantità di gente che conosco e dunque le mie scarse probabilità di allargare il giro.

Ho abitato anche nella, diciamo "media città" (Catania); lì mi sono ritrovato a competere con gente ributtante che mi ha fatto un sacco di male; e purtuttavia non posso certo negare che il livello di conversazione era più accessibile; non è che condivedessimo molto, eh! però si respirava. In provincia non si respira, questo è il punto. Se manca la base della conversazione (già per me complicata), che si fa?

Arti marziali, danza, leggere, allevare animali, andare in moto, fare sport estremi, fare sport meno estremi, a me sembrano più o meno modi diversi di passare il tempo. Dei passatempo ecco.

Ma infatti, ragazzi, siamo realisti. Dire che avere una ragazza ed una vita sessuale vale quanto avere interessi d'altro genere mi ricorda un poco la storiella della volpe e l'uva.

Non sto dicendo che questa sia l'unica cosa importante della vita. Ma dipende che vita fai Rolling Eyes e la vita del 90% delle persone nei centri urbani moderni non è particolarmente appassionante. Fai un lavoro più o meno mediocre, hai del tempo libero e cerchi di impiegarlo in qualche modo. Il tutto in un contesto cittadino grigio ed alienante. Non combattiamo in guerra, non partiamo per grandi viaggi, non compiamo grandi imprese, non realizziamo grandi opere d'arte, non abbiamo in mano la politica delle nazioni. E a dirla tutta i nostri problemi quotidiani sono molto più banali di quelli che affrontavano i nostri nonni.

Quindi si: il sesso è la cosa più importante nella vita. Avere un partner è la cosa più importante della vita.

Non prendiamoci in giro. Surprised
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Nepenthe

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