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Messaggio  Loki* il Lun Nov 17, 2014 5:46 pm

"D’improvviso, come se un destino chirurgo mi avesse operato di una vecchia cecità con immediati grandi risultati, sollevo il capo, della mia anonima vita, verso la conoscenza nitida di come esisto. E vedo che tutto ciò che ho fatto, tutto ciò che ho pensato, tutto ciò che sono stato, è una specie di inganno e di follia. Mi meraviglio di non essere riuscito a vederlo. Mi stupisco di quello che sono stato, vedendo che alla fine non sono.Guardo, come in una distesa al sole che irrompe fra le nuvole, la mia vita passata; e noto, con uno spasimo metafisico, che tutti i miei gesti più sicuri, le mie idee più chiare, e i miei propositi più logici, in fondo, non sono stati che una ubriacatura innata, una follia naturale, una immensa ignoranza. Non mi sono neppure recitato. Sono stato recitato. Sono stato, non l’attore, ma i suoi gesti.Tutto quello che sono stato, che ho fatto, che ho pensato, è una somma di subordinate, o una entità falsa che ho ritenuta mia, perché ho agito da essa verso l’esterno, al peso di circostanze che ho scambiato con l’aria che respiravo. Sono, in questo momento in cui mi sto vedendo, un improvviso solitario, che si ritrova esiliato nel luogo in cui si è sentito sempre cittadino. Nel più intimo di ciò che ho pensato non sono stato io.Sono assalito, allora, dal panico sarcastico della vita, una sfiducia che oltrepassa i confini della mia individualità cosciente. So che sono stato errore e sviamento, che non ho mai vissuto, che sono esistito solamente perché ho riempito il tempo con coscienza e riflessione. E la sensazione che ho di me è quella di colui che si desta dopo un sonno pieno di sogni reali, o quella di colui che viene liberato, a causa di un terremoto, da un carcere semibuio a cui si era abituato.Mi pesa, realmente mi pesa, come una condanna a conoscere, questa nozione repentina della mia vera identità, di questa che ha sempre viaggiato sonnolenta tra ciò che sente e ciò che vede.È davvero difficile descrivere cosa si provi quando si sente che realmente si esiste, e che l’anima è una entità reale, da non sapere quali siano le parole umane con cui io la possa definire. Non so se ho la febbre, come sento, se ho smesso di avere la febbre, di essere un dormiglione della vita. Sì, ripeto, sono come un viaggiatore che all’improvviso si ritrovi in una cittadina estranea senza sapere come ci è arrivato; e mi viene da pensare ai casi di coloro che perdono la memoria, e sono altri per molto tempo. Sono stato un altro per molto tempo – dalla nascita e dalla coscienza –, e mi desto ora in mezzo al ponte, affacciato sul fiume, con la consapevolezza che esisto più fermamente di ciò che sono stato finora. Ma la città mi è sconosciuta, le strade nuove, e la malattia senza cura. Aspetto affacciato al ponte, che mi passi la verità, e io mi ricostituisca nullo e fittizio, intelligente e naturale.È stato un momento, e già è passato. Vedo ora i mobili che ho attorno, i disegni sul vecchio rivestimento di carta delle pareti, il sole che filtra dalle vetrate impolverate. Ho visto la verità per un momento. Sono stato per un momento, con piena coscienza, quello che i grandi uomini sono verso la vita. Ne ricordo gli atti e le parole, e non so se non sono stati anch’essi tentati vittoriosamente dal Demone della Realtà. Non sapere di sé è vivere. Sapere poco di sé è pensare. Sapere di sé, all’improvviso, come in questo momento lustrale, è avere in un attimo la nozione della monade intima, della parola magica dell’anima. Ma questa luce improvvisa brucia tutto, consuma tutto. Ci lascia nudi persino di noi stessi.È stato solo un momento, e mi sono visto. Ma ora non so neppure dire cosa sia stato. E, alla fine, ho sonno, perché, non so perché, penso che il senso è dormire."


Questo è ciò che succede quando ho il "vuoto", quando credo di dissociarmi e invece è un momento pieno, colmo.. e tanta consapevolezza sembra proprio tutto l'opposto.
Come un pensiero di un altro livello, superiore...che poi scompare...ne resta il ricordo ma non la piena comprensione...e si ricade negli stessi schemi.E di nuovo un gran casino.
Perché noi ci arriviamo alle soluzioni, alle "grandi verità"...il problema è che non riusciamo a tenerle a mente...almeno nel mio caso
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Loki*

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