Come sono uscito dalla depressione

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  mattia91 il Dom Ago 18, 2013 11:12 pm

avevo 9 anni quando è successo quello di cui parlavo e poi ne sono successe tante altre, più imprinting di così.

Mi sembra di capire che quello che mi dici tra le righe è che la tua situazione è ben più grave, che tu non ne puoi uscire, io ho scalato una collina, tu devi scavare l'everest.
Da quanto ho capito in questi anni di ricerca,noi pensiamo che i nostri problemi, o quelli che consideriamo tali, sono sempre peggiori di quelli altrui.
In realtà questo è solo un ingranaggio di un meccanismo volto a CONSERVARE lo stato attuale delle cose, PERPETRARLO e mantenerci INDISTURBATI nella nostra indulgenza. In fondo tutto è stato GIUSTIFICATO razionalmente e ogni tentativo di ribellione, creato da quella parte di noi che sa quanto tutto questo sia assurdo, è stato represso.
Se ti senti ''disturbato" dalle mie parole sappi che quello che provi è un'altro ingranaggio dello stesso meccanismo.

Avete ragione a dubitare del "miracolo" che mi è accaduto, questo è come l'ho avvertito sul momento, in realtà è stata la prima fogliolina di un orto che ho rastrellato, togliendo le erbaccie, annaffiato, in cui ho seminato e aspettato per tanto tempo.
Se credete che il mio cammino sia terminato sbagliate di grosso, io attualmente vivo la mia vita al massimo delle mie possibilità, ma sto sempre attento, ogni giorno, non la domenica o il primo dell'anno, ogni santo giorno.
Inoltre mi impegno quotidianamente per aumentare la consapevolezza di me stesso, dove c'è consapevolezza non può esserci dolore.

Mi rivolgo a te ma parlo a tutti quanti, cosa credi porrà termine alla tua sofferenza? una promozione? una persona che piove dal cielo? una vincita al superenallotto?

Niente di tutto questo te lo posso assicurare.
A mio avviso non si può uscire dalla depressione o da quel malessere senza nome senza capire noi stessi, come funzioniamo e come interagiamo con la realtà.
Se il cambiamento è solo esteriore è destinato a durare poco.
Se ad esempio io mi fossi messo con quella ragazza senza però pormi delle domande, tre settimane dopo, quando è finita, tutto sarebbe tornato allo stato precedente, aggravato però dal fatto che nel mio bagaglio di esperienze adesso c'era un fallimento in più, l'ennesima riprova che la mia vita faceva schifo. Invece no, per fortuna non è andata così, ho scelto di cambiare e di capirmi, non mi sono fermato all'apparenza, alla superficie.

Vi consiglio caldamente il film documentario "Lo sfidante", mi è stato di grande aiuto nel consolidare il mio cambiamento.
Lo trovate su youtube, è piuttosto esaustivo, non parla di depressione ma può aiutarvi a capire molte cose che io personalmente adesso trovo ben oltre la soglia dell'indispensabile.
Guardatelo, dura un bel po' ma ne vale la pena, al limite potrete archiviare quelle informazioni come avete sempre fatto con chi ha cercato di riportare in voi la luce: " si certo, come no, tutte stronzate", e continuare a fare le stesse scelte per tutta la vita, con l'unico e scientificamente dimostrabile risultato di ottenere sempre la stessa reazione, in questo caso, il dolore.


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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  merla il Lun Ago 19, 2013 12:17 am

mattia91 ha scritto:
Guardatelo, dura un bel po' ma ne vale la pena, al limite potrete archiviare quelle informazioni come avete sempre fatto con chi ha cercato di riportare in voi la luce: " si certo, come no, tutte stronzate", e continuare a fare le stesse scelte per tutta la vita, con l'unico e scientificamente dimostrabile risultato di ottenere sempre la stessa reazione, in questo caso, il dolore.
però al di là di tutti potresti semplicemente pensare che chi non riesce a uscire da determinate situazioni, semplicemente sia una persona diversa da te?
non c'è necessariamente una valutazione di merito, di più grave o meno grave, ma non c'è necessariamente un atteggiamento di rifiuto a priori.
che poi anche se ci fosse un rifiuto a priori, probabilmente di fondo ci sarebbe una ragione che non si riesce a comprendere o a tirar fuori per quel che è.

insomma, nessuno ti ha contestato che tu abbia trovato la Tua strada. Puoi tollerare che la tua sia la tua, anche se non è quella di tutti/tanti/alcuni altri?

mi sembra tollerabile. Smile
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  canterel II il Lun Ago 19, 2013 12:45 am

perdona, mattia91, ho letto i tuoi interventi e colgo la genuina espressione delle tue convinzioni e la bontà della tua intenzione.
trovo anche che i tuoi discorsi contengano ottime intuizioni, e pure sviluppi germogliati da queste, a testimonianza del fatto che quello che presenti qui è il frutto di un percorso. grazie.

voglio anche presentarti qualche impressione spassionata: considerali spunti dialettici che puoi sistemare come vuoi e non obiezioni al fatto che tu abbia maturato una peculiare visione delle cose. mi sta benissimo che pensi come la pensi e che scriva come scrivi.
tra le basi del tuo discorso c'è il rifiuto di considerare la depressione come un elemento che costituisce e che vale l'identità di una persona, e in linea di massima mi trovi d'accordo. proprio su questa base, però, fatico a capire la sicurezza con cui ritieni di poter presentare le tue parole e il tuo percorso come Le Parole ed Il Percorso per Il Depresso. se l'identità delle persone non si appiattisce e non si livella nella depressione, forse allora neppure si appiattisce e si livella nell'unica e paradigmatica forma dell'esperienza di superamento della depressione che è stata la tua, e che vieni a presentare.

come altri utenti mi sembra ti suggeriscano, non è vero solo per te che uscire dalla depressione significa smontare dei meccanismi e degli atteggiamenti, ma non è detto che ciò accada con gli stessi tempi e sotto la guida degli stessi simboli e concetti per tutti, né appare ovvio che chiunque, con tutte le variabili esperienziali e fisiologiche che si danno sotto la volta celeste, possa riuscire nell'intento con la sola intuizione interiore e con l'ausilio di buone regole di condotta e di una fede incrollabile.

se fosse così, non staremmo neanche a parlarne, perché - avanzo questo parere davvero con molto rispetto - credo non siano pochi gli individui che hanno occasione di costruire argomenti simili a quelli che proponi, e di prenderli in considerazione.
credo che chi ti ha risposto in questo thread non intendesse tanto avanzare il dubbio che tu abbia dovuto affrontare veri problemi e situazioni dolorose, quanto invitarti ad accettare il fatto che non siamo uno, ma molti, e questo aspetto misterioso dell'umano non si può eliminare ma va accettato. ciascuno codifica il proprio alfabeto, la propria sintassi, e con essi fa le proprie magie. ascoltare i miti dei vicini ci consente di attingere alle fonti che ci servono per ricostruire il repertorio, che diventa nostro, facendo delle scelte. funziona così.

facendo quadrato attorno all'idea che condividere la tua esperienza debba servire come un atto di comunicazione immediata e quasi magica del suo valore, per mostrare la luce agli altri, e non piuttosto per dare a chi lo vuole un utile elemento di confronto, rischi un po' di assumere toni, perdona, profetici.


poi, è una cosa che accade di frequente sul forum, e non c'è niente di male (credo sia dovuta almeno in parte al modo stesso della comunicazione, mancando l'interazione con i singoli), ma il fatto di porsi in questo spazio rivolgendosi sistematicamente ad un "voi" indistinto, alla lunga non è un vizio formale, ma un elemento che modifica la stessa prospettiva attraverso la quale percepiamo le persone e la realtà.
scusa la lunghezza dei miei appunti, ma non mi è facile spiegare perché si tratta di sfumature, cose sottili, e infatti chiudo ribadendo che ad ogni modo credo sia un'ottima cosa se una persona viene a esporsi come hai fatto tu e a ricordare l'importanza dei principi che hai posto.


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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  VuotoAperdere il Lun Ago 19, 2013 1:18 am

mattia91 ha scritto:avevo 9 anni quando è successo quello di cui parlavo e poi ne sono successe tante altre, più imprinting di così.

Mi sembra di capire che quello che mi dici tra le righe è che la tua situazione è ben più grave, che tu non ne puoi uscire, io ho scalato una collina, tu devi scavare l'everest.

Se ti senti ''disturbato" dalle mie parole sappi che quello che provi è un'altro ingranaggio dello stesso meccanismo.


Vi consiglio caldamente il film documentario "Lo sfidante", mi è stato di grande aiuto nel consolidare il mio cambiamento.


Assolutamente no, non mi sento "disturbato" se intendi questo come sana forma d'invidia nei confronti dei tuoi risultati. Piuttosto sono ammirato. Paradossalmente, ti dirò che la cosa che più mi preoccupa è proprio questa: se la tua storia di rinascita non riesce a generarmi quello per cui tu scrivi, e cioè uno sprone a provarci, significa probabilmente che, ahimè, la mia batteria è esaurita, che non riesco nemmeno più a far scoccare quella scintilla che potrebbe rappresentare l'inizio di un nuovo tentativo. Io sono 30 anni che combatto contro i miei fantasmi, e se sono ancora qui significa di certo che la voglia di vivere c'è sempre stata, ma a differenza tua non ho mai trovato quell'illuminazione che ni consentisse di analizzare le cose da un altro punto di vista. E riuscire a trovarla a 40, è ben più difficile che a 20, innanzitutto perchè la battaglia ti logora, e mentre passa il tempo, contemporaneamente si infittisce quella ragnatela che ti impedisce di agire e compiere scelte consapevoli (cioè senza i retaggi che si sono consolidati nella tua mente). La maggior parte degli animali (anche animali cacciatori) nati e cresciuti per anni in cattività, reinseriti nel loro ambiente naturale muoiono.
Vorrei solo sottolinearti che il lavoro che faccio, nonostante la sua natura di cui ti dicevo, non mi dispiace nemmeno, non è e non è mai stato determinante nel farmi piombare nella mia condizione, i miei problemi arrivano da molto lontano.
Detto questo guarderò il video che consigli, ciao.
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  mattia91 il Lun Ago 19, 2013 11:23 am

canterel II ha scritto:perdona, mattia91, ho letto i tuoi interventi e colgo la genuina espressione delle tue convinzioni e la bontà della tua intenzione.
trovo anche che i tuoi discorsi contengano ottime intuizioni, e pure sviluppi germogliati da queste, a testimonianza del fatto che quello che presenti qui è il frutto di un percorso. grazie.

voglio anche presentarti qualche impressione spassionata: considerali spunti dialettici che puoi sistemare come vuoi e non obiezioni al fatto che tu abbia maturato una peculiare visione delle cose. mi sta benissimo che pensi come la pensi e che scriva come scrivi.
tra le basi del tuo discorso c'è il rifiuto di considerare la depressione come un elemento che costituisce e che vale l'identità di una persona, e in linea di massima mi trovi d'accordo. proprio su questa base, però, fatico a capire la sicurezza con cui ritieni di poter presentare le tue parole e il tuo percorso come Le Parole ed Il Percorso per Il Depresso. se l'identità delle persone non si appiattisce e non si livella nella depressione, forse allora neppure si appiattisce e si livella nell'unica e paradigmatica forma dell'esperienza di superamento della depressione che è stata la tua, e che vieni a presentare.

come altri utenti mi sembra ti suggeriscano, non è vero solo per te che uscire dalla depressione significa smontare dei meccanismi e degli atteggiamenti, ma non è detto che ciò accada con gli stessi tempi e sotto la guida degli stessi simboli e concetti per tutti, né appare ovvio che chiunque, con tutte le variabili esperienziali e fisiologiche che si danno sotto la volta celeste, possa riuscire nell'intento con la sola intuizione interiore e con l'ausilio di buone regole di condotta e di una fede incrollabile.

se fosse così, non staremmo neanche a parlarne, perché - avanzo questo parere davvero con molto rispetto - credo non siano pochi gli individui che hanno occasione di costruire argomenti simili a quelli che proponi, e di prenderli in considerazione.
credo che chi ti ha risposto in questo thread non intendesse tanto avanzare il dubbio che tu abbia dovuto affrontare veri problemi e situazioni dolorose, quanto invitarti ad accettare il fatto che non siamo uno, ma molti, e questo aspetto misterioso dell'umano non si può eliminare ma va accettato. ciascuno codifica il proprio alfabeto, la propria sintassi, e con essi fa le proprie magie. ascoltare i miti dei vicini ci consente di attingere alle fonti che ci servono per ricostruire il repertorio, che diventa nostro, facendo delle scelte. funziona così.

facendo quadrato attorno all'idea che condividere la tua esperienza debba servire come un atto di comunicazione immediata e quasi magica del suo valore, per mostrare la luce agli altri, e non piuttosto per dare a chi lo vuole un utile elemento di confronto, rischi un po' di assumere toni, perdona, profetici.


poi, è una cosa che accade di frequente sul forum, e non c'è niente di male (credo sia dovuta almeno in parte al modo stesso della comunicazione, mancando l'interazione con i singoli), ma il fatto di porsi in questo spazio rivolgendosi sistematicamente ad un "voi" indistinto, alla lunga non è un vizio formale, ma un elemento che modifica la stessa prospettiva attraverso la quale percepiamo le persone e la realtà.
scusa la lunghezza dei miei appunti, ma non mi è facile spiegare perché si tratta di sfumature, cose sottili, e infatti chiudo ribadendo che ad ogni modo credo sia un'ottima cosa se una persona viene a esporsi come hai fatto tu e a ricordare l'importanza dei principi che hai posto.  

Ciao canterel ho letto due volte il tuo post ma nonostante questo non capisco dove vuoi arrivare.
Secondo me identificarsi nella depressione è sbagliato universalmente perchè ho la profonda convinzione che il dolore sia solo una parte dell'esperienza umana e non l'uomo. La trovo assurda come cosa, come l'identificazione col proprio passato o col proprio lavoro o condizione sociale.

Comprendo che quel voi che mi hai fatto notare può rimandare ad una separazione tra me e gli altri utenti, ma è una separazione che io non avverto nel profondo, solo a livello mentale la utilizzo appositamente per mantenere il distacco con le idee che leggo qui. Come ho già detto faccio molta attenzione.
Non è che vedo voi come delle persone cupe e e nere e io bello qui splendente in pace perpetua. Io negli utenti e nelle altre persone che soffrono di depressione vedo una parte del mio passato e questo mi porta ad un profondo senso di comunione.
Però devo mantenere il distacco da certe idee. E' molto facile rendersi conto di come le parole possano influenzare chi ci sta attorno e io sono un essere umano come voi, non un santo.

Ho inasprito il tono di ciò che dico perchè ad un certo punto lo feci esattamente anche con me, poichè mi trovavo davvero avanti a livello ideologico e molto indietro nelle azioni e per farmi scattare adottai una politica più severa diciamo.

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  canterel II il Lun Ago 19, 2013 12:35 pm

mattia91 ha scritto:
Ciao canterel ho letto due volte il tuo post ma nonostante questo non capisco dove vuoi arrivare.
Secondo me identificarsi nella depressione è sbagliato universalmente perchè ho la profonda convinzione che il dolore sia solo una parte dell'esperienza umana e non l'uomo. La trovo assurda come cosa, come l'identificazione col proprio passato o col proprio lavoro o condizione sociale.

Comprendo che quel voi che mi hai fatto notare può rimandare ad una separazione tra me e gli altri utenti, ma è una separazione che io non avverto nel profondo, solo a livello mentale la utilizzo appositamente per mantenere il distacco con le idee che leggo qui. Come ho già detto faccio molta attenzione.
Non è che vedo voi come delle persone cupe e e nere e io bello qui splendente in pace perpetua. Io negli utenti e nelle altre persone che soffrono di depressione vedo una parte del mio passato e questo mi porta ad un profondo senso di comunione.
Però devo mantenere il distacco da certe idee. E' molto facile rendersi conto di come le parole possano influenzare chi ci sta attorno e io sono un essere umano come voi, non un santo.

Ho inasprito il tono di ciò che dico perchè ad un certo punto lo feci esattamente anche con me, poichè mi trovavo davvero avanti a livello ideologico e molto indietro nelle azioni e per farmi scattare adottai una politica più severa diciamo.
quello che ho provato a scriverti, nonostante la prolissità del mio ragionamento, è proprio che "voi" è un soggetto inesistente a cui rivolgersi, e che non è operazione esente da rischi di distorsione proiettare un pezzo del tuo passato sulle vite di individui sconosciuti che lasciano traccia di sé su questo forum.
penso che sul forum sia utile considerare una ragionevole distinzione tra sé e gli altri, ed anche tra ciascuno di coloro che categorizziamo come altri.
non è detto che sia efficace riportare sugli altri - ciascuno dei quali ha una sua storia - gli espedienti e i modi che sono stati utili alla tua riscossa solo perché sai che per te hanno funzionato: ci sono modi, tempi e situazioni adatte per essere aspri con se stessi, e modi diversi, tempi diversi, situazioni diverse per essere severi con gli altri. onestamente non credo che ci siano buone basi per essere aspro e severo con persone che non conosci, non hanno rapporto con te e non sono fisicamente presenti: neanche in funzione del fine. dopo di che, sei libero di inasprire i toni, come chi ti legge è libero di trarne le sue considerazioni e rispondere, nei limiti del rispetto reciproco.

trattando gli altri come tratti te stesso, e presumendo di innescare negli altri direttamente gli stessi processi che induci in te stesso nella tua esperienza interiore, comunichi certamente la sincerità e la bontà delle tue intenzioni, come ti ho già scritto. allo stesso tempo, però, trascuri il fatto che così come non puoi comandare al braccio di qualcun altro di sollevarsi nello stesso modo in cui attraverso i tuoi fasci nervosi disponi del tuo braccio, così può succedere che ti impegni a fondo per uno scopo lodevole su questo forum, ma con risultati che potrebbero non soddisfarti per il semplice motivo che in questa sede non hai forse il potere di ricreare il coinvolgimento e la chimica particolare che hanno dato a te una grande forza, ma puoi più realisticamente ed efficacemente descrivere cosa ti è successo - e di questo ti ringrazio.
se non ti sembra di suscitare l'insight in chi ti legge, nonostante la profondità e la forza della tua esperienza, credo che non sia necessario attribuire il mancato effetto di liberazione alla refrattarietà, alla cupezza e all'atteggiamento viziato degli utenti, altrimenti, credo, si pone la possibilità che tu finisca per identificare le persone che interagiscono con te su questo spazio con la condizione della loro supposta depressione, nel momento in cui spieghi i loro ragionamenti, e l'eventuale mancanza di risonanza con i tuoi, attribuendoli alla depressione.

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  mattia91 il Lun Ago 19, 2013 1:23 pm

ok ora ho afferrato, ti ringrazio per la tua spiegazione.
Mi rendo conto della diversità di esperienze e della situazione di vita delle persone e dei diversi utenti di questo forum.
Io in primis voglio rassicurarvi, anzi, assicurarvi che una via d'uscita c'è. Posso inoltre dare l'esempio e mettere a disposizione la mia esperienza personale.

In ogni caso, c'è un effettiva somiglianza in tutte le nostre situazioni, non voglio dire che se è depressione allora è uguale per tutti, ma piuttosto sottolineare che, se ad esempio è possibile una psicologia, intesa come studio della mente umana è perchè i meccanismi di funzionamento della nostra mente sono tutti uguali. L'impalcatura è la stessa e la facciata, l'arredamento, la suddivisione in piani è diversa da individua a individuo.
Se consideriamo l'impalcatura da quel punto di vista siamo tutti uguali e secondo me è utile concentrarsi anche su quella perchè l'esperienza varia da persona a persona e varia ampiamente anche il modo in cui la interpretiamo.

Secondo le mie attuali credenze, supportate tra l'altro da filoni scientifici e da esperienze di vita, chiunque può godere di una vita sana e felice, nonostante la sua età o le sue esperienze di vita che spesso, invece che arricchirci costituiscono un limite, questo è universalmente valido e dimostrabile.

Non voglio dare la panacea di tutti i mali solo perchè per me ha funzionato, voglio (in realtà se fosse possibile lo pretenderei, ma non posso) che tutti sappiate che potete essere felici. La strada è diversa per ognuno di noi, su questo non c'è dubbio, può anche essere che qualcuno su questo forum segua la strada che ho seguito io e ne esca.
Ricostruendo il mio percorso la mia strada in sintesi è sta questa.

Sono stato seguito da una psicoterapeuta e di tanto in tanto da una psichiatra.
Ho letto molti libri di cui un 2% mi ha aiutato veramente, non perchè fossero migliori degli altri, ma perchè parlavano la mia lingua.
Ho provato tanti modi di agire e tante filosofia di vita finchè non ho trovati quelli più consoni per me.
Ho messo in dubbio tutto quanto, a partire da chi sono.
Ho cercato attivamente di uscire da quello stato che piano piano ho cominciato a vedere come ''estraneo'' all'essere umano, partendo dal presupposto che la sofferenza non può essere lo stato naturale delle cosa ma che, come del resto ogni cosa nell'universo, ha delle cause ben precise.
Molte volte ho agito senza aspettarmi niente, senza motivazione, senza voglia, ma l'ho fatto e ne sono stato ripagato.
Mi sono rotto le palle di star male. Come dice Eckart Tolle, un insegnante spirituale in cui mi sono un po' ritrovato anche per esperienza di vita,anche lui si è risvegliato all'improvviso a seguito di una forte depressione ed ha poi continuato a migliorarsi e oggi insegna ciò che ha imparato, nonostante sia oggetto di critiche continue, lui afferma che troveremo la pace solo quando saremo del tutto stufi di soffrire. Io lo ero, non ne potevo più, era per me diventato insopportabile, al di là di ogni mia immaginazione.

Guardando i passato mi son reso conto però che non era necessario tutto quel dolore e d è questo che vorrei trasmettervi, è anche vero che adesso ho raggiunto un livello di consapevolezza che allora non avevo e quindi forse non avrei potuto ''accettare la sfida'', anche se i segnali non mancavano affatto.

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  VuotoAperdere il Gio Ago 22, 2013 3:30 pm

mattia91 ha scritto:
Vi consiglio caldamente il film documentario "Lo sfidante", mi è stato di grande aiuto nel consolidare il mio cambiamento.
Lo trovate su youtube, è piuttosto esaustivo, non parla di depressione ma può aiutarvi a capire molte cose che io personalmente adesso trovo ben oltre la soglia dell'indispensabile.
Guardatelo, dura un bel po' ma ne vale la pena, al limite potrete archiviare quelle informazioni come avete sempre fatto con chi ha cercato di riportare in voi la luce: " si certo, come no, tutte stronzate", e continuare a fare le stesse scelte per tutta la vita, con l'unico e scientificamente dimostrabile risultato di ottenere sempre la stessa reazione, in questo caso, il dolore.

Ho visto metà del video che hai consigliato...
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  mattia91 il Ven Ago 23, 2013 1:02 pm

VuotoAperdere ha scritto:
mattia91 ha scritto:
Vi consiglio caldamente il film documentario "Lo sfidante", mi è stato di grande aiuto nel consolidare il mio cambiamento.
Lo trovate su youtube, è piuttosto esaustivo, non parla di depressione ma può aiutarvi a capire molte cose che io personalmente adesso trovo ben oltre la soglia dell'indispensabile.
Guardatelo, dura un bel po' ma ne vale la pena, al limite potrete archiviare quelle informazioni come avete sempre fatto con chi ha cercato di riportare in voi la luce: " si certo, come no, tutte stronzate", e continuare a fare le stesse scelte per tutta la vita, con l'unico e scientificamente dimostrabile risultato di ottenere sempre la stessa reazione, in questo caso, il dolore.

Ho visto metà del video che hai consigliato...
Sono contento di averti suscitato interesse:) ti è piaciuto? la seconda metà è la più importante perchè da consigli pratici per la ribalta:)
Come ti è sembrato? ti sei ritrovato in qualcosa?

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  piquemal il Ven Ago 23, 2013 2:59 pm

Ora, una pratica di evangelizzazione per mezzo forum mi pare cosa gratificante e detersivicante coscienza soprattutto per chi la compie, ruolo quanto mai impegnativo, di spirito ardito mosso dalla spada dietro veste agnellica, che richiede folgorazione sulla via, solida resistenza a tentazioni dell'avversario, sbocco certificato tra valorosi delle ONG o nelle chiese di periferia o centro urbano popolato da schiatte di derelitti di alfabetismo incerto o di parlare altro, se il tocco è sincero e la chiamata definitoria oppormi come potrei?, ma ammirarmi di cotanto impegno profuso nell'aiutare l'altro ad avvicinarsi a Colui-che-mai-si-dice, dimenticando guerre, soprusi, conflitti di classe e tra servo-padrone, tradimento della parola data, andirivieni, dubbi dall'amletico sentore, incubi kafkiani, imprese folli donchisciottesche, subconsci inaddomesticabili, spirito ludico per l'eversione e l'eresia, curiosità senza filtro, superuomini, sogni e visioni provocati da disfattissimi antieroi del rock'n roll, antieroi in generale, che di eroi, martiri, annunciatori, apocalittici...o anche solo immagini libidiche che rinnovano vitalità, fuoco, fertilità?, movimento rispetto alla placida veduta dalle alte sfere, situate certamente in qualche loco tra i giganti gassosi.

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  VuotoAperdere il Ven Ago 23, 2013 9:54 pm

mattia91 ha scritto:
VuotoAperdere ha scritto:
mattia91 ha scritto:
Vi consiglio caldamente il film documentario "Lo sfidante", mi è stato di grande aiuto nel consolidare il mio cambiamento.
Lo trovate su youtube, è piuttosto esaustivo, non parla di depressione ma può aiutarvi a capire molte cose che io personalmente adesso trovo ben oltre la soglia dell'indispensabile.
Guardatelo, dura un bel po' ma ne vale la pena, al limite potrete archiviare quelle informazioni come avete sempre fatto con chi ha cercato di riportare in voi la luce: " si certo, come no, tutte stronzate", e continuare a fare le stesse scelte per tutta la vita, con l'unico e scientificamente dimostrabile risultato di ottenere sempre la stessa reazione, in questo caso, il dolore.

Ho visto metà del video che hai consigliato...
Sono contento di averti suscitato interesse:) ti è piaciuto? la seconda metà è la più importante perchè da consigli pratici per la ribalta:)
Come ti è sembrato? ti sei ritrovato in qualcosa?
eh no allora prima devo guardare la seconda parte lol! 
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  mattia91 il Sab Ago 24, 2013 2:13 am

piquemal ha scritto:Ora, una pratica di evangelizzazione per mezzo forum mi pare cosa gratificante e detersivicante coscienza soprattutto per chi la compie, ruolo quanto mai impegnativo, di spirito ardito mosso dalla spada dietro veste agnellica, che richiede folgorazione sulla via, solida resistenza a tentazioni dell'avversario, sbocco certificato tra valorosi delle ONG o nelle chiese di periferia o centro urbano popolato da schiatte di derelitti di alfabetismo incerto o di parlare altro, se il tocco è sincero e la chiamata definitoria oppormi come potrei?, ma ammirarmi di cotanto impegno profuso nell'aiutare l'altro ad avvicinarsi a Colui-che-mai-si-dice, dimenticando guerre, soprusi, conflitti di classe e tra servo-padrone, tradimento della parola data, andirivieni, dubbi dall'amletico sentore, incubi kafkiani, imprese folli donchisciottesche, subconsci inaddomesticabili, spirito ludico per l'eversione e l'eresia, curiosità senza filtro, superuomini, sogni e visioni provocati da disfattissimi antieroi del rock'n roll, antieroi in generale, che di eroi, martiri, annunciatori, apocalittici...o anche solo immagini libidiche che rinnovano vitalità, fuoco, fertilità?, movimento rispetto alla placida veduta dalle alte sfere, situate certamente in qualche loco tra i giganti gassosi.
Ammiro molto il tuo stile e il tuo linguaggio forbito, ma ti devo confessare che non ci ho capito molto:)

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Messaggio  mattia91 il Sab Ago 24, 2013 2:14 am

VuotoAperdere ha scritto:
mattia91 ha scritto:
VuotoAperdere ha scritto:
mattia91 ha scritto:
Vi consiglio caldamente il film documentario "Lo sfidante", mi è stato di grande aiuto nel consolidare il mio cambiamento.
Lo trovate su youtube, è piuttosto esaustivo, non parla di depressione ma può aiutarvi a capire molte cose che io personalmente adesso trovo ben oltre la soglia dell'indispensabile.
Guardatelo, dura un bel po' ma ne vale la pena, al limite potrete archiviare quelle informazioni come avete sempre fatto con chi ha cercato di riportare in voi la luce: " si certo, come no, tutte stronzate", e continuare a fare le stesse scelte per tutta la vita, con l'unico e scientificamente dimostrabile risultato di ottenere sempre la stessa reazione, in questo caso, il dolore.

Ho visto metà del video che hai consigliato...
Sono contento di averti suscitato interesse:) ti è piaciuto? la seconda metà è la più importante perchè da consigli pratici per la ribalta:)
Come ti è sembrato? ti sei ritrovato in qualcosa?
eh no allora prima devo guardare la seconda parte lol! 
Da molti spunti per cominciare ad agire, guardalo e poi fammi sapere che ne pensi:)

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  VuotoAperdere il Dom Ago 25, 2013 10:47 pm

mattia91 ha scritto:
VuotoAperdere ha scritto:
mattia91 ha scritto:
VuotoAperdere ha scritto:
mattia91 ha scritto:
Vi consiglio caldamente il film documentario "Lo sfidante", mi è stato di grande aiuto nel consolidare il mio cambiamento.
Lo trovate su youtube, è piuttosto esaustivo, non parla di depressione ma può aiutarvi a capire molte cose che io personalmente adesso trovo ben oltre la soglia dell'indispensabile.
Guardatelo, dura un bel po' ma ne vale la pena, al limite potrete archiviare quelle informazioni come avete sempre fatto con chi ha cercato di riportare in voi la luce: " si certo, come no, tutte stronzate", e continuare a fare le stesse scelte per tutta la vita, con l'unico e scientificamente dimostrabile risultato di ottenere sempre la stessa reazione, in questo caso, il dolore.

Ho visto metà del video che hai consigliato...
Sono contento di averti suscitato interesse:) ti è piaciuto? la seconda metà è la più importante perchè da consigli pratici per la ribalta:)
Come ti è sembrato? ti sei ritrovato in qualcosa?
eh no allora prima devo guardare la seconda parte lol! 
Da molti spunti per cominciare ad agire, guardalo e poi fammi sapere che ne pensi:)
Ho visto anche la seconda parte. Ma quali punti ti hanno aiutato dal punto di vista pratico? Per esempio capire che l'abitudine è causa dello sfidante? Che bisogna spezzare questa catena?
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  mattia91 il Lun Ago 26, 2013 6:10 pm

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Vi consiglio caldamente il film documentario "Lo sfidante", mi è stato di grande aiuto nel consolidare il mio cambiamento.
Lo trovate su youtube, è piuttosto esaustivo, non parla di depressione ma può aiutarvi a capire molte cose che io personalmente adesso trovo ben oltre la soglia dell'indispensabile.
Guardatelo, dura un bel po' ma ne vale la pena, al limite potrete archiviare quelle informazioni come avete sempre fatto con chi ha cercato di riportare in voi la luce: " si certo, come no, tutte stronzate", e continuare a fare le stesse scelte per tutta la vita, con l'unico e scientificamente dimostrabile risultato di ottenere sempre la stessa reazione, in questo caso, il dolore.

Ho visto metà del video che hai consigliato...
Sono contento di averti suscitato interesse:) ti è piaciuto? la seconda metà è la più importante perchè da consigli pratici per la ribalta:)
Come ti è sembrato? ti sei ritrovato in qualcosa?
eh no allora prima devo guardare la seconda parte lol! 
Da molti spunti per cominciare ad agire, guardalo e poi fammi sapere che ne pensi:)
Ho visto anche la seconda parte. Ma quali punti ti hanno aiutato dal punto di vista pratico? Per esempio capire che l'abitudine è causa dello sfidante? Che bisogna spezzare questa catena?
Benissimo! Ti faccio i complimenti per aver centrato il punto, ho fatto vedere questo documentario a molti miei amici e si perdevano in questioni teoretiche, mentre quello che conta è concentrarsi sull'azione e sulla pratica.

Personalmente questo documentario mi ha aiutato a comprendere che le cose in cui mi identificavo erano solo delle sovrastrutture artificiali.
Trovo fondamentale questo punto. E' di massima importanza capire che noi non siamo "lo sfidante" o qualunque cosa esso rappresenti, che solo perchè abbiamo vissuto per tanto tempo sotto le sue grinfie non vuol dire che "è perchè siamo così".

Un' altro spunto di riflessione importante l'ho colto nella storiella finale: in quel momento ho preso coscienza che sarei morto, per davvero.

Nella pratica ho cominciato ad ascoltare costantemente i miei pensieri, all'inizio sembra quasi strano, poi diventa la normalità. Perchè è importante?
Quasi la totalità delle nostre azioni, eccetto quelle impulsive, scaturiscono da pensieri, siano essi suoni, immagini, parole.
Comincia a ascoltare i tuoi pensieri, riconoscendo quelli ad uso dello sfidante, volti a:
-Giudicare e quantificare ogni cosa senza una reale necessità o pertinenza
- Rimandare azioni volte al benessere o al miglioramento personale, o semplicemente a renderci felici
-Attribuire a qualcosa o qualcuno di esterno a noi la causa della nostra situazione di vita (è colpa di mia madre se sono...., è la società che mi rende...., è la politica, il cattivo tempo ecc)
- ecc ecc, il resto è ampiamente spiegato nel documentario.

Se ti accorgi che stai facendo questi pensieri, smetti immediatamente, senza paura, senza forzatura, senza metterti a parlare con quei pensieri, osservali e spariranno, ma soprattutto non lasciare che diventino azioni:

La tua situazione di vita attuale è il risultato di quei pensieri e delle azioni intraprese in funzione di essi. Quando pensi ad un immaginario futuro, lo stai creando.

Ho seguito il consiglio di praticare il silenzio interiore e personalmente mi ha aiutato tantissimo!
Ho cominciato facendo un minuto o due di meditazione al giorno e ho aumentato fino a raggiungere dieci minuti. Non serve meditare delle ore, una volta che hai imparato a mantenere il vuoto mentale per un minuto o due va benissimo perchè ogni qual volta vorrai un po' di pace potrai averla, sempre!

Ho inoltre lavorato molo sulle emozioni, nessuno mi aveva mai detto come fare, ho letto, mi sono informato e ho cominciato ad agire. Cosa credi che non provi più rabbia, tristezza o frustrazione? Eccome se le provo, ma adesso ho io il controllo, se sono deboli so come gestirle, se sono forti so come incanalarle in qualcosa di positivo. Ti faccio un esempio molto pratico, se ti capita di invidiare la gente, una volta che comprendi che quello che hanno loro lo puoi avere anche tu, nonostante il tuo passato, la tua età o la tua situazione attuale, l'invidia cessa di essere tale e diventa una forza propulsiva per il raggiungimento di quel determinato obiettivo.

Questi sono consigli che con me hanno funzionato, potrei parlarti per delle ore di tutte le tecniche che ho imparato in questi anni, ma ognuno di noi ha il suo percorso da fare, quindi scegli tu cosa ti fa stare meglio.

Ti posso però dire i tre ingredienti fondamentali per vincere la sfida:

1 Determinazione

2 Determinazione

3 Determinazione

Un altra cosa che ho capito dopo anni, non si smette mai di imparare e di migliorarsi, io volevo arrivare ad un punto nel quale avrei potuto sedermi sulla poltrona e dire, ce l'ho fatta. Non esiste quel punto, non smetto mai di migliorarmi, e lo faccio divertendomi, quello che prima mi terrorizzava adesso è una sfida in più da vincere.

Ti posso consigliare del materiale che potrebbe aiutarti:
- The secret (il film), se ti rendi conto che aldilà della favoletta c'è una realtà non molto dissimile da quella raccontata
-Intelligenza emotiva di Daniel Goleman
-Il potere di adesso di Eckart Tolle al quale si è ispirato il creatore de "lo sfidante"
-Te stesso al cento per cento di Wayne Dyer

Di libri ce n'è a bizzeffe e alcuni valgono veramente, ma solo nel momento in cui tu passi all'azione e modifichi fattivamente la tua condizione di vita.

Come film ti consiglio The Truman Show, non parla solo di media o del modello americano, parla anche di noi e di te.
Guardalo cercando di andare oltre la semplice trama, manda dei messaggi molto potenti.

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  VuotoAperdere il Mar Ago 27, 2013 2:12 pm

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Vi consiglio caldamente il film documentario "Lo sfidante", mi è stato di grande aiuto nel consolidare il mio cambiamento.
Lo trovate su youtube, è piuttosto esaustivo, non parla di depressione ma può aiutarvi a capire molte cose che io personalmente adesso trovo ben oltre la soglia dell'indispensabile.
Guardatelo, dura un bel po' ma ne vale la pena, al limite potrete archiviare quelle informazioni come avete sempre fatto con chi ha cercato di riportare in voi la luce: " si certo, come no, tutte stronzate", e continuare a fare le stesse scelte per tutta la vita, con l'unico e scientificamente dimostrabile risultato di ottenere sempre la stessa reazione, in questo caso, il dolore.

Ho visto metà del video che hai consigliato...
Sono contento di averti suscitato interesse:) ti è piaciuto? la seconda metà è la più importante perchè da consigli pratici per la ribalta:)
Come ti è sembrato? ti sei ritrovato in qualcosa?
eh no allora prima devo guardare la seconda parte lol! 
Da molti spunti per cominciare ad agire, guardalo e poi fammi sapere che ne pensi:)
Ho visto anche la seconda parte. Ma quali punti ti hanno aiutato dal punto di vista pratico? Per esempio capire che l'abitudine è causa dello sfidante? Che bisogna spezzare questa catena?
Benissimo! Ti faccio i complimenti per aver centrato il punto, ho fatto vedere questo documentario a molti miei amici e si perdevano in questioni teoretiche, mentre quello che conta è concentrarsi sull'azione e sulla pratica.

Personalmente questo documentario mi ha aiutato a comprendere che le cose in cui mi identificavo erano solo delle sovrastrutture artificiali.
Trovo fondamentale questo punto. E' di massima importanza capire che noi non siamo "lo sfidante" o qualunque cosa esso rappresenti, che solo perchè abbiamo vissuto per tanto tempo sotto le sue grinfie non vuol dire che "è perchè siamo così".

Un' altro spunto di riflessione importante l'ho colto nella storiella finale: in quel momento ho preso coscienza che sarei morto, per davvero.

Nella pratica ho cominciato ad ascoltare costantemente i miei pensieri, all'inizio sembra quasi strano, poi diventa la normalità. Perchè è importante?
Quasi la totalità delle nostre azioni, eccetto quelle impulsive, scaturiscono da pensieri, siano essi suoni, immagini, parole.
Comincia a ascoltare i tuoi pensieri, riconoscendo quelli ad uso dello sfidante, volti a:
-Giudicare e quantificare ogni cosa senza una reale necessità o pertinenza
- Rimandare azioni volte al benessere o al miglioramento personale, o semplicemente a renderci felici
-Attribuire a qualcosa o qualcuno di esterno a noi la causa della nostra situazione di vita (è colpa di mia madre se sono...., è la società che mi rende...., è la politica, il cattivo tempo ecc)
- ecc ecc, il resto è ampiamente spiegato nel documentario.

Se ti accorgi che stai facendo questi pensieri, smetti immediatamente, senza paura, senza forzatura, senza metterti a parlare con quei pensieri, osservali e spariranno, ma soprattutto non lasciare che diventino azioni:

La tua situazione di vita attuale è il risultato di quei pensieri e delle azioni intraprese in funzione di essi. Quando pensi ad un immaginario futuro, lo stai creando.

Ho seguito il consiglio di praticare il silenzio interiore e personalmente mi ha aiutato tantissimo!
Ho cominciato facendo un minuto o due di meditazione al giorno e ho aumentato fino a raggiungere dieci minuti. Non serve meditare delle ore, una volta che hai imparato a mantenere il vuoto mentale per un minuto o due va benissimo perchè ogni qual volta vorrai un po' di pace potrai averla, sempre!

Ho inoltre lavorato molo sulle emozioni, nessuno mi aveva mai detto come fare, ho letto, mi sono informato e ho cominciato ad agire. Cosa credi che non provi più rabbia, tristezza o frustrazione? Eccome se le provo, ma adesso ho io il controllo, se sono deboli so come gestirle, se sono forti so come incanalarle in qualcosa di positivo. Ti faccio un esempio molto pratico, se ti capita di invidiare la gente, una volta che comprendi che quello che hanno loro lo puoi avere anche tu, nonostante il tuo passato, la tua età o la tua situazione attuale, l'invidia cessa di essere tale e diventa una forza propulsiva per il raggiungimento di quel determinato obiettivo.

Questi sono consigli che con me hanno funzionato, potrei parlarti per delle ore di tutte le tecniche che ho imparato in questi anni, ma ognuno di noi ha il suo percorso da fare, quindi scegli tu cosa ti fa stare meglio.

Ti posso però dire i tre ingredienti fondamentali per vincere la sfida:

1 Determinazione

2 Determinazione

3 Determinazione

Un altra cosa che ho capito dopo anni, non si smette mai di imparare e di migliorarsi, io volevo arrivare ad un punto nel quale avrei potuto sedermi sulla poltrona e dire, ce l'ho fatta. Non esiste quel punto, non smetto mai di migliorarmi, e lo faccio divertendomi, quello che prima mi terrorizzava adesso è una sfida in più da vincere.

Ti posso consigliare del materiale che potrebbe aiutarti:
- The secret (il film), se ti rendi conto che aldilà della favoletta c'è una realtà non molto dissimile da quella raccontata
-Intelligenza emotiva di Daniel Goleman
-Il potere di adesso di Eckart Tolle al quale si è ispirato il creatore de "lo sfidante"
-Te stesso al cento per cento di Wayne Dyer

Di libri ce n'è a bizzeffe e alcuni valgono veramente, ma solo nel momento in cui tu passi all'azione e modifichi fattivamente la tua condizione di vita.

Come film ti consiglio The Truman Show, non parla solo di media o del modello americano, parla anche di noi e di te.
Guardalo cercando di andare oltre la semplice trama, manda dei messaggi molto potenti.
The Truman Show è nella top ten dei miei film di sempre Cool Primo, anche se non c'entra un ciufolo, "Le ali della libertà" con Tim Robbins Cool
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  piquemal il Mar Ago 27, 2013 2:38 pm

VuotoAperdere ha scritto:
The Truman Show è nella top ten dei miei film di sempre Cool Primo, anche se non c'entra un ciufolo, "Le ali della libertà" con Tim  Robbins
film diversi è vero, ma azzardo una linea comune, forse sbiadita per il taglio narrativo più o meno realistico che adottano i due film, nell'evasione da una realtà opprimente attraverso la fedeltà a se stessi, ricercata o coerentemente tenuta che sia.

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  Howl il Mar Ago 27, 2013 8:27 pm

Ciao Mattia,
io ho all'incirca la tua età, un anno in più.
Volevo chiederti: quale letture ti hanno più colpito e quali consiglieresti?
intendo quelle che ti hanno più stimolato a pensare e a intrudurti a nuove idee.

Ciao, sono molto felice per te

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  mattia91 il Ven Ago 30, 2013 3:16 am

VuotoAperdere ha scritto:
mattia91 ha scritto:
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mattia91 ha scritto:
VuotoAperdere ha scritto:
mattia91 ha scritto:
Vi consiglio caldamente il film documentario "Lo sfidante", mi è stato di grande aiuto nel consolidare il mio cambiamento.
Lo trovate su youtube, è piuttosto esaustivo, non parla di depressione ma può aiutarvi a capire molte cose che io personalmente adesso trovo ben oltre la soglia dell'indispensabile.
Guardatelo, dura un bel po' ma ne vale la pena, al limite potrete archiviare quelle informazioni come avete sempre fatto con chi ha cercato di riportare in voi la luce: " si certo, come no, tutte stronzate", e continuare a fare le stesse scelte per tutta la vita, con l'unico e scientificamente dimostrabile risultato di ottenere sempre la stessa reazione, in questo caso, il dolore.

Ho visto metà del video che hai consigliato...
Sono contento di averti suscitato interesse:) ti è piaciuto? la seconda metà è la più importante perchè da consigli pratici per la ribalta:)
Come ti è sembrato? ti sei ritrovato in qualcosa?
eh no allora prima devo guardare la seconda parte lol! 
Da molti spunti per cominciare ad agire, guardalo e poi fammi sapere che ne pensi:)
Ho visto anche la seconda parte. Ma quali punti ti hanno aiutato dal punto di vista pratico? Per esempio capire che l'abitudine è causa dello sfidante? Che bisogna spezzare questa catena?
Benissimo! Ti faccio i complimenti per aver centrato il punto, ho fatto vedere questo documentario a molti miei amici e si perdevano in questioni teoretiche, mentre quello che conta è concentrarsi sull'azione e sulla pratica.

Personalmente questo documentario mi ha aiutato a comprendere che le cose in cui mi identificavo erano solo delle sovrastrutture artificiali.
Trovo fondamentale questo punto. E' di massima importanza capire che noi non siamo "lo sfidante" o qualunque cosa esso rappresenti, che solo perchè abbiamo vissuto per tanto tempo sotto le sue grinfie non vuol dire che "è perchè siamo così".

Un' altro spunto di riflessione importante l'ho colto nella storiella finale: in quel momento ho preso coscienza che sarei morto, per davvero.

Nella pratica ho cominciato ad ascoltare costantemente i miei pensieri, all'inizio sembra quasi strano, poi diventa la normalità. Perchè è importante?
Quasi la totalità delle nostre azioni, eccetto quelle impulsive, scaturiscono da pensieri, siano essi suoni, immagini, parole.
Comincia a ascoltare i tuoi pensieri, riconoscendo quelli ad uso dello sfidante, volti a:
-Giudicare e quantificare ogni cosa senza una reale necessità o pertinenza
- Rimandare azioni volte al benessere o al miglioramento personale, o semplicemente a renderci felici
-Attribuire a qualcosa o qualcuno di esterno a noi la causa della nostra situazione di vita (è colpa di mia madre se sono...., è la società che mi rende...., è la politica, il cattivo tempo ecc)
- ecc ecc, il resto è ampiamente spiegato nel documentario.

Se ti accorgi che stai facendo questi pensieri, smetti immediatamente, senza paura, senza forzatura, senza metterti a parlare con quei pensieri, osservali e spariranno, ma soprattutto non lasciare che diventino azioni:

La tua situazione di vita attuale è il risultato di quei pensieri e delle azioni intraprese in funzione di essi. Quando pensi ad un immaginario futuro, lo stai creando.

Ho seguito il consiglio di praticare il silenzio interiore e personalmente mi ha aiutato tantissimo!
Ho cominciato facendo un minuto o due di meditazione al giorno e ho aumentato fino a raggiungere dieci minuti. Non serve meditare delle ore, una volta che hai imparato a mantenere il vuoto mentale per un minuto o due va benissimo perchè ogni qual volta vorrai un po' di pace potrai averla, sempre!

Ho inoltre lavorato molo sulle emozioni, nessuno mi aveva mai detto come fare, ho letto, mi sono informato e ho cominciato ad agire. Cosa credi che non provi più rabbia, tristezza o frustrazione? Eccome se le provo, ma adesso ho io il controllo, se sono deboli so come gestirle, se sono forti so come incanalarle in qualcosa di positivo. Ti faccio un esempio molto pratico, se ti capita di invidiare la gente, una volta che comprendi che quello che hanno loro lo puoi avere anche tu, nonostante il tuo passato, la tua età o la tua situazione attuale, l'invidia cessa di essere tale e diventa una forza propulsiva per il raggiungimento di quel determinato obiettivo.

Questi sono consigli che con me hanno funzionato, potrei parlarti per delle ore di tutte le tecniche che ho imparato in questi anni, ma ognuno di noi ha il suo percorso da fare, quindi scegli tu cosa ti fa stare meglio.

Ti posso però dire i tre ingredienti fondamentali per vincere la sfida:

1 Determinazione

2 Determinazione

3 Determinazione

Un altra cosa che ho capito dopo anni, non si smette mai di imparare e di migliorarsi, io volevo arrivare ad un punto nel quale avrei potuto sedermi sulla poltrona e dire, ce l'ho fatta. Non esiste quel punto, non smetto mai di migliorarmi, e lo faccio divertendomi, quello che prima mi terrorizzava adesso è una sfida in più da vincere.

Ti posso consigliare del materiale che potrebbe aiutarti:
- The secret (il film), se ti rendi conto che aldilà della favoletta c'è una realtà non molto dissimile da quella raccontata
-Intelligenza emotiva di Daniel Goleman
-Il potere di adesso di Eckart Tolle al quale si è ispirato il creatore de "lo sfidante"
-Te stesso al cento per cento di Wayne Dyer

Di libri ce n'è a bizzeffe e alcuni valgono veramente, ma solo nel momento in cui tu passi all'azione e modifichi fattivamente la tua condizione di vita.

Come film ti consiglio The Truman Show, non parla solo di media o del modello americano, parla anche di noi e di te.
Guardalo cercando di andare oltre la semplice trama, manda dei messaggi molto potenti.
The Truman Show è nella top ten dei miei film di sempre Cool Primo, anche se non c'entra un ciufolo, "Le ali della libertà" con Tim  Robbins Cool
Ti ho consigliato il Truman Show perchè a mio avviso spiega molto bene come si possa intrappolare un individuo con paura, sensi di colpa e disinformazione-distrazione, il suo caso è estremo e sfocia quasi nell'irreale, però se ci pensi anche noi nasciamo al mondo senza saper niente e, soprattutto nei primi anni di vita apprendiamo tutto quello che ci viene detto,senza chiederci se è vero o no, spesso questo fa sì che una persona pensi che quello in cui vive sia il mondo "reale", in realtà ne è solo una parte.

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  mattia91 il Ven Ago 30, 2013 1:53 pm

Howl ha scritto:Ciao Mattia,
io ho all'incirca la tua età, un anno in più.
Volevo chiederti: quale letture ti hanno più colpito e quali consiglieresti?
intendo quelle che ti hanno più stimolato a pensare e a intrudurti a nuove idee.

Ciao, sono molto felice per te
Ciao Howl,
mi fa piacere che tu sia interessato a delle letture, forse i libri vengono un po' sottovalutati oggi ed è bello vedere che ci sono ancora persone interessate a questa piacevole attività.
Ho letto molti libri in questi anni e ne avrei tanti da consigliarti, se mi dici che genere preferisci, psicologico, filosofico o motivazionale, sarò lieto di consigliarti alcuni titoli.
Un suggerimento spassionato però te lo voglio dare subito, sembra contro-intuitivo, ma lascia perdere i libri sulla depressione, se letti nel modo sbagliato non fanno altro che alimentarla, è meglio introdurre nuove idee che distruggere quelle precedenti.
Con un po' di apertura mentale e azioni pratiche tutti possono "uscire" dalla depressione e una vota fuori ti sembrerà buffo vedere quanto era semplice vivere diversamente:)

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  vale2013 il Mer Ott 09, 2013 11:14 am

Il tu post e' bellissimo ... Vorrei anch'io toglieremi gli occhiali. Ho inserito un nuovo post dal titolo depressione aiuto. Mi farebbe piacere se mi aiutassi. Un abbraccio per aver ritrovato la tua voglia di vita.

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  johnnie85 il Lun Ago 10, 2015 1:07 pm

Ciao mattia91, mi sono iscritto quasi solo per rispondere al tuo intervento dopo averne letti moltissimi, ti volevo fare i complimenti per essere riuscito a cambiare il modo di vedere le cose, concordo soprattutto sulla tua frase. ‘noi non siamo i nostri pensieri‘ e devo dire che ti invidio un po‘.

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  johnnie85 il Lun Ago 10, 2015 1:15 pm

Non ho finito il messaggio scusatemi scrivo col telefono. volevo aggiungere che in passato anch' io ero riuscito a fare un percorso di questo tipo, poi però sono bastati alcuni eventi negativi -perdita del lavoro di mio padre, fine della storia più importante durata 6 anni- per ricacciarmi indietro nella depressione, e adesso non so davvero come uscirne.

johnnie85

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  Robin93 il Lun Ago 10, 2015 10:25 pm

Caspita, Mattia, anche io sono uscito dalla depressione (una depressione feroce) e adesso vivo la tua stessa situazione...da più di un anno ormai!
E... guarda un po', anch'io cambiai... da Economia a Filosofia!!
Nell'immagine del profilo ho Bertrand Russell, sulla cui Storia della filosofia occidentale, nell'estate 2014, maturai la nuova scelta accademica!
Come si dice? "Felix qui potuit rerum cognoscere causas"... "Fortunato chi ha potuto conoscere le cause delle cose"
Mi piacerebbe tantissimo parlarti direttamente! Smile
Alessandro
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  newnew il Lun Ago 10, 2015 10:53 pm

Mattia raccontaci, com'è andata in questi due anni in cui sei stato lontano dal forum? Smile

newnew

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