Come sono uscito dalla depressione

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Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  mattia91 il Mer Ago 14, 2013 8:29 pm

Salve a tutti, mi sono registrato in questo sito per parlarvi della mia esperienza, chissà mai che qualcuno non ne possa trarre vantaggio.

Voglio fare una premessa, legga questo post solo ed esclusivamente chi è intenzionato a risolvere i suoi problemi, agli altri non servirà assolutamente a niente.

Seconda premessa altrettanto importante, non importa quanti anni avete o quanti ne avete passati nella depressione, vi assicuro che anche un minuto di ''vera vita'', vale la pena di essere vissuto, se vedete la luce andateci incontro, non fatevi frenare da pensieri come ''ho buttato trent'anni della mia vita, tanto vale che non faccia niente'', proseguite!

Mi chiamo luca, ho 22 anni, gli ultimi 7 li ho passati a cercare di uscire dalla depressione, con tanto di psicoterapia, psicofarmaci(pochi a dire il vero, la maggior parte finivano nella spazzatura), libri, santo cielo quanti libri ho letto, forum ecc ecc
Vorrei dirvi un' infinità di cose ma vedrò di essere coinciso.

Partiamo proprio da sta benedetta depressione? Secondo voi cos'è? Una malattia?

Secondo me non è una malattia, non è un disturbo, tracce di questo male di vivere risalgono ai tempi dei tempi e sono stati versati fiumi d'inchiostro a riguardo.

Considerarla una malattia è però molto comodo per molti versi:
- se sono malato non ci posso fare niente o comunque devo seguire la cura e non preoccuparmi del resto, o per lo meno anche se fallisco ho subito la giustificazione bella e pronta, infondo ''sono depresso'', che ci posso fare (il paziente)
-se dico che è una malattia potrò vendere farmaci per curarla e guadagnare qualche (migliaio di) miliardo(i) di euro (chi produce i farmaci)

Pensate quello che volete, per me la ''depressione'', una volta che ho capito con che verso prenderla è stata una benedizione.
Se dovessi spiegare ad un bambino cos'è, e state sicuri che a mio figlio dirò proprio così, gli direi:

'' E' la tua parte più intima che ti sussurra che c'è qualcosa che non va"

Se la vedete così c'è da ringraziare il cielo se siamo depressi, altrimenti vivremmo una vita che non ci piace salvo poi accorgerci alla fine del gioco( la morte, non quella che desiderate ogni giorno, quella vera, la fine di tutto) che "oops, ci siamo sbagliati!"

Dopo questa piccola digressione torniamo al punto focale della questione, come ne sono uscito??

Innanzitutto devo dirlo, non con la psicoterapia, la mia psicoterapeuta ha fatto tutto il possibile (=niente) e mi è stata vicino, mi ha fornito una spalla su cui piangere, ma il lavoro vero l'ho fatto io e scordatevi che qualcuno lo possa fare per voi, è assurdo solo pensarlo.
Il mio percorso è iniziato quando ho capito alcune cose che mi hanno turbato profondamente, immaginate che la vostra realtà sia un quadro e questo quadro vada in mille pezzi, così è come mi sono sentito io quando ho capito come stavano le cose.

Se vi aspettate qualche concetto new age o che mi sia rintanato nella fede in Dio, mi dispiace devo deludervi, le conclusioni a cui sono arrivato sono state il frutto di una ricerca durata anni, non mi sono mai bevuto le stronzate degli psicologi e ho cercato altrove le mie risposte.

Cosa ho capito? vi faccio una metafora per rendere più comprensibile la questione:
Ho capito che:
-portavo delle ''lenti a contatto colorate" che mi facevano vedere tutto grigio, spento e privo di vita
-avevo il potere di togliermi quelle maledette ''lenti'' e cominciare a vedere la realtà
-nessuno avrebbe potuto levarmi quelle lenti, solo io avrei potuto farlo.

Prima di dirvi cosa queste lenti sono, voglio che vi facciate questa domanda, ma non che la leggiate o la ripetiate a pappagallo, voglio che vi prendiate qualche secondo per riflettere:
Se potessi uscire per sempre dalla depressione e vivere una vita felice, piena e soddisfacente, lo farei?

La risposta dovrebbe sembrare scontata ai più, ma credetemi non lo è e vi spiego subito il perchè: molti di voi sono emozionalmente attaccati alla depressione, ovvero, ci avete convissuto talmente tanto a lungo che vi ci siete affezionati, pensiate che faccia parte di voi, della vostra identità o della vostra personalità.
Essendo stato a contatto con molte persone depresse e essendo stato a mia volta depresso, ho notato che ci sono due tipi di comportamento che denotano un forte attaccamento alla depressione:

->Coloro che sulla depressione hanno costruito la loro vita e la loro identità, non mi parrebbe strano se sentissi fare una conversazione di questo tipo a costoro:
-Salve, piacere, io sono Marco
-Piacere mio, io sono Depresso.

->Coloro che vedono la depressione come il loro compagno di vita, da questi si odono frasi come ''la mia depressione mi porta a fare...", "convivo con la mia depressione da..", la ''mia"?? ma che è un figlio sta depressione? è parte di voi? ce l'avete al posto della mano o nell'armadio??

Se volete uscirne dovete essere pronti a lasciare andare ciò che è stato e a vedere la depressione per quello che è, non è un'amica, non è una malattia, non fa parte di voi e non ne ha mai fatto parte, non esistono personalità tendenti alla depressione o persone geneticamente depresse e ora capirete il perchè.

Torniamo alle lenti, volete sapere cosa sono? sicuri?

Le lenti sono i vostri pensieri e le vostre convinzioni!
Cosa sto dicendo? cavolate? no aspettate un momento prima di mandarmi a quel paese e chiudere la pagina, voglio raccontarvi alcuni episodi che mi hanno aiutato a capire.

In questi anni mi svegliavo al mattino e il mio primo pensiero era "no, un'altra giornata, perchè mi sono svegliato, perchè devo subire tutto questo"
A me sembrava normale, in fondo erano anni che andava avanti così, cosa ci poteva essere di strano, e tutto continuò così fino a che una sera uscii con una bellissima ragazza che mi fece passare delle ore stupende, andai a letto sereno senza però analizzare cosa stesse accadendo. Ma la vera sorpresa arrivò la mattina: quando mi svegliai il primo pensiero che feci fu "no, un'altra giornata, perchè mi sono svegliato, perchè devo subire tutto questo"....e subito dopo ricordai la bellissima serata passata il giorno prima e che avrei rivisto quel bellissimo angelo in giornata.
A quel punto mi feci una delle domande più importanti della mia vita: perchè se sono sereno ho pensato questo appena svegliato? io oggi sono contento di essermi alzato. Capii che quei pensieri che facevo erano come un nastro registrato che continuavano a frullare nella mia mente, senza che io dovessi fare alcunchè, capii che non ero io a fare quei pensieri e che si, forse li avevo fatti qualche volta, ma ormai non avevano più bisogno del mio consenso per affiorare alla mente.

In quell'istante inoltre mi resi conto di un' altra cosa importantissima: io non sono i miei pensieri e se non sono i miei pensieri li posso cambiare! Quella mattina andai all'università come al solito ma non ascoltai neanche un secondo della lezione, mi obbligai a pensare a quando avrei rivisto quella ragazza e tutto era diverso, mi sentivo vivo, non vedevo più la classe grigia e cupa che avevo visto il giorno prima, l'aula adesso era viva, c'era tanta gente che rideva, che scherzava ed erano tutti felici e per la prima volta dopo tanto tempo anch'io lo ero.

Cosa vi voglio dire con questo, non è la vostra vita a fare schifo, siete coi che la vedete così, la giudicate coi vostri pensieri, siete convinti che il mondo non abbia nulla di buono da offrirvi e come si fa a non star male se fosse veramente così?? ma la realtà è ben diversa, siamo noi che decidiamo come vedere le cose, quello che pensiamo del mondo che ci sta attorno altera profondamente la percezione di esso.

Continuai a cercare e mi resi conto di aver scoperto l'acqua calda, filosofi come Kant scrissero a lungo sulla percezione della realtà, tutt'oggi le librerie sono piene di libri che parlano di come modificare i propri pensieri possa cambiare la vostra vita.
Spero di avervi scosso un po', ricordatevi che avete una vita sola, non importa se avete 15 anni o 85, vale la pena di vivere il resto della vostra vita FELICI.
Se qualcosa non vi piace della vostra situazione di vita, cambiatela, se non potete cambiarla sul momento escogitate un piano d'azione e la cambierete passo dopo passo, se non potete farci niente, accettate la cosa per quello che è, non ha senso starci male.
Ascoltate le vostre sensazioni e i vostri sentimenti, vi indicheranno la strada. Io l'ho fatto e per nulla al mondo tornerei indietro, ho dovuto superare tante di quelle paure (in fin dei conti per il 99% sono cavolate), ma vi assicuro che ne vale la pena.

Ah per la cronaca con quella ragazza è finita due settimane dopo, ma sono felice lo stesso Smile 

Un abbraccio a tutti e tanti auguri.

mattia91

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  roberto66 il Gio Ago 15, 2013 11:49 am

Ciao Luca
Complimenti per esserne uscito, aver condiviso con noi le tue esperienze, risultati, e aver scritto un post cosi bello
Non so quante volte l’ho letto
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roberto66

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grazie roberto

Messaggio  mattia91 il Ven Ago 16, 2013 3:13 am

sono contento che ti sia piaciuto, sai, in questi anni ci sono state molte persone che mi hanno incoraggiato e dato spinte per andare avanti, vorrei ricambiare il favore:) inoltre vorrei che tutti voi provaste la sensazione di libertà che si prova quando la vita comincia a fluire con te invece che contro di te.
A me la verità mi ha scioccato, è come se mi fossi svegliato di colpo da un brutto incubo, però, nonostante la paura e lo shock iniziale, sono andato avanti e passo dopo passo ho cominciato a vivere la vita che veramente volevo.
Tempo dopo mi resi conto che la mia vita da depresso aveva avuto degli sprazzi di luce, anche se quando ci sei dentro non ci fai caso, la tua mente è sempre orientata verso la negatività e non ricorda ciò che di bello c'è stato. Molto probabilmente ognuno di voi ha dei momenti, seppur brevi, nella giornata in cui sta meglio, magari mentre guardate il cielo, o mentre vedete un bambino che gioca, state meglio perchè la vostra attenzione in quel momento non è all'interno in quei pensieri autodistruttivi, ma è verso la realtà!
Non sto parlando di distrazione, è l'esatto contrario, si tratta di concentrarsi su ciò che di bello c'è attorno a voi e su quanto possa essere bella la vostra vita se solo cominciate a cambiarla.
Un'altro consiglio spassionato è di levarvi dalla testa tutti i termini psicologici e medici, depressione reattiva, proreattiva, ricadute, guarigione, malattia, questo linguaggio non fa altro che spingervi dentro ancora di più, non sarebbe meglio dire: ''oggi sono proprio di cattivo umore, voglio fare qualcosa di bello per me, per tirarmi su'' che è ben diverso da dire ''sono depresso, devo prendere i farmaci, non sarò mai felice''

Infine vorrei aggiungere un'ulteriore cosa, ero convinto di non meritarmi di essere felice, infondo non ero stato quella gran bella persona, avevo combinato solo guai e che quindi dovevo star male: stronzate!
Ogni essere umano su questa terra merita tutta la felicità possibile ed augurabile: levatevi dalla testa concetti come merito o colpa, ve li hanno impartiti i vostri genitori e la società per proteggervi e guidare le vostre azioni, adesso siete grandi, non vi servono più. IO MERITO DI ESSERE FELICE E, CHE CI CREDIATE O MENO, ANCHE VOI!

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  se nulla conta.. il Sab Ago 17, 2013 1:48 pm

Avrò letto quello che hai scritto dieci volte e mi emoziono ancora! Sto vivendo un periodo più sereno e le cose per me sembrano finalmente "prendere forma"in questo momento della mia vita e trovo nella tua storia molte somiglianze nella mia..E' vero il cambiamento deve avvenire in noi non esiste farmaco o psicologo che possa sostituire la forza di volontà o la voglia di star meglio
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  -Nessuno- il Sab Ago 17, 2013 2:28 pm

Penso di non aver mai letto qualcosa di cosi distante dalla mia dimensione di vita. Mi taccio ovviamente, non voglio polemizare con alcuno. Cmq sia contento tu stia bene.

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  VuotoAperdere il Sab Ago 17, 2013 2:57 pm

Mattia, sono felice per te. Ma se "la chiave di volta" o "il colpo di fortuna" (questa ragazza) non la incontri o non incontri un vero amico, la visione di un mondo nuovo quando arriva?
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  VuotoAperdere il Sab Ago 17, 2013 3:19 pm

Io mi sento esattamente come la persona che vedi nell'avatar: immaginalo sul ciglio di un ponte, al di là delle sbarre il vuoto. Le punte dei piedi lo sostengono. Le mani lo tengono solo aggrappato, non cerca di forzare le sbarre per cercare la salvezza, sta solo attendendo di staccare le mani solo per non far soffrire UNA persona. Quello sono io.
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  mattia91 il Sab Ago 17, 2013 7:21 pm

Non so come quotare quindi rispondo così:

Avrò letto quello che hai scritto dieci volte e mi emoziono ancora! Sto vivendo un periodo più sereno e le cose per me sembrano finalmente "prendere forma"in questo momento della mia vita e trovo nella tua storia molte somiglianze nella mia..E' vero il cambiamento deve avvenire in noi non esiste farmaco o psicologo che possa sostituire la forza di volontà o la voglia di star meglio

Sono contento di averti emozionato, sappi che quelle emozioni le puoi provare anche nella tua vita, a volte ci dimentichiamo proprio di cosa voglia dire essere felici! Non sto dicendo che la felicità è provare emozioni positive, però queste fanno parte della felicità. Se vedi che stai migliorando la tua situazione di vita continua così e non ti arrendere, i momenti bui servono a darci la spinta per cercare la felicità! Non bisogna fuggire il dolore, bisogna ascoltarlo! Ben diverso tuttavia è andarselo a cercare o usarlo come rifugio. Sfrutta a pieno i momenti in cui sei sereno, può succedere di tutto in quei momenti:)

Penso di non aver mai letto qualcosa di cosi distante dalla mia dimensione di vita. Mi taccio ovviamente, non voglio polemizare con alcuno. Cmq sia contento tu stia bene.

In cosa di preciso avverti la distanza tra il mio e il tuo pensiero?

Mattia, sono felice per te. Ma se "la chiave di volta" o "il colpo di fortuna" (questa ragazza) non la incontri o non incontri un vero amico, la visione di un mondo nuovo quando arriva?

Quella ragazza è servita da catalizzatore, mi ha solo ricordato quanto sia bello star bene e quanto fossero irreali le mie paure e le mie convinzioni, ho capito che la maggior parte del dolore che avevo provato negli ultimi anni era completamente inutile o quantomeno EVITABILE. Mi ha fatto risvegliare, ma non hai bisogno del colpo di fortuna per farlo, se hai seguito il mio ragionamento non dovrebbe esserti difficile.
La vita è ora, non ieri, non domani quando sarai ....., è adesso, molto semplice. Tu adesso mentre leggi questo puoi fermarti e pensare, oggi voglio vivere questa serata sereno, pensi a qualcosa che ti rende felice e la fai.
Il vero problema è che noi aspettiamo quel momento in cui tutto andrà bene, e questo momento non arriverà mai, perchè adesso vogliamo questo, quando lo avremo raggiunto vorremmo quell'altro, e così via per tutta la vita finchè non ci rendiamo conto che ci è passata davanti senza nemmeno ce ne accorgessimo.
Se sei uno di quelli che aspetta il momento giusto, sono contento di dirti che l'hai trovato, il momento giusto è ORA.

Io mi sento esattamente come la persona che vedi nell'avatar: immaginalo sul ciglio di un ponte, al di là delle sbarre il vuoto. Le punte dei piedi lo sostengono. Le mani lo tengono solo aggrappato, non cerca di forzare le sbarre per cercare la salvezza, sta solo attendendo di staccare le mani solo per non far soffrire UNA persona. Quello sono io.

Anch'io mi sono sentito così, ma ho capito che non poteva essere tutto questo quello che avrei dovuto aspettarmi dalla vita.
Ho capito che se stavo così è perchè avevo permesso ad altri di distruggere la mia autostima, la mia voglia di vivere e non era giusto.
Guarda i bambini, il loro è lo stato NORMALE dell'essere umano, sono felici, sempre curiosi e in grado di provare meraviglia per la bellezza che è intorno a loro, sanno sempre quello che devono fare e non si fanno alcun problema a farlo, molte persone conservano quello spirito nei confronti della vita e sono felici. Cosa ti ha fatto smettere di guardare la vita per quello che è, l'unica possibilità che abbiamo per esprimere il nostro essere e creare qualcosa di ricco e maestoso, aggiungendo qualcosa a questo mondo?
Perchè non parli con quella persona e le chiedi aiuto?

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  Joy il Sab Ago 17, 2013 7:51 pm

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Ultima modifica di Joy il Mar Dic 17, 2013 8:16 pm, modificato 1 volta

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  VuotoAperdere il Sab Ago 17, 2013 7:54 pm

Joy ha scritto:Mattia91: Scusa, ma al di là di ciò che posso pensare o non pensare in merito al tuo post, a me sorge spontanea una domanda che mi desta davvero molta curiosità.
Se dici di essere uscito dalla depressione, di saper vedere la meraviglia per la bellezza, ecc...., perchè, - invece di essere fuori, che ne so, a stare con gli amici, o a farti un giro apprezzando la natura e le sue cose meravigliose - sei sempre collegato su un forum di depressione?
dici a me?
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  Joy il Sab Ago 17, 2013 7:57 pm

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Ultima modifica di Joy il Mar Dic 17, 2013 8:16 pm, modificato 1 volta

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  VuotoAperdere il Sab Ago 17, 2013 7:58 pm

Joy ha scritto:
VuotoAperdere ha scritto:dici a me?
No non lo chiedevo a te, ma a Mattia91
Sì scusa, me ne sono accorto un secondo fa.
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  mattia91 il Sab Ago 17, 2013 8:06 pm

Joy ha scritto:Mattia91: Scusa, ma al di là di ciò che posso pensare o non pensare in merito al tuo post, a me sorge spontanea una domanda che mi desta davvero molta curiosità.
Se dici di essere uscito dalla depressione, di saper vedere la meraviglia per la bellezza, ecc...., perchè, - invece di essere fuori, che ne so, a stare con gli amici, o a farti un giro apprezzando la natura e le sue cose meravigliose - sei sempre collegato su un forum di depressione?
Come ho già detto rispondendo a Roberto, in questi anni molte persone mi hanno aiutato ad andare avanti e incoraggiato, adesso mi sento in dovere di ricambiare. Se riuscissi ad aiutare anche solo uno di voi ad apprezzare maggiormente la vita per me sarebbe veramente grandioso.
Stai tranquillo che durante la mia giornata dedico il mio tempo ai miei interessi.
Tutte le mattine, anche se piove, faccio un'ora di corsa in un parco vicino a casa mia. Esco spesso con amici, vado al mare, leggo e studio.
Non è un problema per me usare 20-30 minuti della mia giornata per sostenere persone che si trovano in una situazione in cui io sono passato, anzi per me è fonte di soddisfazione.
Mi sento come uno che è appena fuggito dalla galera, e non dimentico i compagni che sono ancora lì, anzi cerco di aiutarli a fuggire!

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  Joy il Sab Ago 17, 2013 8:13 pm

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Ultima modifica di Joy il Mar Dic 17, 2013 8:16 pm, modificato 1 volta

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  VuotoAperdere il Sab Ago 17, 2013 8:19 pm

Mattia, in merito a quanto mi hai detto, sono d'accordo con te che per essere sereni bisogna guardare le cose con occhi più disincantati, proprio come fanno i bambini. Ma questo lo puoi fare da solo secondo me, per te stesso, non puoi adottare questa filosofia sul luogo di lavoro (dove è obbligatorio un certo pragmatismo), altrimenti ti rinchiudono (mi pare che tu la intendi come filosofia di vita cioè sempre). Volevo continuare a cercare di spiegarti ma mi sento davvero in fondo a un pozzo, abbi pazienza, buona serata.
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  -Nessuno- il Dom Ago 18, 2013 12:01 am

mattia ti rispondo in privato.

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  merla il Dom Ago 18, 2013 12:04 am

mattia91 ha scritto:
La vita è ora, non ieri, non domani quando sarai ....., è adesso, molto semplice. Tu adesso mentre leggi questo puoi fermarti e pensare, oggi voglio vivere questa serata sereno, pensi a qualcosa che ti rende felice e la fai.
ciao mattia,

guarda secondo me sono sante parole e cascano a fagiolo per me in questo periodo.

francamente sono anche abbastanza d'accordo con quello che scrivi. però ho un po' l'impressione che tu un po' sottovaluti le tue risorse o sottovaluti le problematiche degli altri.
questo per dire che a volte la consapevolezza molto spesso richiede risorse psichiche, intellettive e umane (anche fisiche volendo) che non tutti hanno per le ragioni più svariate, da ragioni strettamente pratiche (penso ad esempio alla depressione post-partum, in cui c'è l'urgenza di star meglio e di occuparsi di un neonato, subito) a ragioni diverse, come magari svariati traumi, che non si riescono magari neanche a ricordare o che gli hanno causato un dolore che non riescono ad attraversare (per superarlo).

magari, appunto, tu hai avuto le risorse per far tue certe consapevolezze, per metterle in pratica, per imparare dall'esperienza ecc. ecc., sei molto giovane e, inoltre, dici di aver avuto le tue difficoltà per molto tempo.
per esperienza personale, posso assicurarti per può capitare che un evento sblocchi delle cose e può capitare che sembri che improvvisamente le cose cambino, ma magari in realtà la psiche e la propria crescita personale stavano lavorando sotto traccia e non sempre si è consapevoli di questo lavoro sotto traccia, di quello che si accolto e fatto proprio negli anni per arrivare proprio lì.

concludo, dicendoti che di nuovo io non trovo niente di sbagliato in quello che scrivi (nel merito), ma non al posto tuo non sottovaluterei per altre persone l'importanza che possono avere le terapie, farmacologiche e psicologiche. Tu sei arrivato a star meglio percorrendo la tua strada, ma ognuno ha la sua, ed è diversa per modi, tempi, ripidezza, ecc.. Smile
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  mattia91 il Dom Ago 18, 2013 1:05 am

VuotoAperdere ha scritto:Mattia, in merito a quanto mi hai detto, sono d'accordo con te che per essere sereni bisogna guardare le cose con occhi più disincantati, proprio come fanno i bambini. Ma questo lo puoi fare da solo secondo me, per te stesso, non puoi adottare questa filosofia sul luogo di lavoro (dove è obbligatorio un certo pragmatismo), altrimenti ti rinchiudono (mi pare che tu la intendi come filosofia di vita cioè sempre). Volevo continuare a cercare di spiegarti ma mi sento davvero in fondo a un pozzo, abbi pazienza, buona serata.
Ma con occhi disincantati non vuol dire stare lì come un ebete, scusa ma mi sembra di capire che vedi il comportamento dei bambini come superficiale o sciocco, non è affatto così, i bambini sono molto più bravi degli adulti a concentrarsi e utilizzano maggiormente le loro risorse.
Non so che lavoro faccia tu quindi non so darti consigli a riguardo, e probabilmente non saprei dartene nemmeno una volta saputolo, però il lavoro può essere anche piacevole.
Io ho lavorato solo qualche mese come cameriere, mi ricordo che quando sono arrivato c'erano parecchie tensioni tra le proprietarie, ma nonostante questo sono riuscito a rendere il clima più sereno, me lo fece notare anche la barista e mi disse che i clienti venivano più volentieri da quando ero arrivato.

Questo è solo un esempio, però ricordati che puoi influenzare l'ambiente in cui ti trovi, anche quello di lavoro, anzi lo stai già facendo, a modo tuo.

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  mattia91 il Dom Ago 18, 2013 1:23 am

merla ha scritto:
mattia91 ha scritto:
La vita è ora, non ieri, non domani quando sarai ....., è adesso, molto semplice. Tu adesso mentre leggi questo puoi fermarti e pensare, oggi voglio vivere questa serata sereno, pensi a qualcosa che ti rende felice e la fai.
ciao mattia,

guarda secondo me sono sante parole e cascano a fagiolo per me in questo periodo.

francamente sono anche abbastanza d'accordo con quello che scrivi. però ho un po' l'impressione che tu un po' sottovaluti le tue risorse o sottovaluti le problematiche degli altri.
questo per dire che a volte la consapevolezza molto spesso richiede risorse psichiche, intellettive e umane (anche fisiche volendo) che non tutti hanno per le ragioni più svariate, da ragioni strettamente pratiche (penso ad esempio alla depressione post-partum, in cui c'è l'urgenza di star meglio e di occuparsi di un neonato, subito) a ragioni diverse, come magari svariati traumi, che non si riescono magari neanche a ricordare o che gli hanno causato un dolore che non riescono ad attraversare (per superarlo).

magari, appunto, tu hai avuto le risorse per far tue certe consapevolezze, per metterle in pratica, per imparare dall'esperienza ecc. ecc., sei molto giovane e, inoltre, dici di aver avuto le tue difficoltà per molto tempo.
per esperienza personale, posso assicurarti per può capitare che un evento sblocchi delle cose e può capitare che sembri che improvvisamente le cose cambino, ma magari in realtà la psiche e la propria crescita personale stavano lavorando sotto traccia e non sempre si è consapevoli di questo lavoro sotto traccia, di quello che si accolto e fatto proprio negli anni per arrivare proprio lì.

concludo, dicendoti che di nuovo io non trovo niente di sbagliato in quello che scrivi (nel merito), ma non al posto tuo non sottovaluterei per altre persone l'importanza che possono avere le terapie, farmacologiche e psicologiche. Tu sei arrivato a star meglio percorrendo la tua strada, ma ognuno ha la sua, ed è diversa per modi, tempi, ripidezza, ecc.. Smile
Non voglio indugiare sull'aspetto farmacologico perchè io ho le mie idee, probabilmente anche sbagliate, però sempre mie.
La mia psicoterapeuta per convincermi a prendere farmaci mi disse che bisognava dare un colpo alla botte(il corpo) e un colpo al cerchio(la mente).
Il problema arriva quando si da solo colpi alla botte, perchè si rompe.
Per quanto riguarda gli psicologi, è come andare a ripetizione, se tu ti impegni il professore è in grado di darti una mano, altrimenti non serve a niente, sono solo soldi buttati.
Sono d'accordo sulle risorse, anche mentali, però c'è anche da dire che se non ci si mette non arriveranno mai, i collegamenti neuronali non si formano da soli.
Se ad esempio una persona si ritrova chiusa in casa senza amici è perchè molte volte si è ripetuta ''ma no sai, lasciamo perdere" " no dai, ci esco domani con tizio" " ho troppo lavoro da fare per uscire" ecc....queste scelte l'hanno portata al suo attuale stato di vita, se non si inizia a cambiare i propri pensieri e le proprie scelte è al di là del paradossale aspettarsi un cambiamento.
Quindi se manca la forza, l'energia o la volontà non si fa quel piccolo passo e si rimane esattamente dove si è.
Effettivamente come mi hai fatto notare, la folgorazione che ho provato io è stata frutto di una ricerca durata per anni, motivo in più per darsi da fare!

Mi state facendo notare in molti che non è così facile vivere, come se non ne avessi passate, ho un curriculum di dolore che farei pena anche al demonio. Però adesso non voglio più pensare al passato, non voglio identificarmi nel mio dolore.
Anch'io rispondevo così alla gente che mi diceva che la vita è bella,che non dovevo star male per quello che mi era successo, li avrei uccisi:)
Poi mi sono reso conto che probabilmente loro la facevano facile ma io d'altro canto la facevo davvero difficile!
C'è un altro modo di affrontare i "problemi" o le sfide della vita.

Non voglio convincervi che quello che dico è vero, mi basta mettervi il dubbio:)

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  roberto66 il Dom Ago 18, 2013 12:21 pm

Io vorrei fare alcune considerazioni
Uscirne senza farmaci
Uscirne con i farmaci
Per me vanno bene tutte e 2 le cose, l'importante è uscirne ( tralasciando che, con o senza farmaci, tanta volonta c'è la dobbiamo mettere noi )
Ma dipende anche da chi è piu fortunato, ha un po di forza di volonta in piu, amici in piu, un carattere diverso, le circostanze che hanno indotto in queta strada sono diverse, i tempi di permanenza in questa situazione sono diversi
In matamatica si dice, che bisogna tener presente tutte le variabili che possono influenzare il risultato finale ( e qui la variabili son tante )

Dal canto mio, posso anche aggiungere che con certi farmaci uno non è piu sestesso, viene indotto ad un comportamento che non è piu il suo
Cambia di personalità
Quante volte abbiamo visto persone un po brille ? uno diventa allegro e simpatico, l'altro aggressivo e attacca brighe, qualcun'altro và ingiro come un zombi

Al mattino non tutti penseranno la stessa cosa, c'e chi dirà " pero bella serata mi sono divertitto ho fatto bene bere un po piu del solito" e chi " ho esagerato con l'alcool mi sono reso ridicolo e stupido"
Ma anche le persone che escono con te potranno dire le stesse cose " mi piace uscire con lui, oppure no, perche quando e brillo, cerca guai

Secondo me se questi psicofarmaci ti fanno star meglio, ti fanno "diventare piu simpatico" e al mattino ti svegli dicendo "che bella serata ho passato"
Se questi farmaci servono a dare, una spintarella ad un'auto che arranca un po in salita, e che ben venga questa spintatella

Infatti da quello che leggo, molti psicologi cambiano terapia e farmaci quando si accorgono che qualcosa non va, finchè non trovano terapia e farmaco giusto
La stessa identia cosa se succede in medicina quando uno non risponde all'antibiotico tradizzionale, si cercano altre strade altri farmaci

Apro un'altra questione
In medicina il medico ha, esami del sangue, radiografie, ecografie e tantissimi altri esami, e se qualcosa non và in una terapia lo scopre subito, con altri esami

Lo psicologo o psichiatra non ha tutti questi esami su qui basarsi e basare la sua terapia, deve unicamente fare affidamento sulla sua esperieza e su quello che diciamo noi
Pertanto anche li, dipende tanto da noi e dalla scelta di una buona persona competente

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  VuotoAperdere il Dom Ago 18, 2013 2:52 pm

mattia91 ha scritto:
VuotoAperdere ha scritto:Mattia, in merito a quanto mi hai detto, sono d'accordo con te che per essere sereni bisogna guardare le cose con occhi più disincantati, proprio come fanno i bambini. Ma questo lo puoi fare da solo secondo me, per te stesso, non puoi adottare questa filosofia sul luogo di lavoro (dove è obbligatorio un certo pragmatismo), altrimenti ti rinchiudono (mi pare che tu la intendi come filosofia di vita cioè sempre). Volevo continuare a cercare di spiegarti ma mi sento davvero in fondo a un pozzo, abbi pazienza, buona serata.
Ma con occhi disincantati non vuol dire stare lì come un ebete, scusa ma mi sembra di capire che vedi il comportamento dei bambini come superficiale o sciocco, non è affatto così, i bambini sono molto più bravi degli adulti a concentrarsi e utilizzano maggiormente le loro risorse.
Non so che lavoro faccia tu quindi non so darti consigli a riguardo, e probabilmente non saprei dartene nemmeno una volta saputolo, però il lavoro può essere anche piacevole.
Io ho lavorato solo qualche mese come cameriere, mi ricordo che quando sono arrivato c'erano parecchie tensioni tra le proprietarie, ma nonostante questo sono riuscito a rendere il clima più sereno, me lo fece notare anche la barista e mi disse che i clienti venivano più volentieri da quando ero arrivato.

Questo è solo un esempio, però ricordati che puoi influenzare l'ambiente in cui ti trovi, anche quello di lavoro, anzi lo stai già facendo, a modo tuo.
No Mattia, hai frainteso. Con "occhi disincantati" intendevo un approccio alla vita che ti ridia il gusto nel fare e nel vedere le cose, appunto con altri occhi. E ti dico: "Magari noi adulti riuscissimo ad applicare la filosofia di vita dei bambini in ciò che facciamo!", sarebbe tutto più semplice, meno machiavellico e NON TUTTO PIU' SUPERFICIALE come hai interpretato tu. Proprio per questo la depressione colpisce in gran parte gli adulti, perchè non hanno lo spirito dei bambini. Per quanto riguarda il mio lavoro, ti dirò che per la sua natura ti sottopone a confronti anche aspri con altre persone, e dopo anni che lo svolgo, è probabile che lo stress mentale accumulato si rifletta anche nella vita di tutti i giorni. La ciliegina sulla torta, è che sono sociofobico, cerco di stare da solo il più possibile, questo è il quadro.
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  mattia91 il Dom Ago 18, 2013 3:24 pm

VuotoAperdere ha scritto:
mattia91 ha scritto:
VuotoAperdere ha scritto:Mattia, in merito a quanto mi hai detto, sono d'accordo con te che per essere sereni bisogna guardare le cose con occhi più disincantati, proprio come fanno i bambini. Ma questo lo puoi fare da solo secondo me, per te stesso, non puoi adottare questa filosofia sul luogo di lavoro (dove è obbligatorio un certo pragmatismo), altrimenti ti rinchiudono (mi pare che tu la intendi come filosofia di vita cioè sempre). Volevo continuare a cercare di spiegarti ma mi sento davvero in fondo a un pozzo, abbi pazienza, buona serata.
Ma con occhi disincantati non vuol dire stare lì come un ebete, scusa ma mi sembra di capire che vedi il comportamento dei bambini come superficiale o sciocco, non è affatto così, i bambini sono molto più bravi degli adulti a concentrarsi e utilizzano maggiormente le loro risorse.
Non so che lavoro faccia tu quindi non so darti consigli a riguardo, e probabilmente non saprei dartene nemmeno una volta saputolo, però il lavoro può essere anche piacevole.
Io ho lavorato solo qualche mese come cameriere, mi ricordo che quando sono arrivato c'erano parecchie tensioni tra le proprietarie, ma nonostante questo sono riuscito a rendere il clima più sereno, me lo fece notare anche la barista e mi disse che i clienti venivano più volentieri da quando ero arrivato.

Questo è solo un esempio, però ricordati che puoi influenzare l'ambiente in cui ti trovi, anche quello di lavoro, anzi lo stai già facendo, a modo tuo.
No Mattia, hai frainteso. Con "occhi disincantati" intendevo un approccio alla vita che ti ridia il gusto nel fare e nel vedere le cose, appunto con altri occhi. E ti dico: "Magari noi adulti riuscissimo ad applicare la filosofia di vita dei bambini in ciò che facciamo!", sarebbe tutto più semplice, meno machiavellico e NON TUTTO PIU' SUPERFICIALE come hai interpretato tu. Proprio per questo la depressione colpisce in gran parte gli adulti, perchè non hanno lo spirito dei bambini. Per quanto riguarda il mio lavoro, ti dirò che per la sua natura ti sottopone a confronti anche aspri con altre persone, e dopo anni che lo svolgo, è probabile che lo stress mentale accumulato si rifletta anche nella vita di tutti i giorni. La ciliegina sulla torta, è che sono sociofobico, cerco di stare da solo il più possibile, questo è il quadro.
Ho frainteso le tue parole, comunque ci vuole coraggio per applicare quella filosofia alla nostra vita, molti ti guardano come se fossi "strano" si chiedono cosa combini, ti dicono che sei poco serio ma secondo me invidiano anche, una persona che riesce a mantenere quello spirito di curiosità verso il mondo è per il 99% del tempo felice.
Io forse non ho vissuto le esperienze che avete vissuto voi ma sapete una cosa, io non voglio più farmi togliere l'entusiasmo di vivere dalle situazioni contingenti, provo a modificarle e se poi mi rendo conto che non posso, bye bye, sono pronto a farlo anche sul posto di lavoro e senza troppo problemi, sono cresciuto in una casa di 40 metri quadrati, in 4 in casa e con uno solo stipendio per anni, non sono viziato, mi accontento di qualcosa in meno purchè stia bene.
Gente sento di quelle storie sul lavoro che sarebbero da corte marziale, io non sono disposto a vendere la mia felicità per i soldi, i soldi sono un mezzo non il fine, c'è molta gente che guadagna anche bene facendo quello che gli piace:
''si ma sono incoscienti, non pensano al futuro"
" ma che razza di lavoro è quello"
" beato lui che può permetterselo, io non potrei mai"
"è ma ci vuole coraggio, ci vogliono soldi e io non posso permettermelo"
Ok, come volete, intanto sono felici e non passano una vita da schiavi.
Secondo un recente sondaggio il 50% degli italiani vorrebbe prendere e mollare tutto, forse solo lo 0,0005% lo fa, cosa aspettano? cos' hanno paura di perdere?

Sono solo riflessioni, sto un po' divagando. Secondo me per essere felici bisogna:
-avere un'attitudine alla positività
-fare ciò che si piace, anche se solo come hobby, però qualcosa che faccia star bene il nostro ''bambino interiore"
-darsi uno scopo, cazzarola, questa è la parte più difficile
- ascoltarsi, cavoli, se ascoltassimo le nostre sensazioni e agissimo di conseguenza saremmo molto più felici

Vorrei un attimo che vi immergeste nel mio punto di vista, sono piuttosto socievole, attacco bottone facilmente e per questo parlo con molte persone.
Quello che mi pare di capire è che loro vogliono qualcosa, ma pensano di non poterselo permettere.
Quindi ci troviamo in una situazione in cui l'io scalcia, scalpita, vuole prendere lui il comando del timone e saprebbe esattamente dove portare la nave, dall'altra parte invece c'è una mente, ricolma di stronzate, a cui però abbiamo dato tutto il potere, ci siamo resi conto che la mente può sopprimere le emozioni, gli istinti, anche quelli più forti come quello di sopravvivenza, e usiamo solo quella.
Questo crea un conflitto, crea attrito che noi avvertiamo come dolore( risentimento, ansia, frustrazione, ecc).
Perchè non mettere la parte più profonda di noi al comando e usare la mente come computer di bordo??

Vi faccio un esempio molto pratico, finito il liceo ero nel panico più totale sul futuro e come mi hanno consigliato i miei ho scelto una facoltà scientifica, fisica, è una figura professionale molto richiesta e il 75% dei laureati trova impiego entro un anno.
Un quadro idilliaco, con il piccolo particolare che io amavo la filosofia e odiavo la matematica. Nonostante questo misi a tacere tutte le lamentele dell'inconscio e mi iscrissi a fisica, senza tener minimamente conto di ciò che mi piaceva e di ciò che mi faceva star bene.
Risultato, due anni di frustrazioni e insuccessi al seguito dei quali ho lasciato la facoltà per iscrivermi a filosofia.
A quest'ora sarei già laureato e avrei ricevuto sicuramente molta più soddisfazione invece che passare due anni d'inferno a cercare in tutti modi di azzittire quella voce molto "scomoda".
Io però ho capito una cosa molto importante, voglio che sia quella voce a guidare le mie azioni.

Scusate la digressioni, mi andava di dirvi queste cose.


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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  merla il Dom Ago 18, 2013 3:40 pm

mattia91 ha scritto:
-fare ciò che si piace, anche se solo come hobby, però qualcosa che faccia star bene il nostro ''bambino interiore"

....

Quindi ci troviamo in una situazione in cui l'io scalcia, scalpita, vuole prendere lui il comando del timone e saprebbe esattamente dove portare la nave, dall'altra parte invece c'è una mente, ricolma di stronzate, a cui però abbiamo dato tutto il potere, ci siamo resi conto che la mente può sopprimere le emozioni, gli istinti, anche quelli più forti come quello di sopravvivenza, e usiamo solo quella.
Mattia, tutto vero, però, appunto, considera che a volte la mente ti distoglie da emozioni, istinti ecc. ecc. per un semplice e banale meccanismo di difesa.
Che in sé è qualcosa di sano.
Ci sono casi in cui questo meccanismo di difesa si irrigidisce per i motivi più diversi, e a quel punto il "bambino interiore" non lo si sente più, non si sa proprio di averlo.
E può essere molto pauroso e molto disorientante scoprirlo, soprattutto dopo aver gestito la propria vita per anni su delle sovrastrutture.

Non penso che i tuoi problemi siano minori di quelli di altri con queste mi affermazioni. Però ad esempio penso che un conto è liberarsi dalle sovrastrutture alla tua età quando tutto considerato ci si può giocare ancora tutto.
Già farlo vent'anni dopo mettendo sul piatto della bilancia scelte di vita, lavorative, relazionali, famiglie e responsabilità acquisite o prese proprio per effetto delle scelte, è una cosa che ha un costo diverso, magari si rivela più difficile, sicuramente da più paura.
Perché uno, conoscendo solo quelli, ai propri meccanismi si affeziona in un certo senso (io non credo che ci sia nessuno affezionato alla depressione, sia chiaro, ma, sempre per esperienza diretta, mi rendo conto che scardinare meccanismi poco funzionali può anche essere spaventoso. se una persona non si è mai 'sentita', nel momento in cui scardina non sa cosa trova e non sa neanche se trova qualcosa, per cui può essere una fase terrificante)
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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  mattia91 il Dom Ago 18, 2013 8:18 pm

Comprendo benissimo quello che stai dicendo, mi sono tenuto dentro per sei anni un problema di cui non ho mai parlato a nessuno, un solo stupido errore e non avevo la forza di cambiare le cose, era semplicissimo sai, ma quello che mi fermava era la paura di rendermi conto che avrei potuto farlo sei anni prima.
Mi feci coraggio e affrontai la cosa e da lì mi promisi che non sarebbe più successo. E' veramente sciocca quella paura, non perchè sia di poco conto, è praticamente paralizzante, ma se ci pensi non ha senso andare avanti così.
Se vuoi andare a Roma e per sbaglio prendi la strada per napoli, cosa fai continui per la strada o torni indietro? Sai qual'è il problema, quella fottuta paura di sbagliare, ce la impartiscono sin dall'asilo, è assurda. Vorrei darti i miei occhi per vedere ciò che vedo io.
Se uno sbaglia AMEN, CHISSENEFREGA!!!!! Sbagliare è l'unico modo per imparare non ce n'è un altro!!! Di cosa hai paura, di quello che dirà la gente? ma fattici due risate.
Io mi sono liberato della maggior parte delle mie paure e quella di sbagliare è stata la più difficile da eliminare e non sono neanche sicuro che non tornerà a bussare alla mia porta, però guarda, le dirò di andarsene che non è più la benvenuta nella mia testolina.

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Re: Come sono uscito dalla depressione

Messaggio  VuotoAperdere il Dom Ago 18, 2013 9:09 pm

mattia91 ha scritto:Comprendo benissimo quello che stai dicendo, mi sono tenuto dentro per sei anni un problema di cui non ho mai parlato a nessuno, un solo stupido errore e non avevo la forza di cambiare le cose, era semplicissimo sai, ma quello che mi fermava era la paura di rendermi conto che avrei potuto farlo sei anni prima.
Mi feci coraggio e affrontai la cosa e da lì mi promisi che non sarebbe più successo. E' veramente sciocca quella paura, non perchè sia di poco conto, è praticamente paralizzante, ma se ci pensi non ha senso andare avanti così.
Se vuoi andare a Roma e per sbaglio prendi la strada per napoli, cosa fai continui per la strada o torni indietro? Sai qual'è il problema, quella fottuta paura di sbagliare, ce la impartiscono sin dall'asilo, è assurda. Vorrei darti i miei occhi per vedere ciò che vedo io.
Se uno sbaglia AMEN, CHISSENEFREGA!!!!! Sbagliare è l'unico modo per imparare non ce n'è un altro!!! Di cosa hai paura, di quello che dirà la gente? ma fattici due risate.
Io mi sono liberato della maggior parte delle mie paure e quella di sbagliare è stata la più difficile da eliminare e non sono neanche sicuro che non tornerà a bussare alla mia porta, però guarda, le dirò di andarsene che non è più la benvenuta nella mia testolina.
Scusa però Mattia, non posso conoscere i dettagli della tua storia, ma credo che il tuo disagio sia nato da un episodio preciso, che fortubnatamente hai affrontato di petto e sconfitto. Il problema è quando la tua condizione nasce dall'ambiente in cui sei vissuto, quando sei cresciuto e formato in situazioni fortemente conflittuali. In quel caso è difficilmente individuabile UN mostro da sconfiggere, quando questi conflitti sono un "imprinting"...
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