POESIE...

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Re: POESIE...

Messaggio  Joy il Ven Mag 24, 2013 5:49 pm

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Joy

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Re: POESIE...

Messaggio  canterel II il Mar Lug 09, 2013 3:28 pm

Un profilo gentile e appassionato del Marchese D.A.F. De Sade (per gli amici Louis)

Canzone:

Jusque dans la moindre chose
Je la vois soir et matin.
Si j'aperçois une rose,
Elle a l''éclat de son teint;
Si cette fleur m'intéresse,
C'est qu'elle naît sous ses pas:
Partout je vois ma maîtresse
Et tout me peint ses appas.

La nuit son ombre charmante
Séduit mon coeur enchanté;
Cette illusion touchante
Trompe ainsi ma volupté.
L'amour m'offre son image
En m'éveillant le matin.
Mais, hélas! de mon hommage
Le sacrifice est en vain!

Quelquefois je crois l'entendre,
Mon coeur vole sous ses lois:
Hélas! peut-on se défendre
Du son flatteur de sa voix?
Dieu d'amour en traits de flamme
Grave à tel point ton ardeur,
Que l'on ne trouve en mon âme
Que son portrait et son coeur.

**************************************

Fino nella minima cosa
Io la vedo mattina e sera.
Se guardo una rosa,
Ha lo splendore della sua carnagione;
Se questo fiore mi interessa,
È perché nasce sotto i suoi passi:
Ovunque vedo la mia amante
E tutto mi dipinge le sue grazie.

La notte la sua ombra affascinante
Seduce il mio cuore incantato;
Questa illusione toccante
Inganna così il mio piacere.
L'amore mi offre la sua immagine
Risvegliandomi la mattina.
Ma, ahimè! Del mio omaggio
Il sacrificio è vano!

A volte io credo di sentirla,
Il mio cuore vola ai suoi ordini:
Ahimè! Posso forse difendermi
Dal suono invitante della sua voce?
Dio d'amore sotto forma di fiamma
Sforza il tuo ardore a tal punto
Che non si trovi nella mia anima
Altro che il suo ritratto e il suo cuore.



Potrebbe apparire strana la delicatezza di questa canzone, se riferita allo spirito di un grande internato, infaticabile descrittore della più spaventosa bassura umana, filosofo dell'immondizia e dell'ultraviolenza elevate a sistema naturale e preternaturale.
Non ho saputo scoprire se la composizione abbia una data, ma risale probabilmente agli anni di poco precedenti o di poco successivi al matrimonio di Sade con la figlia della Presidente di Montreuil (1763), ed è certamente dedicata ad una vecchia fidanzata, da cui suo malgrado fu costretto ad allontanarsi per decisione della famiglia.
Il Marchese avrebbe concepito questi versi tra i venti e i trent'anni: prima di distruggere definitivamente la propria reputazione e di assumere l'aspetto di arcidiavolo flaccido e gottoso, spargitore di pazzia e nemico del genere umano, ma facilmente già all'epoca dei primi guai giudiziari, dei primi rapporti di polizia o dei primi processi intentati contro di lui a motivo delle sevizie cui aveva preso l'abitudine di sottoporre le prostitute e le giovani mendicanti che raccoglieva per strada.

Occorre però tener presente lo stretto legame tra la raffinatezza provenzale e la famiglia del Marchese, che poteva vantare una genealogia discendente da quella Laura de Noves cantata da Petrarca. Anche uno zio erudito del Marchese, l'abate Paul-Aldonse de Sade, che aveva curato per qualche tempo la sua prima educazione, era un finissimo cultore dell'eleganza umanistica e, negli stessi anni in cui furono concepiti questi versi, componeva certe sue “Mémoires pour la vie de François Pétrarque”.

(Fonte: G. Lély, Vita del Marchese de Sade)

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Scontata ma rende bene l idea

Messaggio  tristania il Gio Giu 26, 2014 9:59 pm


Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

E. Montale
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